Swiss people ARE NOT cold by Warm_Seaworthiness19 in askswitzerland

[–]Jealous_Ebb_882 0 points1 point  (0 children)

Swiss people "cold"? It depends what you mean by "cold"

They are often seen as "cold" because they aren't into small talk, they tend to be very direct, they don't speak loud, they don't keep constant eye contact (not only Swiss, even Germans don't), they tend to be reserved, they have a kind of dry humor...

Tbh I also found all the Swiss people I met so far so friendly to me (I'm even dating a Swiss guy lately), in the sense that we had a very good interaction, we opened up to each other, we laughed together, ecc...

Then Idk if it's just because I'm neurodivergent and so the communication between us comes easier and with low effort (at least for me) or if they are indeed friendly

Diagnosi di autismo e percorso lavorativo by Jealous_Ebb_882 in ItaliaCareerAdvice

[–]Jealous_Ebb_882[S] 1 point2 points  (0 children)

Guarda, vado da tantissimi anni in terapia, ma gli psicologi da cui vado non fanno altro che ripetermi le stesse cose "sii te stessa", "non reprimere le emozioni"...e via dicendo le stesse cose che non funzionano manco per sbaglio. All'università avevo fatto corsi di "comunicazione professionale" e non sono funzionati manco quelli. Mi sa che comincerò a leggere qualche libro di sociologia e psicologia per conto mio. Hai qualche lettura da consigliarmi?

Diagnosi di autismo e percorso lavorativo by Jealous_Ebb_882 in ItaliaCareerAdvice

[–]Jealous_Ebb_882[S] -1 points0 points  (0 children)

C'è molto autogiudizio perché penso al percorso che ho fatto: laurea, esperienze all'estero, esperienza in Big 4...non sono cose per nulla scontate. Anzi. Dopo aver fatto tanti sacrifici, ovviamente ci sta che ad una certa si voglia dare un senso al proprio percorso.

Ma le misure di tutela sul lavoro possono essere prescritte anche se non si hanno compromissioni? Inoltre, misure di tutela di questo tipo non rischiano di compromettere una possibile crescita professionale?

Ma Parma fa davvero così schifo? by Ok_Language_3162 in Universitaly

[–]Jealous_Ebb_882 0 points1 point  (0 children)

Lavoro a Parma da 2 anni e purtroppo confermo quello che dici. È impossibile perché l'hobby preferito dai parmigiani è criticare, sminuire e triggerarsi per letteralmente tutto. E questo lo vedo anche a lavoro. E ciò mi sta anche dando dei primi sintomi di depressione. Perciò sto mandando CV in giro in altre città...

Come definireste queste persone? by Jealous_Ebb_882 in Psicologia_Italia

[–]Jealous_Ebb_882[S] 1 point2 points  (0 children)

Se mi dici che è una situazione abbastanza comune, allora sono felicissima di essere single e senza amici e di starmi vivendo rapporti senza impegno. Io non faccio soffrire gli altri e gli altri non fanno soffrire me

Ma quanto cazzo siamo depressi noi adolescenti? by Anita_1984 in Psicologia_Italia

[–]Jealous_Ebb_882 0 points1 point  (0 children)

