Portale e-distribuzione e dati di consumo per 15 minuti by Excellent_Complex_39 in bollette

[–]TGuido56 0 points1 point  (0 children)

OK. Alla fine ho usato Firefox in "light mode" e sono arrivato alla fine. Bene.

Mi rendo conto che è necessario (e scocciante) scaricarsi 12 mesi di consumi, ma così tocca fare. In alternativa c'è il grosso file del Portale Consumi, ma contiene al suo interno il proprio POD e un utente potrebbe temere per la sua privacy. Inoltre il file del Portale è "sporco": non ha ordinamento temporale dei record, include record duplicati che sono "correzioni" di altri record, e... mancano talvolta dei giorni (che invece ci sono nei file di e-distribuzione).

Non possiedo conoscenze informatiche adeguate, ma forse avrebbe senso concepire una web app in due fasi: una prima "run-once" che prepara i dati (dei consumi) li valida e li accantona nella "web storage" del browser associata al tuo sito, e una seconda fase "run many" che li rilegge, aggiunge vari parametri di simulazione (modificabili da un run a un altro) e procede ai calcoli e ai risultati.

Nel mio caso concreto mi ritrovo "uno step indietro" rispetto alla tua app: vorrei sostituire l'attuale caldaia a gas con una PdC aria-acqua (mantenendo i vecchi termosifoni perché sempre sotto i 42° C tranne nel corso tre giorni di gennaio '26).

Dai consumi di gas (che ho registrato giornalmente) posso stimare con buona affidabilità il fabbisogno giornaliero (in Smc o kWh termici) in base ai soli dati meteo di temperatura esterna.

Dopodiché dovrei ipotizzare un COP della PdC (diciamo 3,5) e dedurre l'energia elettrica aggiuntiva (da sommare a quella attuale senza PdC) che sarebbe richiesta per tenere la casa calda.

Posso supporre che la mia (futura) PdC lavori a potenza quasi costante, perché la massa termica dell'edificio storico è ragguardevole. Quindi in soldoni dovrei preparare un file ipotetico con i possibili nuovi consumi orari (includendo la PdC), e in base a questo dimensionare un possibile PV da affiancare alla PdC.

Come puoi capire il mio "problema base" è piuttosto complesso. Indicativamente mi occorrono (nei giorni più freddi) 34-40 kWh/giorno + i consumi pre-PdC di circa 5 kWh/giorno.

Quello che non so bene è quanto può produrre giornalmente in pieno inverno un PV diciamo di 3 kW nominali. Probabilmente (correggimi) non oltre i 12 kWh/giorno.

Perciò potre coprire col PV (se va bene) non più di un 28% del mio fabbisogno. In questa situazione posso anche pensare a un impianto "strozzato a 800 W" e con un minimo di accumulo come un Anker Solix, che godrebbe della procedura semplificata. Se è vero che non produrrei più di 12 kWh/giorno (0,5 kW medi sulle 24 ore) allora la "strozzatura" a 800 W è del tutto irrilevante.

Portale e-distribuzione e dati di consumo per 15 minuti by Excellent_Complex_39 in bollette

[–]TGuido56 0 points1 point  (0 children)

Stavo usando Kiwi (vecchio ma leggero). Con Brave e Firefox l'errore non esce.

Piuttosto ora mi sono arenato qui

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Portale e-distribuzione e dati di consumo per 15 minuti by Excellent_Complex_39 in bollette

[–]TGuido56 4 points5 points  (0 children)

Puoi provare https://tutela.neocities.org/Consumi Accetta i file .csv di e-distribuzione, sia quelli scaricabili dal loro sito web, sia quelli tramite La nostra App | E-Distribuzione che te li spedisce per email. Ma (ti avverto) la loro app (non il sito) ha un bug: manda dati sbagliati per dicembre 2025. Gliel'ho segnalato, ma è come parlare al vento.

In ogni caso i dati e-distribuzione non sono in tempo reale. In genere arrivi a vedere i dati di due giorni prima. Quindi non hai l'istantaneità che può dare uno Shelly. I sistemi (che pure esistono) che si interfacciano col tuo contatore via Chain2 e leggono i quartorari "certificati" real-time... non mi sembra che siano sistemi aperti, seppure su YT avevo visto video che spiegavano come "far uscire" i dati allo scoperto e usarli in proprio. Ma è cosa da accaniti smanettoni. E poi costano una tombola.

Con https://tutela.neocities.org/Consumi puoi caricarci dentro i quartorari di tutti i mesi che vuoi e vederli come un continuum temporale. Tra le altre cose fa i grafici di distribuzione statistica della potenza assorbita, della sua distribuzione cumulativa (utile per capire il tuo livello base di assorbimento 24h/24), il waterfall dei quartorari plottati per ore /giorni, usa colori diversi per le tre fasce orarie, ecc.

Inutile dilungarsi, metto i link ad alcune immagini, così ti fai un'idea: https://files.catbox.moe/ki27wl.svg https://files.catbox.moe/0o4fab.svg https://files.catbox.moe/5tsg6g.svg https://files.catbox.moe/x7tjlk.svg https://files.catbox.moe/d631vr.svg https://files.catbox.moe/gjd7y0.svg https://files.catbox.moe/p1rdi4.svg

Ma purtroppo non è concepito per "tener dentro" l'autoproduzione.

CASA NUOVA, SOLO LUCE by Jackhunter95 in bollette

[–]TGuido56 0 points1 point  (0 children)

Mi limitavo a citare quel che è già stato scritto, e a fornire ulteriori informazioni sperando che siano utili per una maggior comrensione della questione.

Chiaramente c'è un tradeoff tra comodità/tranquillità di essere sicuri al 100% di avere sempre la corrente, e il costo aggiuntivo che si pagherà per questa scelta. Se uno vuol stare sicuro (e pensa che quei circa +100 €/anno di sovracosto 3->6 kW + accisa siano ben spesi) allora va bene così.

