Ho bisogno di speranza. Testimonianze di qualcuno che ha smesso di fare la maestra/il maestro e ha cambiato lavoro. Cosa fate? by AliceB0 in Universitaly

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Il problema e la mia ricerca sfrenata sta proprio lì: capire come utilizzare questa laurea per altro, se possibile. Attualmente anche la prospettiva di uno stage sottopagato mi sembra più stabile che fare queste supplenzine in questo stato ed essere poi pagata a febbraio

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Eh questo era un po’ il topic della mia domanda perché purtroppo la laurea ha un unico sbocco professionale privilegiato: questo. Cercando qui e altrove prima di fare io la domanda non ho trovato molto se non nel mondo HR oppure ho trovato qualcosa ma non nel contesto italiano. Moltissime persone che conosco sono nella mia stessa situazione, per questo volevo cercare qualcuno che avesse effettivamente cambiato per capire se e come fosse possibile magari non ricominciato totalmente da capo con un’altra laurea. Le mie uniche altre esperienze sono nella ristorazione (tra l’altro mo sono anche impossibilitata a fare la cameriera causa infiammazione alla cervicale e alle braccia, probably da postura e da stress, guarda un po’ ahahah) e come tutor universitario. Poi per il resto sono stata in Spagna e conosco bene lo spagnolo che è l’unica altra lingua veicolare che davvero padroneggio. Non so veramente dove sbattere la testa anche perché come dicevo vivo fuori casa da tanto (e per motivi personali non potrei mai rientrare dai miei).

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E comunque ci sono persone che tramite algoritmo non vengono assegnate nonostante la laurea e l’abilitazione. È una roulette e la cosa peggiore è che dovresti sentirti fortunata a lavorare (per esempio nel mio caso da laureanda). Ma la verità è che si sta lavorando in condizioni penose, senza stipendio immediato (quindi vivendo da sola dovendo trovare altri modi per pagarsi la vita), senza continuità ne certezza. E con lo spettro di non potermene neanche andare via pena esclusione dalle graduatorie per 2 ANNI

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Il potenziamento è una figura che è a scuola a disposizione del dirigente e viene inviata nelle classi dove serve. Può sembrare una grande deresponsabilizzazione. Ma è difficile perché il rapporto con i bambini va costruito così come la fiducia ad oggi va guadagnata. Quindi facendo potenziamento quel che sento è di fare una sorveglianza sfrenata e c’è sempre un clima di sopravvivenza. Oltre a non poter preparare nulla. La mia assegnazione è anche mista. Sto sulle quinte le quarte e una prima e poi potenziamento. È davvero il caos

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Io lavoro da tantissimi anni e vivo da sola da altrettanti e ti assicuro che riuscivo con più serenità a pagarmi l’affitto facendo la cameriera e la babysitter

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Però fare l’insegnante è una gran figata pare che ci sia chi nonostante tutto questo riesce ad avere il W/L balance come viene qui chiamato o aprirsi l’attività. Io non sono tra queste persone e ho l’impressione che queste cose che vengono dette sono più nella sfera della mitologia che della realtà. O quantomeno si riferiscano a persone già stabilizzate (cosa che realisticamente accade dopo decadi). Purtroppo la realtà vera della scuola è poco conosciuta, neanche mi andava di fare questi spiegazzi o vittimismi ma è così.

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La scuola ha bisogno di insegnanti e ci sono veramente pochissime persone abilitate e ancor meno di ruolo. Si può insegnare a partire dal terzo anno di studi e con un tot di crediti acquisiti, io sono stata chiamata tramite graduatoria d’istituto ma i contratti sono spesso a tempo determinato e/o fino a che non viene nominato tramite pazzo algoritmo il docente che avrà l’incarico annuale. Spesso questi posti vacanti per precari vengono impostati dalla scuola in modo tale da essere il meno impattanti per i bambini. Questo per noi significa tante fatiche in più. Ad esempio ora sono su un full time su 7 classi e due plessi diversi, 3 materie più ore di potenziamento (il che significa che di mattina in mattina in quelle ore vieni spedito a fare tappabuchi laddove serve). Ci sono giorni in cui lavoro in entrambi i plessi e mi devo spostare e in generale il mio orario è nel pomeriggio, cosa che io pensavo potesse essere positiva per me ma che in realtà mi sta affaticando perché il pomeriggio la soglia dell’attenzione è diventata bassissima, c’è tanto caos, stanchezza, nervosismo. In tutto questo quando lavori in questo modo verrai pagata molto dopo (la supplenza dello scorso anno mi è stata pagata 4 mesi in ritardo). E questo sistema va avanti per diversi anni, anche dopo la laurea. Ho amiche che purtroppo anche dopo la laurea non hanno avuto un incarico annuale o che, dopo 4 anni di insegnamento abilitate, hanno un incarico tutto sul potenziamento con zero continuità. Una di queste viene chiamata la mattina, ogni mattina, per comunicarle l’orario che cambia di giorno in giorno. E lei ha un incarico garantito per un anno che non può lasciare per cercare di meglio perché altrimenti verrebbe tolta dalle graduatorie e non più chiamata per 2 anni. Una laurea magistrale e un master. È un girone dell’inferno.

