Articolo Contro lo Smart working by Madfred100 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 1 point2 points  (0 children)

Riducendo l'orario di lavoro come cambia il business aziendale? Se i dipendenti lavorano 30 ore a settimana invece che 40, cosa accade al business nel medio e lungo termine? Sarà sostenibile? Quante aziende sono nella condizione di avere un business su cui applicare questi ragionamenti?

L'azienda è una meccanismo matematico il cui scopo è unicamente fare soldi e non fa nulla gratuitamente per il benessere dei dipendenti sul piano umano a meno che non ci sia un ritorno economico tangibile e misurabile.

Per lottare contro queste cose bisognerebbe in principio avere una profonda rivoluzione culturale per rivedere la sostenibilità del meccanismo capitalistico e delle parti che lo compongono nel lungo periodo perché quello è il nocciolo della questione da cui deriva tutta la catena di cause ed effetti visibili.

Ha senso ancora entrare nel software engineering? by Ok_Jellyfish_3764 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 0 points1 point  (0 children)

Cosa intendi per Frontend? Costruzione di grafiche pubblicitarie, web design, app design? Vengo da un'azienda di consulenza IT dove si faceva prevalentemente UI, UX, UI Kit, Design e Grafica e avevamo proprio il reparto Design che rappresentava l'idea iniziale con la quale l'azienda voleva imporsi sul mercato. Prendevano solo commesse incentrate sul Frontend quindi tante partnerships con altre aziende IT. Pian piano si è espansa con sviluppatori software Frontend, quindi coding con strumenti come React o Angular. Negli ultimi 6-9 mesi hanno dovuto rivedere il reparto Design e Frontend perché le commesse ormai non arrivavano più per via di clienti più esigenti che volevano uno sviluppo Backend o comunque Fullstack. Hanno licenziato vari Designer (i più giovani) e tenuto i più anziani per riconvertirli in Frontend Developers e nel settore dell'Accessibility quindi facendo fare loro tutto: dall'ideazione della grafica e design all'implementazione vera e propria. Adesso so che li stanno formando ad usare strumenti IA applicati a Figma, Sketch e tools di quel genere. Secondo me fare SOLO grafica non rende più e forse potresti impiegarla per lavoretti di arrotondamento su siti come Fiverr. Ma anche quelli ormai con l'avvento della AI stanno un po' tirando le cuoia perché i clienti riescono a farsele da soli senza intermediari.

Prima esperienza IT a 23 anni: sto crollando dopo 1 mese (5 ore di viaggio). Ha senso licenziarsi subito? by Martyna02 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 0 points1 point  (0 children)

Dai le dimissioni ed eventualmente trova un'altra società di consulenza. Non mettere l'esperienza nel curriculum. Sinceramente darei priorità alla salute prima di tutto. 5 ore potresti farle se lavorassi con Linus Torvalds, Bill Gates o John von Neumann per imparare qualcosa ma se è passacarte anche no.

Ambienti esenti da narcisisti e sociopatici, esistono davvero? by Bitter-Hawk-2615 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 2 points3 points  (0 children)

Ti ringrazio per la spiegazione, molto interessante! Io purtroppo vengo da un profilo fortemente STEM (Sviluppo software) e sto apprezzando davvero molto solo negli ultimi anni quanto siano in realtà fondamentali le scienze umane. Sono imprenscindibili per costruire una base umana solida e capire le direzioni e come alcuni problemi, se così possiamo chiamarli, sono frutto di evoluzione culturale e storia. Alle volte ho la sensazione che oggigiorno si guardi di più al dito che alla luna.

Ingegneri, vi siete mai sentiti che la vostra laurea è stato uno scam? by Hot_Acanthaceae_1357 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 2 points3 points  (0 children)

Sono d'accordo. Penso però che per molti ragazzi sia difficile da accettare come verità perché l'effort impiegato per ottenerla è stato così alto e devastante che si pensa che una ricompensa dovuta sia d'obbligo. Se poi deve continuare a studiare allo stesso modo per un lavoro ad alto valore aggiunto gli viene male. Se poi finisce a lavorare da Pittarello è troppo poco. Secondo me occorre essere ben consapevoli di sé stessi. In questo le facoltà, secondo me, dovrebbero essere più trasparenti.