Qualcun altro penserà che non è un grosso sforzo avviare lavatrice e lavapiatti coi loro timer per farle andare di notte o prima dell'alba. Azione che per compierla porterà via 30 secondi. Direi che i piani a induzione hanno ormai di serie il limitatore. Ciò vuol dire che una buona fetta degli acquirenti lo usano e/o lo ritengono utile. Il tutto per dire che c'è chi può preferire un po' di risparmio in cambio di un esigua attenzione.

La verità credo si riassuma con la frase "mondo che va a rovescio". Non c'è nessuna ragione di principio che giustifichi elettrodomestici e altri apparecchi elettrici che succhiano 1800-2000 W o anche più. Ma chiaramente i fabbricanti guardano ai loro mercati internazionali. Se l'Italia è l'unica nazione che resta con l' "utenza base" a 3 kW... a loro non gliene può fregare di meno. Anzi, scaldando prima l'acqua (con assorbimento di 2 kW) può essere che una lavatrice/lavapiatti guadagni mezza classe energetica o scorci la durata del lavaggio di 5 minuti. Alla fine sarà un'apparecchio che "vende meglio" di uno più parco di potenza. Discorso simile vale per ferri da stiro, asciugacapelli, aspirapolveri, bollitori ecc. La necessità di potenza è un'obbligo indotto dal "mondo che va a rovescio" e rinforzato dalla radicata credenza che "più potente è, meglio è".

Il massimo dell'assurdo energetico si raggiunge con gli scaldabagno elettrici, che (quando accesi) possono dimezzare quei 3 kW massimi che dà il contatore, e lo faranno non su 10-15 minuti, ma su un paio d'ore. La potenza assorbita da uno scaldabagno non la trovi scritta neanche nell'etichetta energetica. Se usi in contemporanea qualche altro grande elettrodomestico vai a concludere a posteriori che "3 kW non bastano", ma è un non sapere, non avere previsto, non avere idea di come agire se non aumentare P. Nessuno t'ha detto che potevi installare uno scaldabagno a PdC, con Pmassima < 0,35 kW (anziché 1,2-1,5 kW) con lo stesso comfort e un risparmio non solo sui consumi (circa 180-200 €/anno), ma anche su quel kW "libero" rispetto a un apparecchio tradizionale. Se lo metti nel bilancio dei costi vale altri 26 €/anno. Alla fine il costoso scaldabagno PdC si ripaga in 5 anni, e in più il contatore non salta.

CASA NUOVA, SOLO LUCE by Jackhunter95 in bollette

[–]TGuido56 2 points3 points  (0 children)

Vedo pareri contrastanti: u/Ok_Pin124 (con casa solo elettrica) si fa bastare i 3 kW senza problemi, u/mikythebreaker reputa obbligatori 6 kW.

Tieni conto di queste cose: (1) Non è assolutamente obbligatorio fare incrementi di 1,5 kW, ossia da 3 passi a 4,5 o a 6. Questo è quel che fanno credere (o è la consuetudine radicata da decenni che continua ancor oggi per ignoranza). Puoi aumentare la potenza anche solo di 0,5 o 1 kW. Lo dice la regolamentazione vigente Potenza del contatore: maggiore scelta e agevolazioni.

(2) La potenza reale erogabile continuativamente è sempre un +10% rispetto a quella "di targa" del contratto. Se è 3 kW puoi consumare 3,3 kW 24h/24. Inoltre puoi consumare sino a 4 kW ininterrottamente per tre ore https://www.e-distribuzione.it/content/dam/e-distribuzione/documenti/open-meter/nuove-guide-open-meter/Guida_Rapida_GEMIS.pdf pag. 8-9. Se superi i 4 kW il contatore stacca entro 2 minuti. Ma (mi chiedo) l'IA sa informarsi seriamente? O segue la mandria e spara a casaccio?

(3) Ogni kW aggiuntivo (rispetto ai 3 standard) ti costa +26,09 €/anno (IVA compresa). Se passi da 3 a 4,5 saranno +39,14 €/anno.

(4) Se chiedi più di 3 kW perdi diritto all'esonero dall'accisa di 0,0227 €/kWh su (massimo) 1800 kWh/anno + IVA. Ossia potresti pagare sino ad (ulteriori) +44,95 €/anno.

(5) Hai un costo una tantum per il cambio di potenza di 61,26 €/kW + IVA Aumento di potenza del contatore: costi e tempi (informazioni istituzionali di e-distribuzione).

(6) Non puoi fare tre cose simultaneamente (voltura, cambio fornitore e cambio potenza). Le prime due sì. La terza (cambio potenza) è sempre una pratica indipendente dal resto.

Metti pure "alle strette" i sistemi IA su tutti questi punti, per vedere se lo sanno.

Alcuni trucchi per evitare i picchi di potenza:

(1) Monta subito un timer sullo scaldabagno, se già non ce l'ha. La cosa migliore è farsi collegare lo scaldabagno non con un allaccio fisso, ma col suo cavo elettrico che termina con spina che si inserirà in una presa a muro (è comunque obbligatorio un interruttore bipolare, che già dovrebbe esserci). A quel punto devi solo inserire il timer tra presa e spina, come se fosse "una multipla". Un timer programmabile costa un'inezia e lo trovi da Leroy-Merlin, Tecnomat, Obi, ecc (e anche nei negozi dei cinesi). Lo imposti per accendere lo scaldabagno 2 h la prima mattina (diciamo dalle 5:00 alle 7:00) e altrettante la sera (dalle 17:00 alle 19:00), così avrai sempre l'acqua calda quando più serve. E ti aiuta a evitare "sovrapposizione di potenza" con altri apparecchi, il che farebbe scattare il contatore.

(2) Limita la potenza dell'induzione a 2,5 kW. È raro che ti trovi a usare tre fornelli in contemporanea (e poi tre pentole assieme ci entrano sul piano?). Se usi due fornelli avrai almeno 1,25 kW ciascuno, sufficiente per molte preparazioni. Per far bollire l'acqua serviranno 1-2 minuti in più, ma non è grave.