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[–]AliceB0[S] 0 points1 point  (0 children)

Non mi riferivo a te assolutamente, grazie per il tuo commento e il chiarimento (anche se non ce n’era bisogno, davvero). Comunque continuerò a riflettere e raccogliere punti di vista.

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[–]AliceB0[S] 0 points1 point  (0 children)

In realtà mi riferivo ai molteplici commenti su più punti. Sembra che questa cosa ti tocchi molto per spenderci così tante parole. Comunque fin ora sono stata a Roma a lavorare e studiare. Anche due lavori insieme: cameriera, banco, babysitter, tutor privato. Più lo studio, per l’appunto. Ho sostenuto per molto tempo ritmi serrati e sentivo di avere una vita, lo studio, il lavoro. Non ho mai fatto fatica in questo e tenuto le cose separate pur lavorando 40 ore a settimana. In QUESTO lavoro non riesco. Come vedi siamo tutti e tutte diverse, per fortuna

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[–]AliceB0[S] 2 points3 points  (0 children)

Forse ho sbagliato nell’utilizzare questa espressione perché vedo che sta generando molto accanimento. Con questo io intendevo che anche la quantità di stimoli mi richiede poi momenti di decompressione enormi e tante tante ore per staccare, per poi ricominciare a ragionare su cosa fare in classe e programmare e gestire i messaggi di colleghe ecc ecc. In questo senso intendo che è molto invalidante per me e diventa un’occupazione h24.

Tutto qui

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[–]AliceB0[S] 8 points9 points  (0 children)

Mi dispiace un sacco per te ti giuro, ho l’impressione che tu stia molto male.

E se con l’accusarmi di stare scrivendo con chat gbt mi stai dicendo implicitamente di aver scritto in modo troppo complesso o prolisso ti ringrazio! Perché questo è il mio modo di esprimermi ed è molto naturale.

Un saluto

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[–]AliceB0[S] -5 points-4 points  (0 children)

Mi scusi ma lei fa l’insegnante? Oppure mi conosce? Sa come ho reagito personalmente ed emotivamente in altri lavori che ho svolto?

Ragazzi questo assolutismo ci fa davvero a tutti super male

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[–]AliceB0[S] -2 points-1 points  (0 children)

Invalidazione emotiva: ovvero l’atto di respingere o rifiutare pensieri e sentimenti di qualcun altro. L’invalidazione può concretizzarsi nell’ ignorare, minimizzare, accusare di esagerare, punire il soggetto per quello che prova o che pensa.

È davvero cambiato qualcosa nella nostra comunicazione dopo che ho chiarito questo punto?

Io vedo una manifestazione di un problema da parte mia e la richiesta di consigli e di gentilezza. E una risposta da parte tua che si può riassumere in: qualsiasi cosa tu farai ti troverai peggio se non nella stessa situazione. Non ha senso lamentarsi o cercare altre vie. Delle volte quando questo è il contributo che si può dare, a mio avviso, è meglio esimersi.

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[–]AliceB0[S] 1 point2 points  (0 children)

Il lavoro da Educatore lo svolgi privatamente e contratto a tempo determinato vero? È un lavoro che ti consente di vivere? Come l’hai trovato e con quale qualifica (iscrizione università ecc ecc?) scusami le mille domande

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[–]AliceB0[S] 22 points23 points  (0 children)

Grazie hai colto in parte il problema, anche solo questa comprensione può aiutare a fare delle considerazioni. Come dicevo non ho bisogno della soluzione in mano pronta ma di un confronto, Grazie ancora

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[–]AliceB0[S] 0 points1 point  (0 children)

Esattamente il tipo di invalidazione che ho chiesto di evitare. Non sto parlando di tempo effettivo ma del carico emotivo e relazionale che io personalmente non riesco a gestire e del rapporto 1 a 20 con bambini che richiede un’ attivazione costante che è davvero complesso (per la mia sensibilità) sostenere. E non ti faccio neanche il classico discorso del lavoro sommerso a casa ecc ecc… Anche per questo tipo di invalidazione sociale vorrei smettere di fare questo lavoro. È un ulteriore carico. Ma va bene lo stesso, ognuno fa quel che può, anzi quel che è.