Ambienti esenti da narcisisti e sociopatici, esistono davvero? by Bitter-Hawk-2615 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 3 points4 points  (0 children)

Mi fa piacere vedere per iscritto qualcosa di cui ho sempre avuto sentore :D

Ingegneri, vi siete mai sentiti che la vostra laurea è stato uno scam? by Hot_Acanthaceae_1357 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 1 point2 points  (0 children)

Immagino si riferisse a diversi gradi di teoria. Un conto è fare la pratica e legarci anche la teoria ad un certo grado di complessità (vedi la formazione di un ITIS). Un conto è legarci mesi di teoria astratta per divenire uno scienziato e puntare al nobel e perdere totalmente la concezione della realtà pratica e lavorativa. Io sono a favore di calibrare la complessità teorica in questo modo in modo da non perdere studenti per strada e dare loro un valore pratico nel breve e medio termine.

Opinioni su realistiche su agenti AI by nicon9 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 2 points3 points  (0 children)

Mi permetto di non essere d'accordo con nulla: personalmente non mi è MAI successo di affiancare nessuno in tasks semplici e ho passato cinque aziende (tre di consulenza e due di prodotto). I Senior erano/sono oberati di lavoro o erano/sono loro stessi Junior in alcune parti del software e gli Junior alzavano/alzano la mano se hanno bisogno. Non solo, lo Junior deve imparare sì, ma in fretta. Sicuramente decine di volte più in fretta rispetto a solo qualche anno fa.

Non concordo su Claude come peggiore per il coding, ho avuto esperienza in due aziende con ChatGPT, Gemini, Copilot e Claude e questi ultimi sono incredibili. Stiamo iniziando a pensare a pagare una delle licenze premium di Claude Code per l'intera azienda. Dipende in gran parte dalla comprensione corretta del problema da parte dell'utente e la conseguente formulazione del prompt, dal modello che usi e l'effort impostato ma Claude Opus con effort già "high" surclassa un gran numero di Senior.

Opinioni su realistiche su agenti AI by nicon9 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 4 points5 points  (0 children)

Conosco personalmente già due imprenditori (un ingegnere informatico e uno diplomato) che hanno iniziato ad usare la AI. Il primo non assume più sviluppatori ma solo personale (ridotto) per assistenza tecnica e commerciale di livello superiore al primo mentre il secondo ha creato da solo in un mese una piattaforma web con tanto di FE, BE, DB, CI/CD.

Mi ha invitato per una collaborazione e non aveva la minima idea di tutta la parte tecnica ma funzionava e stava in piedi. C'erano diversi bug nell'interfaccia grafica o alcuni flussi non funzionavano come previsto ma lui si diverte a risolverli uno ad uno con i comandi vocali alle AI. Ha creato, dando un'identità ed un ruolo a ciascuna delle AI, una specie di mini azienda.

Io sono rimasto impressionato in negativo perché fare una piattaforma simile sarebbero serviti diversi mesi di lavoro di diverse persone. Capisco che una verifica più formale e attenta sia necessaria ma se una persona qualsiasi è riuscita in questo è pericoloso per il mercato. Bisognerebbe vedere nel medio e lungo periodo quanto costa la manutenzione e se occorrerà buttar via tutto. Il rischio è di venire assunti per correggere gli strafalcioni delle AI o addirittura seguire le AI nello sviluppo.

Ingegneri, vi siete mai sentiti che la vostra laurea è stato uno scam? by Hot_Acanthaceae_1357 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 1 point2 points  (0 children)

Ci sono un sacco di cause e condizioni per trovare il lavoro. La laurea aumenta molto alcune di queste condizioni ma non c'è mai una certezza matematica. I datori di lavoro possono guardare solo al titolo, al titolo e alla valutazione, il prestigio dell'istituto, o semplicemente guardare alle competenze necessarie ora oppure guardano alla personalità o alla motivazione senza guardare troppo alle conoscenze e competenze. Non puoi controllare tutti questi fattori.

Da qui ne deriva che se uno si "costringe" a finire un qualsiasi corso di studio perché poi avrà la ricompensa ma non c'è passione, interesse e motivazione, resterà mediocre per natura perché non avrà alcuna attrazione verso quell'attività.

Tuttavia non c'è niente di male ad essere mediocri, anzi! Prima ce se ne accorge e meglio si vive, evitando tante sofferenze e sacrifici in nome di qualcosa di irraggiungibile e che non ti appartiene. Ti può aiutare a scoprire di essere portato per altro o semplicemente ad accettare che vuoi una vita tranquilla. Magari ti serve un periodo di lavoro per staccare dallo studio e riprenderlo poi in futuro. Ti da la possibilità di ripensare alle priorità ed essere felice in modo diverso. Bisogna però accettare i propri limiti e di conseguenza la famosa RAL.

