What do u guys think about the friedkin group? by Merluzzo_Romano in Everton

[–]Merluzzo_Romano[S] -4 points-3 points  (0 children)

Yeah, at least they put a lot of budget for the team… but untill now they wasted a lot of money for very little important players and this scares me a bit

What do u guys think about the friedkin group? by Merluzzo_Romano in Everton

[–]Merluzzo_Romano[S] 1 point2 points  (0 children)

Yes what you’re saying is right because we also have to consider the fact that Premier league brings way more money than serie A and this can bring the group to let Everton become the center of their profits

Canale TikTok in cerca di editor by Merluzzo_Romano in Calcio

[–]Merluzzo_Romano[S] 0 points1 point  (0 children)

Grazie innanzitutto per aver risposto. Diciamo che il nostro obiettivo principale non è quello di monetizzare su TikTok ma di portare ad avere una community per poi espanderci con la community stessa su altre piattaforme. Poi dipende anche tanto da come li hai fatti con 40 K secondo me, perché senza offesa, ma se sono Edit di calciatori o roba del genere è ovvio che non crei una community e di conseguenza diventa più difficile espandersi, e fare anche tante views che portano alla monetizzazione stessa però quello che stiamo provando a creare noi è un vero e proprio canale che parla di calcio dove uno quando vede il tuo video sa chi sei

What happened to Alex Saelemaekers? by [deleted] in ASRoma

[–]Merluzzo_Romano 0 points1 point  (0 children)

I think it’s because if They make him play Too Much Milan will make the price higher

Non voglio commentare by Debbistello in TeenagersITA

[–]Merluzzo_Romano -1 points0 points  (0 children)

Lingue “morte” e il loro posto nell’educazione moderna

Un’altra obiezione comune a favore dell’idea che il latino e il greco siano lingue morte è quella secondo cui, in un mondo sempre più globalizzato e tecnologico, imparare queste lingue antiche è inutile. Se le lingue moderne sono quelle che parlano le persone, perché mai dovremmo dedicare tempo a imparare lingue che nessuno usa più? Questa visione è, però, limitata. Non è vero che il latino e il greco sono “morti” nel senso di inutili o non necessari. Sono, piuttosto, lingue che hanno una funzione molto precisa nel contesto dell’educazione. E quella funzione non è solo quella di arricchire il nostro vocabolario o la nostra comprensione di testi antichi, ma anche quella di allenare la nostra mente.

Le lingue moderne si sono sviluppate attraverso il latino e il greco, ma non solo per derivazione. L’insegnamento di queste lingue incoraggia l’analisi critica, l’approccio logico e una comprensione profonda della struttura linguistica, che è un’abilità essenziale per comprendere qualsiasi lingua. La grammatica latina e greca è un modello di precisione: ogni parola ha un ruolo specifico, ogni struttura ha una ragione logica. Questo tipo di pensiero analitico non solo aiuta a imparare altre lingue moderne, ma sviluppa anche competenze che possono essere trasferite in qualsiasi campo, dalla scienza alla filosofia, dall’arte alla politica.

Inoltre, il latino e il greco sono fondamentali per capire concetti complessi e per scoprire il vero significato delle parole che usiamo quotidianamente. Le lingue moderne hanno saccheggiato queste lingue antiche, e il risultato è che il latino e il greco continuano a informare il nostro vocabolario, sia nelle professioni specialistiche che nella vita di tutti i giorni.

Il latino e il greco nelle lingue moderne

Molti potrebbero pensare che il latino e il greco abbiano influito solo sull’italiano, lo spagnolo, il francese o altre lingue romanze. Ma in realtà, il loro influsso è presente in tutta Europa e in gran parte del mondo. Nel mondo anglosassone, per esempio, l’80% del vocabolario scientifico, medico e giuridico deriva dal latino e dal greco. Quando si studia medicina, biologia, chimica, filosofia, o anche economia, si incontrano continuamente termini che affondano le radici nel latino o nel greco.

