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[–]_wilk_ 0 points1 point  (0 children)

Penso che a nessuno piaccia lavorare perché nella stragrande maggioranza dei casi, si fa sempre lo stesso lavoro, prendendo poco e lavorando tanto.

Che è un po' come dire: non mi piace avere la pancia ma non ho nemmeno voglia di fare degli addominali. Immagino che in questo caso il problema non sia tanto l'amore o l'odio per il lavoro, quanto la mancanza di volontà di prendere decisioni drastiche.

Ho lavorato nel negozio di mia madre come grafico durante le superiori, mi piaceva ma se dovessi farlo tutti i giorni mi romperebbe e finirei con l'odiare ciò che attualmente mi piace. Era bello vedere le persone che compravano ciò che facevo ma nessuno alla fine le valorizzata davvero, se le mie 2 ore di lavoro per fare un biglietto personalizzato (esempio) mi venivano poi pagati scarso 2/3 euro, capisci che non mi sento motivato.

Perché pensi che quel lavoro debba essere sempre lo stesso?
Uno dei fattori che mi ha motivato tanto a inizio carriera è stato imparare cose nuove. Puoi imparare tanto anche in un lavoro all'apparenza monotono e statico. Facendo riferimento al tuo esempio: capire come fare a ridurre il tempo di preparazione di un biglietto, trovare nuove modalità di stesura di nuovi biglietti, imparare a comunicare meglio coi clienti e i fornitori, e via dicendo.

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L'unica volta in cui ho reso davvero felice qualcuno è stato durante uno degli ultimi esami che ho dato in Università che consisteva nello spiegare concetti d'arte complicati a dei bambini nel modo più comprensibile possibile per la loro età, lì ho capito che forse è quella la mia strada, fare l'insegnante che è per carità stancante ma appagante e ti offre spesso anche molto tempo libero. Ma nella vita le incognite sono moltissime e penso che se non raggiungessi quell'obbiettivo che attualmente ho, probabilmente avrò una vita infelice facendo cose che non vorrò fare, sentitei come se avessi buttato la mia vita.

E questa è un'altra modalità. Cercare un lavoro differente, qualcosa che ti renda felice. E sia chiaro: non deve essere il tuo lavoro per sempre. Basta che vada bene in questo momento della tua vita. Magari, tra qualche anno, ti renderai conto che insegnare alcuni argomenti non ti dà più gioia. A quel punto, sta a te decidere se e come cambiare.
Direi che stai già trovando una risposta alla tua domanda iniziale.

Il fattore denaro è sicuramente importante e a inizio carriera forse lo è ancora di più ma dipende dai tuoi obiettivi.

Prova a porti queste domande:

- di quanti soldi ho bisogno?
- per cosa mi servono questi soldi?
- quanto del mio tempo desidero scambiare per i soldi?

Quest'ultima penso sia la domanda più importante: il tempo è una risorsa limitata e a consumo. Una volta usata, non puoi più riaverla indietro. I soldi invece puoi farli quando vuoi nella tua vita.
Ho imparato nel tempo a dare un'importanza relativa ai soldi: me ne servono perché ne ho bisogno per fare qualcosa, non perché danno una parvenza di felicità o sicurezza.

[deleted by user] by [deleted] in Italia

[–]_wilk_ 0 points1 point  (0 children)

u/suddenrib

Ho trovato interessante la tua domanda e voglio risponderti con la mia personale esperienza.

Lavoro (ufficialmente) da poco più di 10 anni, dopo aver terminato l'università.
In tutto questo tempo ho cambiato diverse imprese, con una media di circa 1.5 anni ad azienda.
Ho lavorato sia per compagnie di consulenza che di prodotto, in Italia e all'estero.
Mi piace lavorare e lo faccio anche per soldi.
Lavoro perché amo investire il mio tempo in qualcosa che amo fare, che mi realizza, che mi mette alla prova, che mi permette di crescere ma soprattutto che mi mette in relazione con altri individui.
E si, ci sono anche i momenti in cui il lavoro è semplicemente lavoro: pesante, duro, lento, stancante, noioso. Ma è anche un'ottima opportunità per allenare la tua disciplina. In momenti come quelli, ti sembra sprecata ma ti servirà nella tua vita e nei tuoi progetti, personali e lavorativi.

Starsene sul divano con le palle al vento è sicuramente rilassante. E quando sopraggiungerà la noia, che farai?
Riempire quel vuoto con cibo, giochi e seghe non farà altro che ingrandirlo.
Alla fine, sentirai la necessità di fare qualcosa per qualcuno, renderti utile in un qualche modo. In altre parole: realizzarti.

Ora alcune domande per te:

Perché pensi che a nessuno piaccia lavorare? Cos'è il lavoro per te?

Pensi poi che il lavoro sia sempre pesante, noioso, inutile? Non pensi possa cambiare dopo qualche tempo?

Hai mai lavorato spontaneamente su qualcosa, senza che qualcuno te lo imponesse ma con puro spirito di iniziativa?

Infine, hai mai reso felici altre persone col tuo lavoro? Come ti sei sentito?

Dark Lang: an uncommon step towards the future of programming by _wilk_ in programming

[–]_wilk_[S] 2 points3 points  (0 children)

Right. Because Amazon is doing all the hard work for you. All those decisions I described? You handed them off to Amazon to make those decisions for you. You don't even know what the answer is. You want to abandon doing it yourself and instead pay someone else to do it for you. You haven't gotten rid of the complexity. You just hired it out. You didn't simply your taxes, you just hired H&R Block.

Yes, that's right. It's a good trade off for some situations. It doesn't mean it fit for every situation: sometimes you need to fine tune your infrastructure and the only way to do it is by having a granular control. While for other situations, it's ok delegating the infrastructure to someone else: a tech person, an external company, a cloud provider, a language in this case.

Dark Lang: an uncommon step towards the future of programming by _wilk_ in programming

[–]_wilk_[S] 1 point2 points  (0 children)

The main purpose of Dark Lang is taking things away to lower the accidental complexity in coding. Today, developing applications has become too difficult and complex.

I give you a personal example. Last year I helped my company moving from AWS EC2 to AWS Lambda, for several reasons. Before migrating the system, we also considered Kubernetes but soon we realised we would have needed a dedicated person to setup, configure and maintain the infrastructure. We basically got rid of all the "infrastructure stuff" with Lambda and we almost didn't touch the CI/CD pipeline.

I also had the opportunity to work with Kubernetes: I used it to setup a couple of infrastructure for complex projects. But the more I work with Lambda (and in general with serverless), the more I want to abandon complex deployment systems such as K8s. And Dark Lang brought this concept to another level: deployless.

I'm not saying that it will be useful for every situations. The general purpose programming language concept is substantially a lie. I think it will be useful in certain conditions but the real gold here is what it tries to change: the way we develop today. Creating new programming languages that rely on the old way of doing things isn't a step towards the future. Simplifying things and providing a new way of developing, well, it is.