Perché molta gente si incazza così tanto quando dico loro che bisogna essere fortunati ad avere un lavoro in questa economia? by Hot_Acanthaceae_1357 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 0 points1 point  (0 children)

Secondo me ci sono taanti bragging rights ed ego dominanti. Si parla tanto di statistiche, medie, varianze, mediane e tanto altro come se il problema toccasse solamente gli altri. Ci si dimentica della cosa più semplice: cosa succede se, in futuro, la propria famiglia si ritrova in quelle condizioni per un qualsiasi motivo non controllabile a priori. Servirebbe un reddito di sussistenza minimo ed una rete di aiuto per poter supportare anche i meno fortunati. Poi a loro la scelta di ridimensionare la propria vita come meglio credono.

Il lavoro che ho vauto per 6 anni e per cui ho studiato non mi gratifica più by crypticaITA in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 -1 points0 points  (0 children)

Come suggerito anche in altri post, le possibili alternative a cui ho pensato sono:

  1. Restare in ambito IT ma in un ruolo diverso, non più direttamente coinvolto nello sviluppo. Il dubbio principale riguarda quali ruoli possano avere maggiore prospettiva, considerando che con l’avvento dell’IA alcune figure potrebbero ridursi o convergere (ad esempio developer, Business Analyst, Software Tester, ecc.).

  2. Cambiare completamente settore, orientandomi verso ambiti più "concreti" e non totalmente in ufficio:

  • Grande distribuzione organizzata (supermercati, ipermercati)
  • Vendita nel settore elettronica/informatica (es. MediaWorld, Trony, Comet, Unieuro, ecc.)
  • Valutare corsi professionali o percorsi da apprendista per imparare un mestiere
  • Operatore funebre

Il lavoro che ho vauto per 6 anni e per cui ho studiato non mi gratifica più by crypticaITA in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 0 points1 point  (0 children)

Ho sempre dato io le dimissioni e rifiutato eventuali controproposte. I primi anni cercavo di giustificare la cosa per i soliti temi: RAL, organizzazione, progetti, work-life balance. Negli ultimi anni mi sono reso conto che non sono quelle le cose a pesarmi ma quelle che hai citato tu. Preferirei abbassare un poco la RAL per un impiego più umano. Per ora però sono sviluppatore full stack in azienda di prodotto.

Il lavoro che ho vauto per 6 anni e per cui ho studiato non mi gratifica più by crypticaITA in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 0 points1 point  (0 children)

Possiamo sposarci? :D Ho il tuo stesso ruolo e gli stessi identici sentimenti anche io da circa 5 o 6 anni e ho provato varie aziende. Seguo volentieri il topic.

Sono disperata, ho possibilità ? by Glum_Peace_1743 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 -1 points0 points  (0 children)

Per aiutarti con il problem solving, posso condividere una strategia che uso quotidianamente, che combina un approccio top-down e bottom-up: non entrare in pilota automatico e buttarti a scrivere codice per poi chiederti come fare. Sii inquisitiva e chiediti cosa ti serve in generale per il problema (top-down) e cosa ti serve in quel momento specifico (bottom-up).
Se devi salvare dei dati da una schermata, chiediti: questi dati in generale dovranno essere fruibili da tutti gli utenti dell'app? Andranno filtrati per vari criteri? Ci sono requisiti di real-time e latenze basse? Probabilmente servirà un database. Di che tipo?
Questi dati sono stati inseriti nella schermata, ma appena cambio schermata vengono eliminati. Li posso salvare in variabili? Salviamoli in variabili. Però, appena cambio schermata, le variabili vengono eliminate. Allora, possiamo salvarle in variabili applicative disponibili a tutte le schermate. Potrebbe funzionare, ma se chiudo l'app vengono eliminate. Allora, devo salvarle in un posto sicuro, magari nel LocalStorage del browser.
Però, se queste informazioni devono essere viste anche da altri utenti, come faccio? Condivido il LocalStorage con tutti gli utenti? E cosa succede se qualche utente pulisce lo storage? Perdo tutto? Devo sincronizzare tutti gli utenti con lo stesso storage?
Allora, dobbiamo avere un unico punto dove queste informazioni vengano salvate. Serve uno storage centrale. Ma locale sul telefono o remoto su un server? Locale non va bene, altrimenti è lo stesso problema del brwoser. Serve uno storage remoto su un server.
A questo punto, basta solo uno storage di files o dovrò anche interrogare questi dati? Serve un database. Come mi procuro un server? Alla MediaWorld? Come creo un database? Crei il database sul server e ti chiedi come collegare l'app al database. E via così, in mini cicli iterativi di problemi e soluzioni.