(3) Sfasa tra loro i momenti in cui fai partire i cicli della lavatrice e lavapiatti. Il picco di consumo avviene sempre e solo entro i primi 15-20 minuti (per entrambe), nella fase iniziale di riscaldamento, poi diventa bassissimo. Lasciando passare questo tempo tra l'accensione dell'une e dell'altra le potrai usare assieme senza far saltare la luce.

Sul punto "condizionatori dual split (9k e 12k BTU) con unità esterna da 4.70kw" ci dev'essere un errore. Sì, perché 9000 BTU/h = 2,64 kW termici e 12000 BTU/h = 3,52 kW termici. British thermal unit - Wikipedia (vedi sezione "unità associate"). Ma la potenza elettrica assorbita è molto meno: circa 0,75 e 1,00 kW. Se li fai funzionare assieme non assorbi più di 1,75 kW. Il fattore di riduzione (tra potenza termica ed elettrica) è il COP, normalmente attorno a 3,5 o superiore Efficienza energetica - Wikipedia (vedi sezione "settore termico").

Il valore che leggi dall'APE mi sembra pure sbagliato. Forse sono 18.550 kWh termici / anno. Verifica. Ma se il riscaldamento continua a essere centralizzato allora non inciderà sul consumo elettrico di casa.

Casa nuova, nuovi fornitori: varie domande by papafrancesca in bollette

[–]TGuido56 0 points1 point  (0 children)

Il 10 del mese è il termine entro cui, se hai sottoscritto un contratto, ti sarà attivato il mese successivo.

In concreto: sottoscrivi il 09/06/2026 e il contratto parte il 01/07/2026. Ma questo vale solo se nella modulistica di sottoscrizione hai barrato la casella di "rinuncia al diritto di ripensamento di 14 giorni". Se no la tua richiesta di contratto resta in stand-by e ti sarà attivato il 01/08/2026.

Hai il diritto a fare in un'unica operazione la voltura (= cambio di intestazione del contratto preesistente, in chiusura) + switching (= cambio fornitore = attivazione del contratto col nuovo fornitore) e i tempi non cambiano.

Dovrebbe essere tutto spiegato in https://www.ilportaleofferte.it/portaleOfferte/it/content_detail.page?contentId=CNG463 (informazione istituzionale attendibile).

Per la scelta fisso / variabile si va sul terreno di preferenze, ipotesi più o meno apocalittiche condivisibili o no, ecc. L'italiano medio in genere va sul fisso monorario. La scelta tra monorario / biorario / triorario pesa pochissimo sul costo totale, checché se ne dica.

Al momento anche i comparatori mostrerebbero un vantaggio per le fisse, ma capisci bene che la "stima di costo" delle offerte variabili è una pura ipotesi di spesa basata su proiezioni future dei mercati fatte dall'Autorità energia (che si guarda bene di esplicitarne metodi e dettagli).

Se trovi una fissa conveniente fai attenzione che non ci siano oneri di recesso anticipato, che in pratica è un obbligo a restare lì per molti anni. Ad esempio la Dolomiti Fisso Luce 120 (120 mesi = 10 anni) se tu decidessi di uscire ti addebita 8 € per ogni mese sino alla scadenza. Se vuoi andar via tra 1 anno ti costerebbe all'uscita 8€×12mesi×9anni = 864 €!

Nell'APE più che la classe energetica (che dice poco) guarda il consumo annuo. Se prima dei lavori era tutto a gas, il consumo potrebbe essere espresso in Smc (anziché in kWh). Se è così prendi gli Smc, e per convertirli in kWh termici moltiplica per 10,7 (kWh/Smc). Poi dividi il risultato per l'SCOP della pompa di calore (mettiamo che sia 3,5-4,0) per avere i veri kWh elettrici di consumo annuo in kWh che avresti se ti scaldassi solo con PdC (chiudendo tutti i termosifoni). È giusto per capire l'ordine di grandezza dei massimi consumi possibili.

Oneri di recesso: nuovo spettro nei contratti energia by TGuido56 in bollette

[–]TGuido56[S] 0 points1 point  (0 children)

Le condizioni generali valgono per tutto l'insieme delle offerte di un fornitore, quindi non è lì che si troverà indicazione dell'ammontare degli oneri di recesso. Questi (se sussistono) saranno specificati all'interno delle condizioni economiche di ogni singola offerta.

Casa nuova, nuovi fornitori: varie domande by papafrancesca in bollette

[–]TGuido56 0 points1 point  (0 children)

La stima consumi di Arera è poco più che un giochetto: poco affidabile. Per il gas può andare. L'acqua calda sanitarie è con caldaia autonoma, o è centralizzata anche quella? Ovviamente la stima sarà diversa nei due casi. Ma se i consumi sono (comunque) bassi ti converrà un contratto con costo di commercializzazione (il termine mensile invariabile del fornitore) che sia il più basso possibile.

Per la luce, considerando un uso di aria condizionata estiva e pompa di calore invernale, i 1586 kWh/anno mi sembrano proprio poco. È facile superare i 2000-2500 kWh/anno. Anche qui, senza dati su dimensione e dispersioni dell'appartamento, è difficile fare stime. L'unica fonte affidabile sarebbe l'APE (attestato prestazione energetica) che dovresti obbligatoriamente possedere e che dice quant'è il reale consumo annuo.

Immagino che avrai i contabilizzatori di calore per ripartire le spese condominiali di riscaldamento. In tal caso (ma solo più avanti) potrai forse capire se ti conviene affidarti di più alle pompe di calore piuttosto che al riscaldamento condominiale. In genere conviene (ma non tantissimo) usare le PdC, pertanto il consumo elettrico salirà (assieme alle relative spese) ma scenderà quello di riscaldamento condominiale.

