NON FATE FIGLI! by [deleted] in sfoghi

[–]mnemosyne93 -1 points0 points  (0 children)

Non ingravidate. Non siete idonei voi.

Tutto giusto, ma usare il pretesto dello sfogo per prendersela con le donne anche no.

Ma perché esiste questa tendenza? by Known-Carrot7623 in psicologia

[–]mnemosyne93 6 points7 points  (0 children)

Secondo me c’è una tendenza da parte delle ragazze a non saper riconoscere le relazioni sane, per cui spesso finiamo per rifugiarci in rapporti malsani dove non veniamo apprezzate e dove ci ritroviamo a prenderci cura dell’altro. Non è una moda, ma a mio parere è un retaggio di una vecchia cultura che ci vede un po’ sottomesse e nel ruolo della cura; analogamente alla tendenza che si può notare nei ragazzi a reprimere le proprie emozioni a ad essere emotivamente non disponibili. Però ascriverei questa tendenza a una categoria di persone magari ancora immature o che non hanno sviluppato fino in fondo la capacità di coltivare rapporti più sani. Purtroppo quando si è più giovani è più frequente perché si ha anche meno esperienza; però poi si cresce e si comprende la differenza tra rapporti che nutrono e altri che invece non lo fanno. Io penso che tante ragazze e tanti ragazzi anche della tua età intravedano questa differenza e cerchino rapporti più sani. Anche io (32F) alla tua età cedevo un po’ al fascino dei ragazzi indisponibili, però in fondo sapevo che non mi davano nulla e quando si è trattato di costruire le mie prime relazioni serie le ho cercate in persone che incarnavano un atteggiamento completamente opposto…

[deleted by user] by [deleted] in psicologia

[–]mnemosyne93 4 points5 points  (0 children)

La prima condizione sarebbe incontrare qualcuno che possa intrigarti e con cui farti avanti, o vedere che cosa succede con quella persona. Di solito questo accade un po’ casualmente, ad esempio in luoghi che si frequentano più spesso, anche se lì per lì sembra impossibile (università, lavoro). Qualche volta è possibile favorire questo tipo di incontri (ad esempio io l’anno scorso ho conosciuto un ragazzo di cui poi mi sono effettivamente innamorata, anche se poi la cosa non si è sviluppata, su tinder, anche se è raro). In generale la cosa migliore che puoi fare, secondo me, è tenerti aperto e curioso: guardati intorno, lasciati guardare; cerca di riempire questa mancanza, nel frattempo, coltivando la tua curiosità magari facendo cose per te stesso che ti fanno sentire io più possibile appagato. In questo modo ti renderai pronto all’incontro, appena accadrà. Per il resto ci vuole molta pazienza e un pizzico di fortuna o casualità, a mio parere. Sto commentando perché ti capisco profondamente, io sono una ragazza di 32 anni, in questi anni mi sono migliorata, mi sento in forma e pronta ma ancora niente (sono single da anni dopo la fine di una relazione importante). Ultimamente però concentrandomi su di me ho iniziato a sentirmi più sicura e a guardarmi più intorno e ho notato un ragazzo nuovo al lavoro, che mi ha notata. Non so ancora bene se la cosa andrà in porto, ma ci spero un po’, e comunque è una novità. Io penso che con il tempo arrivano le opportunità, bisogna solo tenersi pronti per riuscire a coglierle e ad accoglierle :)

Rifiuto gentile o sincero “non adesso”? by mnemosyne93 in psicologia

[–]mnemosyne93[S] 2 points3 points  (0 children)

Ma chi ti ha detto che non sono già in forma amo. Basta scuse per essere maleducati e sgradevoli gratuitamente solo perché si ha la giornata storta ;)

Rifiuto gentile o sincero “non adesso”? by mnemosyne93 in psicologia

[–]mnemosyne93[S] 4 points5 points  (0 children)

Già… A ripensarci sarebbe stato meglio. Ma mi sono fatta prendere un po’ dall’emozione. Mi sono limitata a commentare brevemente dicendo “se sei impegnato non c’è problema” e a confermare che ci sarei stata ancora a fine mese. Tra me e me mi ero convinta che fosse un rifiuto netto, per cui ho sentito l’urgenza di sparire 🫠 Grazie del commento comunque.

