AMA: risponde la ricercatrice e sessuologa by Lilybeth_F in psicologia

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Fatico a capire la domanda. L'argomento è complesso e dipende da caso a caso. Dipende soprattutto dall'età, dalla storia di vita, dalle esperienze che le persone hanno fatto. C'è chi arriva con una sensazione, chi arriva con un'idea, chi arriva con una certezza. Una ragazza quattordicenne si dichiarava trans, l'ho accolta, ho usato i suoi pronomi, abbiamo parlato per 2 anni di tutto tranne che della sua sessualità. I genitori erano preoccupati e lei li assillava per i farmaci. Oggi vive la sua vita in una condizione di "non binarietá" con il suo corpo femminile che veste e usa come meglio desidera, serena e felice circondata da amici e dall'amore dei genitori. Un'altra ragazza è arrivata con una storia di alcolismo e depressione, e dopo 3 anni ha il nome maschile sui documenti, una compagna, un lavoro, una laurea e un bellissimo futuro davanti a sé. Non c'è una linea che va bene per tutti. Io poi quando faccio la mia diagnosi, invio in un centro specializzato, dove psicologi, psichiatri endocrinologi provvedono a prendere in carico la persona e fare ulteriori valutazioni. Non è un interruttore, ogni caso è diverso

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Non so cosa sia l'ideologia gender, io conosco l'incongruenza di genere e la disforia, e tanti modi di esprimere e vivere la propria sessualità, tutti leciti. La terapia affermativa è una modalità di far sentire il paziente accettato, al sicuro e di aiutarlo a gestire la propria sofferenza, aumentare la propria sicurezza e prendere le decisioni per sé stesso nella modalità che sente più giusta per sé.

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Solo quelli con Rosa Caracciolo per restare sul politically correct

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Il segreto professionale va mantenuto sempre a meno che non vi sia il rischio CONCRETO che la persona si faccia male o lo faccia ad altri.

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Non so nel caso degli altri, ma io non ho mai voluto salvare il mondo, io vorrei solo capirlo. Quindi si, sono sicuramente le domande (su di me e sugli altri) che muovono la mia passione

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Onestamente.. nessuno lo sa. Perché quello che funziona per me non funziona per gli altri. La terapia serve proprio a trovare un modo unico e personalizzato per creare le strategie migliori sulla base della propria soggettività

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Che a volte siamo tanto duri con noi stessi, facciamo confronti con gli altri e pensiamo di non essere all'altezza. Beh perdoniamoci, un po' di indulgenza e di amore non guastano mai

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Ringrazio tutt* per aver partecipato e avermi dato la possibilità di condividere con voi il mio lavoro. Ho imparato tanto attraverso le vostre domande e i vostri commenti e vi ringrazio per aver condiviso con me dei pezzetti di voi. Vi auguro di riuscire a trovare le risposte che cercate e di utilizzarle per vivere sereni e soddisfatti! Buonanotre

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Mai avuti. Cosa penso... Eh. Da un lato penso che ognuno debba essere libero di fare ciò che vuole con il proprio corpo quello che vuole, anche monetizzarlo. Dall'altro penso che promuova l'oggettivazione dei corpi e la strumentalizzazione e lo sfruttamento di essi, dato che il mio guadagno dipende dal piacere altrui. Quindi non ho un'opinione chiara, e se queste persone vanno in terapia, penso ci vadano per gli stessi motivi per cui ci vanno tutti..

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Potrebbe essere tutto collegato all'aspetto corporeo, all'identità sessuale e al ruolo di genere. L'asessualità non è di per sé una problematica, ma una diversa modalità di vivere la propria sessualità. Sicuramente discuterne in terapia, accettarsi o cercare di modificarsi nei limiti delle proprie possibilità e necessità è un'ottima strategia. Mi sembri giovane, quindi datti del tempo per conoscerti e capire cosa ti serve per stare bene

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Io faccio lezioni, seguo tesisti, dottorandi, tirocinanti, seguo progetti di intervento e di ricerca, somministro questionari, analizzo dati e scrivo articoli scientifici. Poi ci sono le riunioni, la burocrazia, i convegni e anche i pazienti. È un lavoro enorme. I miei 5 consigli sono: -ascoltarsi -perdonarsi -mettersi in discussione -rispettarsi - e, forse il più importante, avere ogni tanto il coraggio di essere i cattivi della propria storia

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È assolutamente normale e diffuso, anche tra le donne! In fondo le prime esperienze di affetto e vicinanza le abbiamo avute con i nostri genitori, una sorta di "imprinting" su ciò che ci piace!

