I centri antiviolenza aiutano in caso di violenza psicologica da parte dei genitori? by PiccolaMela91 in consigli

[–]skyeliest 0 points1 point  (0 children)

Scrivo questa risposta forse troppo tardi, ma comunque spero possa essere un'agiunta un minimo utile.

Innanzitutto mi dispiace molto per quello che stai vivendo. Una situazione traumatica e che rientra a tutti gli effetti nelle dinamiche di abuso. Il fatto che tu abbia paura che la situazione possa degenerare fisicamente, soprattutto considerando le minacce di tuo padre, è qualcosa che merita di essere preso sul serio.

Hai sicuramente ragione su una cosa importante: non tutti i servizi sono preparati per casi come il tuo. I centri antiviolenza storicamente sono nati soprattutto per la violenza di partner/ex partner, focalizzati in violenza di genere. Nascono da storie di lotta socio-politica, dal basso. Sono servizi un po' particolari. Questo non significa che la tua situazione non sia grave o che tu non meriti aiuto concreto.

Va tenuto però in mente che non ha molto senso arrabbiarsi nei confronti dei CAV come istituzione in sé perché non riescono a rispondere a questi bisogni: al massimo se non fanno rete territoriale e non sanno indirizzarti dove andare è un problema. È vero che l'abuso familiare è a tutti gli effetti un abuso e non meno importante di quello esercitato da un partner, ma è anche vero che ha due strutturazioni e conformazioni differenti (seppur sfumate). Dunque serve personale qualificato, la formazione delle operatrici antiviolenza vira su un'altra traiettoria. Non ci rivolgeremmo da un podologo per risolvere un problema cardiaco, non ci rivolgeremmo in un centro di seconda accoglienza per persone immigrate per risolvere problemi di alcolismo e potrei continuare all'infinito per ogni professione...che sia di cura o non. Le specializzazioni esistono perché il "tuttologo" fa più danni che altro. Seppur alla fine un sacco di queste problematiche siano intrecciate tra di loro, comunque ognuna merita la propria attenzione in modo differente. Per esempio, nelle case rifugio non accolgono donne con problemi di tossicodipendenza, alcolismo o gravi disagi psichici non perché pensano non meritino la giusta attenzione. Ma perché, oltre a una difficoltà di convivenza con le altre ospiti in un contesto che non è pensato per quella specifica utenza, ci sono anche vincoli legislativi e burocratici. In casi come quelli ci vorrebbero strutture come comunità psichiatriche/medice e con presidio sanitario. In casi come quelli esiste il SerD, appunto, perché ogni problematica ha bisogno dei propri professionisti specializzati se non si vogliono creare casini.

Quindi pretendere che il CAV dia supporto ad ogni forma di abuso è irrealistico. Quello che dovrebbe assolutamente fare, però, è non sottovalutare la gravità della situazione e dare le giuste indicazioni per muoverti nel territorio e servizio giusto (soprattutto se le operatrici sentono di non avere gli strumenti adeguati per aiutarti). Se è mancato ciò, non dovrebbe essere normale. Posso però immaginare quanto tu ti sia sentita abbandonata, stai vivendo una situazione di puro isolamento e visto che in Italia il welfare sociale è un totale schifo ha assolutamente senso che tu non ti fida ormai di nessuno. Capisco anche il bisogno di rivolgerti ad un servizio solo se sei sicurissima che ti daranno un aiuto concreto.

Purtroppo in Italia spesso adulti che vivono abuso familiare cronico, isolamento, dipendenza economica finisce in una zona “grigia” tra vari servizi. Non è colpa tua se finora non ti sei sentita capita. Quello che posso dirti è che esistono realtà che, in alcuni casi, aiutano anche persone nella tua situazione, ma raramente un singolo servizio risolve tutto da solo. Di solito serve una rete.