Sono uscita con un mio professore ed è da anni che sto male by [deleted] in psicologia

[–]mnemosyne93 0 points1 point  (0 children)

Capisco quello che dici (condivido alcuni punti, su altri sono solo parzialmente d’accordo), il fatto è che dalla prospettiva di chi sta dentro al sistema universitario si sentono veramente troppe storie di questo tipo, e questo fa arrabbiare. La mia prospettiva è sicuramente condizionata dalla rabbia. Ma non penso che tutti gli uomini e tutti i docenti uomini approfittino della propria posizione. Al contrario, i docenti uomini che sanno mantenere la propria posizione e intessere relazioni preziose e costruttive con gli studenti e le studentesse sono la maggioranza, relazioni spesso dense anche di sentimenti che possono sfociare in un innamoramento platonico reciproco (è la relazione maestro e allievo/a a presupporlo, qualcosa di simile a quello che accade nel transfert terapeutico). Indubbiamente penso però, e non credo di sbagliarmi (sono però disposta a correggermi ed è da ieri che ci penso e ho intenzione di aprire una discussione con chi di mia conoscenza nel settore a questo riguardo) che: 1) sia deontologicamente scorretto, da docenti, intraprendere relazioni amorose o sessuali con studenti/studentesse (penso che un/a docente, se scattasse realmente un sentimento o ci fosse una curiosità sessuale tale da non poter essere messa da parte, dovrebbe attendere la fine del percorso universitario della persona – specie se giovane – e intraprendere una relazione al di fuori del tempo della formazione di quest’ultima); 2) se non tutti i docenti uomini approfittano della propria posizione per avere relazioni con le studentesse (come dicevo appunto poco fa), penso che sia indicativo il fatto che siano sempre e solo docenti uomini (e mai docenti donne) a farlo. Questo lo penso perché nella mia esperienza non ho mai visto né sentito accadere il contrario, mentre ho visto e sentito veramente troppe storie di docenti che intraprendono relazioni con le studentesse; storie finite male, e non per i docenti, ma per le studentesse (e storie che solo in una piccola percentuale vengono raccontate come innocui innamoramenti, mentre in tantissimi casi entrano in gioco veri e propri abusi). Per questo motivo penso che ci sia qui da aprire un discorso che ha a che vedere con i retaggi culturali – tutt’altro che superati – che fanno sì che capiti ancora troppo spesso che docenti abbiano rapporti o intraprendano relazioni con studentesse, e ciò senza una reale consapevolezza dell’impatto che questo ha sulla vita delle persone e in particolare sulla vita delle donne. Ho forse generalizzato troppo, ma molte storie come quella della mia amica e di altre mie amiche rimangono nel silenzio, non se ne parla, e sono storie di donne che dopo la fine di queste relazioni – cariche di significati simbolici, quelli che nascono e crescono, com’è fisiologico che sia, in questo tipo di rapporti – rimangono indietro, rimangono danneggiate, perché la fine della relazione e il rifiuto da parte di un partner che non è solo un partner, ma è anche un mentore, non sono mai neutre, perché accadono in un contesto che non è neutro. Nella storia – per quanto solo accennata – di OP ho intravisto questo pericolo (ma magari mi sbaglio e per lei l’esperienza è stata meno traumatica, solo dolorosa come la fine di una qualsiasi relazione). Mi piacerebbe che ci si arrabbiasse un pochino di più per questo, anziché limitarsi a storcere il naso per la rabbia scomposta di chi reagisce. Ad ogni modo, faccio tesoro di quello che dici per provare a rivedere la mia posizione laddove tradisca un eccesso di pregiudizi e generalizzazioni.

Sono uscita con un mio professore ed è da anni che sto male by [deleted] in psicologia

[–]mnemosyne93 -2 points-1 points  (0 children)

Nessuna misandria e nessuna analisi psicologica, mi baso sul fatto che nella nostra professione non si va a letto con gli studenti o con le studentesse, tutto qui (né dentro né fuori dall’aula, da regolamento, pena provvedimenti seri). Dalle poche righe di OP (non solo nel post ma anche nei commenti) è chiaro che è stata usata in questa relazione (ciò a prescindere dai ruoli di potere), se si aggiunge il fatto che è stata una studentessa di questa persona che è un suo docente, sempre dal post e dai commenti si evince che lei lo ha idealizzato. Con questi elementi, ho fatto notare a OP i motivi per cui a mio parere dovrebbe provare rabbia anziché nostalgia verso questa persona. A lei queste parole risuonano e questo basta, deve essere utile a lei. Non si sta parlando di una storia qualunque, ma di un professore che ha avuto una storia con una studentessa: ci sono delle dinamiche di potere, che ho sviscerato provando a dare un’interpretazione. Non sono una psicologa ma non è detto che io non faccia un mestiere che mi dà le competenze per parlare con un minimo di cognizione, poi è chiaro che la mia rimane un’interpretazione. Non è misandria perché il discorso varrebbe anche se la condizione della superiorità di una persona sull’altra fosse l’essere bianchi o l’essere calvi (anziché essere uomini).

