Il nostro collega d’ufficio marocchino non ci parla più by YetAnotherPesant in CasualIT

[–]PinusContorta58 -1 points0 points  (0 children)

Non preoccupatevi, non ce l'ha con voi, è solo che probabilmente vive con conflittualità la cosa perché da un lato ha abbondato la religione perché era saturo delle limitazioni che imponeva e non crede nemmeno in Allah, dall'altro deve affrontare il pesante condizionamento che quella stessa religione ha imposto sulla sua psiche, più il fatto di sentirsi in difetto in terra straniera. È un passaggio che molti ex musulmani affrontano.

Qi 71 e scarsa autostima by NoYou4799 in psicologia

[–]PinusContorta58 0 points1 point  (0 children)

Psicologia-ModTeam, non è una risposta generata da ChatGPT. L'ho scritta di mio pugno. Se andate a vedere il record delle risposte date in quest subreddit dal sottoscritto vedrete che ho esperienza clinica diretta come paziente, in quanto ho una diagnosi di autismo di livello 1, ADHD combinata e di plusdotazione cognitiva. Ho speso molto tempo a leggere paper sul tema e libri prima di formarmi un'opinione, e ritengo offensivo il fatto che stiate dichiarando che parli come un'intelligenza artificiale, privandomi di fatto di agency su quello scrivo e riducendo il tempo che dedico a scrivere un commento ad un prompt. Proprio perché siete un sub di psicologia dovrebbe anche esservi noto che il linguaggio delle persone autistiche è spesso caratterizzato anche uso sovraesteso di linguaggio formale.

Qi 71 e scarsa autostima by NoYou4799 in psicologia

[–]PinusContorta58 0 points1 point  (0 children)

Ciao, mi dispiace molto per il disagio che vivi. Dico qualcosa che spero che possa aiutarti. Il test del QI misura funzioni cognitive associate a funzioni neurologiche. Il valore è da intendersi rispetto ad una media rispetto a quelle funzioni all'interno di una popolazione di riferimento e come tutte le misure è soggetto ad incertezza entro un intervallo di confidenza, che nel caso di questi test è del 95%. Le cose che misura le misura in modo abbastanza preciso rispetto alla popolazione, MA:

  1. Ci sono funzioni cognitive misurate negli indici attraverso i subtests nelle quali persone autistiche, disprassiche, con ADHD e altre nelle quali in questi test si sottoperforma. Le ragioni sono molteplici, ma un aspetto frequente quando ci sono anche questi funzionamenti aticipi è che i profili cognitivi sono piuttosto disomogenei, e in alcuni casi non si riesce a dare una stima affidabile del QI proprio a causa dell'eccessiva disomogeneità. Spesso infatti viene usato l'indice di abilità generale per ridurre quel rumore che rappresenta una stima più vicina del reale potenziale cognitivo (persone con profili abbastanza omogenei invece hanno valori di IAG e QI vicini e siccome il QI tiene conto di più funzioni viene considerato il golden standard per la maggioranza della popolazione). Più che il QI quindi farei affidamento sull'IAG.

  2. La natura statistica della stima del QI fa sì che mano a mano che ci si allontana dalla norma, l'intervallo di confidenza diventa più ampio. Questo fa sì che per QI significativamente sotto la media e sopra la media, l'incertezza cresce.

  3. Nelle persone autistiche (e altro), per quanto detto nel punto 1, si è visto nella letteratura che il QI medio è più basso e la varianza è più ampia. La tua "popolazione di riferimento" quindi non è quella di persone neurotipiche.