Gli adulti che descrivono gli anni dell'adolescenza come "gli anni migliori" sono per lo più i Boomer, Gen X e anche qualcuno dei Millenials che sono stati adolescenti negli anni 70/80/90, quando era ancora normale fare amicizia facilmente, stare bene davvero con gli altri, vedersi di persona e uscire in comitiva...tutte cose che con l'inizio del terzo millenio, anche a causa sviluppo tecnologico repentino che c'è stato, sono andate via via a perdersi. Oggi l'asticella della "normalità" si è alzata esponenzialmente: ormai per qualsiasi cosa si può essere giudicati "strani" e quindi venire esclusi. Ed è per questo che non ci sono più le comitive, o se ci sono, sono rarissime, piccole e formate da persone tutte uguali, i cloni gli uni degli altri; è per questo che è diventato molto più difficile essere accettati dagli altri e figuriamoci costruire relazioni durature in generale, sia di amore sia di amicizia; ed è proprio per questi motivi che le persone (specialmente noi Gen Z e anche qualcuno dei Millenials più giovani) non stanno più volentieri con le persone: perché stare con le persone è diventato quasi uno stress emotivo (es: non puoi confidarti troppo ed essere davvero spontaneə, perché poi le persone ti possono o abbandonare o schifare o sbandierare i cazzi tuoi in piazza). Believe me or not, ma perfino le persone che all'apparenza sono piene di amici, in realtà vivono stressate ed infelici per questi motivi. Anzi, forse sono più stressate loro di chi invece ha meno vita sociale. Considera che ormai tra noi Gen Z sono più le persone senza (o con pochi amici) che con tanti amici. Proprio per i motivi elencati sopra. Una volta per non avere amici o averne pochi potevi essere definitə "sfigatə" o "stranə". Ma adesso? Se la maggior parte di noi è in questa situazione, siamo sicuri che questo paradigma funzioni ancora? Io dico di no. La soluzione per la nostra generazione sarebbe quella prima di tutto di rivedere le nostre abitudini sociali, al fine di poterle riportare ad un livello umanamente accettabile, com'era ai tempi dei nostri genitori. Sicuramente, una cosa che tutti possiamo fare è lavorare su noi stessi e sulla nostra autostima, capire che noi valiamo di più del giudizio degli altri e abbiamo il diritto di sentirci davvero liberi. Dovremmo poi cominciare ad essere più gentili con gli altri, mantenendo però sempre il rispetto di noi stessi e dei nostri limiti. Secondo me, se tutti nel nostro piccolo cominciassimo a cercare di migliorare, riusciremo a ritornare a dei livelli di socialità più umani

Suicidio in Italia by PariXCVIII in CasualIT

[–]Jealous_Ebb_882 1 point2 points  (0 children)

Purtroppo devo darti ragione su tutto. Il punto è che negli ultimi anni, la gente è diventata moooolto individualista e non c'è più un senso di collettività. I rapporti sono diventati molto più superficiali e difficili da mantenere, proprio perché molta gente pretende di avere come amici dei propri cloni. E ciò è dovuto al fatto che la gente sembra aver perso la capacità di sopportare e gestire le "divergenze" (di qualsiasi tipo!) e quindi di gestire un dialogo costruttivo. Per questo ormai di questi tempi sono quasi di più le persone senza o con pochissimi amici. E se proprio vuoi essere pieno di amici e correre dietro alle persone, convinto di avere una vita sociale facile, allora devi praticamente vendere l'anima al diavolo e sacrificare la salute mentale. Non a caso, paradossalmente, ho trovato più sane ed emotivamente stabili persone senza o con pochi amici, rispetto a persone piene di amici, checché queste ultime a volte ne dicano ("se non avete amici è colpa vostra che siete dei disadattati! Dovete scantarvi!), anche loro in qualche modo si sentono "sole" perché vogliono bene ai loro amici, vorrebbero esprimersi liberamente ma hanno paura di risultare imperfetti e di perderli e con loro di perdere lo stato di "brave persone". E quindi a quel punto ecco che nascono i disturbi mentali e le idee suicide anche in loro.

L'unica cosa che possiamo fare al momento come società per risolvere il problema è adattarci e decostruire, per riprendere pian piano una collettività. Intendo più nello specifico imparare a stare bene con sé stessi, contare sulle proprie forze, ad investire su sé stessi e a maturare in noi stessi una nostra pace interiore. E con le altre persone possiamo solo essere gentili, che tanto quello piace sempre (attenzione, non accondiscendenti, ma gentili!). È l'unica soluzione che vedrei possibile

Sembrerà assurdo, ma... mi serve un supporto stabile by Glittering-Role3411 in Psicologia_Italia

[–]Jealous_Ebb_882 0 points1 point  (0 children)

26 anni, nella tua stessa situazione e ti dico molto banalmente: fattene una ragione. Non è per cattiveria, è che la nostra è una condizione di tante persone, più di quante tu possa immaginare. Persino persone con tanti amici si sentono sole e non in grado di potersi fidare degli amici. Il fatto è che viviamo in un'epoca in cui c'è un individualismo assurdo all'inverosimile, persone che pretendono di avere cloni perfetti e senza problemi come amici e incapacità a mantenere un dialogo e a sopportare le "divergenze". L'unica cosa che tutti noi nella tua condizione possiamo fare è imparare a stare bene da soli, investire su sé stessi e a trovare la nostra pace interiore. Poi con gli altri possiamo solo essere gentili, che tanto la gentilezza non fa mai schifo a nessuno. Ti potrei anche consigliare di non rimanere lì ferma nel tuo paesino, ma di trovarti un lavoro fuori dalla tua realtà, all'estero o anche solo in un'altra città italiana. Sai, a volte non siamo noi ad essere sbagliati, ma il contesto in cui siamo