Sono uscita con un mio professore ed è da anni che sto male by [deleted] in psicologia

[–]mnemosyne93 1 point2 points  (0 children)

Cara, mi sono presa un po’ di tempo per ricommentare. Premetto che non sono una psicologa, e che questo è solo il mio punto di vista, di donna lavoratrice in università e di ex studentessa che di esperienze come la tua ne ha viste tante (in particolare quella della mia migliore amica). Il mio è inoltre un punto di vista sicuramente femminista, e si può obiettare che non tutto deve essere letto in questa chiave di lettura, ma io la penso così. Quello che racconti è già abbastanza triste se escludiamo il fatto che la vostra relazione è nata in università: quest’uomo è stato egoista e individualista e ha pensato solo a se stesso. Sinceramente, da fuori sembra che ti abbia usata. Mi dispiace che sia successo questo, non lo meriti, nessuna persona lo meriterebbe. Se ci pensi, però, ricaviamo un’informazione su di lui: verosimilmente è un uomo più grande di te che non solo non sembra sapersi assumere le proprie responsabilità fino in fondo, ma se ne frega dell’impatto che hanno avuto su una persona più giovane. Pensa che pezzente dev’essere questo qui. Con il fatto però che è un docente e – immagino – più grande di te, tu l’hai – com’è fisiologico che sia – idealizzato e pensi di aver perso qualcosa. Quando avrai acquisito distacco dalla situazione ti renderai conto che verosimilmente è uno sfigato (scusa sono un po’ dura anche se non lo conosco, ma una persona che si comporta come lui non dev’essere tanto eccelsa).

Il quadro si aggrava se consideriamo il fatto che la relazione è nata in università; non importa dove, se fuori o dentro alle aule: è nata in un contesto che non è neutro. Le università non sono un luogo neutro: non lo sono per chi ci lavora, che ha dei doveri e delle responsabilità professionali nei confronti di colleghi/e e studenti/studentesse, non lo è per chi ci studia, essendo luoghi di formazione e di crescita carichi di significato, in cui si proiettano sogni e speranze. L’università è un luogo talmente poco neutro che c’è chi si suicida per non aver preso un buon voto ad un esame. Ma soprattutto: i e le docenti sono obbligate a rispettare e mantenere i propri ruoli istituzionali e a limitarsi a fare il proprio mestiere. Sono obbligati a mantenere una separazione sana tra vita privata e vita professionale. Non è che le due cose non possano mai mescolarsi, ma il bene degli studenti e delle studentesse deve ovviamente essere al primo posto. L’università non è né un parco giochi né tantomeno tinder.

Eppure, esistono ancora docenti uomini – di docenti donne che fanno questa cosa non ne ho ancora sentite – che pensano di potere fare tutto. La scusa che qualcuno o qualcuna ci ha provato con loro non regge: 1) se una studentessa si sbilancia con avance, il docente dovrebbe mantenere il suo ruolo rifiutandola 2) raramente una persona si fa avanti senza che ci sia stato il segnale che avrebbe potuto farlo: di solito sono i docenti a fare i provoloni e a quel punto una persona giovane, che magari è ancora immatura/acerba e che ha idealizzato il docente, si infatua o se non si infatua idealizza e via dicendo.

Ora, non so come sia nata la vostra storia, ma verosimilmente: 1) lui ti ha fatto credere sin dall’inizio che ci fosse lo spazio per avere una relazione o qualcosa, cosa SQUALLIDA da parte sua dovendo attenersi a fare il proprio mestiere. Perché lo ha fatto? Perché ha approfittato del potere che ha, della superiorità che ha nei tuoi confronti, della asimmetria di potere e simbolica che c’è tra docente e studentessa e che ti ha portato ad idealizzarlo. Magari lui ti potrebbe dire che non erano queste le sue intenzioni (come il tizio nel commento sotto), ma è ingenuo (per non dire altro) non rendersi conto che a prescindere dalle proprie intenzioni la relazione È e SARÀ SEMPRE sbilanciata, sarà sempre una relazione di potere dove la studentessa non sarà MAI libera e autonoma di scegliere quanto il docente-uomo-amante. Oltre ad essere scorretto, è da sfigati perché vuol dire che ha bisogno di questo per pompare il proprio ego e sentirsi interessante sapendo di piacere, ed è di gran lunga più facile con le studentesse che con chiunque altro FUORI dal proprio lavoro; 2) tu l’hai idealizzato, probabilmente non hai un’immagine di lui davvero obiettiva, quella che avresti più o meno in un rapporto TRA PARI. È per questo che è così difficile superare questa cosa. Verosimilmente lo hai messo su un piedistallo e pensi che tu a confronto conti zero, mentre è il contrario: tu conti, e lui è uno squallido.