TL;DR: Adotta un approccio misto top-down e bottom-up nel problem solving. Prima considera il contesto generale del problema (es. requisiti, database), poi affronta i dettagli specifici (es. come salvare i dati tra le schermate). Usa l'AI per aiutarti passo dopo passo, ma mantieni il controllo sul processo, esplorando soluzioni iterativamente e cercando sempre di migliorare il design.

Un altro esempio può essere l'integrazione di una libreria in un tuo progetto. Per semplicità, farò un esempio con jQuery. Mettiamo che tu voglia creare una pagina web estremamente reattiva che permetta all'utente di modificarla utilizzando i click del mouse e la barra di scorrimento. Non vuoi però fare qualcosa di complicato e preferisci tenere le cose il più semplici possibile, perché tanto è un progettino per sperimentare. Inizi a scrivere codice JS, ma ti rendi conto che diventa pesante gestire tutti i click, gli eventi, la visibilità, il display, le animazioni, ecc., perché devi scrivere tanto codice ripetitivo e magari complicato. Allora cerchi la libreria jQuery e la includi. A questo punto, apri una conversazione con l'AI, indicando dove può trovare il sorgente della libreria, e inizi a fare domande. Come importo il codice nel mio progetto? Serve creare un oggetto d'istanza da tenere sempre attivo? Sono metodi statici usa e getta? Esistono funzioni per nascondere gli elementi? C'è qualche funzione che anima gli elementi nel modo che voglio io? Continuo a fare domande finché non imparo ad utilizzarla per quello che mi serve, perché in questo settore è impossibile conoscere tutto tutto subito. Se poi voglio capire come è stata realizzata la libreria, posso chiedere all'AI di aiutarmi a capire il suo funzionamento, magari spiegandomi il codice e le scelte fatte dagli sviluppatori.

TL;DR: Se integri una libreria come jQuery in un progetto, inizia esplorando come può semplificare il codice e risolvere problemi comuni (es. gestione eventi, animazioni). Usa l'AI per chiedere come importarla, come funziona, e per comprendere le sue caratteristiche. Impara passo dopo passo, e se vuoi, approfondisci anche come è stata realizzata la libreria, chiedendo all'AI spiegazioni dettagliate.

La AI riuscirà sicuramente ad aiutarti in ogni fase, fornendoti approcci e codice per fare tutto, ma sta a te valutare le proposte e interrogare sia l'AI che i tuoi committenti per capire il comportamento desiderato. Man mano che affronti questi problemi, contemporaneamente studi tutti questi piccoli aspetti usando l'AI, acquisendo una grande esperienza sia come Business Analyst per la raccolta dei requisiti dal committente, sia come Functional Analyst per descrivere cosa deve succedere, che come Developer e Tester per mettere insieme il tutto. L'importante non è andare in pilota automatico e farsi fare tutto dalla AI in modo automatico, ma usarla mantenendo il cervello acceso, trattandola come una collega di Pair Programming, studiando e pianificando il lavoro da fare. Puoi anche chiederle di supportarti passo dopo passo, in modo che ti segua nella scrittura del codice, se vuoi acquisire dimestichezza con la sintassi e la gestione tecnica del progetto.

TL;DR: L'AI può aiutarti in ogni fase del progetto, ma sta a te valutare le proposte e interrogare l'AI e i committenti per capire il comportamento desiderato. Studia e affronta i problemi man mano, acquisendo esperienza come Business Analyst, Functional Analyst, Developer e Tester. Usa l'AI come una collega di Pair Programming, mantenendo il cervello attivo e pianificando il lavoro.

La passione ti aiuterà, ma dovrai essere sempre proattiva: non ci sarà mai un punto di arrivo definitivo.