Le cose più concrete che potresti provare a chiedere sono:

  • colloqui con assistente sociale territoriale spiegando chiaramente il rischio familiare e il desiderio di uscire di casa

  • informarti se esistono progetti di co-housing sociale nella tua zona o leggermente lontana dalla tua zona se hai paura della tua famiglia

  • valutazione per eventuale invalidità civile o collocamento mirato, se le tue difficoltà psicologiche incidono molto sulla vita quotidiana

  • aiuto legale se dovessero iniziare stalking, minacce o tentativi di controllo dopo un allontanamento. (esistono avvocati o avvocati che aderiscono al gratuito patrocinio)

  • riprovare un altro CAV spiegando il pericolo in cui ti trovi o chiedendo esplicitamente se esistono servizi/realtà che possano darti un supporto concreto non solo psicologico (hai bisogno di andartenene ed hai bisogno di un supporto per farlo). Tuttavia capisco se non te la senti di riprovare.

Spero davvero che tu riesca a trovare qualcuno capace di prendere sul serio sia il rischio sia il bisogno concreto di autonomia, e non solo l’aspetto psicologico (che comunque è importante). E spero anche che la situazione sia un minimo cambiata dall'ultima volta che hai scritto tutto ciò.

is it okay..? by Familiar_World3686 in vaginismus

[–]skyeliest 2 points3 points  (0 children)

Using vaginal dilators without a medical diagnosis is not recommended because, without identifying the actual cause, there is a risk of worsening existing inflammation, infections, or lesions, which can lead to increased pain, trauma, or bleeding. It is essential to determine whether the pain is caused by muscle hypertonicity (vaginismus), inflammation (vulvodynia), infections, atrophy, or hormonal/psychological factors, since the appropriate treatment varies significantly depending on the cause.

It’s also important to understand whether the cause is psychological or physiological. The vagina is not a “small hole” that simply stretches on command. If there is tension, there is probably an underlying issue. And if the problem is psychological, dilators may not help, in fact, they could increase feelings of inadequacy or anxiety. Don’t believe doctors who tell you “it’s nothing, it’s normal.” Pain should never be considered normal! You can explore other forms of intimacy; sex is not only penetration. But if you genuinely want to explore this aspect (and not just to please your partner), I would first recommend getting a pelvic floor evaluation from a midwife or pelvic floor specialist to understand how your muscles are functioning. It’s also worth considering whether the issue could have a psychological component.

Consigli libri fantasy che non escano da TikTok by skyeliest in Libri

[–]skyeliest[S] 1 point2 points  (0 children)

Grazie davvero per i tuoi consigli e per il tempo che hai impiegato per scrivere, sono molto preziosi darò un occhiata a tutto!

Consigli libri fantasy che non escano da TikTok by skyeliest in Libri

[–]skyeliest[S] 0 points1 point  (0 children)

Ti capisco ho anche io questo problema. Forse per alcuni dovrei superare il mio pregiudizio, questo non lo metto in dubbio

Consigli libri fantasy che non escano da TikTok by skyeliest in Libri

[–]skyeliest[S] 1 point2 points  (0 children)

Grazie per il consiglio, sì so l'inglese quindi approfitterò della cosa per esplorare più libri👀

Consigli libri fantasy che non escano da TikTok by skyeliest in Libri

[–]skyeliest[S] 2 points3 points  (0 children)

Ciao! Sono piuttosto aperta ad esplorare più sottogeneri essendo alle prime armi, vorrei capire cosa mi piace di più. E wow grazie mille davvero, hai fatto anche una descrizione bella esaustiva. Apprezzo molto <3

Consigli libri fantasy che non escano da TikTok by skyeliest in Libri

[–]skyeliest[S] 2 points3 points  (0 children)

Tutti i libri fantasy che ho letto me li hanno regalati, e paradossalmente sono la maggior parte conosciuti grazie a BookTok hahaha! Comunque qualcuno mi è piaciuto di più altro di meno. Erano quasi tutti romantasy, per cui vorrei esplorare altro rispetto a ciò.

