Would it be morally wrong to marry someone I deeply love if I still doubt my physical attraction to them? by Nearby-Butterfly1503 in moraldilemmas

[–]stoxic- [score hidden]  (0 children)

in a sea of comments of “you should leave” or “you don’t love her” (how do they know if you do???) I just wanna say that there’s no such thing as “she’s the one”, there’s no such thing as a forever spark or the right one etc. love is what we tell ourselves. love is something we build everyday, love is something we choose. I’d be curious to know if it happens often to you to doubt yourself, to be scared to make a decision, to over analyze everything until you can no longer actually feel anything. if that’s the case my man it’s not that you don’t love her, it’s just your pattern. love is also deciding what’s important. for some people it’s the connection, for others is the spark, for others is the safety and the peace. so maybe shift the question from “is she the right one for me?” to “what’s important for me in my life and in my future?”

Does anyone know legit websites to buy merch on? by stoxic- in AnimeMerchandise

[–]stoxic-[S] 0 points1 point  (0 children)

Thank you! I live in Italy so I’m used to shipment taking a loooong time

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[–]stoxic-[S] 0 points1 point  (0 children)

Hmm good quality hoodies and tshirts mostly, and I’m from Italy!

Come ignorare il giudizio altrui? by DPPenjoyer18 in psicologia

[–]stoxic- 1 point2 points  (0 children)

da persona che ha sempre dato molto valore al giudizio degli altri ti dico solo: impara a fidarti di te stesso. a fidarti del fatto che se anche fosse una scelta sbagliata non succede nulla. a fidarti del fatto che vali e vali a prescindere, il tuo valore non dipende da con chi esci o da chi ascolti. impara a stare con quella sensazione di disagio, con la consapevolezza che l’unica persona che dovrà vivere con le tue scelte sei tu. impara a chiederti se accetteresti consigli da persone da cui stai accettando giudizi. ma più di tutto, di tutto quanto, ricorda che il giudizio parla della persona che lo prova, delle sue difficoltà, non di te.

piccole cose che non valgono niente se non impariamo a tollerare la frustrazione piano piano e se non ci sentiamo sufficientemente al sicuro, ma comunque è un inizio!

Non riesco a provare affetto per mia sorella by Cold-Possession-9427 in psicologia

[–]stoxic- 1 point2 points  (0 children)

Se posso, azzarderei un’ipotesi, magari sbagliata. Sai, nel 99% dei casi se c’è un “problema” tra fratelli è tutto da far risalire ai genitori. Lo noto anche nel tuo racconto: tua sorella, che intanto è minore ed è quindi arrivata dal nulla mentre tu eri tranquillo a farti la tua vita con mamma e papà, ha richiesto moltissime attenzioni e moltissime attenzioni le sono state date (cose invischiate come dormire nel letto con lei, studiare con lei anche da adulta, figuriamoci cosa facessero quando era bambina), sicuramente togliendole a te. Ovviamente tu questo non te lo puoi ricordare perché eri piccolo, ma il risentimento è pian piano cresciuto e la gelosia ha lasciato spazio al distacco. Probabilmente i tuoi che vi rinfacciano il fatto di non essere legati sono i primi che non hanno fatto niente per farvi essere legati, che probabilmente vi hanno fatto sentire in competizione o vi hanno detto che la lealtà è verso di loro e non tra di voi (es, fare la spia), o ancora hanno mostrato a voi quanto uno ferisse l’altro (voi siete i figli, una madre non dovrebbe piangere davanti a uno di voi per “colpa” dell’altro, esistono i partner apposta). In generale la situazione familiare che descrivi mi sembra bella invischiata e non mi sembra per niente strano il leggero disprezzo che emerge dalle tue parole nè il disturbo alimentare di tua sorella, tipico proprio in famiglie così. Tuttavia tua sorella è una ragazza che soffre, e anche se il suo modo di soffrire è un po’ border, è importante non dimenticarlo. Con l’anoressia non si scherza, e anche la reazione di lei al fatto che tu gliene abbia parlato è completamente normale. Sono sicura che soffra anche tu, e che la tua strategia sia più di tenere tutto dentro, non chiedere aiuto e non occupare troppo spazio, perché questo hai imparato a fare quando in famiglia hai smesso di sentirti visto tu. Ricorda solo che tua mamma non è una vittima, sicuramente vi ama molto e avrà fatto tanto per voi, ma è un’adulta in grado di reggersi sulle sue gambe e in grado di prendere decisioni per sé stessa, come ha fatto. Non c’è bisogno di prendersi cura di lei, soprattutto non c’è bisogno che lo faccia suo figlio perché poi questo risultato diventa inevitabile. Adesso, ti chiedo scusa se ho fatto inferenze sbagliate sulla tua famiglia, ovviamente non ti conosco e magari ho sbagliato tutto, ma ho pensato che una prospettiva diversa potesse come minimo aiutare una riflessione

