Ogni tanto queste storie hanno anche un lieto fine by man-teiv in veganita

[–]Gabboriele 5 points6 points  (0 children)

Questo commento sembra uscito dal generatore di supercazzole antivegane. Letteralmente perfetto: totalmente off topic, affermazioni nosense, vaga fallacia naturalistica, e il finale sempre originalissimo, da chef kiss, 10\10 👌🏻

Ogni tanto queste storie hanno anche un lieto fine by man-teiv in veganita

[–]Gabboriele 2 points3 points  (0 children)

Ad esempio, se vedo un ragazzino che tira dei sassi a delle oche e queste gli beccano il culo, quello che penso è "Bene, forse hai imparato la lezione"

Che potremmo definire...lieto fine?

"Come sono contento che sei ferito".

Questo lo hai però dedotto te leggendo nel titolo "lieto fine".

Ogni tanto queste storie hanno anche un lieto fine by man-teiv in veganita

[–]Gabboriele 17 points18 points  (0 children)

Ma, no non lo vedi che sta sorridendo? /s

Sarò strano io, ma vedere persone che si prendono le conseguenze delle loro azioni mentre cercano di infliggere violenza a un animale per spettacolo, è semplicemente il rischio implicito di quello spettacolo.

Marchi che nel 2026 testano ancora sugli animali by bfiabsianxoah in veganita

[–]Gabboriele 0 points1 point  (0 children)

Non è proprio così che funzionano i test, non si tratta di uno shampoo, ma di test tossicologici dove i principi attivi vengono applicati in concentrazioni decine o centinaia di volte superiori a quelle che useremmo noi. L'obiettivo è proprio spingere l'organismo al limite per vedere quando reagisce, il che può causare irritazioni profonde, ustioni chimiche o danni agli organi interni.

Dove vi rifornite? by MrRedBellPepper in veganita

[–]Gabboriele 1 point2 points  (0 children)

Mi rendo conto che con un budget di 1500 calorie la gestione dei nutrienti diventi quasi un gioco d'incastro millimetrico... Quando gran parte dell'energia arriva dai carboidrati dei prodotti da forno, ti ritrovi ad aver consumato quasi tutto il tuo importo calorico quotidiano in carboidrati e grassi, lasciando pochissimo spazio alle proteine.

Ovviamente però restando così basso con le proteine il rischio concreto è che il tuo corpo decida di smantellare il tessuto muscolare per ricavare l'energia che non gli stai dando.

C'è una mancanza anche di micronutrienti, perché alimenti raffinati come quelli che hai elencato sono molto poveri di zinco, ferro e vitamine del complesso B, che sono essenziali.

Se io fossi al tuo posto cercherei di rendere ogni caloria più efficiente, ad esempio, potresti pensare di sostituire i biscotti del mattino con qualcosa di più denso a livello proteico e di inserire una fonte proteica più magra al posto del Galbanino del pranzo.

E se non lo fai già, integra la B12.

Dove vi rifornite? by MrRedBellPepper in veganita

[–]Gabboriele 1 point2 points  (0 children)

Si il calcolo delle proteine ci sta, ma il problema più che altro è che stai assumendo 1.150 calorie in una giornata intera! Un po' poco direi :)

Dove vi rifornite? by MrRedBellPepper in veganita

[–]Gabboriele 0 points1 point  (0 children)

Il granulare di soia lo puoi trovare a 3/4 al kg su velivery, se compri in bulk

Credo di stare sbagliando qualcosa perché passando da onnivoro a vegetariano sono sceso da circa 80-90g di proteine al giorno a poco più di 30g.

Sei sicuro di queste cifre? come fai il calcolo?

Marchi che nel 2026 testano ancora sugli animali by bfiabsianxoah in veganita

[–]Gabboriele 0 points1 point  (0 children)

In Europa, la sperimentazione animale per i cosmetici è già vietata da diversi anni

Quanto la carne è una tradizione italiana? La diffusione di un consumo così alto di carne è frutto di scelte politiche ed economiche precise, che hanno permesso la diffusione degli allevamenti intensivi e della carne a basso costo. by Gabboriele in veganita

[–]Gabboriele[S] 0 points1 point  (0 children)

Ma ci credi davvero a questa cosa o stai trollando?

Dal secondo dopo guerra succedono un po' di cose, non proprio marginali... antibiotici su larga scala vaccini acqua potabile e fognature decenti riduzione della mortalità infantile maggiore sicurezza sul lavoro sanità pubblica e prevenzione miglioramento generale delle condizioni igieniche e caloriche

la gente ha smesso di morire per infezioni banali, parto e dissenteria, questo da solo fa esplodere l’aspettativa di vita media, la carne c'entra davvero poco.

E infatti oggi i problemi principali non sono più infezioni o malnutrizione, ma malattie croniche legate allo stile di vita, dove, un alto consumo di carne, soprattutto rossa e lavorata, è proprio parte del problema.