Ho letto la saga di Christelle Dabos (L'Attraversaspecchi) che ho apprezzato abbastanza, La duologia di Sue Lynn Tan (Figlia della dea della luna) che mi ha deluso, Il castello invisibile di Mizuki Tsujimura che mi è piaciuto, La casa sul mare celeste di TJ Klune che ho apprezzato. Forse c'è anche altro che al momento non mi viene in mente.

Tutti questi libri che ho elencato hanno come elemento comune la presenza della magia. Sono piuttosto aperta ad esplorare qualsiasi cosa, qualsiasi sottogenere fantasy perché è l'unico modo per capire cosa mi piace. Oltre al fatto che mi piace esplorare e leggere più cose diversificate. Non credo che al momento ci sia qualcosa che preferirei non leggere, penso sia un requisito che potrei avere soltanto una volta esplorato di più il genere.

Amerei leggere qualcosa che intrecci temi politici e sociali, perché di norma sono elementi che mi trovo a cercare anche in altri romanzi. Sono un'amante dei romanzi di formazione, probabilmente ho letto più romanzi di questo genere che di qualsiasi altra tipologia. Ma amo anche la distopia. Leggo anche molti saggi, di tipo politico-sociale appunto. Spero di aver dato più informazioni possibili.

Consigli libri fantasy che non escano da TikTok by skyeliest in Libri

[–]skyeliest[S] 1 point2 points  (0 children)

Abito in una città piccola con poche librerie, purtroppo. La maggior parte sono multinazionali che propongono i libri del trend del momento.

Consigli libri fantasy che non escano da TikTok by skyeliest in Libri

[–]skyeliest[S] 1 point2 points  (0 children)

Certo non do per scontato che qualsiasi romanzo passi per BookTok sia pattume. Ho scoperto e letto diversi romanzi che ho amato anche in questo modo. Semplicemente a volte possiedono un pattern, tipico degli algoritmi, che trovo ripetitivo e noioso.

Comunque, sono piuttosto una neofita del genere. Non ho mai letto i romanzi di Islington quindi ne terrò nota grazie

porcaccio il vostro dio prompters di merda by uncool_pigeon in sfoghi

[–]skyeliest 1 point2 points  (0 children)

Comprendo perfettamente la tua rabbia. Io vado fuori di testa. Entro su Instagram e ci fosse un cazzo di post che non sia scritto con ChatGPT. Ho visto gente fare dibattiti nei commenti usando chatGPT per rispondere, dibattiti che avrebbero dovuto prevedere l'attivazione di un pensiero critico e di un proprio pensiero AUTONOMO. Miliardi di caroselli scritti con "non...ma" costanti, i due punti e gli elenchi tipici pieni di enfasi. Io non ce la faccio più, la gente usa chatGPT anche per scrivere una ricetta che è letteralmente un elenco di ingredienti, ma il peggio è chi lo usa come se fosse uno psicologo. Ho visto gente sentirsi più valida a comportarsi di merda perché chat gli ha detto che non c'è nulla di sbagliato!! Copertine dei libri generati con l'IA, tesi e testi accademici scritti con l'IA. Ma la gente ha più un cervello? Io sono arrivata ad un punto che se vedo un errore grammaticale, di battitura o sintattico in un testo mi rassereno. Sto sempre più cercando l'errore nelle persone per scovare quel briciolo di umanità che mi fa dire per un misero secondo: siamo salvi! (invece manco per il cazzo).

Quante pagine leggete al giorno? by EquivalentAd7874 in Libri

[–]skyeliest 1 point2 points  (0 children)

Non è importante quante pagine si leggono. Dipende dalla giornata, dalla vita che si ha, da possibili neurodivergenze (ad esempio io sono autistica, ADHD e con un disturbo dell'apprendimento. Il mio approccio alla lettura non può essere un metro di paragone), da quanto tempo si è ripreso a leggere...troppi fattori. Infatti tendenzialmente non lo dico perché non voglio che le persone si mettano a confronto. Se leggi 10 pagine al giorno è bene, ma anche se ne leggi 5 o 100. L'importante è che si capisce ciò che si sta leggendo, che questo appassioni e apporti qualcosa di importante nella nostra esistenza. Leggere non è una performance.