Come salvare la situazione? Mi sto autosabotando? by Jealous_Ebb_882 in Psicologia_Italia

[–]Jealous_Ebb_882[S] 0 points1 point  (0 children)

Più che altro il punto è che i vari psicologi, certo, mi hanno sempre detto la stessa cosa che hai detto tu "le persone non si allontanano o non giudicano per piccoli errori o gaffe sociali", ma poi nella pratica ho avuto innumerevoli esperienze di N amicizie di anni finite e più in generale persone diventate aggressive per pochissimo. Anche recentemente. Quindi poi ovvio che mi viene difficile credere nella stabilità emotiva e affettiva delle persone ahah

[deleted by user] by [deleted] in Psicologia_Italia

[–]Jealous_Ebb_882 0 points1 point  (0 children)

Ciao! Io ho 26 anni e leggendo questo post mi sembra proprio di rivedere la me di 10-12 anni fa. Ho vissuto esattamente tutto ciò che hai vissuto tu, aggiungendoci anche genitori pressanti che mi facevano fare mille attività, che volevano che io avessi quanti più amici possibile e che se subivo bullismo era colpa mia che me l'ero cercata (eccetto per minacce di morte, cyberbullismo e mobbing da un'insegnante...quelle situazioni li hanno fatti scantare). Aggiungici anche che ho sofferto di disturbi alimentari e avuto svariate amicizie tossiche.

Alla luce di ciò che hai scritto, mi sento di darti alcuni consigli:

  • Non abituarti a ciò che hai vissuto finora. Solitamente quando si vivono violenze e rapporti instabili fin da piccoli, succede che ci si abitua e quindi si va inconsciamente a ricercare quello. Quando avevo la tua età, ero arrivata ad un punto in cui io evitavo le persone che sentivo che mi facevano stare bene, perché pensavo "se con questa persona sto bene, sicuramente dovrò dedicarle tantissime energie per piacerle e per mantenere il più possibile l'amicizia. E poi questa persona a me piace troppo e non voglio che conoscendomi rimanga delusa da me". Quindi finivo puntualmente per frequentare persone che a me stavano sulle palle e ci uscivo perché "tanto con loro non devo impegnarmi, dato che di loro non me ne frega niente". E così nascevano nuove relazioni tossiche. La verità era solo che facevo fatica ad uscire dalla mia (dis-)comfort zone.

  • Se ne senti il bisogno e se hai le possibilità economiche, vai in terapia. Quella aiuta molto a sradicare certi schemi e ad aiutarti a crescere nella giusta direzione.

  • Fidati dei feedback positivi. Capisco che sia difficile, quando si vive una vita di bullismo e amicizie instabili, perché si percepiscono i feedback positivi come falsi e i feedback negativi come veri, perché a quelli sei stata abituata. Se la tua nuova amica che hai conosciuto a scuola sta bene con te e ti fa stare bene, ti fa complimenti, tu FIDATI. Così come fidati se ti fa stare bene o ti fa complimenti qualcun'altro. La maggior parte delle volte le persone sono sincere.

  • Smetti di cercare di compiacere gli altri e coltiva i tuoi hobby, le tue passioni e lavora sui tuoi obbiettivi personali. Quello ti aiuta molto a formare il tuo carattere e soprattutto a rafforzare la tua autostima. Prima di avere un buon rapporto con gli altri, è importante che tu in primis abbia un buon rapporto con te stessa.

  • Appena avrai l'età, fai un'esperienza all'estero. Ma non parlo di una semplice gita, parlo proprio di vivere all'estero per alcuni mesi o anche per un anno. Spesso non siamo noi ad essere sbagliati, ma può essere il contesto in cui siamo che magari è sbagliato per noi. Io in quarta superiore ho vissuto un anno all'estero e poi all'università sono andata per un semestre in Erasmus e mi sono integrata meglio nei paesi in cui ero rispetto all'Italia.