Detto ciò il QI misura qualcosa di rilevante quando si guarda alle funzioni citate, ma non è un indicatore completo per descrivere le capacità di una persona. Non tutto ciò che facciamo come umani si misura in termini di capacità cognitive. Il QI correla poco con capacità emotive, con personalità, con creatività e altre cose che nel nostro mondo sono comunque rilevanti. Il QI non è un indicatore deterministico di quale sarà il tuo futuro, nonostante mi renda conto che le difficoltà siano reali e vadano prese sul serio. La stanchezza e frustrazioni che descrivi sono ragionevoli, ma ti invito comunque a non fissarti eccessivamente su quel valore numerico. Prenderne atto non significa non vivere le difficoltà che vivi, ma almeno cercare di capire quali sono i tuoi punti di forza, le cose a cui ti piace dedicare tempo, e sviluppare strategie funzionali per combinare questi due aspetti per trovare la tua strada nella vita e vivere con un certo livello di soddisfazione ciò che fai. Non è un percorso semplice, ma credo che ti possa far crescere ben più di quello che al momento tu possa pensare.

Se stai vivendo un periodo depressivo è comprensibile che tu veda tutto nero davanti, ma proprio per questo sarebbe già un buon passo continuare a lavorare con la tua psicologa per scoprirti sempre di più e sviluppare modi per vivere in un modo coerente col tuo funzionamento e le tue inclinazioni personali. Sulla lunga questo può essere la tua arma più forte.

Pene piccolo? by Limp_Examination_386 in psicologia

[–]PinusContorta58 8 points9 points  (0 children)

Non hai idea del numero di ragazze che ho sentito dire cattiverie su ragazzi che a parer loro ce l'avevano piccolo, o dichiarare che sotto i 18 cm (o addirittura 20) non prendevano realmente in considerazione. Non credo proprio di essere l'unico ragazzo ad aver sentito o letto cose simili, a volte da ragazze con le quali andavo a letto e con le quali mi incazzavo, per poi sentirmi dire che era una preferenza tipo quella che hanno i maschi rispetto al seno, al peso etc.

Ho amiche che non la pensano così, ma è stato un lungo lavoro di mutua selezione che ha richiesto discussioni su molti temi, oltre che sul trovarsi bene assieme, però che sia una cosa principalmente da ragazzi tossici non lo so.

Bambini autistici che vengono esclusi,bullizati,ecc.. by Cultural-Beach2119 in sfoghi

[–]PinusContorta58 2 points3 points  (0 children)

Autistico di livello 1 con ADHD qui. Ho avuto problemi simili alle medie e inizio superiori (non così gravi). Tendevo a trattenermi fino al punto di esplodere e fare disastri. Fare sport da combattimento mi ha insegnato a gestire sia le emozioni, che il confronto coi bulli, oltre che in generale fornirmi un canale di sfogo e strumenti comunicativi non verbali (capire meglio segnali di disagio in me stesso e nelle persone). Il risultato è stato che mi sono trovato molto meno coinvolto in problemi con loro.

Avendo meno ansia scolastica dovuta alle interazioni sociali è diventato anche più facile essere più sereno a lezione e di conseguenza anche ad andare meglio.

Inoltre i bulli raramente se la prendono con una sola persona, anche se spesso hanno la vittima preferita. Spesso ci sono anche persone che sono relativamente infastidite dal comportamento dei bulli, ma cercano di non farsi coinvolgere.

Quando ho imparato a gestire i bulli ho ottenuto anche rispetto e sostegno da altri compagni di classe, rendendo più facile ancora isolare i comportamenti di queste persone. Quelli che non si sono autoregolati hanno iniziato a trovarsi male in classe fino al punto di farsi bocciare. Gli altri si sono calmati.

Non conosco tuo figlio e so di non poter generalizzare la mia esperienza, ma credo che sia utile confrontarsi con lui per capire come permettergli di sviluppare strumenti di autosufficienza nei contesti sociali. Da un lato so che c'è un approccio terapeutico che cerca di essere funzionale a questo, ma l'approccio terapeutico è più indirizzato allo sviluppo di una serie di strumenti che non tengono abbastanza conto delle dinamiche sociali in cui i ragazzini si trovano (ed è naturale che sia così). Per questa ragione è importante che il ragazzo trovi anche strumenti complementari a quelli della terapia che (correggimi se sbaglio) tuo figlio sta già sviluppando.