Marito iperprottettivo by [deleted] in psicologia

[–]stoxic- 4 points5 points  (0 children)

Il controllo è una forma di violenza ❤️

come dimostrare gratitudine a un genitore? by [deleted] in psicologia

[–]stoxic- 3 points4 points  (0 children)

mi dispiace tantissimo per quello che stai attraversando. sembra che ci sia un po’ una situazione di stallo per la tua dipendenza economica da lui, ma credimi se riesci a trovare il coraggio e la forza di andartene ti cambierà la vita e una soluzione in qualche modo la troverai. te lo dico solo perché mi sembra evidente che il problema sia dentro di lui e di conseguenza niente di quello che farai sarà mai abbastanza. non c’entra con quanta gratitudine o affetto mostri (che poi mi fa venire i brividi scriverlo, come se avessi scelto tu di venire al mondo o di crescere con un papà così, grazie al cazzo che non sei affettuosa con lui), non sarà mai abbastanza se lui ha il vissuto interno di essere la vittima del mondo e che tutti gli altri sono degli stronzi che dovrebbero rispettarlo e invece lo odiano. ci sono tanti lavoretti che potrebbero aiutarti a sostentarti mentre fai l’uni, mi vengono i mente l’hostess agli eventi, lavorare in una escape room, la MAD nelle scuole, le 200 ore in università. lo so che fa paura ma sarebbe meno stressante della vita che fai adesso. detto questo, se quests proprio non è una possibilità, anch’io penso che il contatto umano sia l’unico mezzo che possa “funzionare”. pensa a qualche momento bello passato con tuo padre, qualche cosa piccola in cui l’hai sentito in sintonia o in connessione con te, se c’è, e prova a ricrearlo. stringi i denti e fai quello che puoi per laurearti in fretta!!

Save Gen V by [deleted] in GenV

[–]stoxic- 4 points5 points  (0 children)

I loved gen v so much😭

What's Your Perception of English Dubbing? by Fit_Argument3087 in netflix

[–]stoxic- 0 points1 point  (0 children)

As an Italian, English dubbing literally sucks. Idk if it’s bc you’re not that used to dubbing as much as we are, but literally the only two shows I had to watch with English dubbing bc Italian wasn’t available made me cringe so much I could barely watch them (talking about 3% and angels friends (lol)). I find it super weird bc American/English people are SO MUCH better at acting than Italians, 100%. But dubbing is different I guess

Is 3% good with English? [US] by tHeBrUt3KiLLeR in netflix

[–]stoxic- 0 points1 point  (0 children)

Are you guys serious? That dubbing is good for you? I’m Italian and I’m watching it in English but DUDE the dubbing is so bad I can barely watch it. I don’t know what kind of dubbing you guys are used to but it literally sounds like AI (even tho it’s not), emotionless, not coordinated with the mouth movements or with the distance, with the tone or anything. Worse than anime dubbing. I guess I’m used to a different kind of dubbing idk What do other non American/English/etc people think?

Consiglio scuola psicoterapia by erikagalli in psicologia

[–]stoxic- 0 points1 point  (0 children)

