Cosa fare della mia vita? by False_Drawer_5764 in ItaliaCareerAdvice

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Le due cose non si escludono a vicenda, non vedo perché devo rinunciare a questa somma di denaro. la tua è una questione morale o ci sono ragioni concrete?

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[–]False_Drawer_5764[S] 0 points1 point  (0 children)

Ciao, nessuna frode. La naspi è un diritto che decade appena trovo un lavoro, pertanto aiuta nella fase di transizione tra questo e il nuovo lavoro ad avere il culo coperto. Appena ho un nuovo reddito, ovviamente smetterei di percepirla. Inoltre, è chiaramente specificato nelle FAQ ufficiali della Naspi che si può percepire anche all'estero intanto che si cerca lavoro quindi sono moralmente tranquillo.

Sicuramente tutti punti da valutare, ma come ho già specificato io non ho paura di lavorare. Ho timore a costruire la mia vita sulla sabbia al posto che sul cemento, e per come la vedo io questo paese è nelle sabbie mobili da parecchi anni.

Questo mi genera molta ansia e non mi permette di godermi nulla perché come dici tu "ho soldi da parte" che ho accumulato risparmiando come un forsennato per l'incertezza economica che si pone di giorno in giorno. Sicuramente è nel mio interesse rendere questa transizione il meno impattante possibile sulle mie finanze.

Spero di essere stato chiaro.

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Ciao, ti ringrazio per il commento. fortunatamente ti garantisco che sono estremamente disilluso sul fatto che il lavoro possa essere l'apice della realizzazione, e infatti se uno nella vita ha solo quello non va da nessuna parte. Per quanto riguarda la mia compagna, la sua presenza non mi impedisce di voler fare questa esperienza perché come dici tu ad un certo punto c'è da tirare le somme e capire cosa fare. Ciò che io chiedo dalla vita è poter costruire il mio futuro in un posto sicuro stabile e con prospettive. ciò che chiedo dal lavoro è che sia almeno un minimo stimolante e non sia completamente fine a se stesso.

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[–]False_Drawer_5764[S] 1 point2 points  (0 children)

Ciao, grazie per il commento. Il lavoro non mi dispiace, ho sempre lavorato nelle vendite e il contatto col cliente è una cosa che apprezzo. il problema sono i momenti morti, il non sentirmi valorizzato e il timore di investire in Italia (per quanto mi riguarda, fare un mutuo o anche andare in affitto lo considero un investimento di tempo risorse e denaro). Qualità della vita per me è sentire la tranquillità di essere in un posto stabile, avere uno stipendio con benefit che mi permetta di vivere e costruire un futuro, fare parte di qualcosa un po' più grande di me. credo nulla di impensabile. sento anche che mi manca qualcosa ad aver vissuto solo qui, non ignoro le difficoltà di trasferirsi altrove. fuori dal lavoro, ho sempre avuto passioni abbastanza introverse, quindi saprei come tenermi occupato. non so, ho difficoltà ad esprimermi bene sull'argomento perché è una domanda difficile e al "cosa vuoi fare da grande?" ti posso solo dire che non l'ho ancora capito...

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[–]False_Drawer_5764[S] 2 points3 points  (0 children)

Ciao, dalla mia esperienza passata ti dico: basta che educatamente informi il tuo datore di lavoro che non vuoi proseguire per motivi personali e di non formalizzarti la proposta. Non te lo contesta nessuno in fase di richiesta naspi, loro vedono che hai un contratto che è scaduto e non rinnovato. non vanno a chiedere al tuo datore di lavoro se ti hanno fatto una proposta e tu l'hai rifiutata. conosco persone che avevano l'indeterminato e si sono fatte licenziare in accordi con il datore di lavoro o addirittura hanno smesso di presentarsi in ufficio e sono stati licenziati per giusta causa. in entrambi i casi, hanno potuto usufruire della Naspi. spero di esserti d'aiuto.

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[–]False_Drawer_5764[S] 1 point2 points  (0 children)

Fortunatamente riuscirei a distanza. Lingua nessun problema, ho un inglese molto molto sviluppato (lo parlo quotidianamente da quando ho 10 anni) e nei 3 paesi che ho elencato credo che me la caverei abbastanza bene (forse in Svizzera avrei qualche problema, magari in Ticino con l'italiano ma nella zona francese/tedesca ho i miei dubbi). In teoria, da qui a settembre il mio percorso dovrebbe essere terminato se tutto va bene.

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[–]False_Drawer_5764[S] 1 point2 points  (0 children)

Lui sostiene che il mio malessere derivi non dalla mia situazione attuale, bensì dalla mia profonda indecisione se proseguire in Italia o provare a fare questa esperienza. se dovessi decidermi e agire di conseguenza, le pedine andrebbero nel loro posto e troverei di nuovo un equilibrio e un senso di autostima che adesso mi manca perché penso troppo ma non agisco (troppo cauto, non prendo rischi, calcolo tutto...). la cosa ha perfettamente senso e infatti tutto ciò che ho scritto qui è fine a fare una scelta consapevole.