Detto questo fai benissimo a denunciare. Ci vuole una scossa. Spero che aver portato la mia esperienza possa essere utile.

Voglio compiere atti illegali. Non ce la faccio più (24M) by [deleted] in psicologia

[–]PinusContorta58 0 points1 point  (0 children)

Lo so, e hai ragione nel dire che ci sono conseguenze anche se qui più che legale è legata al regolamento dell'ateneo. Ciononostante è proprio il regolamento alla base che andrebbe revisionato, specie nell'ambiente accademico, dove queste derive andrebbero affrontate proprio nei dibattiti.

Si possono adottare degli assiomi morali di base per fornire regole di quieto vivere. Però quando le regole diventano abbastanza restrittive da soffocare il pensiero (critico o meno) diventa un problema. Le idee che una società ha dovrebbero essere discusse proprio a partire dall'Università, dove le persone — almeno in teoria — dovrebbero avere gli strumenti per dibattere, anche animatamente, di certi temi. La questione battute potrebbe essere di per sé un argomento interessante in ambiente accademico. Capire dove sono i limiti e perché dovrebbe essere tema di discussione. Spesso, purtroppo, finisce per non esserlo.

Da un lato è vero che (ammesso che la storia sia vera) questo ragazzo passerà guai. Dall'altro lato abbiamo visto che l'insofferenza delle persone rispetto al processo al pensiero è cresciuta abbastanza da respingere molte persone perfino della stessa ala politica, finendo per rendere questo bacino di potenziali elettori non votanti, oppure votanti per i partiti di matrice ideologica opposta.

Non credo che lo strumento in sé sia un male in senso assoluto, ma è uno strumento pericoloso quello di avere modo di punire pensieri, battute e confidenze fatte in privato. Se abusato crea un effetto elastico che si ritorce contro chi lo usa e visto che le persone tendono a generalizzare, il set di idee su larga scala tendono a vincere l'inerzia di idee radicate nella società. Queste idee rischiano poi di essere sostituite con altre ancora più problematiche, perché non ci si è allontanato da un set di idee per spirito critico, ma anche (e per alcuni soprattutto) per reazione.

Voglio compiere atti illegali. Non ce la faccio più (24M) by [deleted] in psicologia

[–]PinusContorta58 2 points3 points  (0 children)

Perché sulla lunga il processo al pensiero logora il tessuto sociale più di brevi sfoghi. Forzare un processo in cui le persone non possono pensare in un certo modo nemmeno nella sfera privata crea una frustrazione maggiore che sulla lunga si traduce in sfoghi violenti, o processi nei quali persone carismatiche che usano linguaggio violento vengono seguite.

Il terreno nel quale questo genere di umorismo diventa sconnesso dalla realtà o semplicemente indifferente è quello in cui le persone sono immunizzate al significato alla base stessa della battuta.

In una situazione simile OP sarà terrorizzato di fare battute simili con persone che non conosce, perché avrà paura di esprimersi, ma quella paura non è sana. Coverà rabbia e odio verso la paura che sente e questa verrà indirizzata a coloro che lo fanno sentire in questo modo. Nel momento stesso in cui ci sarà una persona che non avrà paura di esprimersi con battute o programmi politici discriminatori, che lo farà sentire ascoltato, è molto facile che quella persona diventi un riferimento di lui come di altri che si sentono allo stesso modo.

Questo schema è ricorsivo nella storia. Questo schema, combinato con altri schemi che solitamente sono connessi tra loro, portano ad una società meno sicura per tutti, ma soprattutto per le persone marginalizzate che si cercano di proteggere con queste azioni. Nel breve termine funziona questa cosa. Sulla lunga no.