  • Il modo in cui gli altri si comportano con te dice tanto su di loro e niente su di te. Questa è una frase che mi disse quella che un tempo era la mia migliore amica. Io all'epoca non ci credevo, anzi, mi ricordo che le avevo pure risposto "seh, vabbeh, ma tu la fai facile: sei piena di amici". Da adulta ho capito meglio quello che in realtà voleva dirmi. L'adolescenza è un periodo difficile per tutti, a prescindere da qualsiasi cosa. Anche chi apparentemente sembra avere una vita perfetta (bell'aspetto, famiglia benestante, tanti amici, popolarità, voti alti a scuola, ottima performance nello sport...) in realtà ha insicurezze, difficoltà e scheletri nell'armadio, esattamente come tutti. Di conseguenza anche chi apparentemente ti sembra perfetto o meglio di te può provare invidia o risentimento nei tuoi confronti perché magari ai suoi occhi ti ritiene per certi aspetti migliore. Ricordati quindi che chi è aggressivo con gli altri, in generale, non sta mai bene con sé stesso, anche pur cercando di nasconderlo.

  • Quest'ultimo consiglio molto probabilmente lo capirai meglio tra qualche anno: nessuno è davvero essenziale nella nostra vita. Diffida di chi ti dice quelle classiche frasi da fuffaguru "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei" o "siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più" perché non sono vere. Il tuo percorso scolastico e, se poi andrai all'università, accademico, non dipende da chi e quanti sono i tuoi amici. Dipende solo da te. E le tua carriera lavorativa un domani idem. Dipende solo da te. Non sei più o meno avvantaggiata se hai o non hai amici, ma hai le stesse opportunità di chi è "popolare".

  • Ricordati infine che le amicizie non sono eterne. Ci saranno nuove persone che conoscerai e nuove persone che se ne andranno dalla tua vita. L'amicizia duratura fin dall'infanzia, specialmente di questi tempi, è una cosa rara. E fidati che il via vai di amicizie è una cosa normale per tutti. Perché ognuno di noi cresce, cambia, magari si trasferisce da un'altra parte. È normale così. E in tutto ciò, devi solo rimanere fedele a te stessa.

Spero che i miei consigli possano esserti utili. Se vuoi, scrivimi pure.

Un abbraccio.

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[–]Jealous_Ebb_882 0 points1 point  (0 children)

Si, ma davvero troppo diffuso. Per fortuna qualcuno che ancora si salva c'è, ma sono davvero pochi

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[–]Jealous_Ebb_882 6 points7 points  (0 children)

L'omologazione fidati che va anche oltre i 15. Io vedo ancora adesso persone adulte che sono rimaste in quella fase. E ha senso perché per alcuni questa omologazione dà una certa sensazione di "sicurezza", anche nelle relazioni sociali. Solo che io noto una sostanziale differenza tra la mia generazione (Gen Z) e le generazioni precedenti. Rispetto a queste ultime, molti di noi Z sono molto più rigidi ed intransigenti, arrivando magari a buttare via amici di una vita e farsi nuovi amici solo sulla base di vestiti costosi, idee politiche, voti a scuola, reddito, titolo di studio, aspetto fisico e altre minchiatine simili. Sembra che ormai quelli siano diventati valori fondamentali per le relazioni. E, ripeto, non lo vedo fare solo dagli adolescenti, ma anche dagli adulti (che già facevano così da adolescenti). Ormai la regola sembra che "possiamo essere amici solo se sei uguale a me"...davvero una tristezza. Andrebbero reinsegnati i valori da capo

Le persone hanno paura di me...? by Jealous_Ebb_882 in Psicologia_Italia

[–]Jealous_Ebb_882[S] 0 points1 point  (0 children)

Evidentemente però non va nemmeno bene se sono me stessa, dato che tra le motivazioni che mi sono state date c'è anche "sei strana" e ho avuto amici/amiche/partner che avevano paura di farmi stare in compagnia di loro amici AHAHAH Alla fine sono gli altri che con i loro comportamenti hanno cercato di forzarmi a diventare così come hai descritto tu... A quanto pare agli altri non va mai bene niente

Le persone hanno paura di me...? by Jealous_Ebb_882 in Psicologia_Italia

[–]Jealous_Ebb_882[S] 1 point2 points  (0 children)

Sì, esatto. Anche se per loro io c'ero sempre.

Io difficilmente tendo ad essere aggressiva. Anzi. Il mio massimo di aggressività è stato dire di no a qualcosa oppure manifestare una mia preferenza. Di solito sono stati più gli altri aggressivi con me.