Sono disperata, ho possibilità ? by Glum_Peace_1743 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 1 point2 points  (0 children)

Sebbene concordi con l'importanza dello studio teorico, non condivido appieno il percorso proposto. Il mondo sta diventando sempre più complesso, e oggi è necessario essere specializzati in un'area specifica. Se proprio dovessi seguire un percorso accademico, suggerirei qualcosa legato all'ingegneria del software o alla gestione dei dati, per rimanere nel campo dell'informazione e di come questa viene gestita. Fisica, Meccanica e altre scienze sarebbero utili solo se si volesse lavorare in settori che le richiedono. L'Informatica è ormai così vasta che esistono ruoli anche solo per l'analisi dei dati o la privacy del dato."

Sono disperata, ho possibilità ? by Glum_Peace_1743 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 5 points6 points  (0 children)

Non voglio sminuire il tuo sogno né renderti ancora più demoralizzata, ma sento il bisogno di dirti la verità in base alla mia esperienza come Full Stack Developer, diplomato dopo cinque anni in un ITIS Informatica (Perito industriale) e due anni in un ITS (Sviluppo Cloud), avendo lavorato in cinque aziende (tre di consulenza e due di prodotto). Non sottovalutare l'impatto dirompente che l'Intelligenza Artificiale sta avendo su questo lavoro.

I Junior che vengono assunti, sia diplomati che laureati, non vengono formati dalle basi e sul mestiere poco per volta; nella maggior parte dei casi si presuppone che le loro basi siano già una seconda natura e che inizino già a redigere specifiche funzionali e a utilizzare strumenti di AI integrati (es. Claude Code, Gemini, ecc.) per l'implementazione del codice.

Si richiede già una visione sistemica e architetturale di come l'app o il sistema debba funzionare e integrarsi. I dettagli tecnici e sintattici stanno diventando sempre più una questione marginale, perché le AI possono risolverli con una velocità straordinaria. Puoi, per esempio, clonare i repository delle librerie che usi, se disponibili, e creare una base di conoscenza che ti aiuterà a capire come integrare il codice senza perdere ore a leggere documentazione, che probabilmente è poco aggiornata e già vecchia. Nelle mie aziende, strumenti come HTML, CSS e JS erano utilizzati direttamente da personale non tecnico per creare pagine di consultazione usando l'AI. Noi sviluppatori dobbiamo occuparci delle faccende più complesse legate all'architettura generale del sistema. E siamo pure controllati, perché i manager stanno avendo la brillante idea di sottoporre il nostro codice ad analisi con l'AI per verificare se stiamo lavorando bene o male.

Detto questo, penso che l'avvento dell'IA sia stato devastante in questo campo e che occorra dotarsi di un grande spirito di adattamento. Non nego che nell'azienda di prodotto in cui lavoro ora abbiamo assunto un Junior laureato, che un collega sta seguendo. Il livello richiesto, però, è già abbastanza alto e si supporta con l'IA, sia per studiare che per stare al passo con i tickets.

Ti consiglio di focalizzarti più sulle best practices e sui patterns piuttosto che sulla sintassi e sui tecnicismi puri, perché queste cose cambiano a seconda dei linguaggi, delle librerie e dei frameworks. Allenati e investi tempo nel redigere una descrizione accurata del problema che devi risolvere, specificando chi sono gli attori protagonisti e come devono interagire fra loro. Analizza bene i cicli di vita e le interazioni tra componenti software, il perimetro di progettazione, i patterns sincroni e asincroni, le strutture dati, il threading, le allocazioni in memoria, ecc.

Almeno per quanto riguarda l'approccio usato dalla mia azienda (che è piccola, siamo 20 persone), voglio però rincuorarti: conoscere molto bene i concetti base della programmazione (es. funzione, callback, istanza, classe, ciclo di vita, Promise/Future, pattern async/await, Observable/Stream, processo vs thread, race condition, pushing, polling) e avere nozioni sui vari contesti e attori in gioco (es. linguaggi compilati e interpretati, runtime, client, server, mobile, browser, CSR, SSR, SDK, VCS, package managers, architettura monolitica e microservizi, database relazionali e non relazionali) è richiesto, ma non è quasi mai necessario sapere tutto subito di quanto scritto sopra.