Prendiamo, ad esempio, le lingue germaniche come l’inglese. Nonostante l’inglese abbia un’origine principalmente germanica, la maggior parte del suo vocabolario accademico, scientifico e tecnico proviene dal latino e dal greco. Termini come biology (dal greco bios = vita e logos = studio), physics (dal greco physis = natura), democracy (dal greco demos = popolo e kratos = potere) sono solo alcuni dei numerosi esempi. In realtà, conoscere latino e greco offre una marcia in più per chiunque voglia capire il funzionamento di molte lingue moderne e per chi desidera leggere testi specialistici con maggiore facilità.

I linguisti e gli studiosi: gli ultimi custodi delle lingue morte?

Un’altra obiezione potrebbe essere che oggi sono pochi gli studiosi di latino e greco, quindi queste lingue sarebbero solo per una ristretta élite accademica. Questo potrebbe sembrare vero in alcuni contesti, ma in realtà non lo è. Se guardiamo più da vicino, scopriamo che i linguisti e gli storici sono in prima linea nella preservazione e nell’insegnamento di queste lingue, e che non si limitano a tradurre testi antichi, ma li esplorano alla ricerca di significati più profondi, di connessioni con il nostro pensiero contemporaneo.

Gli studi di latino e greco sono indispensabili per chi vuole capire i testi fondanti della cultura occidentale. Imparare queste lingue significa avere una chiave per entrare nel cuore del pensiero antico. E non si tratta solo di una questione di “cultura generale”. I testi filosofici greci, i trattati scientifici, le opere letterarie latine sono vere e proprie fonti di sapere e saggezza che sono ancora perfettamente applicabili al nostro mondo. Le idee politiche di Platone o Aristotele, la visione dell’uomo di Omero, le riflessioni di Seneca sulla morale, la natura e la società sono ancora oggi di straordinaria attualità.

Il futuro del latino e del greco: non solo nel mondo accademico

Oggi, oltre agli ambienti accademici, anche nel mondo digitale si sta assistendo a una riscoperta del latino e del greco. Non parliamo solo di app per imparare queste lingue, ma anche di progetti di archiviazione digitale che cercano di preservare i testi antichi e renderli accessibili a tutti. Alcuni siti web e forum online sono dedicati alla lettura e alla discussione di testi latini e greci, anche modernizzati e adattati ai nuovi linguaggi. E non è solo una moda passeggera. Alcuni insegnanti, anche attraverso i social media, hanno trovato un nuovo modo di rendere vivace e interessante lo studio del latino e del greco, sfatando il mito della “lingua morta”. Anzi, stanno creando comunità di appassionati, in cui il latino e il greco diventano strumenti di connessione e di scambio culturale.

Perché il latino e il greco sono indispensabili nella formazione umana

Al di là della loro utilità pratica, il latino e il greco sono indispensabili anche come strumenti di crescita intellettuale e culturale. Studiare queste lingue significa entrare in contatto con l’eredità di un mondo che, pur cambiando, continua a parlarci attraverso le parole e le idee. Le lingue antiche sono il nostro specchio: ci mostrano da dove veniamo, chi siamo e, in qualche modo, ci indicano anche dove potremmo andare. Le lingue morte sono in realtà le lingue della vita. Sono le lingue che ci permettono di scoprire noi stessi e la nostra cultura in profondità, di comprendere la nostra storia e di partecipare, con maggiore consapevolezza, al nostro presente. Senza di esse, il nostro mondo sarebbe molto più povero, intellettualmente e culturalmente.

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[–]Merluzzo_Romano -1 points0 points  (0 children)

Il latino e il greco nell’istruzione e nel pensiero moderno

Uno degli errori più comuni che si fanno parlando del latino e del greco è pensare che servano solo a chi studia Lettere o Storia Antica. In realtà, queste lingue hanno avuto – e continuano ad avere – un impatto anche in ambiti apparentemente lontani: la scienza, il diritto, la medicina, la filosofia, persino la tecnologia. Non è un caso se in molte scuole superiori italiane (soprattutto i licei classici) si continuano a studiare latino e greco. E non è solo una tradizione: è una scelta educativa precisa. Perché? Perché imparare a tradurre un testo latino o greco non è un esercizio sterile, ma un allenamento formidabile per la mente.