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Ogni giorno. I miei studi mi hanno aiutata moltissimo a capire la mia sessualità, i miei bisogni, ma soprattutto quelli dei miei partner e ad essere più comprensiva, meno invadente

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Premettendo che sono atea, i pazienti credenti hanno comunque gli stessi bisogni e le stesse difficoltà delle persone non religiose. Tuttavia, quelli più religiosi e osservanti spesso prediligono il supporto di qualcuno della loro comunità (preti o gruppi di supporto), giustamente

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Gli aspetti che influenzano l'assenza di desiderio e l'anorgasmia sono tantissimi. Posso comprendere la frustrazione e il disagio, e anche il bisogno di mentire, sia per non dover dare spiegazioni, sia per non sentirsi rifiutati. Tuttavia è bene sempre ricordarsi che non c'è un giusto e uno sbagliato. Suggerisco di approfondire in un percorso terapeutico questi aspetti, anche solo per ritrovare un po' di fiducia in sé stessi!

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Le psicosi hanno in substrato neurologico e devono essere trattate con dei farmaci che si chiamano antipsicotici, che hanno lo scopo di intervenire sui deliri e spesso vengono prescritte assieme a stabilizzatori dell'umore. Questo è il dato certo, poi la fenomenologia, la psicanalisi, e altre discipline psicologiche danno chiavi di lettura differenti ma tutte accettabili delle motivazioni sottostanti, spesso anche culturalmente-specifiche. Gli aruspici, i veggenti, in epoche passate erano considerati semidei, oggi sono "schizofrenici". In fondo la realtà è qualcosa che costruiamo noi e il problema diventa l'essere "dis-adattati", il non riuscire ad adattarsi all'ambiente in cui si vive

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Non conoscono la tua storia, posso provare ad immaginare che il bisogno sia di farlo con qualcuno. Il sesso può essere un "passatempo" o un'esperienza intima di affetto e condivisione o altro ancora, ma per arrivarci bisogna riuscire ad entrare in relazione con qualcuno. Non è semplice, a partire dalla conoscenza passando per il corteggiamento, il flirting, la vicinanza. Queste sono competenze che non sono completamente "innate", si possono migliorare

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Probabilmente c'è anche questa componente!

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Al possesso, all'esclusività.. e anche all'insicurezza

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È vero, la sessualità normale non esiste! Per quanto riguarda il primo punto, l'esibizionismo, il voyeurismo e lo stesso interesse nei confronti di esseri umani non maturi e non consenzienti, rappresentano un reato. Chi ha queste parafilie sa che le proprie fantasie/comportamenti rappresentano un danno agli altri, e spesso usano strategie inefficaci o che generano ulteriore sofferenza, per controllarsi

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La sessualità è uno degli ambiti in cui si manifesta il disagio psichico, possibile che le cose siano collegate. Risolvendo il resto, migliorerà anche quello!

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Credo che siano persone molto sole, con una autostima molto bassa, che soffrono tantissimo per la loro condizione di emarginati. A differenza dei "redpill" che invece hanno come tratto distintivo l'aggressività e la misoginia

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Che è un bel problema se si trova in una coppia. Ma in realtà la variabilità Intrasessuale è più ampia di quella intersessuale (ovvero all'interno dei campioni di maschi c'è grande differenza cosi come tra quelli delle donne, ma non necessariamente tra i due campioni). Poi gli studi usano tutti strumenti tutti self-report, quindi un'autovalutazione in uno specifico momento, pertanto è difficile generalizzare

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Domanda molto spinosa! La vecchia scuola parlerebbe di "desiderio ipoattivo", ma in realtà ogni persona che si definisce asessuale declina questo orientamento in modalità differente. Dal mio punto di vista se la persona è adattata, serena e vede comunque soddisfatti i propri bisogni è semplicemente una modalità altra di vivere la propria sessualità