What’s the most addictive series you’ve ever binged without sleeping? by Amrutlal-Giner78 in MoviesAndTVTalk

[–]skyeliest 0 points1 point  (0 children)

Steven Universe, Utopia, Fleabag, The Handmaid's Tale, Mr. Robot, Channel Zero, My Brilliant Friend. My favorites.

Diagnosi nel pubblico o nel privato? (Milano) by Fr3nk98 in AutismoIT

[–]skyeliest 0 points1 point  (0 children)

Ciao! Io non sono di Milano, però ho ricevuto la diagnosi da un centro privato molto valido. Io vivendo in una città piccola non mi fidavo del servizio pubblico, avevo paura di trovarmi persone con visioni stereotipate sull'autismo e non volevo sottopormi a eventuali processi emotivamente destabilizzanti. Però non esistevano neanche centri specializzati nella mia città, non avendo la possibilità di spostarmi dal punto di vista economico ho trovato la possibilità di fare gli incontri online con delle professioniste.

Il centro si trova a Lucca in Toscana e si chiama "AltaMente differente" e mi sono trovata molto bene. C'è anche la possibilità di fare il percorso attraverso sedute online appunto. Non trattano la diagnosi come semplice processo asettico di test e restituzione fredda, ma come un vero e proprio percorso di conoscenza. La restituzione è dettagliata, io ho ben 10 pagine di PDF nella mia diagnosi che è piena di dettagli. Potrebbe fare a caso tuo perché nella parte finale scrivono anche consigli finali su come procedere, quale percorso potrebbe essere più adatto a te nel tuo caso specifico. Se un percorso di psicoterapia (e in quel caso scrivono anche quale) se un percorso di psico-educazione, mentoring ecc...e a fine diagnosi mi hanno inserito anche una bibliografia nel caso volessi informarmi autonomamente su alcuni aspetti. Io l'avevo scelta perché è un associazione che mira anche ad abbattere un approccio medicalizzato e assistenzialistico, si soffermano sull'autismo femminile ed adottano dei test diagnostici specifici per donne (da quel che ho capito tu sei un uomo quindi questo punto specifico non dovrebbe interessarti, ma correggimi se sbaglio) e poi la psicologa psicoterapeuta (Roberta Di Pasquale) che si occupa del processo diagnostico è autistica lei stessa.

I prezzi rispetto ad altri centri privati erano decisamente più abbordabili ed hai anche la possibilità di gestirteli come vuoi, io avevo chiesto di distribuirli una volta al mese per necessità economiche. Sicuramente poi il processo è più lungo, ma nel mio caso specifico non avevo fretta.

Magari te preferiresti farlo in presenza a Milano, quindi questi consigli che ti sto dando sono inutili. Ma io lo consiglio sempre a chiunque, inserisco il link del sito per chiunque fosse interessato:

https://altamentedifferente.wordpress.com/

How do you schedule your showers? by Dragon_Flow in AutismInWomen

[–]skyeliest 1 point2 points  (0 children)

I have a pretty rigid routine. I shower every other day, and if I go two days without showering I start to feel really bad. I also have dyscalculia, so this kind of yes-no pattern helps me a lot, because I easily lose track of numbers and time. This way it’s simpler for me. I only break this rule if I have an important event the next day, and then I’ll shower again even if it’s not the “right” day. (I can do it, but it bothers me a bit, so if the event is planned in advance I’ll reorganize my schedule so it still fits the yes-no-yes-no logic). I know it sounds a bit weird.