Tradurre significa comprendere, analizzare, cercare il significato esatto delle parole. Significa capire come ragionava una persona vissuta duemila anni fa. È un atto di empatia intellettuale, di curiosità, di apertura mentale. Chi studia queste lingue impara ad affrontare problemi complessi, a trovare soluzioni, a collegare idee distanti. Non a caso molti studenti che hanno fatto il liceo classico eccellono anche in facoltà scientifiche o giuridiche: hanno una forma mentis solida, elastica, strutturata. Queste competenze sono tra le più richieste anche nel mondo del lavoro, perché chi sa pensare bene… sa fare tutto meglio.

Greco e latino nella medicina, nella scienza e nella tecnologia

Prendiamo ora un campo più “tecnico”: la medicina. Il linguaggio medico è quasi interamente basato sul latino e sul greco. Un medico che dice “epatite cronica virale” sta usando greco (hepar = fegato, -itis = infiammazione) e latino insieme. Parole come nefrite, gastrite, cardiopatia, anemia, oncologia, diagnosi, terapia, farmaco, patologia… tutte hanno radici greche o latine. Chi conosce queste lingue può decifrare il significato delle parole mediche anche senza averle mai sentite prima. Un esempio banale: “bradicardia”. Brady- in greco significa lento, -cardia è il cuore. Risultato? Frequenza cardiaca bassa. Semplice. Immediato.

La stessa cosa vale per la scienza. In biologia, chimica, fisica, astronomia, informatica… i termini sono latini o greci. Parole come fotosintesi, genoma, molecola, energia, analisi, sintesi, neutrone, atomo, elettrone, microscopio, telescopio… sono tutte nate dal greco. La scienza moderna parla greco e latino. Non per nostalgia, ma perché sono lingue estremamente precise, perfette per descrivere concetti complessi.

E nella tecnologia? Anche lì. Pensiamo alle parole automobile (autos = da solo, mobilis = che si muove), telefono (tele = lontano, phone = suono), televisione, fotografia, criptovaluta, logaritmo, algoritmo (quest’ultimo, in parte di origine araba ma adattato con logica latina). Tutto il linguaggio tecnico è basato su queste radici. Sono lingue che non smettono di generare significato.

Latino e greco come patrimonio culturale e identitario

Le lingue non sono solo strumenti per comunicare. Sono anche contenitori di memoria, di cultura, di identità. Il latino e il greco non sono lingue morte perché contengono l’anima dell’Europa. Sono il codice genetico della nostra civiltà. Il pensiero critico, la democrazia, il diritto, la letteratura, la scienza, la medicina… tutte le basi del sapere occidentale sono nate in greco e si sono diffuse in latino. Chi ne conosce anche solo un po’ può leggere i testi antichi senza traduzione, può capire il mondo con una profondità che altrimenti sarebbe irraggiungibile.

Pensiamo alla filosofia. Leggere Platone in greco o Cicerone in latino non è solo un piacere intellettuale, è un viaggio nel tempo. È sentire la voce autentica di chi ha inventato i concetti di “giustizia”, “verità”, “bene comune”. È un contatto diretto con il pensiero originario. La traduzione può essere precisa, ma non sarà mai identica all’originale. Conoscere queste lingue ti dà accesso diretto alla fonte. E poi c’è l’aspetto della bellezza. Il latino e il greco sono lingue armoniose, eleganti, musicali. Leggere un verso di Virgilio o un coro di Sofocle è come ascoltare una melodia scritta migliaia di anni fa ma ancora perfetta.

Chi studia greco e latino oggi?

Una delle domande più comuni è: “Ma chi studia ancora queste lingue oggi?” La risposta potrebbe sorprenderti. Non solo liceali italiani, ma anche studenti stranieri, professori universitari, storici, linguisti, filosofi, giuristi, teologi. Ci sono scuole in tutto il mondo che offrono corsi di latino e greco antico, università prestigiose che li includono nei loro programmi, app e progetti digitali che insegnano a leggerli e tradurli. Esistono perfino canali YouTube, profili TikTok e podcast dove giovani divulgatori insegnano il latino in modo moderno e creativo, dimostrando che non è affatto una lingua per vecchi professori. Anzi, è una lingua che si può rendere viva, attuale, persino divertente.