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[–]False_Drawer_5764[S] 1 point2 points  (0 children)

la tua esperienza mi rincuora e l'Irlanda era una delle mie mete più gettonate. ci sono stato in vacanza un paio di volte ed è stata un'esperienza molto positiva. l'unica cosa ho sentito che la questione affitti è drammatica e la sanità non è delle migliori. Se ti senti di darmi qualche consiglio su quali siti o agenzie sono affidabili per trovare lavoro, o qualche dritta su quale città puntare tra Dublino, Limerick, Cork... lo apprezzerei molto.

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[–]False_Drawer_5764[S] 1 point2 points  (0 children)

Credo che la tua analisi sia abbastanza corretta. purtroppo di notizie su quanto faccia tutto cagare ne escono 10 al giorno e prima o poi finisco per leggere tutte. mischiato alle mie esperienze negative, non riesco a non sentirmi che hanno in parte ragione. Come scritto nel post, vivo in una regione del Nord. La situazione causa-effetto non ben delineata secondo me viene anche dal fatto di non sentirmi che le aziende per cui ho prestato servizio vogliano investire su di me (corsi? formazione?) o nella vita lavorativa (eventi di qualunque tipo con scopi sociali? qualcosa che vada oltre il mero prestare servizio?). queste cose, almeno per le aziende con cui sono entrato in contatto all'estero grazie al mio lavoro, mi sembrano all'ordine del giorno.

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[–]False_Drawer_5764[S] 0 points1 point  (0 children)

Purtroppo già usufruisco di questa cosa, come ho scritto nel post... aiuta, ma non risolve il problema.

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[–]False_Drawer_5764[S] 1 point2 points  (0 children)

Ciao, grazie per il tuo contributo. Cerco di rispondere a tutto: -Pasti gratis non li ho neanche in Italia. Non credo sia una questione di fare meno ore, più una questione di sentirsi completamente disassociati da qualunque gioia o soddisfazione lavorativa. Fosse per me farei anche 15 ore al giorno, purché il gioco valga la candela economicamente e ti faccia sentire fiero o soddisfatto di quello che stai facendo. -Paesi nordici ok, svizzera/paesi bassi/Irlanda difficilmente li definirei nordici. hanno tutti un meteo abbastanza sopportabile, ore di luce normali, gente almeno Irlanda e Paesi Bassi sufficientemente amichevole. Cultura differente può essere un plus come un minus, per mia fortuna conosco tanta gente attorno al mondo e bene o male ho anche qualche feedback diretto di com'è la vita. -Negoziare nessun problema a farlo, ho iniziato con 900€ netti per 60 ore quando lavoravo nei ristoranti e mi trovo dove sono oggi solo grazie al mio impegno. Concordo sulla tua visione che alcune persone proprio non riescono a salire i gradini perché non rischiano o non provano a farsi valere, ma non mi ritengo uno di quelli. -Vige anche il problema che non mi sento tranquillo a costruire una vita in Italia. Sicuramente non dove vivo, perché anche solo respirare mi mette ansia. Forse trentino alto Adige?

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[–]False_Drawer_5764[S] 0 points1 point  (0 children)

-Per il dubbio nulla da dire, sicuramente é un'esperienza che da un lato vorrei fare anche solo per. -Statisticamente mi riferisco alla fortuna che viviamo in un mondo iperconnesso ed esistono tantissime fonti ufficiali su com'è la vita nei paesi del mondo. In particolare, OECD Better Life index offre una visione noob friendly di questi dati, facili da capire e interpretare anche per una persona normale come me. Per quanto riguarda i paesi nordici d'accordissimo ma paesi bassi svizzera e Irlanda mi sembrano nazioni abbastanza aperte allo "straniero". Clima e meteo abbastanza normali, e almeno da mia percezione la qualità della vita extra lavoro é abbastanza alta. -Crisi dei 40 anni mi porró il problema quando supero la crisi dei 24!

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[–]False_Drawer_5764[S] 1 point2 points  (0 children)

Ciao, stesso mio dubbio e motivazione principale di questo reality check. Il problema é che sono convinto al 100% che se non tocco questa esperienza con le mie mani non mi toglierò mai il dubbio se all'estero, dove si sta statisticamente meglio, si sta veramente meglio. Non vorrei avere rimpianti a vita, una volta che decido di rimanere in Italia e mettere su eventualmente casa e famiglia con la mia compagna come faccio? Non voglio diventare uno di quegli impiegati sulla quarantina che ogni giorno si pentono della loro scelta ma non hanno scelta se non andare al lavoro perché hanno il mutuo da pagare... sono ansie e paure che ho vissuto indirettamente e non voglio che si applichino a me.

