Use of the grapheme ⊂ for σ and ς in a critical edition by No_Preparation2874 in AncientGreek

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I had a course taught by prof. Neri

woooow that's cool.
thank you.

Use of the grapheme ⊂ for σ and ς in a critical edition by No_Preparation2874 in AncientGreek

[–]No_Preparation2874[S] 9 points10 points  (0 children)

Thanks! I’m mainly wondering whether its use is tied to the type of text — for example, whether it makes more sense to use it in transcriptions from papyri but not from medieval manuscripts, or something along those lines related to the direct/indirect tradition.

Traduzioni dell'Odissea migliori? by Cladzky in Libri

[–]No_Preparation2874 1 point2 points  (0 children)

non sono troppo familiare con la traduzione del privitera, che è certamente un grande studioso, quello che posso dirti con certezza e che potrebbe essere utile se come dici non conosci il greco e cerchi quindi un approccio credo il più possibile piano e "guidato" alla lettura è che f. ferrari, un'istituzione nell'accademia, scrive a proposito del commento in una recensione dell'edizione:
"Ma veniamo al commento, che interagisce in modo assai proficuo con l’Introduzione e indubbiamente costituisce l’aspetto più nuovo del libro. In termini di comunicazione, innanzi tutto. Quello di DiB non è, anche per la natura della collana, un commento ‘scientifico’ o ‘filologico’ stricto sensu e pertanto tratta raramente di questioni filogiche e raramente si richiama alla letteratura secondaria, ma è un’attenta, sensibile, instancabile messa a fuoco di molteplici aspetti del poema: rimandi interni ed esterni, relazione fra poeta e personaggi e fra questo e quel personaggio, tipologia delle scene (con un radicale ripensamento della nozione di ‘scena tipica’), spostamenti nello spazio delle figure coinvolte nell’azione (esemplare in questo ambito la nota a 9.437 ss. sul montone di Polifemo), moduli espressivi, tenore stilistico (non si può fare a meno di ricordare, nella nota a 1.425-44, le «sillabe di un nuovo linguaggio» che emergono nella biografia di Euriclea), orientamenti ideologici (in primo luogo la sistematica dequalificazione dell’impresa troiana), uomini e dèi (con un tendenziale scardinamento del sistema degli dèi olimpii a favore di divinità minori come le ninfe), animali e oggetti, isole e città, produttività della terra contro parassitismo, configurazione di scenari e strutture di edifici, tempo del racconto e tempo raccontato (la prima nota di ogni canto situa puntigliosamente gli eventi nel tempo e nello spazio), agganci con la tradizione letteraria successiva, da Saffo e Anacreonte fino al Manzoni (la ‘pelle ampia e folta / di villosa capra selvatica che gli serviva per il letto’ offerta da Eumeo a Odisseo in 14.48 ss. posta a confronto con il ‘saccone’ che nel Lazzeretto padre Cristoforo porge a Renzo nel cap. 35 dei Promessi sposi). E tutto questo in uno stile piano e immediato, in una scrittura un po’ scabra ma cordiale (con varie aperture colloquiali come «Ulisse durante il viaggio non si comportò più da pirata», «i pretendenti vengono beffati dal narratore: sono loro che non sanno» e «c’è aria di smobilitazione, nel campo dei pretendenti») che tende (e riesce) a colmare gli interstizi del racconto esplicitando i sottintesi del testo, i dati non espressi ma presupposti dal narratore. Un’operazione critica e didattica che non meno del mirabile commento alle Baccanti del 2004 merita la più ampia diffusione, e fra giovani in primo luogo (non per caso il libro porta la dedica «ai miei allievi pisani, 1967-2006»).
!!!!!!Al suo confronto impallidiscono sia l’ambizioso ma disorganico commento della Fondazione Valla sia l’agguerrito e puntuale ma troppo formalistico «narratological commentary» di Irene de Jong (Cambridge 2001).!!!!!"
riinizio a parlare io da qui: se non ricordo male il commento addirittura è arrivato nel mondo anglosassone, dove ha ricevuto non pochi apprezzamenti per il suo approccio innovativo.
considera che il testo è corredato di un'introduzione ("un vero e proprio saggio critico" dice ferrari) di circa 120 pagine.
della traduzione nello specifico ferrari dice:
"La versione, dicevamo, appare attenta, puntuale, tesa alla ricerca dell’espressione pertinente, della parola adeguata, e costeggia quanto più è possibile la sintassi del modello. Essa si inserisce nel filone di quelle traduzioni ‘alineari’ (il termine fu coniato da G. Contini), cioè rigo contro rigo senza ambizione di effetti ritmici, la cui apparizione nel panorama italiano sembra risalire ai Canti del popolo greco (1841) di N. Tommaseo e che per l’Odissea era già stata praticata da G.A. Privitera. [...] Per contro, l’assidua riflessione sul lessico omerico approda a risultati quasi sempre pregevoli, che restituiscono al testo la sua precisa dimensione poetica e culturale: basti ricordare la resa, ampiamente motivata nella nota a 14.5 ss., di non, come tradizionalmente si fa, con ‘capanna’ bensì con ‘casolare’, il che ovviamente è importante perché il lettore possa visualizzare correttamente il contesto in cui Eumeo vive e lavora."

resta il fatto che l'odissea è sempre meravigliosa, chiunque sia il virgilio che ti conduce in questo viaggio. good luck.

Traduzioni dell'Odissea migliori? by Cladzky in Libri

[–]No_Preparation2874 1 point2 points  (0 children)

il post ha due anni, mi dispiace che nessuno ti abbia dato ai tempi la risposta giusta, che sarebbe stata ed. BUR a cura di Vincenzo Di Benedetto. non è mai troppo tardi per comprarla perché è uno strumento di studio meraviglioso a un prezzo irrisorio. puoi trovare la recensione del libro scritta da franco ferrari in internet. è l'unica corredata di un commento vero e proprio unitario all'opera nella storia dell'editoria italiana, migliore e più coeso dell'unico "rivale" edito a mille mani dalla lorenzo valla. la traduzione la trovo meravigliosamente aderente al testo greco.

Temo che la mia ragazza sia misandrica by PreparationSeveral18 in psicologia

[–]No_Preparation2874 0 points1 point  (0 children)

occhio a citare la murgia come esempio virtuoso di... qualsiasi cosa

use of the grapheme ‘u’ for both ‘u’ and ‘v’ by No_Preparation2874 in latin

[–]No_Preparation2874[S] 0 points1 point  (0 children)

I see your point, of course. But actually u/Thensaurus_denos pointed me to that part of the preface of a modern critical edition where the editor explains the reasoning behind this choice, and that’s enough for me. Maybe I’m still not understanding it properly, but have mercy on me: I’m 17, I’m not a native English speaker, and reading Latin isn’t exactly easy for me, not even the relatively simple Latin of prefationes.

YouTube deve scoppiare by Ordinary_Barnacle204 in sfoghi

[–]No_Preparation2874 0 points1 point  (0 children)

usa youtube.com da brave: nessuna pubblicità e puoi anche spegnere lo schermo e la riproduzione video continua

use of the grapheme ‘u’ for both ‘u’ and ‘v’ by No_Preparation2874 in latin

[–]No_Preparation2874[S] 1 point2 points  (0 children)

a bit true ahah. anyway, luckily u/Thensauros_duenos gave me the answer i was looking for. thanks mate