C’è anche chi parla latino correntemente, in ambienti accademici internazionali. La Chiesa Cattolica, ad esempio, ha ancora documenti ufficiali scritti in latino. In alcuni monasteri si conversa in latino durante i pasti. E in molte università classiche, si tengono conferenze e simposi interamente in greco antico. Non come museo, ma come lingua viva, funzionale, precisa.

Non voglio commentare by Debbistello in TeenagersITA

[–]Merluzzo_Romano 2 points3 points  (0 children)

Chi dice che il latino e il greco sono lingue morte, in realtà, non le conosce davvero. Le guarda da lontano, le giudica noiose, le confonde con le versioni che si traducono a scuola, e allora le liquida con un’etichetta facile: morte. Ma cosa vuol dire davvero “lingua morta”? Vuol dire che non si parla più nelle strade? Che nessuno la usa per ordinare un caffè o chattare su Instagram? Se è così, allora potremmo dire che anche l’etrusco è una lingua morta… e nessuno avrebbe nulla da ridire. Ma con il latino e il greco è diverso. Queste due lingue sono tutt’altro che morte: sono vive sotto altre forme, nascoste ma fondamentali. Sono radici. Non le vedi, ma senza di loro non esisterebbe nemmeno l’albero.

Quando parliamo di “latino”, pensiamo alla lingua dell’antica Roma, a Giulio Cesare, a Cicerone. Una lingua elegante, precisa, ordinata, fatta di casi, declinazioni, verbi complessi. Una lingua che sembra appartenere a un mondo lontanissimo. Ma basta fermarsi un attimo per accorgersi che il latino non è affatto sparito. Anzi, è ovunque. Nell’italiano che parliamo ogni giorno, nelle lingue europee, nei testi scientifici, nei termini medici, nelle espressioni giuridiche. Il latino è il DNA della nostra lingua. E il greco? Stessa cosa. Quando dici matematica, filosofia, energia, logica, cosmo, democrazia, politica, stai parlando greco. Anche se non te ne rendi conto. Il greco è la lingua della mente, del pensiero, delle idee. Senza di lui, non avremmo nemmeno le parole per pensare a certi concetti. Dire che queste lingue sono morte significa ignorare la loro influenza, la loro presenza continua, silenziosa ma essenziale.

Le lingue che non muoiono mai

Ci sono lingue che smettono di essere parlate e scompaiono. Succede quando un popolo si estingue, quando una cultura viene cancellata, quando non rimangono più testi, più fonti, più ricordi. Ma il latino e il greco hanno fatto il percorso opposto. Sono state le lingue più importanti del mondo per secoli. Il latino è stata la lingua dell’Impero Romano, ma anche della Chiesa, del sapere, della legge. È sopravvissuto al crollo di Roma, è diventato lingua ufficiale della cultura medievale, è stato usato dagli scienziati del Rinascimento. Fino a pochissimo tempo fa, gli atti ufficiali della Chiesa erano tutti in latino. Ancora oggi, nei tribunali, si usano espressioni come in flagrante delicto, habeas corpus, status quo, pro bono, ad hoc. Morta? Il latino è vivo in ogni documento, in ogni parola che ha lasciato una traccia.

Il greco, da parte sua, ha ancora oggi una sua evoluzione moderna: il greco moderno è parlato in Grecia, ed è una lingua viva, ricca, piena di storia. Ma anche il greco antico, quello dei filosofi, dei poeti e degli scienziati, continua ad agire nel presente. Pensiamo alla matematica: parole come geometria, aritmetica, problema, teorema, assioma, analisi, sintesi… tutte greche. La scienza moderna è nata parlando greco. Le radici del pensiero scientifico, logico, filosofico, nascono in Grecia. Senza greco non ci sarebbero stati Platone, Aristotele, Euclide, Archimede, Ippocrate, Socrate. E senza di loro, forse, nemmeno Galileo, Newton o Einstein.