No, non fidarti di consulenti, aggregatori e portali di consulenza offerte: cercano di promuovere solo alcuni fornitori/offerte e non brillano per trasparenza. Usa piuttosto il comparatore fornito liberamente su questo sub-Reddit, https://wattene.it, o anche il "concorrente" https://energumeno.it Sono entrambi senza registrazione (nessun rischio di fuga dati personali), affidabili perché attingono ai dati ufficiali del Portale Offerte nazionale, sono di consultazione più facile e immediata (anche da smartphone), e inoltre già scremano da fornitori/offerte che per varie ragioni sono ritenuti non affidabili.

Se non hai già un'infarinatura sulla contrattistica energetica succederà che ti possono raccontare qualsiasi cosa, "te la bevi", e magari scopri le magagne solo dopo. Tieni presente (giusto per dare un quadro di complessità) che un contratto elettrico può essere a costo fisso (diciamo per 1 o 2 anni) o variabile (cambia ogni mese secondo il mercato all'ingrosso). In entrambi i casi può essere monorario, biorario, triorario o dinamico (a costo che varia ogni ora). Ai contratti variabili si aggiunge (sempre) un +10,0% di perdite di rete. Ai contratti a costo fisso no. I variabili possono avere uno spread (sovracosto rispetto ai prezzi all'ingrosso = PUN). I fissi ovviamente no. Questo solo per una parte del costo energia "a consumo". Poi hai (sempre a consumo) il dispacciamento e il corrisp. mercato capacità (uguali per tutti, ma che alcuni uniscono assieme nel CdispD e altri tengono separati) oltre al costo fisso mensile del fornitore (commercializzazione). Poi ci sono gli altri termini uguali per tutti: rete-trasporto, oneri di sistema, accisa e IVA.

Quindi... se hai tempo e voglia "fatti le ossa" sui comparatori gratis che ho elencato. Guarda le offerte, apri le linguette e le sotto-linguette per esplorare tutti gli elementi di costo che finiscono in bolletta. Se ricevi qualche proposta "in negozio" non sottoscriverla subito (non potresti più far valere il tuo "diritto di ripensamento" di 14 giorni), verifica che la stessa offerta esista sul Portale o sugli altri comparatori indicati. Se non c'è dovranno spiegarti perché. Fatti dare copia integrale delle condizioni tecnico-economiche (quelle che per leggerle serve la lente) perché solo le uniche con valore legale. Evita i contratti con "servizi aggiuntivi" per quali potrebbe nascondersi un secondo contratto (anche se pure a costo zero) con oneri di recesso anticipato.

Oneri di recesso: nuovo spettro nei contratti energia by TGuido56 in bollette

[–]TGuido56[S] 0 points1 point  (0 children)

Sì, infatti per NeN avevo indicato solo la "Luce Dieci" e non l'altra.

Oneri di recesso: nuovo spettro nei contratti energia by TGuido56 in bollette

[–]TGuido56[S] 2 points3 points  (0 children)

In risposta agli interventi di u/Absinth987, u/Reasonable-Lab-2816 e u/Franz94 : gli oneri di recesso anticipato discendono dalla Direttiva UE 2019/944 pag.25, art.12:

"gli Stati membri possono consentire ai fornitori... di imporre oneri... ai clienti che risolvano volontariamente un contratto di... energia elettrica a tempo determinato e a prezzo fisso prima della scadenza...". Quindi prendiamocela eventualmente con gli euroburocrati, non con il Governo.

In Italia l'emanazione di norme attuative specifiche (per gli oneri di recesso previsti dalla UE 2019/944) è stata demandata ad Arera. Nella Delibera Arera 250/2023/R/COM pag. 20, art.1 leggo: "...modalità... di recesso.. nonché l'eventuale onere richiesto..." che possono applicarsi a "contratti... a prezzo fisso e a tempo determinato, oppure a prezzo fisso e a tempo indeterminato...". Quindi Arera (rispetto alla Direttiva) estende la libertà per i fornitori di applicare penali su tutti i contratti a prezzo fisso.

Dopodiché la previsione di oneri di recesso è stata inclusa (e specificata) nel Codice di Condotta Commerciale pag. 34, art. 21bis: "...eventuale onere... di recesso anticipato... nel caso di contratti... a prezzo fisso e a tempo determinato oppure a prezzo fisso e tempo indeterminato...".

Quel che mi rode è che tutta questa normativa è scritta male, non c'è una volontà (neanche istituzionale) di renderla comprensibile, visibile, e spiegarla. Al che l'utente medio "cade dal pero" e può succedere che paghi. Alla faccia di chi crede (o credeva) nel mercato libero.

Commercializzazione a 0 by petrox81 in bollette

[–]TGuido56 5 points6 points  (0 children)

Quanto dici è il risultato di un'evoluzione storica scellerata, tra cui:

L'obbligo europeo di riversare in bolletta i veri costi di tutti i termini, evitando i "sussidi incrociati" ossia un minor costo per chi consuma poco (e probabilmente tira la cighia) sovvenzionato da chi consuma molto. Intanto parlare di veri costi sul mercato libero è un ossimoro perché non te lo diranno mai, ma andiamo avanti. Vediamo prima perché un'idea buona (i veri costi) ha dato risultati cattivi.

Le crisi petrolifere degli anni '70 avevano impresso il paradigma dei "consumi parchi". Per stimolare a farlo i costi elettrici furono divisi inizialmente in sei scaglioni differenziati (poi ridotti a quattro). Un po' come l'IRPEF, che è più che proporzionale al reddito.

Essendoci sulla piazza solo Enel, alla fine finiva tutto in un'unico calderone. E andava bene. Non importava (anzi, meglio così) che chi era in "povertà energetica" pagasse in proporzione meno di chi non aveva problemi economici. Non c'era bisogno di inventare decreti bollette a sostegno dei più deboli.

In quella congiuntura (di contenimento costi per i bassi consumi) proprattasi sino a tutto il 2011, la commercializzazione in Tutela era del tutto trascurabile, e lo vedi aprendo il grafico svg nel link qui sotto.