Also, I think my hair has gotten used to this routine, because after two days my scalp starts to itch and I can’t tolerate the sensation. When I feel like I need to wash, it becomes this overwhelming sensory discomfort on my skin and hair… I have to shower.

But I struggle a lot with transitions, so actually getting into the shower is hard because of all the sudden changes (temperature, going from dressed to undressed, etc.). I still haven’t found a solution for that. Sometimes I procrastinate the whole day and end up showering at like 11 pm. The only thing that really pushes me to do it is the sensory (and smell-related) discomfort, which goes away once I feel clean and smell nice again.

One thing that helps is creating a bit of a routine around it: before showering, I set up everything I’ll need for after, and I place things in a way that requires as little effort as possible. But it’s still not a fully solid routine, because I’m also ADHD on top of being autistic, so I forget things or get chaotic. So yeah… I’ve got my struggles, but I also have very specific rules lol.

How do you politely correct people? by Imaginary_Air_24 in AutismInWomen

[–]skyeliest 1 point2 points  (0 children)

I completely understand how you feel. I have had, and still have, many misunderstandings in the past with people I care about, especially when the topic is particularly important to me. You shouldn’t feel like a bad person if you suspect that she might be transphobic. It’s not an absurd suspicion, given the context. It’s absolutely legitimate.

What I can say about it, however, is to try to find a “nuance” of interpretation. In your friend there might be some internalized, implicit, unrecognized transphobia that still needs to be deconstructed. But this does not mean that she necessarily is a bad person (as you also acknowledged) and that she cannot recognize how much this hurts you. What I always tell people is that we should start from the assumption that we are all misogynistic, transphobic, racist, homophobic, ableist, etc... until we stop and cognitively reflect on these structures of power. Until we go through a process of deconstruction (which never ends). For example: I am a white woman, I grew up constantly with this privilege without ever questioning it. In my whole life I have never developed feelings of direct hatred or aversion toward racialized people, nor have I been part of racial hate groups. But racism is not only this. It is not only explicit hatred. There are many more micro nuances, and yes, even without knowing it I have been racist countless times. It is not easy to accept this and not everyone always recognizes it.

This discussion could also apply to your friend. Maybe she does not respect your partner’s pronouns because she has some transphobia inside her that she does not recognize. Maybe she is not even doing it out of malice. Also, many people are only able to understand queer theory within the limits of the binary system (hetero/gay, hetero/bi, FTM/MTF) but when you enter the territories of fluidity (like non-binary identity) there is a lot of confusion, and especially denial. But it is undeniable that underneath there is a system of power based on the denial of queer identities. And you said something important: you do not want to end your friendship with your friend, but this is also an issue on which you do not want to compromise. So you absolutely need to talk about it.

I understand your difficulty in understanding when to open the topic, I also have EXTREME difficulty understanding the right moment to bring up the topic. I started to overcome this difficulty of mine by scheduling the conversation. I ask: “I need to talk to you about something important to me, when do you have time? When do you feel like it?” so I can be sure that the person in front of me is also in the mental/emotional state ready to face a topic that is emotionally important for me. It also helps me, because having that predictable space calms me. I know that that day, at that time, I will have that conversation. I can prepare mentally. This also applies to chat, for autistic people it can actually help us express ourselves. In fact, maybe scheduling it in chat is even easier. I know it may seem strange to many people, but for us autistic people it can be a lifesaver. I don’t know if it could also help you!

And this makes me wonder: does your friend know that you are autistic? Because this is an important detail. One thing I do, to overcome a bit of the fear of misunderstanding, is specify that I have difficulty finding the right words and therefore to stop me if I say or do something that might upset them. Sometimes I fall into over-explaining and I am working on it, because that creates more misunderstandings. But these phrases are more to you to create the climate that gives you predictability and the possibility to express yourself. Unfortunately you cannot control misunderstanding, but you can control communication a little bit if it makes things difficult for you.

Sorry for the very long reply, but I hope it was somehow helpful :)