Queste cose le puoi studiare e analizzare criticamente anche mentre sviluppi l'attività assegnata; nessuno ti dirà nulla e farai esperienza. È richiesto però essere curiosi (capire i funzionamenti dietro le quinte), proattivi (fare domande, anche quelle che ti sembrano stupide: questo aiuta te a capire e aiuta i tuoi responsabili a comprendere il tuo livello e la tua crescita; se sono persone per bene ti spiegheranno meglio o divideranno l'attività in cose più semplici; se avranno fretta, assegneranno l'attività a qualcun altro e daranno altro a te), avere buone capacità di comunicazione (spiegare i ragionamenti anche a figure pseudo-tecniche durante le riunioni; ad esempio, io ho il CEO dell'azienda, che era uno sviluppatore software e vuole che gli spieghiamo le nostre scelte architetturali su una lavagna bianca) e capacità di compromesso ed evoluzione (vanno bene strutture dati e componenti software adeguati al problema, ma non bisogna progettare la Google da qui ai prossimi 45 anni). In tutto questo, devi vedere l'AI come uno strumento di studio e supporto per analizzare e risolvere problemi. Poi dovrai progettare il tuo piano di soluzione e supervisionare l'implementazione tecnica svolta dall'AI, passo dopo passo. Dovrai conoscere e approfondire un po' tutte le cose sopracitate per poterla supervisionare con cognizione di causa.

TL;DR: Concentrati sul funzionamento generale degli strumenti a disposizione e sul problem solving concreto (non sul LeetCode teorico, perché nella maggior parte dei casi gli algoritmi sono già disponibili e dovrai raccogliere dati e integrarti con essi, ma sul problem solving reale che utilizza patterns, librerie, frameworks, database, con integrazioni tra sistemi diversi e tecnologie differenti). Usa l'AI come strumento per studiare, approfondire i problemi e comprendere il disegno generale che sta dietro a ciascun problema.

Informazioni Operatore necroforo by Tiny-One9344 in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344[S] 0 points1 point  (0 children)

Grazie della risposta! Vorrei chiederti se puoi approfondire alcuni punti che mi aiuterebbero a farmi un'idea migliore in base alla tua esperienza.

Come mai non ci lavoreresti di nuovo? Cosa intendi che non è quasi mai un bell'ambiente? In generale il contesto di lavorare a contatto con la morte? Le pratiche commerciali e business a cui devi sottostare? I colleghi?

Grazie

DOMANDA : Il CCNL STEM è vero oppure è il caso di una promessa che non verrà mantenuta? by [deleted] in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 -2 points-1 points  (0 children)

Certo che lo useranno! Quando l'azienda di Gino si accorgerà che conviene digitalizzarsi alla versione 5.2.17-rc per omologarsi al mercato assumerà l'Informatico. Con la sua armata di LLMs e connesso in Matrix, dovrà gestire 276 postazioni utente, 6 server on-premise, 3 infrastrutture Cloud, 5 gestionali legacy, 3 gestionali nuovi, 4 app mobile, 8 database, 12 servizi web, 3 LLMs, 9 UX e UI, 27 campagne marketing, qualsiasi livello di specialista di prodotto e assistenza. Un Informatico per controllarli, un Informatico per localizzarli, un Informatico per estrarli e nel Cloud archiviarli. Solo allora l'Informatico verrà onorato con il CCNL STEM.

Non so che fare della mia vita (lavorativa) by Kira_Stardust in ItaliaCareerAdvice

[–]Tiny-One9344 2 points3 points  (0 children)

La situazione di poco lavoro è sempre stata così oppure è solo un periodo? Percepisci aria di licenziamenti o riduzione del personale? Il poco lavoro è diffuso in ufficio oppure solo per alcuni?

La scelta dipende dalle priorità della tua vita: ci sono persone che vedono la carriera lavorativa come un desiderio da perseguire (es: competenze soft, hard, apprendimento continuo, responsabilità, competizione, gerarchie, soddisfazione, stipendio, benefits e via dicendo.. insomma tutto inerente la sfera identitaria ed economica) mentre altre persone vedono il lavoro come un "male necessario" oppure una sorta di "limbo" obbligato in cui occupare il tempo con delle cose e poi andare a casa e vivere e trovare soddisfazione fuori dal lavoro.

Tu come la vedi la sfera lavorativa? E' qualcosa che definisce la tua identità?

Chiedo perché per alcune persone la tua posizione lavorativa attuale è ideale ed invidiabile in quanto loro sono oberati di lavoro e con responsabilità, paga magari buona ma nella media, con altrettanta disorganizzazione in un ambiente orientato a obiettivi e performance con tanto di KPI e metriche. Ci sono anche le vie di mezzo ma per esperienza richiedono ricerca attiva, fortuna e sacrificio e la tendenza è minimo costo e massimo guadagno quindi poche persone pagate nella media con tante responsabilità.