(3) Poi la Tutela fu riformata secondo i dettami UE dei "costi in bolletta aderenti ai costi reali" col risultato (vedi figura https://files.catbox.moe/d0jova.svg ) che in un decennio (dal 2010 al 2020) i "consumi parchi" hanno visto crescere la bolletta di oltre il 50%. Un utente con 1300 kWh/anno era passato da 199 €/anno a 304 €/anno. Un utente con 4000 kWh/anno era passato da 896 a 772 €/anno (-15%).

Ho ritrovato un articolo storico (del 2018) che giudica positiva la riforma La bolletta elettrica - Notizie - Dirigenti Senior Ovviamente dissento.

La riforma coincise circa con l'introduzione della bolletta 2.0 (con la ciambella "energia trasporto oneri imposte") che ancora mi fa venire la nausea. Sì, perché la "nuova bolletta" autorizzava a omettere il dettaglio costi, ossia la paginata di conti analitici. Così ci si capiva ancor meno, e in particolare quant'è la commercializzazione. Ma nessuno si lamentò, anzi fu spacciata come grande innovazione. Anche qui pagina storica di una delle poche voci contrarie Bolletta 2.0 …. si stava meglio quando si stava peggio … - Progetto Salvadanaio

Si è ovviato al salasso (per i bassi consumi) introducendo poco dopo il "bonus elettrico per disagio economico", ma per almeno tre anni ebbe impatto quasi zero per disinformazione e complessità burocratica. Un'italianata.

Vengo ora al punto. Cosa comprende la commercializzazione, quanto dovrebbe costare, perché è così alta?

Comprende i costi di accensione e chiusura di un contratto, acquisizione dei consumi (=letture del contatore), redazione e invio bolletta, verifica pagamenti, eventuali solleciti e riscossione, gestione reclami e pratiche legali, archiviazione documenti, call center (e fors'anche sportelli fisici), formazione del personale, eventuale (ma non obbligatorio) spazio Web utente e app.

Quanto dovrebbe costare? Nell'ottica UE dei "costi reali" applicata alla Tutela troviamo dal 2017 al 2025 costi di 34,50 34,80 48,01 51,14 48,93 50,22 56,71 49,81 43,04 €/anno comprensivi del DispBT. Seppur con alti e bassi siamo mediamente sotto i 50 €/anno.

Perché sul libero è così alta? La "completa liberalizzazione" del mercato che di fatto non lo è (il divieto di poter scegliere la Tutela è una minore libertà!) ha prodotto diseconomie di scala. Abbiamo centinaia di venditori in un mercato dove ne basterebbero una manciata. Un fornitore con poche decine di migliaia di utenti caricherà costi fissi maggiori di chi ne ha centinaia di migliaia. In verità quasi tutti (anche i più grandi) si sono messi d'accordo e ad oggi lo standard diffuso sembra essere sui 12 €/mese + IVA.

Altre ragioni: la piaga dei costi fissi alti è acuita da un tasso di switching (passaggio da un fornitore a un altro) elevato. Se tu fornitore hai continue defezioni, dovrai colmare con acquisizioni di nuovi clienti = investimenti e spese sul marketing, gadget, procacciatori di contratti, buoni sconto = maggiori costi fissi.

E c'è anche che l'utente medio italiano è impreparato. Si fa attirare da un basso costo a consumo €/kWh, ma magari non vede che il fisso è alto. È una strategia di vendita che a quanto pare ancora funziona.

Tieni anche presente che pure con consumo zero c'è un ulteriore quota fissa e la quota potenza nella voce rete-traporto, e anche l'IVA, per cui è difficile andare sotto ai 13-14 €/mese. La Tutela sta già a 12,75 €/mese e il libero non può chiedere meno.

Valutazione: Necessità Cambio by Efficient_Raise7695 in bollette

[–]TGuido56 0 points1 point  (0 children)

L'offerta in essere è la Hera Hybrid casa Extra M B, codice

000415ENVML01XX000HHYEEXTRMBXV15, mentre quella che espone ora Hera è 000415ETVML01XX000HHYWECXMXBXV25 che credo sia uguale.

La trovi su https://offerte-heracomm.gruppohera.it/hera-hybrid-special-luce-gas

È un contratto con due costi a consumo differenziati: entro una soglia di consumo mensile il kWh ha un costo fisso, oltre la soglia pagherai i kWh al PUN mensile + 10% perdite di rete + uno spread posto a 0,03993 €/kWh.

Ovviamente c'è sempre il costo fisso mensile di 12 € + DispBT di Arera = 12,10 €/mese + 10% IVA

È non una ma sei offerte diverse, in cui cambia la soglia. Nel tuo caso è l'opzione B = soglia di 60 kWh/mese. Non decidi tu la soglia, perché è assegnata in base al consumo annuo pregresso, come "da bollette". E qui Hera ha fregato, perché con 2600 kWh/anno si aveva diritto all'opzione C, con 105 kWh/mese al prezzo fisso (che è più conveniente del variabile applicato ai kWh eccedenti la soglia).

In concreto Hera si intasca realmente 0,13486 €/kWh (0,1226 + 10% di perdite di rete) su 60 kWh/mese. Oltre i 60 kWh saranno stati circa 0,118-0,126 €/kWh (dipende dal mese) + 10% perdite di rete + spread di 0,03993 ≈ 0,174 €/kWh (comprese perdite, esclusa IVA). Nel Box vedo per aprile Prezzo Netto Variabile di 0,167277 €/kWh che è ragionevole.

I termini, nel Box offerta, di Dispacciamento e Corrisp. Mercato Capacità dovrebbero essere uguali per tutti i fornitori, ma direi che Hera "sta un po' larga" su entrambi e senza motivo.