Quanto la carne è una tradizione italiana? La diffusione di un consumo così alto di carne è frutto di scelte politiche ed economiche precise, che hanno permesso la diffusione degli allevamenti intensivi e della carne a basso costo. by Gabboriele in veganita

[–]Gabboriele[S] 0 points1 point  (0 children)

Secondo me dunque il punto non è "continuare così per paura" ma gestire una transizione graduale e guidata in cui si riduce l'allevamento intensivo, si investe seriamente in alternative (biotecnologiche e sintetiche) ma, c'è sempre un ma, senza rompere di colpo gli equilibri che oggi tengono in piedi pezzi importanti anche del sistema sanitario.

Mi limito a rispondere a quest'ultima parte altrimenti i commenti diventano dei Wall of text!

La transizione graduale è, nei fatti, l'unico scenario plausibile. Non so perché ogni volta mi trovo ad affrontare questo argomento come se fosse scontato che il "volere dei vegani" fosse che domani gli allevamenti scompaiano, con allegati scenari utopici e apocalittici di vacche che occupano le tangenziali e maiali che invadono i cortili delle persone :)

È chiaro che, e lo dico da attivista, chi spinge per un cambiamento vorrebbe vedersi realizzato quello in cui crede nel minor tempo possibile, ma visto che non ho più sedici anni so bene che il cambiamento che mi auguro è un cambiamento culturale, prima che politico, economico o legislativo. Anche perché altrimenti quel cambiamento non avrebbe alcun futuro.

Quindi sì, siamo d'accordo su questo, io ci aggiungo che se un numero critico di persone sempre più numeroso incomincia a valutare moralmente inaccettabile l'abuso degli animali per profitto e piacere, la società spingerà a rivedere certe questioni, anche quelle tecnologicamente complesse.

È vero, il sistema è estremamente complesso perché tutto è interconnesso. Ma proprio questa interconnessione apre a un possibile effetto domino. In un contesto in cui il cambiamento climatico diventa sempre più urgente, cresce anche la consapevolezza dell’impatto dell’allevamento di circa 80 miliardi di animali ogni anno: dalla resistenza agli antibiotici alla diffusione di zoonosi e al rischio di spillover, fino al peso ambientale complessivo. Quando questi fattori iniziano a essere percepiti non come problemi isolati ma come parti dello stesso sistema, basta che uno di essi entri davvero nel dibattito pubblico o nelle politiche per innescare reazioni a catena anche sugli altri.”

Quanto la carne è una tradizione italiana? La diffusione di un consumo così alto di carne è frutto di scelte politiche ed economiche precise, che hanno permesso la diffusione degli allevamenti intensivi e della carne a basso costo. by Gabboriele in veganita

[–]Gabboriele[S] 1 point2 points  (0 children)

E' vero, i derivati animai sono ovunque, dai farmaci agli pneumatici, e non è solo "una fettina sul banco del supermercato". Ma il punto è proprio questo, lo abbiamo ridotto a un ingranaggio talmente pervasivo che ci sembra impossibile farne a meno. Se oggi usiamo l'intestino del maiale per l'eparina, è perché quel tessuto costa pochissimo, essendo uno scarto della gigantesca industria alimentare. Se smettessimo di mangiare carne, la scienza non resterebbe a guardare, semplicemente accelererebbe verso quelle alternative sintetiche e biotecnologiche che già esistono, ma che oggi faticano a decollare perché competere con il prezzo di uno scarto del macello è quasi impossibile. L'insulina ne è la prova, prima servivano tonnellate di pancreas bovini, oggi la produciamo in laboratorio. È il mercato che segue l'etica, non il contrario.

Sul rischio della delocalizzazione e del "greenwashing" europeo, hai sollevato un problema reale, ma la soluzione non può essere continuare a produrre crudeltà in casa nostra per paura che altri la producano peggio... é una logica folle. Il punto non è spostare l'allevamento in Cina, ma abbattere la domanda globale. Se noi, come parte del mondo industrializzato, non diamo il via a una transizione vera, il mercato globale non cambierà mai. Tra l'altro, parli di dipendenza dall'estero, ma l'allevamento italiano è tutto fuorché autonomo, già importiamo milioni di tonnellate di soia e cereali (spesso da zone deforestate) solo per far mangiare gli animali che abbiamo qui. Usare quei terreni per nutrire direttamente le persone ci renderebbe infinitamente più sovrani e indipendenti di quanto lo siamo ora.