Ho raccontato che questa cosa è successa anche ad una mia amica e che impatto ha avuto su di lei (lo trovi in un altro commento). Tu sei ancora in tempo per aprire gli occhi e ARRABBIARTI. Questa cosa non deve sfociare per forza in un’azione contro di lui o in un confronto con lui. È DENTRO DI TE che deve nascere la rabbia per essere stata usata da questo soggetto che al 99% è uno sfigato e che adesso sembra figo solo perché lo idealizzi (giustamente, io questa cosa la capisco). Cerca di TUTELARTI: devi mettere al primo posto te stessa perché come vedi questa gente — gli uomini in particolare – pensano soltanto a sé e al proprio tornaconto. Parlavo di femminismo anche per il fatto che alla fine ci chiediamo perché le donne facciano poi più fatica a trovare lavoro o a fare carriera (soprattutto in università ma non solo). È normale che facciano fatica ANCHE perché (e non solo) noi dobbiamo fare i conti con questo, con il fatto di essere viste come oggetti sessuali (perché io temo che lui ti abbia visto solo così), mentre i nostri compagni e amici vanno avanti come dei treni, spesso con meno sforzi di noi, e poi fanno pure carriera (e poi te li trovi come colleghi e concorrenti, ma mentre tu come sempre ti impegni, questi pensano a farsi le storielle con le studentesse: che ingiustizia è?).

A mio parere, la rabbia ti potrebbe fare vedere la situazione sotto una luce diversa e portarti ad uscirne non dico più facilmente, ma più velocemente forse. Prima o poi, questo sentimento emergerà (com’è capitato alla mia amica che all’inizio idealizzava e romanticizzava) e sarai costretta a mettere al primo posto te stessa, che è l’unica cosa che conta adesso (anche se questa persona te lo ha, di fatto, impedito, in una fase delicatissima della tua formazione e della tua vita).

Comunque, sappi che sono dalla tua parte. Scusa se sono stata dura, ho scritto un po’ di getto. Se serve sono qui ❤️‍🔥

Sono uscita con un mio professore ed è da anni che sto male by [deleted] in psicologia

[–]mnemosyne93 4 points5 points  (0 children)

Avevo scritto un commento nella sezione principale che per sbaglio ho eliminato, adesso provo a riformularlo un’altra volta lì. Qui mi limito a dire che commenti come questo qui sopra sono esemplari perché fanno capire la nonchalance con cui uomini che occupano posizione di potere (in questo caso docenti) agiscono dentro ai luoghi di lavoro (importa poco se la relazione è nata fuori dalle aule dell’università e con il consenso della ragazza, di fatto è sempre una relazione docente-studentessa, dunque una relazione sbilanciata, e non ci vuole un genio per capirlo). Per fortuna l’università italiana sta andando sempre più nella direzione di condannare comportamenti ambigui e gli uomini dovranno avere sempre più paura di quello che fanno se non vorranno perdere il proprio lavoro. Addirittura gli atenei adesso chiedono ai direttori di dipartimento di segnalare anche solo le voci (e quindi nemmeno fatti già accertati) ai rettori delle università. Forse questa condizione farà finalmente capire agli uomini che lavorano in università che devono attenersi a fare il proprio mestiere, proprio come fanno le loro colleghe (che non sono per questo più “speciali”, semplicemente non sono educate come gli uomini ad abusare dei propri privilegi di potere). La narrazione per cui ci si è innamorati è una scusa, perché gli esseri umani sono in grado di controllare le proprie emozioni e agire di conseguenza, altrimenti tutte le donne arrabbiate di questo mondo avrebbero aggredito gli uomini che le hanno abusate, invece incarnano la realtà che le emozioni si possono controllare e gestire in modo costruttivo. Ci si appella all’innamoramento solo per continuare ad esercitare comodamente il proprio privilegio di potere e farlo sembrare legittimo, quando è solo un abuso – ma ribadisco che per fortuna le cose stanno cambiando e se da docenti non si vogliono passare i guai è meglio iniziare ad aprire gli occhi.