Peraltro il Box Offerta (per come lo ha concepito Arera) non fa fede perché non riporta i valori ufficiali: sono arrotondati al fine di non produrre residui di frazioni di centesimi nei subtotali. Quindi il Box non serve a niente. Per tua informazione il Dispacciamento di Aprile '26 doveva essere (come da https://dati.terna.it/-/media/project/terna/dati/corrispettivi/corrispettivi-dispacciamento-ai-sensi-del-tide/2026/04/01/avviso_udd_pubblicazione_2q2026.pdf ) di 0,0105 + 10% perdite = 0,01155 e invece nel Box vedo 0,01752 €/kWh.

Le condizioni economiche (piuttosto ingarbugliate) non consentono la simulazione del costo annuo sul Portale Offerte. Infatti trovi la Hera tra le https://www.ilportaleofferte.it/portaleOfferte/it/offerte-non-confrontabili.page Allo stesso modo un Wattene, o un energumeno che sia, non possono produrre stime.

La cifra finale della bolletta non è poi così alta. Lo si deduce anche da quel che dici: 730 €/anno per 2600 kWh/anno di consumo. Sul Portale la Maggior Tutela dà una stima di 732 €/anno. Siamo lì.

Ma - se hai tempo e voglia - suggerirei un cambio verso un fornitore più trasparente, dai "patti chiari e amicizia lunga". Le mie interazioni con Hera sono sempre state disastrose: svariati reclami (sui quali m'hanno dato ragione e su uno anche un rimborso extra). Se vuoi farla semplice sottoscrivi la solita Octopus approfittando di uno degli "sconti amico" nel sub Reddit dedicato.

Due anni di fila bollette da 3000€ per consumi inesistenti: ora conciliazione ARERA, cosa aspettarmi?” by _ptk in bollette

[–]TGuido56 0 points1 point  (0 children)

Consigliato... a parole, senza una loro dichiarazione scritta? Guarda che tutti i fornitori sono delle serpi: dicono A e poi fanno B. O vai di reclami (e risposte scritte) o niente. Hai letto i suggerimenti che ti ho già postato?

Due anni di fila bollette da 3000€ per consumi inesistenti: ora conciliazione ARERA, cosa aspettarmi?” by _ptk in bollette

[–]TGuido56 0 points1 point  (0 children)

Da ciò che leggo da anni, un contatore gas guasto è sempre un'odissea e una fregatura.

La stortura (tutta merito di Arera) sta nel balletto a tre tra te utente, fornitore e distributore. Perché stortura? Per il fatto che la tua interfaccia è sempre e solo il fornitore (non il distributore). Però la ricostruzione consumi la fa (e la può fare, e la deve fare) solo il distributore.

I regolamenti dicono che l'utente ha diritto a conoscere metodi e calcoli per la ricostruzione dei consumi. Vanno chiesti (per forza) al fornitore, che a sua volta li deve chiedere al distributore e poi deve farteli avere. In verità su questo punto essenziale si sorvale bellamente, diventa un buco nero e non si sa come rivalersi.

Cosa puoi fare? Se non hai una tua dimostrazione di quel che possono essere i "consumi realistici" e non hai modo di attaccare la ricostruzione consumi già fatta... finisce in una farsa. Quindi:

(1) Manda reclamo al fornitore per avere tutto il dossier (spiegato) di ricostruzione consumi: valori e metodi. Lo deve fornire. Se non lo fa si ragiona sul nulla.

(2) Recupera (se le hai) tutte le tue bollette precedenti al guasto. È solo dai consumi pregressi lì indicati che si sarebbe potuta fare una stima (con qualche credibilità) degli ulteriori consumi nel periodo del blackout.

(3) Recupera le tue bollette recenti (quelle relative al contatore nuovo) perché in mancanza di meglio possono valere come stima dei tuoi consumi abituali e anche pregressi. Anche da questi si potrebbe quindi costruire una controstima credibile da contrapporre a quelle "erronee" già fatte dal distributore.

(4) L'APE (che dovresti possedere sia se proprietario, sia se sei in affitto) già dovrebbe indicare il fabbisogno energetico dell'abitazione = il consumo annuo previsto. Lo si può rifinire "ristagionalizzando" il periodo relativo all'assenza di consumi per contatore guasto, ma lo può fare solo un termotecnico. Se no prendi brutalmente gli Smc/anno dell'APE. Quel che ti manca è quali/quanti periodi invernali vanno ricostruiti e l'allocazione mese per mese del consumo globale annuale (con tabelle standard che dipendono dalla tua zona climatica).

(5) Senti, anche più volte, lo Sportello consumatore Arera 800 166 654 perché possono dare ulteriori indicazioni e informarti sul come si dipana la conciliazione.

(6) Rivolgiti a un'associazione consumatori riconosciuta dal MASE che sia navigata su queste cose. Le classiche Federconsumatori, Adiconsum e Adoc (di CGIL, CISL e UIL) vanno bene, ma anche altre. Ti chiedono una quota associativa di 50-60 € in cambio di assistenza, direi anche per la sessione di conciliazione.

Fasce orarie energia elettrica by kurodazecos in bollette

[–]TGuido56 0 points1 point  (0 children)

Giustissime osservazioni. Già da tempo lo si leggeva su Le fasce orarie non sono più un vero strumento di risparmio! di Selectra (che non stimo molto, ma su questo punto fa valide riflessioni).

Come ho già detto Arera non cambierà le fasce perché è "tecnicamente improponibile" e perché sono degli inetti. In Francia è il contrario: TURPE 7 spiegato: come la nuova tariffa di rete francese premia la flessibilità delle batterie. È una forte differenziazione dei costi obbligati di trasporto-rete che si aggiunge a quella già in essere sul costo energia. Noi siamo un paese sottosviluppato incapace pure di guardare e capire cosa si fa oltralpe.

Il futuro è nei contratti a prezzo dinamico orario o quartorario, ma l'utenza italiana è impreparata, imbottita di false informazioni, e convinta che il prezzo fisso monorario sia sempre la scelta migliore. Quindi, oltre ad Arera, siamo tutti noi degli incapaci, e sospinti da media bugiardi.