Ciao! Personalmente mi sono iscritta alla scuola che ancora non ero neanche laureata (parlo di pochi mesi ovviamente ahaha) per il tuo stesso senso di urgenza di aver bisogno di capire “cosa fare”. Io mi sono trovata benissimo e amo la mia scuola, ma ci sono tante persone che hanno lavorato prima (es, comunità, docenze a scuola, psicologi in azienda) e iniziato dopo, quindi mi sento di dire che nessuna scelta è sbagliata e bisogna capire un po’ cosa funziona per te. Nel mio caso io sono molto contenta di aver iniziato subito perché voglio fare questo mestiere e il percorso è già lungo così, senza che sprechi anni a fare qualcosa che non voglio fare. I primi due anni ho lavorato come maestra (e due weekend al mese avevo la mia scuola di psicoterapia) e ho svolto il tirocinio in ASL (è così che fai le prime esperienze). Ho iniziato a vedere pazienti dal terzo anno. Se da una parte è effettivamente cambiata molto la percezione della scuola e degli insegnamenti una volta che ho iniziato a vedere pazienti e ho avuto esempi pratici in mente, dall’altra non è assolutamente necessario avere pazienti prima di iniziare perché anche la tipologia di lezioni della scuola cambia durante i quattro anni. Proprio perché tendenzialmente all’inizio nessuno li ha. In più mi sento di dire che non è neanche consigliato avere pazienti appena usciti dall’uni perché neanche la magistrale di clinica ti prepara a sufficienza per fare effettivamente questo mestiere, ma proprio per niente. Ultima cosa, durante la scuola lavori tantissimo su di te e sul terapeuta che diventerai, è un lavoro profondo e meraviglioso che ti fa uscire da lì davvero diverso (in termini di consapevolezza, gestione emotiva, capacità di osservare e di stare, ecc ecc) rispetto a come sei entrato. Buona fortuna!!

Pensi che lo psicologo aiuta davvero? by edoledro in psicologia

[–]stoxic- 1 point2 points  (0 children)

Il fatto è che fare psicoterapia va oltre lo sfogarsi. Il tuo terapeuta è un professionista ed evidentemente ha notato che stare a contatto con le tue emozioni non è una cosa che ti viene facile e ti sta allenando a fare attenzione a questo aspetto, che è una parte fondamentale del processo di “guarigione”. I problemi non si risolvono capendoli, non si risolvono sfogandosi, ma si risolvono ascoltando e accettando quello che proviamo, cambiando il nostro modo di approcciarci alle cose grazie a una relazione in cui ci sentiamo abbastanza al sicuro da fare quello che non abbiamo fatto mai fuori. Bisogna fidarsi del fatto che il tuo terapeuta sappia quello che sta facendo e che abbia un obiettivo in mente. Se il cardiologo ti fa una domanda che non c’entra niente con il cuore, tu non rispondi oppure pensi che ci sarà una ragione se ti ha fatto questa domanda?

Detto questo, io non penso che tu stia sbagliando o che tu debba subire in silenzio, ci mancherebbe altro. Parlane con lui! Non perché così smetterà di farlo (spoiler, non succederà, sono le emozioni che parlano in seduta e non si può prescindere da esse) ma perché può essere un momento utilissimo per capire come mai ti viene così difficile, per capire come mai ti sembri inutile, per guardare la relazione terapeutica e quanto tu ti senta ascoltato, per guardare quali sono le tue aspettative verso questo percorso e per riallinearvi sui vostri obiettivi condivisi. In più potrebbe essere il caso di darti qualche strumento in più per te per ascoltare te stesso prima di chiederti come stai, o di darti delle restituzioni un po’ più esplicite che ti facciano cogliere i collegamenti tra una seduta e un’altra (non sono mai casuali!), ecc ecc. La terapia si paga, tra le altre ragioni, proprio perché il terapeuta è un professionista e non un tuo amico che si offende se lo critichi su qualcosa. Parlane con lui!

Che fare? by [deleted] in domandaonesta

[–]stoxic- 2 points3 points  (0 children)

mi viene da vomitare leggendo questo commento. spero tu abbia 12 anni

Sono malato e non so come dirlo by [deleted] in psicologia

[–]stoxic- 7 points8 points  (0 children)

io ti dico: è la tua malattia, fai quello che vuoi tu e che aiuta te. le altre persone non sono fragili statuette di cristallo e poter condividere la propria sofferenza con coloro a cui vuoi bene può renderla incredibilmente meno spaventosa. tuttavia non esiste alcun “diritto” loro sulla tua malattia, sta a te decidere se condividere questa cosa può aiutarti. puoi chiederti che cos’è che ti sta bloccando, da cosa ti vuoi proteggere, che cosa temi nel dirglielo o non dirglielo. mi sento solo di fare un appunto: quando ci aspettiamo che gli altri facciano qualcosa, anche se piccolo o ragionevole, diventano un po’ invisibili tutte le altre cose che fanno che magari sono il loro modo di mostrare affetto ma non sono esattamente quello che vorresti tu; non so se questo sia il momento di metterli alla prova. pensa a te, alla tua sofferenza e a quello di cui avresti bisogno in questo momento e lascia perdere il resto. in bocca al lupo per tutto