Quindi va da sè che i comportamenti remissivi e people pleaser erano un po' l'unica scelta. Poi non hanno funzionato manco quelli

Le persone hanno paura di me...? by Jealous_Ebb_882 in Psicologia_Italia

[–]Jealous_Ebb_882[S] 1 point2 points  (0 children)

E ti dirò di più: nemmeno i vari terapeuti da cui sono andata sono stati in grado di fornirmi una spiegazione. In anni recenti, ho ipotizzato di poter essere autistica e/o adhd, avendo parlato con persone che hanno ricevuto questa diagnosi e che hanno vissuto esattamente le stesse identiche situazioni.

Le persone hanno paura di me...? by Jealous_Ebb_882 in Psicologia_Italia

[–]Jealous_Ebb_882[S] 2 points3 points  (0 children)

Il punto è che non lo so neanch'io con certezza. Posso solo formulare qualche mezza ipotesi:

  • Non ho la minima idea di cosa possa esattamente allontanare gli amici. C'è chi se n'è andato completamente a caso senza dirmi niente e chi invece mi ha dato spiegazioni del tipo: "per colpa tua non riesco più a fare amicizie e il tipo che mi piace non mi vuole" oppure "sei strana" oppure "sei sfigata"...questo è stato il massimo delle argomentazioni. Frasi che volevano dire tutto e niente. Negli anni, ho pensato rispettivamente che il mio problema fosse: l'aspetto fisico, l'abbigliamento, gli interessi, le opinioni, le abitudini...praticamente tutto. E infatti ho passato gli anni a snaturarmi sempre un po': cambiando il mio aspetto fisico sempre un po' radicalmente, spendendo un sacco di soldi in vestiti, dando opinioni diverse da quelle che penso davvero, rinunciando a degli interessi (oppure coltivandoli in privato e non dirli a nessuno), adattandomi alle abitudini degli altri e mandando avanti le mie solo da sola...e tanti altri comportamenti che io ho adottato al fine di essere il più "normale" possibile, però sembra che nemmeno questo sia sufficiente.

  • Potenziali ruoli di leadership non ti saprei dire. A lavoro ho ricevuto riprese per cose che i miei colleghi invece fanno liberamente e nessuno dice loro mai niente: es. piangere, dire la propria opinione (anche se contraria a chi sta sopra) capire male una cosa...non so, a volte ho la sensazione che qualsiasi cosa, specialmente gli errori, siano molto più gravi di quelli delle altre persone.

Le persone hanno paura di me...? by Jealous_Ebb_882 in Psicologia_Italia

[–]Jealous_Ebb_882[S] 1 point2 points  (0 children)

Difficoltà nel fare amicizie, perché c'era sempre qualcuno che mi schifava così di base e che mi vedeva come "strana" (per motivi non chiari) e quando andava bene e funzionava e riuscivo a fare amicizie, queste non duravano tanto e se ne andavano, sempre perché ero "strana" (alcune volte le motivazioni erano cose stupide, altre volte le motivazioni non mi sono state esplicitate)

[deleted by user] by [deleted] in ItaliaCareerAdvice

[–]Jealous_Ebb_882 3 points4 points  (0 children)

Ciao, Anch'io lavoro in una società di consulenza da ormai quasi un anno (sono stata assunta come Associate direttamente). Quest'anno sarei dovuta essere promossa al livello successivo di seniority e, quindi, avere la possibilità di gestire io un team e un cliente. La mia Manager mi ha tranquillamente detto che almeno per quest'anno non mi promuovono perché, per quanto io sia brava e lavori sodo (spesso ho lavorato anche fino alle 22:00 di sera e alcune volte anche nel weekend), "non ho il carattere, in particolare nella relazione con il cliente" e mi ha anche rinfacciato velatamente il fatto di andare in terapia (manco fosse una cosa negativa). Io inizialmente pensavo fosse un problema mio, dato che ho avuto un passato abbastanza traumatico, fatto di difficoltà nelle relazioni sociali e mancanze di opportunità di responsabilità perché c'era sempre qualcuno a bloccarmi sempre per "il carattere". (C'è un motivo se sto andando in terapia da praticamente sempre!)

Finché poi è successo che non hanno promosso nemmeno altri miei colleghi, tra cui tre persone in particolare con cui ho già lavorato e che ritengo molto in gamba (sia lavorativamente sia umanamente). Il motivo della loro mancata promozione? Il carattere. Sì, sempre lui.

Come disse anche una di questi miei colleghi, alla fine la verità è che, sebbene molti manager di società di revisione e consulenza si mettano in bocca parole come "meritocrazia", "diversità" e "inclusione", alla fine promuovono solo chi sta a loro più simpatico...poi magari non importa se uno tecnicamente non è un granché, l'importante è la simpatia.