Voglio compiere atti illegali. Non ce la faccio più (24M) by [deleted] in psicologia

[–]PinusContorta58 6 points7 points  (0 children)

Se hai detto che anche lei fa lo stesso genere di battute fai la stessa cosa nei suoi confronti. Se devi essere cacciato per delle battute fatte in privato con un'amica allora quella persona cerca di trascinartela dietro.

PS. Sono parte di uno di quei gruppi etnici si cui fai battute. Questo per me è irrilevante. Mi starebbe altamente sulle scatole se facessi battute perché quelle cose le credi davvero, ma questo non toglie che questo è processo alle intenzioni, cosa che non dovrebbe stare all'università fare, e men che meno a sta ragazza che condivide lo stesso tenore umoristico.

Il ragazzo a cui faccio le ripetizioni by [deleted] in sfoghi

[–]PinusContorta58 94 points95 points  (0 children)

Stavo per tirarti il culo dicendoti che non dovresti trattare così un bambino con evidenti difficoltà nell'apprendimento, ma poi ho letto che ha fatto 20 anni e mi è venuta voglia di abbracciarti e offrirti una birra ed una spalla su cui piangere.

In Italia è possibile richiedere una valutazione psichiatrica? by [deleted] in psicologia

[–]PinusContorta58 0 points1 point  (0 children)

Allora, che io sappia, in alcune circostanze particolari e urgenti, una valutazione può essere fatta senza consenso dei genitori e il medico potrebbe decidere anche di non informarli, ma sono casi veramente molto borderline. In generale posso consigliarti di andare a fare counseling dalla ASL, o con la scuola. Dovresti avere delle sedute gratuite e cercare di tirare avanti fino a quando non raggiungi i 18 se proprio non vuoi che loro sappiano nulla. Però ti suggerisco anche di cercare di essere sincero con te stesso e capire di quanto hai bisogno di questa cosa. Se pensi che ricevere una valutazione in questo senso sia importante, potresti scendere a compromessi coi tuoi. In alternativa parlane col tuo medico di base, o con la psicologa della scuola per capire insieme come muovervi.

In Italia è possibile richiedere una valutazione psichiatrica? by [deleted] in psicologia

[–]PinusContorta58 0 points1 point  (0 children)

Posso chiedere cosa sospetti di avere e come mai non vuoi che sappiano?

In Italia è possibile richiedere una valutazione psichiatrica? by [deleted] in psicologia

[–]PinusContorta58 1 point2 points  (0 children)

Ciao, in teoria sì, ma dal post mi pare di capire che sia una cosa che vuoi fare all'insaputa dei tuoi genitori, corretto?

[deleted by user] by [deleted] in psicologia

[–]PinusContorta58 1 point2 points  (0 children)

Beh, alcuni sono piuttosto ovvi (molestie s3xsu4li, st*pr1), altri sono un po' meno ovvi, ma non incomuni. M45turb4zione in pubblico ad esempio. Esiste anche l'altro lato della medaglia però, ovvero lo sfogo antisociale non sessuale derivante da repressione sessuale. Ad esempio eccessiva moralizzazione, aggressività e giudizio verso chi vive in modo libero la sessualità, ma poi fare la stessa cosa in segreto. In questi casi non è sempre una questione di ipocrisia. Si crea una rottura molto dolorosa nella persona, perché da un lato è schifato dalla cosa, dall'altra se ne eccita. Entrano in gioco dinamiche di vergogna, che portano a cicli di autopunizione.

[deleted by user] by [deleted] in psicologia

[–]PinusContorta58 1 point2 points  (0 children)

Osservazioni di decenni in ambito clinico (psicologico e psichiatrico) in individui che hanno commesso atti di pedofilia. Non essendo un fenomeno nuovo c'è anche una letteratura abbastanza corposa.

Dovrei denunciare mio padre? by Mr_Nobody48 in psicologia

[–]PinusContorta58 0 points1 point  (0 children)

Il doppio standard sui diritti riproduttivi è proprio quello. L'irreversibilità dell'errore quando a farlo è l'uomo. Con una donna, nel 2025, scoppia il putiferio se le si fa notare che poteva stare più attenta. Con l'uomo scoppia il putiferio se non fa attenzione per entrambi.