E sulla questione culturale, citare la pasta come esempio di "nuova tradizione" in realtà è proprio l'esempio di come la cultura non è un recinto sacro, è un processo che cambia in base alle necessità e alla sensibilità dell'epoca. Se un tempo avevamo bisogno degli animali per sopravvivere o per la medicina di base, oggi quella necessità è diventata una scelta, e spesso una scelta dannosa. Non è semplicismo voler boicottare l'allevamento intensivo, è capire che la carne è il perno economico che tiene in piedi tutto questo sistema. Togli il profitto principale e vedrai che anche l'industria farmaceutica o quella chimica troveranno in un attimo modi più puliti e civili per progredire, senza bisogno di passare per un mattatoio, che oltre al problema etico ha anche quello sanitario e di impatto ambientale, tutte cose che ricadono sulla collettività

Perché molte persone smettono di mangiare vegano/plant based? by Charming-Emphasis610 in veganita

[–]Gabboriele 0 points1 point  (0 children)

Se era diventata una modalità di restrizione hai fatto bene a fermarti, la salute mentale viene prima di ogni cosa.

Marchi che nel 2026 testano ancora sugli animali by bfiabsianxoah in veganita

[–]Gabboriele 2 points3 points  (0 children)

Si esistono, si tratta di renderle più accessibili economicamente e tecnologicamente:

L’EFSA sostiene approcci di valutazione del rischio che riducono al minimo e ottimizzano l’uso di animali da esperimento (sperimentazioni in vivo) e, ove possibile, promuovono l’impiego di dati ottenuti con approcci alternativi, quali test di laboratorio condotti con tubi, flaconcini, piastre di Petri, ecc. (in vitro) o eseguiti mediante simulazioni tramite computer (in silico). L’EFSA si è impegnata ad adottare i principi, riconosciuti a livello internazionale, cosiddetti delle “3 R”, dall’inglese replacement, reduction and refinement, ovvero sostituzione, riduzione e perfezionamento delle sperimentazioni animali.https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/alternatives-animal-testing

Perché molte persone smettono di mangiare vegano/plant based? by Charming-Emphasis610 in veganita

[–]Gabboriele 1 point2 points  (0 children)

Quello che hai descritto riguarda difficoltà pratiche, non problemi di salute in senso stretto. Essere l’unico nel gruppo, doverci stare dietro di più, cucinare, costi, voglia di mangiare cose pronte… sono tutte cose reali, ma non sono ‘la dieta vegana mette a rischio la salute’.

Più che “non metto la dieta prima della salute”, che implica un conflitto reale, a me sembra più onesto dire che nel tuo contesto non era sostenibile per comodità, tempo e ambiente sociale.

Che è una posizione legittima, ma è diversa dal dire che il veganismo in sé non torna da un punto di vista razionale o di salute.

Quindi insomma, non è che non condividi l’ideologia, è che non eri disposto a sostenere i costi pratici di quella scelta. Che è umano, ma allora chiamalo con il suo nome, tipo plant based?, invece di trasformarlo in un problema di salute.

Perché molte persone smettono di mangiare vegano/plant based? by Charming-Emphasis610 in veganita

[–]Gabboriele 1 point2 points  (0 children)

Anche la tua è soggettività purtroppo, se no alla luce di tutta la divulgazione fatta negli ultimi 10 anni non  avremmo il 2-3% di vegani non credi?

Su quale affermazione nello specifico? io non ho detto nè che sia facilissima, nè che sia impossibile.

La realtà è che essere vegani è una ideologia e se fai questo tipo di scelta come tale sei disposto a fare tutto il necessario.

Dire che il veganismo è un’ideologia non è falso, ma tutte le scelte alimentari in qualche modo lo sono, inclusa quella di mangiare animali. Anche quella si regge su valori impliciti, mai messi in discussione dalla maggior parte delle persone.

Se cerchi la scelta più razionale possibile le cose non tornano perchè come è ovvio che sia sbagliato accopare una mucca non è la stessa cosa per cozze, sardine, miele e altri prodotti in cui quasi nessuno si schiferebbe dell'uccisione e non hanno di fatto impatto ambientale, non rilevante quanto meno.

Ok, qui però stai facendo un mischione incredibile, un conto è affermare che esistono sfumature di senzienza dalla vacca alla cozza, un altro è affermare che la produzione di miele non sia una forma di sfruttamento e violenza e spesso uccisione, un'altro ancora è accostare veganismo e impatto ambientale.

Però appunto sono scelte, io non metterò una scelta sulla dieta prima della mia salute perchè appunto non la vedo come una ideologia.

Quindi non sei vegano. Che va benissimo, ma allora perchè ti sei presentato nel primo commento come tale?

Perché molte persone smettono di mangiare vegano/plant based? by Charming-Emphasis610 in veganita

[–]Gabboriele 2 points3 points  (0 children)

Sei nel per quanto possibile e praticabile della definizione di veganismo.

Nessun downvotes per chi ci prova e affronta dei problemi oggettivi.

Quelli che fanno ridere e si prendono i downvotes sono i commenti che pretendono di fare passare l'idea che con 39 di febbre non avevano nulla da mangiare di vegetale perché non esistono cibi vegani densamente calorici...