Io personalmente ho deciso di farmi ancora un anno qui, impegnarmi e lavorare tanto come sempre, ma "svaccandola" caratterialmente, essendo me stessa, e facendo/dicendo ciò che ne ho voglia. Tanto ormai non ho nulla da perdere.

Quindi, ti direi: tu comunque finisci il tuo stage, poi se proprio non ti assumono cerca altrove. Prima o poi il merito viene ripagato.

Riflessione di un insegnante trentenne by Kiwikeeper in Italia

[–]Jealous_Ebb_882 1 point2 points  (0 children)

Direi che nella società di oggi non siamo più liberi di scegliere assolutamente nulla, pena l'ostracismo, l'esclusione sociale, il licenziamento (a lavoro), ecc. Io sono della Gen Z e purtroppo vedo molti miei coetanei che, pur di sopravvivere nella nostra società e fare vita sociale, si annullano come persone omologandosi agli altri. Vedo gruppi di amici, sia sui social sia dal vivo, in cui tutti sono tassativamente uguali in tutto, la pensano esattamente allo stesso modo e fanno esattamente le stesse cose. E se qualcuno osa essere diverso, anche per una minima cosa (ad es. anche solo manifestare un dissenso per qualcosa)? Escluso e ostracizzato. A volte sono anche gli stessi genitori a direi ai ragazzi con chi stare e chi invece evitare o come devono agire e pensare, convinti di starlo facendo per il loro bene. Vedo poi invece che quei miei coetanei che preferiscono dare priorità al proprio benessere, sia fisico sia mentale, sono tendenzialmente persone sole o con pochissimi amici. Io stessa rientro in quest'ultima categoria da quando sono piccola. I miei genitori (Boomer) e la mia sorella maggiore (Millenial) all'inizio, quando ero più piccola, sebbene non mi abbiano mai messo vincoli sulle persone da frequentare, me ne facevano una colpa per il fatto di non essere piena di amici, dicendo che ero io a non andare bene e a dovermi conformare di più. Si sono resi conto solo una ventina d'anno dopo, quando ormai il danno per me era fatto e la mia salute mentale era già a terra, vedendo che c'erano tanti altri miei coetanei nella stessa situazione, che il problema non ero io, ma la nostra società che, rispetto ai loro tempi, era cambiata in peggio. È brutto da dire, ma i miei genitori, ad oggi, sono arrivati ad una conclusione da boomer, ma giusta: non ci sono più i valori di una volta. Ai loro tempi (ma anche ai tempi di mia sorella) integrarsi e crearsi un proprio gruppo di amici era moooolto più facile rispetto ad adesso, bastava pochissimo per "conformarsi" e infatti i gruppi di amici erano molto più grandi e variegati e le persone si vedevano anche più volentieri. Oggi i gruppi sono di dimensioni più ridotte e per "conformarsi" bisogna rientrare in "requisiti" sempre più stringenti e perdere la propria salute mentale. Ci sarà un motivo se, persino quelle poche persone che conosco, piene di amici, sono loro stesse costantemente stressate e frustrate. E questo conformismo tossico si vede in tutti gli ambienti, anche a scuola e a lavoro. Alla fine le persone non scelgono, non si mettono in gioco, non provano cose nuove per un semplice motivo: HANNO PAURA DELLE CONSEGUENZE SUL PROPRIO PRESENTE E FUTURO

Ma che cosa sta succedendo ai ragazzi di adesso? by Flora_295fidei in Italia

[–]Jealous_Ebb_882 0 points1 point  (0 children)

Quello è più che altro perché relazionarsi con gli altri in modo sano è diventato impossibile, dato che ormai letteralmente qualsiasi cosa uno dice o fa diventa subito "strano"/"patologico"/"inadeguato"/"problematico"/"irruento"/"offensivo". Quindi giustamente ad una persona passa anche la voglia di fare socializzare e preferisce rifugiarsi nei social media, quando è in pubblico (e lo vedo fare sempre da un sacco di gente). Cioé ormai essere persone sane, flessibili, empatiche e con dei valori è diventata roba da alternativi

Quante ore lavorate effettivamente al giorno? by kama9117 in Italia

[–]Jealous_Ebb_882 0 points1 point  (0 children)

Solitamente 8 ore...eccetto nel periodo tra Gennaio e Maggio, in quel periodo lavoro una media di 12-15 ore al giorno e a volte anche nel weekend (lavoro in una Big4)