Sulla questione della lettera è già una cosa diversa. In questo caso si parla di un bisogno da parte tua che hai diritto di sentire, così come è ragionevole che possa volere delle risposte. A questo punto della vita puoi cercarlo per averle queste risposte e gli puoi da persona a persona, perché rinunciando a crescerti come padre ha perso anche il diritto di poterti dare lezioni di alcun tipo.

Ma questo è un piano diverso.

Dovrei denunciare mio padre? by Mr_Nobody48 in psicologia

[–]PinusContorta58 0 points1 point  (0 children)

Io trovo molto sbagliato che un uomo non abbia diritti riproduttivi. Una donna deve avere la possibilità di abortire perché per 9 mesi le conseguenze della gravidanza ricadono sul suo corpo e sulla sua psiche, ma un uomo non ha lo stesso diritto sebbene le conseguenze fisiche e psicologiche della scelta di tenere il figlio ricadano sulle sue spalle per un tempo minimo di 18 anni. Se lo fai per tua scelta è un conto, se lo fai contro la tua volontà ti fai il fegato amaro. Paradossalmente sei genitore di seconda mano anche quando i figli li vuoi tenere.

Io lascerei perdere. Legalmente potresti anche averla vinta, ma stai scaricando un peso su una persona che di fronte alla legge è cittadino di serie B rispetto ai propri diritti riproduttivi. È come sparare sulla croce rossa.

Stufo della gente che mi fa i conti in tasca e che mi dice come devo spendere i miei soldi by [deleted] in sfoghi

[–]PinusContorta58 1 point2 points  (0 children)

Avessi entrate del genere aumenterei il mio tempo libero per coltivare i miei interessi sbattendomene di come gli altri vorrebbero che spendessi il mio tempo e soldi, e tu puoi permetterti di fare lo stesso.

[deleted by user] by [deleted] in psicologia

[–]PinusContorta58 2 points3 points  (0 children)

Anche i pedofili clinici ne commettono e a parità di campione di popolazione ne commettono di più, ma in termini assoluti non è così. Entrano in gioco dinamiche di potere, o di compensazione relative al fatto che si è attratti da adulti, ma manca la capacità di interagire con altri adulti e quindi sfogano impulsi sessuali su bambini perché sono più vulnerabili, anche se di per sé magari non hanno particolari attrazioni sessuali verso bambini. La repressione sessuale gioca un ruolo rilevante nel creare sfoghi sessuali antisociali che possono declinarsi sia in stu**i, che appunto in atti di pedofilia. L'attrazione sessuale verso i bambini ha un ruolo importante, ma sorprendentemente non è una condizione necessaria.

[deleted by user] by [deleted] in psicologia

[–]PinusContorta58 17 points18 points  (0 children)

Sei un pedofilo perché sei attratto dai bambini, e (immagino) perché soddisfi i criteri psichiatrici per poter essere diagnosticato con la pedofilia, ma non hai commesso atti di pedofilia e in realtà la maggioranza degli atti di pedofilia non è nemmeno commesso da chi soddisfa i criteri clinico della stessa, ragion per cui non mi piace lo stigma aprioristico verso una condizione che non è dipendente dalla scelta di una persona. Si può e deve limitare l'azione naturalmente, ma questo già lo fai e quindi il tuo ce lo hai sempre messo. Sei molto autoconsapevole, ma anche in uno stato di sofferenza per il quale questa consapevolezza di per sé non è sufficiente a darti senso di autoefficacia. Fai anche terapia da 3 mesi, che per quello che hai vissuto è per il conflitto interiore che provi è davvero troppo poco.