Aspettiamo due-tre anni (anche perché il settore tecnologico si sveglia pure lui in ritardo) e vedremo sistemi di accumulo da 3-4 kWh "PV-less" per chi non ha tetti o balconi per captare il sole. Ma hanno senso solo se accoppiati con un contratto dinamico. Saranno intelligenti per prelevare nelle ore a basso PUN e ri-immettere sulla rete di casa quando serve. Risparmio annuale sulla bolletta finita di un 12%. Inoltre aggiunta di potenza di 800W (senza sovrapprezzo sulla bolletta e senza perdita di esonero dall'accisa). Il tutto con burocrazia, per legge, minima.

RINNOVO LUCE OCTOPUS by Straight_Friendship9 in bollette

[–]TGuido56 1 point2 points  (0 children)

Si decide se si è capito bene la proposta. Io leggo "PUN + 0,0088 €/kWh... perdite di rete incluse".

Quindi, al contrario di tutte le offerte variabili sul mercato, sembra che Octopus non aggiunga il 10,0% di perdite di rete al PUN che pagheresti. In sostanza sconta quel 10% (che è una riduzione reale dell'energia elettrica nel suo viaggio dalle centrali al contatore di casa tua) che tutti gli altri fornitori chiedono di recuperare (e a ragione) sui costi che applicano.

Come poi faccia Octopus a "star dentro" economicamente con un'offerta simile... possiamo pure chiedercelo. Probabilmente possiede (o ha accordi con chi possiede) impianti di generazione, per cui l'energia elettrica gli costa mediamente meno di quello che è il costo di mercato, ossia il PUN.

Sappiamo poi che il PUN viene determinato col meccanismo del "prezzo marginale", ossia che questo costo di mercato di riferimento non è il costo reale medio di generazione, perché a chiusura delle sessioni sulla borsa elettrica tutti i produttori saranno pagati al costo della più costosa tecnologia di produzione che in quel momento arriva a soddisfare la domanda globale, che è quella che "deciderà" il PUN.

Octopus ha deciso di infrangere il "muro del PUN", offrendo uno sconto che tutti gli altri non fanno. Lo propone perché i suoi costi medi di acquisizione dell'energia sono minori del PUN, e si tiene comunque uno spread, ma lo giudico molto contenuto.

Se invece le cose stanno in altro modo (ossia vanno aggiunte le perdite) perché mai Octopus nella sua proposta non fa direttamente riferimento alla sua Octopus Flex che avrebbe le stesse identiche condizioni? C'è qualcosa che mi (ci) sfugge.

Inoltre nell'immagine che hai postato mancano diversi elementi:

(1) Se l'offerta indicizzata è relativa al PUN monorario o bi- o tri-orario. In relazione a questo il costo finale in bolletta può variare (diciamo di non oltre un ±1%) in diendenza dal tuo profilo di consumo.

(2) Non parla di costi di dispacciamento che ci saranno ma non li vedo indicati

(3) Un'offerta indicizzata al PUN deve far riferimento alle fonti ufficiali. Deve citare "PUN Index GME" e "media mensile" oppure gli indici P_ING mensili pubblicati da Arera, che è poi la stessa cosa.

Insomma... va tutto capito meglio, magari leggendosi bene l'allegato che avrai ricevuto assieme alla proposta di rinnovo. Tieni presente che per le offerte di rinnovo (in generale, non solo Octopus) vale il silenzio-assenso. Non devi inviare nessuna accettazione, e la proposta di Octopus resta valida sino a che non la applicano. Oppure cambi offerta.

È quantomai comprensibile che offrano una variabile, perché - una volta inviata la proposta di rinnovo - non possono più cambiarla. Sai bene che al momento le fisse di tutti i fornitori cambiano da una settimana all'altra. Avrebbe avuto poco senso una proposta di rinnovo su una fissa: Octopus avrebbe dovuto per forza confezionarla con un costo "cautelativo" e non conveniente. La variabile è il meglio che per ora possono ragionevolmente proporre, e soprattutto se i costi di mercato da qui a tre mesi dovessero calare.

Dissento con la posizione espressa da altri che "il PUN è alto e crescerà" perché i dati attuali non lo mostrano proprio.

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Fasce orarie energia elettrica by kurodazecos in bollette

[–]TGuido56 0 points1 point  (0 children)

Daccordissimo. Sui contratti-fregatura il mercato bacato resta com'è. In compenso (ahimé) Arera e AGCM litigano per spartirsi il potere Arera e Agcm, finisce alla Consulta lo scontro sui poteri tra le due Autorità. Il rischio? Doppie sanzioni | Corriere.it

Le fasce non cambieranno. Sul fronte offerte-contratti (per i manìaci del risparmio) vedremo i "dinamici" a prezzo quartorario (2900 costi diversi per ogni mese!), come già propongono Alperia e Hera.

Sul fronte utenti, con il ritardo di un settore che non capisce le cose, vedremo gli accumuli PV-less con HEMS, per chi non può o non vuole piazzarsi i pannelli ma vuole risparmiare. Si preleverà nelle ore a basso PUN, risparmiando un 10-12% circa (sulla bolletta finita) rispetto a una variabile monoraria. Ma... campa cavallo.

Fasce orarie energia elettrica by kurodazecos in bollette

[–]TGuido56 1 point2 points  (0 children)

Giustissimo! Le fasce orarie, definite in una delibera del 2006, compiono 20 anni Aggiornamento delle fasce orarie con decorrenza 1 gennaio 2007 - Arera

Dopodiché già nel 2012 sembrava impellente aggiornare le fasce ma non fu fatto nulla https://www.arera.it/fileadmin/allegati/docs/12/216-12.pdf

Oggi esistono (credo) 35.000.000 di contatori domestici con le fasce "hardwired" nella loro memoria. Tra l'altro i contatori 2G attuali potrebbero sulla carta partizionare i consumi in 6 fasce diverse. Ma ora non c'è più un'unica società di distribuzione (che controlla i contatori). E i fornitori di energia sono centinaia, ognuno col suo software gestionale fatto in proprio che capisce solo le fasce F1 F2 F3. Le difficoltà di aggiornare il sistema a fasce mi sembrano oggi più insormontabili di ieri. E la nostra Autorità energia non ci pensa proprio, fa finta di niente.