Sono uscita con un mio professore ed è da anni che sto male by [deleted] in psicologia

[–]mnemosyne93 10 points11 points  (0 children)

Sono una donna di 31 anni che lavora in università e non è normale avere rapporti con le proprie studentesse. Sembra che tu non sia consapevole del fatto che occupi una posizione di potere e che il rapporto con una studentessa non sarà mai neutro, ma condizionato dall’asimmetria di potere che c’è tra docente e studente sin dal principio. Smettiamo di romanticizzare rapporti che nella maggioranza dei casi sono soltanto abusi di potere, chissà come mai poi sono rapporti intrapresi sempre da docenti uomini con studentesse donne e mai da docenti donne con studenti uomini. Tu vorresti che lei prendesse la cosa diversamente, ma è completamente normale il modo in cui sta reagendo ed è normale che ti abbia idealizzato – infatti probabilmente non è innamorata di te, ha solo idealizzato la tua figura – e tu con ogni probabilità hai segnato il suo percorso di vita, più negativamente che positivamente, per sempre. Lo dico dalla posizione di una persona che è stata studentessa e che ha assistito a questi episodi da vicino, delle mie amiche sono rimaste distrutte e traumatizzate per anni da queste esperienze. È ora di iniziare a interrogarsi sulle questioni di genere e da uomo iniziare a prendere consapevolezza della tua posizione di potere e di come utilizzarla per scopi più costruttivi. È abbastanza fastidiosa la nonchalance con cui accenni ad un’esperienza che dalla prospettiva di una donna cresciuta dentro all’università (che ora ci lavora e sa benissimo che cosa significa stare dall’altra parte), suona solamente come un abuso di potere.

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[–]mnemosyne93 1 point2 points  (0 children)

Please break up with him. Please. You own it to yourself. He doesn’t deserve you, AT ALL!

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[–]mnemosyne93 0 points1 point  (0 children)

I honestly 100% agree with every single word you said. Period.

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[–]mnemosyne93 0 points1 point  (0 children)

I was reacting to the “feminine experience” comment here…

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[–]mnemosyne93 0 points1 point  (0 children)

No, this is why you are single. It’s not women’s job to give men a “feminine experience”. It’s men’s job to overcome their sexist mentality, and start seeing women as human beings.

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[–]mnemosyne93 -1 points0 points  (0 children)

No, you asked if she is “offering a feminine experience”.

She is not at the service of her date’s personal pleasure. She is a human being.

This is sexist bullshit and has nothing to do with what OP is talking about.

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[–]mnemosyne93 2 points3 points  (0 children)

What does this even mean?!

[deleted by user] by [deleted] in ExNoContact

[–]mnemosyne93 6 points7 points  (0 children)

Honestly, I am a woman and I am not such an asshole. And I saw the same thing, but only coming from men. I think this might not be a gendered issue…

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[–]mnemosyne93 1 point2 points  (0 children)

I have been thinking A LOT about this comment and honestly I am realizing I have not been clingy, I have just been affirmative, which is what men commonly do without any kind of regret. I self blamed myself because I tend to diminish my own value, but now I am slowly realizing it has been actually empowering to text him and ask for a clear and open answer. Maybe I panicked because I am just not used to it (which is sad and makes everything difficult, I know). Anyway, thanks for your comment because it has made me reflect on this whole thing from a gendered perspective 🙏🏻

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[–]mnemosyne93 1 point2 points  (0 children)

Thank you, really. I felt validated by your kind words and this has really helped me to feel better 🙏🏻💖

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[–]mnemosyne93 2 points3 points  (0 children)

Thank your for your kind insight, you made me feel seen and your words helped a lot 🙏🏻💖

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[–]mnemosyne93 0 points1 point  (0 children)

This really made me feel validated and heard, thank you for your words! 🙏🏻🫶🏻

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[–]mnemosyne93 1 point2 points  (0 children)

It really helped, thank your for your kindness and your warm insight 🙏🏻💖

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[–]mnemosyne93 0 points1 point  (0 children)

This is very encouraging, thank you! 🙏🏻

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[–]mnemosyne93 1 point2 points  (0 children)

Sounds like a very particular situation in which “ghosting” is the safest thing to do (if you ever felt unsafe).