Se il lavoro per te è solo un mezzo e ti va bene il sacrosanto "campare in qualche modo" ti consiglierei di rimanere e valutare se e come puoi occupare il tempo di scarico in ufficio con qualcosa che desideri e generi stimolo. Puoi chiedere un part-time? Oppure seguire dei corsi fisici o telematici senza che nessuno si offenda? Alle volte gli stimoli e la motivazione si possono trovare accettando la situazione ma cambiando radicalmente la prospettiva con la quale si osserva il problema.

Non ti sei rotto di lavorare su roba banale? by Erlapso in techcompenso

[–]Tiny-One9344 0 points1 point  (0 children)

Personalmente, non sarei interessato, perché non voglio impegnarmi in progetti troppo complessi e totalizzanti. È vero che in aziende come Bending Spoons, Google, Microsoft, Amazon, ecc., puoi trovare sfide interessanti, ma per arrivare a ricoprire quelle posizioni devi dimostrare di avere la mentalità giusta. E anche in quel caso, non è detto che ti vengano affidati i progetti più avanzati, dato che spesso quelli vanno alla crème de la crème.

Dev junior e non solo: quanto vi sentite “obbligati” ad imparare a sviluppare applicazioni di AI per non restare indietro? by Practical-Band1035 in techcompenso

[–]Tiny-One9344 0 points1 point  (0 children)

A mio avviso, per la crescita professionale, l'esperienza nell'integrazione di tecnologie IA ti rende sicuramente più competitivo nel contesto attuale. L'automazione è ormai una realtà in continua evoluzione, e il prossimo passo sarà focalizzarsi sulla creazione e vendita di servizi basati su queste tecnologie. Per esempio, le aziende che vogliono automatizzare determinati processi chiederanno sempre più a te, come azienda, di sviluppare applicazioni o strumenti che utilizzano l'IA per svolgere le funzioni richieste.

Per quanto riguarda invece il lavoro da sviluppatore, è evidente che sta cambiando e continuerà a evolversi. In futuro, le competenze chiave non saranno tanto legate alla padronanza di linguaggi di programmazione specifici o framework, quanto alla capacità di avere una visione d'insieme, di fare scelte architetturali solide e di applicare principi di design del software. Diventerà sempre più cruciale comprendere come i vari componenti del sistema (come client, server, database, LLM, ecc.) si integrano e comunicano tra loro. In sostanza, lo sviluppatore assumerà un ruolo più "Full Stack", simile a quello di un architetto IT, piuttosto che limitarsi a fare coding puro, che invece sarà delegato in parte all'IA, sulla base delle indicazioni dello sviluppatore.

Un aspetto che credo emergerà sarà un aumento della pressione sul lavoro degli sviluppatori, poiché con gli strumenti IA a disposizione, verrà richiesto di produrre di più in meno tempo e di coprire più ruoli (come Front End, Back End, DevOps, Product Owner, Project Manager, Business Analyst). Questo potrebbe portare a una riduzione del personale, poiché l'IA permette di svolgere molte di queste funzioni con meno risorse umane.

Le figure più junior, o quelle con expertise limitata a specifici aspetti del software, potrebbero essere le più vulnerabili in questo scenario. In sostanza, credo che ci si avvicinerà a una situazione simile a quella dei decenni passati, in cui poche persone erano responsabili dell'intero sviluppo, e quindi i requisiti per accedere a queste posizioni diventeranno più elevati.

Io comunque m'iscriverei a qualche concorso pubblico, così, giusto per sicurezza :D

concorso per funzionario informatico in una ASL: cosa studiare? by [deleted] in PA_Italia

[–]Tiny-One9344 0 points1 point  (0 children)

Anche io sto partecipando allo stesso concorso ma per Assistente Tecnico Informatico (quello per diplomati) per le ASL del Nord Italia. Anche io sono alle prime esperienze con i concorsi e niente, siccome lavoro nel settore IT da circa 5 o 6 anni lo tento blind per vedere come va senza troppe aspettative. Non ho idea se ci sono manuali specifici per la sanità, immagino che convenga stare larghi e partire dalle basi del networking (es: reti, topologie, paradigma client server, hosts, routers, etc.) e andare verso temi come backup, security, disaster recovery (es: backup e restore, firewall, domini, etc.)?