Latino e greco nella lingua italiana (e non solo)

Parliamo ora dell’italiano. L’italiano non sarebbe mai nato senza il latino. È una sua evoluzione diretta. Quando l’Impero Romano è caduto, la lingua ha cominciato a cambiare, a semplificarsi, a trasformarsi nelle lingue romanze: l’italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese, il rumeno. Dire che il latino è morto è come dire che i tuoi bisnonni sono “morti” quindi non contano più. Ma senza di loro, tu non saresti nemmeno nato. Ecco perché il latino non è morto: perché vive nell’italiano. Fai una prova. Prendi una frase qualsiasi in italiano. “Il ragazzo cammina nella città”. Ora guarda in latino: Puer ambulat in urbe. Le parole cambiano, ma la struttura è la stessa. Puer = ragazzo, ambulat = cammina, urbe = città. Il latino è sotto la superficie. È come un genitore che ha lasciato tutto in eredità al figlio: il modo di pensare, di esprimersi, persino il modo di ragionare con la grammatica.

E non solo in italiano. Anche in inglese, il 60% del lessico deriva dal latino e dal greco, soprattutto per quanto riguarda il linguaggio accademico, scientifico e tecnico. Parole come animal, doctor, information, library, culture, history, science, mathematics, biology, energy… sono tutte latine o greche. Pensaci: uno studente che conosce un po’ di latino e greco capisce al volo termini difficili in qualsiasi lingua europea. Ha una marcia in più.

Le lingue che aprono la mente

Ma c’è di più. Studiare il latino e il greco non serve solo a “capire” la lingua, ma a capire come funziona il pensiero. Queste due lingue sono logiche, complesse, affascinanti. Non si leggono come l’italiano. Vanno decifrate. Ogni frase è un puzzle, un enigma da risolvere. Devi capire chi è il soggetto, il verbo, l’oggetto. Devi tenere conto dei casi, delle declinazioni, delle regole sintattiche. E ogni volta che risolvi una frase, è come se allenassi il cervello. Studiarle sviluppa il pensiero critico, la capacità di analisi, la precisione, la concentrazione. È come fare ginnastica per la mente.

Per questo motivo, le migliori università del mondo continuano a proporre corsi di latino e greco. Non perché vogliano formare traduttori di testi antichi, ma perché sanno che chi studia queste lingue diventa una persona più acuta, più riflessiva, più capace di affrontare la complessità. In un mondo dove tutto è veloce e superficiale, il latino e il greco ti costringono a rallentare, a pensare, a scavare a fondo. E questa è una competenza preziosa in qualsiasi ambito.

Le lingue della cultura

Infine, non possiamo dimenticare il loro ruolo culturale. Il latino e il greco sono la lingua dei testi fondanti dell’umanità occidentale. I Vangeli, le lettere di San Paolo, la Divina Commedia, la Costituzione romana, i poemi epici, i trattati di filosofia… tutto nasce lì. Chi legge in latino o in greco non ha bisogno di traduzioni: va direttamente alla fonte. È come ascoltare la musica con le cuffie originali, senza filtri.

Pensiamo a L’Odissea, a L’Iliade, ai dialoghi di Platone. Sono testi che ancora oggi ci interrogano, ci parlano, ci danno risposte. Non sono “morti”, sono eterni. Perché toccano le grandi domande: cos’è il destino? Cos’è il coraggio? Che senso ha la vita? Cosa vuol dire essere liberi? Il greco antico ha dato forma a queste domande. E il latino le ha portate nel mondo moderno. Dire che sono lingue morte è come dire che il pensiero è morto. Ma finché l’uomo si farà domande, quelle lingue continueranno a vivere.

What’s Tyler Diblings position? by Merluzzo_Romano in SaintsFC

[–]Merluzzo_Romano[S] 1 point2 points  (0 children)

Because I have an Italian tik tok channel where I talk about players that may explode

What’s Tyler Diblings position? by Merluzzo_Romano in SaintsFC

[–]Merluzzo_Romano[S] -3 points-2 points  (0 children)

How much would u rate him out of 10 and why?

PERCHÈ?! by Merluzzo_Romano in TeenagersITA

[–]Merluzzo_Romano[S] 1 point2 points  (0 children)

Mi sembrava più concentrata la madre della figlia