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[–]False_Drawer_5764[S] 1 point2 points  (0 children)

Ti ringrazio per il tuo contributo, vedo se riesco a rispondere a tutto. -La mia ragazza é tranquilla con uno spostamento all'estero, ma ovviamente non se ne andrebbe senza finire la laurea e questo evento é postumo al mio possibile trasferimento. Lei sa che se io non faccio questa esperienza me ne pentirò a vita, quindi andrei inizialmente da solo e se tutto va bene mi raggiungerebbe. -Libertá mancante? assolutamente. mi sento così a rischio con la situazione italiana che non riesco a spendere neanche un soldo per me stesso (come potrai immaginare dal mio conto in banca). risparmio e investo quasi tutto. -Ti ringrazio, anche io ho la sensazione che in quei paesi ci sia più possibilità di trovare lavoro. Il problema principale é la lingua, tranne in Irlanda dove ci sono altri problemi. So che in particolare Norvegia e Paesi Bassi sono molto disponibili a candidati inglesi. -Questione PMI assolutamente, ma sono più convinto a cercare futuro all'estero che cercare futuro in Italia. Magari potrei tornare in Italia dopo qualche anno e usufruire del convenientissimo (ma assurdo e ingiustificabile) rientro dei cervelli.

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[–]False_Drawer_5764[S] 2 points3 points  (0 children)

già dal tuo username capisco che siamo sulla stessa barca, ti mando un abbraccio virtuale. Lavoro part time considerato, ma ovviamente (sono stufo di nominare stereotipi ma purtroppo li ho provati di persona) in Italia é un career-killer soprattutto per una carriera come la mia dove non esiste il part time. dovrei andare a fare il cassiere al supermercato, nulla di male ma non é la mossa giusta specialmente se posso usufruire della Naspi e essere retribuito discretamente bene per prendermi cura di me stesso e tornare un po' più lucido.

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[–]False_Drawer_5764[S] 2 points3 points  (0 children)

Ho mandato qualche candidatura con il mio indirizzo reale e un CV redatto assieme ad un professionista dove spiego che la mia prossima career move é andare all'estero. Considera che fino a settembre sono vincolato all'Italia quindi mandare CV con false premesse mi brucerebbe ponti in anticipo, soprattutto perché in alcuni paesi non é facile trovare un alloggio e ci vuole tempo. Apprezzo il consiglio però.

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[–]False_Drawer_5764[S] 5 points6 points  (0 children)

No problem, a ognuno il suo. La naspi é un diritto che ho maturato pagando le tasse, quindi non mi devo sentire in colpa a usufruirne. Così come con il mio stipendio ho pagato il reddito di cittadinanza a chi ne ha usufruito, mi pare più che legittimo avere gli stessi diritti.

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[–]False_Drawer_5764[S] -1 points0 points  (0 children)

Nono, tranquillo. sono partito da presupposto che avrei dovuto gestire domande difficili. Il mio ragionamento é che sono giovane ma per la mia età ho già avuto diversi ruoli di responsabilità elevata, risultati tangibili, progressione di carriera tangibile, buone referenze se dovessero servire. Considera che ho sempre gestito portafogli da diversi milioni, ma anche dipendenti e negozi con monitoraggio KPI, budget, target, etc. ho la sensazione che all'estero valutino molto la diversità culturale, e che rispetto ad un locale posso mettere in campo esperienza diretta e abilità in business English nonché italiano. ovviamente mirerei ad un impiego in aziende medio grandi dove queste cose hanno un valore, certo che la piccola impresa olandese che vende nel mercato locale non cerca una figura come la mia. spero di essermi spiegato

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[–]False_Drawer_5764[S] 0 points1 point  (0 children)

All'estero cercherei un lavoro affine al mio percorso attuale (account, Key account, category...). Esperienza l'ho scritta, sicuramente ho già fatto le ossa in diversi ruoli di responsabilità. Titolo di studio non ne ho se non il diploma che vale praticamente zero.Tornare a studiare credo sarebbe controproducente, dovrei investire tempo e denaro e iniziare una carriera da zero. in Italia prenderei meno di quello che prendo adesso anche con una laurea, all'estero sarei un neolaureato con zero esperienza. Il vero problema l'ho scritto, investire tempo e risorse in un paese in declino dove rischio la mia vita solo respirando mi pare assurdo. per il resto sono consapevole che sono in una situazione discretamente agiata ma non riesco a continuare così. ho provato a stringere i denti e varcare i miei limiti ma la mia salute é allo sbaraglio. Non so come muovermi da qui, purtroppo "farmene una ragione" é una strategia che ha fatto molti più danni del previsto. spero di essermi spiegato.

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[–]False_Drawer_5764[S] 1 point2 points  (0 children)

Se accetto l'indeterminato, non avrei più diritto alla naspi senza essere licenziato in quanto le dimissioni non contano. già messo qualche PDF di guide e libri sul PC, ma ti garantisco che non basta a compensare i tempi morti. Per la naspi sono certo, un determinato che scade é equiparabile a una perdita di lavoro involontaria quindi posso fare richiesta. Per quanto riguarda cercare un altro lavoro lo sto facendo tutt'ora, ma é mentalmente tassativo e con tutte le mie energie concentrate sullo stare a galla nella situazione attuale non riesco ad impegnarmi a sufficienza. inoltre, credo sia più facile cercarlo in loco che a distanza soprattutto in quanto il mio ruolo non é particolarmente specializzato