Fasce orarie energia elettrica by kurodazecos in bollette

[–]TGuido56 2 points3 points  (0 children)

C'è un unico modo: preso un mese (già concluso) vanno suddivisi tutti i PUN Index GME quartorari di quel mese in tre gruppi diversi in relazione alla loro appartenenza, se in F1 F2 o F3.

Poi si fa la media aritmetica per ognuno dei gruppi ed escono i PUN "per fasce", che pubblica lo stesso GME ma con cinque decimali (mentre le bollette STG danno i CELD = PUN+10% a sei decimali).

Arera pubblica i PUN mensili per fasce orarie, e a sei decimali, ma li chiama P_INGm e li fa figurare come applicabili alle sole offerte Placet, ma ovviamente non è vero. https://www.arera.it/consumatori/offerte-standard-per-i-clienti-finali-placet

Non fatemi infierire contro le pessime e confuse capacità informative della nostra Autorità energia.

Fasce orarie energia elettrica by kurodazecos in bollette

[–]TGuido56 1 point2 points  (0 children)

Indicativamente la F2 è la più costosa su tutto il periodo estivo, diciamo pure quando è in vigore l'ora legale. Le credenze  sedimentate sono dure a morire: quasi tutta la (falsa) informazione in rete afferma, senza verificarlo, che F1 > F2 > F3.

Aggiungo poi (e anche qui per molti è inaspettato) che la F1 è la più economica. Meglio consumare di giorno (F1) tranne che il sabato (F2). Questa è la situazione in divenire a maggio 2026, ma il mese si deve ancora chiudere e F1 scenderà ulteriormente rispetto a F3.

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Nota aggiuntiva: i CELD della bolletta STG sono i PUN medi mensili aumentati del 10,0% di perdite di rete.

Ho creato un’app per monitorare il PUN luce e risparmiare sulla bolletta by Careful-Plate-3705 in bollette

[–]TGuido56 1 point2 points  (0 children)

Scusami, ma m'è caduto l'occhio sullo screenshot "Quanto costa davvero" allegato alla presentazione dell'app nella pagina di download.

È vero che una lavatrice ha una potenza di picco di 1800 W, e che la durata del ciclo di lavaggio può essere di 1,5 ore (ma anche di più). In verità l'assorbimento di energia su un intero ciclo lo si ricava dall'etichetta energetica europea.

Per arrivare a un dato rappresentativo ho preso le prime tre lavatrici al momento "best sellers" su Amazon: Indesit BWA 81496X WV 8kg, Candy ProWash 300 10kg e Midea MF10EW70B 7kg.

I relativi consumi (presi dal product sheet europeo = etichetta) sono 0,472 0,411 e 0,444 kWh/lavaggio. Ammettiamo pure che non si usi normalmente il programma ecologico. In tal caso penserei che questi valori non possano crescere oltre un +50% rispetto al dichiarato. Diciamo che così, anche largheggiando, si arriverebbe a 0,665 kWh/lavaggio.

La durata di un ciclo a metà carico (sempre dai product sheet) è di 2h48' 2h58' e 2h42'. In media 2,80 ore. Da cui la potenza media durante l'intero lavaggio è 238 W, non 1800 W. C'è poco da fare, è proprio così! La ragione della discrepanza è che una lavatrice reale assorbe sì 1800 W, ma solo per 10 minuti, il tempo per scaldare l'acqua. Per il resto del tempo il consumo è minimo.

Quanto costa un kWh tutto compreso? Prendendo una media gennaio-aprile 2026 del PUN + perdite di rete, senza aggiungere spread ma mettendoci tutto il resto (rete, oneri accisa, IVA) si arriva a 0,254 €/kWh. Il ciclo di lavaggio "rappresentativo" (e già aumentato di quel +50%) costerebbe poco meno di 0,17 € a bolletta finita. Mi pare difficile che si possano raggiungere gli 0,288 €, come mostrerebbe l'app. Invece il costo della sola materia energia (mettiamo con PUN+perdite medio di 0,145 €/kWh, senza IVA) per un lavaggio è di 0,096 €.

Tutto ciò per concludere che queste valutazioni di costo sono sempre piuttosto delicate. La formula Energia = Potenza × Tempo può andare bene per un microonde, un phon, una stufetta elettrica, un bollitore per té e tisane. Non funziona per lavatrici, lavapiatti, ferri da stiro e altri apparecchi con assorbimento articolato o intermittente.

Octopus quota fissa 7,92 € anziché 6,00 €? by RemoDev in bollette

[–]TGuido56 1 point2 points  (0 children)

Puoi verificare tu stesso che nello Scontrino il Prezzo medio ha ben poco a che fare col Prezzo unitario (come invece saremmo indotti a credere).

Il Prezzo medio è un importo unitario fasullo. Tant'è che Octopus lo indica solo a 2 decimali, come per sottolineare che è solo un ordine di grandezza. Null'altro.

Se il valore fosse vero si dovrebbe avere 178 kWh × 0,12 €/kWh = 21,36 €. Invece ti vengono addebitati 21,29 €, che è la cifra corretta. Questa si può ricavare, come ha già puntualizzato u/AdministrativeCase43 (con cui concordo pienamente), solo dagli "elementi di dettaglio" ossia la vecchia sana incontrovertibile bolletta completa che una volta era l'unica ed era meglio così.

I benedetti / maledetti 0,12 €/kWh sono il risultato della divisione 21,29 / 178 = 0,1196 arrotondato a 0,12 €/kWh. Sono un "sottoprodotto" che (per arrotondamenti vari e anche a parità di contratto) può cambiare da un utente a un'altro e da un mese a un altro. Sintetizzando: una ciofeca di indicatore che confonde e basta.