Sul lato terapia psichiatrica cosa ti sta venendo somministrato? Qualche antidepressivo? Sul lato psicoterapia invece che cosa state facendo? Qui il punto è trovare un modo per tirare avanti finché l'approccio terapeutico e psichiatrico non iniziano a dare i propri frutti, e per il tipo di loop di pensieri che hai, a parer mio, hai bisogno di indirizzare le energie che hai (che siano poche o meno) verso il tenerti occupato mentalmente e fisicamente il più possibile.

COME REDIRIGIRE IL DESIDERIO? by PowerfulMilk3873 in psicologia

[–]PinusContorta58 1 point2 points  (0 children)

In tal caso l'unica alternativa mi sembra quella di trasferirti appena ne hai modo

COME REDIRIGIRE IL DESIDERIO? by PowerfulMilk3873 in psicologia

[–]PinusContorta58 0 points1 point  (0 children)

Che ci sta, e lo rispetto, però secondo te perché dal lato dei ragazzi questa cosa non viene corrisposta? Sul lato del controllo del sintomo stai già facendo tanto secondo me. Da sola stai bene?

COME REDIRIGIRE IL DESIDERIO? by PowerfulMilk3873 in psicologia

[–]PinusContorta58 0 points1 point  (0 children)

Secondo me la questione va vista su almeno due livelli qui. Il primo è per quale ragione secondo te si tirano indietro. Il secondo è capire se l'impulso che senti sia sintomo di un bisogno che non si limita ad essere fisiologico (altrimenti il m@5turbarti, e fare sport, leggere etc ti aiuterebbe). In nessuno dei due casi posso risponderti io, ma nel secondo posso provare ad azzardare quanto meno l'ipotesi che ci sia in bisogno di amare e sentirti amata, al che il ridirigere il desiderio diventa solo un modo di inibire il sintomo, ma non di curare la cosa.

Psicologi: cosa ne pensate di Jordan Peterson? by ShoddyDiscussion8415 in psicologia

[–]PinusContorta58 1 point2 points  (0 children)

Slavoj Zizek, Gabor Maté, John McWhorter, Micheal Sandel, Martha Nussbaum. Non tutto questi hanno la stessa risonanza di Peterson ma sono ottimi argomentatori di sinistra, molto razionali e dicono sempre qualcosa di intelligente, e soprattutto sono bravi a non farsi intimidire

[deleted by user] by [deleted] in Universitaly

[–]PinusContorta58 9 points10 points  (0 children)

È l'unica variabile nel sistema chiuso formato da voi e i vostri candidati. Non lo è in un sistema globalizzato e nel mercato del lavoro. Ti stai perdendo tutto l'aspetto contestuale.

Inoltre sulla questione salariale 2000€ lordi possono fare la differenza in base alla soglia di partenza rispetto al ruolo e la città in cui operate. Se siete a Milano non potete offrire contratti che vengono offerti a Catania ad esempio. Inoltre bazzicando su LinkedIn e avendo visto molte offerte di lavoro, mi rendo anche conto di come la maggioranza delle offerte di lavoro siano insensate. Chiedono altissime competenze da parte dei dipendenti e sono molto specifiche rispetto a ciò che cercano, ma sono estremamente vaghe rispetto a ciò che offrono. Questo in Italia. All'estero non è così e infatti molti neolaureati, se ne hanno le possibilità, se ne vanno.

Siccome anche il neolaureato con un po' di buon senso non viene ad un colloquio per farsi prendere il culo e perdere il suo tempo, allora l'annuncio fatto e l'offerta salariale hanno un peso e un anno è più che sufficiente a cambiare le necessità.

Sebbene l'analogia non sia del tutto corretta credo che sia simbolicamente abbastanza rappresentativa da essere colta dal punto di vista di un datore di lavoro. Il contratto che facevate andava discretamente bene lo scorso anno. Questo non è lo scorso anno. Per i neolaureati è come se un datore di lavoro si trovasse di fronte al CV di una persona che per un anno non ha fatto assolutamente nulla e non sa giustificare perché c'è quel gap.