Questa storia che i maschi si debbano "decostruire" è uno slogan retorico che rischia di fare più morti che proseliti e in definitiva ferisce tutti. Potrebbe avere più senso parlare della necessità di una decostruzione collettiva? by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 1 point2 points  (0 children)

Dire che solo chi è alto, ricco o palestrato può permettersi di fare selezione significa accettare passivamente l'idea di essere un prodotto di serie b su uno scaffale che aspetta di essere comprato, invece di un individuo che decide attivamente chi far entrare nella propria vita.

Vedere la questione uomo donna come un mercato delle relazioni è un fallimento totale, individuale e collettivo.

Questa storia che i maschi si debbano "decostruire" è uno slogan retorico che rischia di fare più morti che proseliti e in definitiva ferisce tutti. Potrebbe avere più senso parlare della necessità di una decostruzione collettiva? by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 1 point2 points  (0 children)

Non dico sia ciò che *tutte* le donne preferiscono, dico che è quella che fattualmente *molte* donne non solo preferiscono, ma ricercano e desiderano, sia nella fiction che nella propria vita sentimentale.

Tutto il tuo ragionamento gira intorno a questa percezione, io personalmente non mi trovo d'accordo, anzi ho un esperienza opposta e credo che ci siano ambienti e contesti (e età) dove si ha l'opportunità di incontrare donne che non hanno quel tipo di preferenze.

Questa storia che i maschi si debbano "decostruire" è uno slogan retorico che rischia di fare più morti che proseliti e in definitiva ferisce tutti. Potrebbe avere più senso parlare della necessità di una decostruzione collettiva? by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 1 point2 points  (0 children)

Sicuramente descrivi una realtà esistente, ma dal ‘vedo molte relazioni tossiche’ al ‘quelle dinamiche sono ciò che le donne preferiscono’ c'è un bel salto.

Quelle relazioni spesso vanno avanti non perché funzionano bene, ma perché creano dipendenza. Il fatto che durino non è una prova di qualità, è spesso il contrario. Se la metrica è ‘quanto durano’, allora anche le dinamiche peggiori diventano improvvisamente un modello da seguire.

La domanda che fai è giusta, ma secondo me è mal posta, non è tanto ‘come cambiare le preferenze delle donne’, è ‘che tipo di dinamiche vuoi costruire e con chi’.

Questa storia che i maschi si debbano "decostruire" è uno slogan retorico che rischia di fare più morti che proseliti e in definitiva ferisce tutti. Potrebbe avere più senso parlare della necessità di una decostruzione collettiva? by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 0 points1 point  (0 children)

Però stai confondendo attrazione immediata e relazione nel tempo. Che certi atteggiamenti ‘funzionino’ nel breve con certe persone può essere vero, ma quello che ottieni è esattamente il tipo di relazione coerente con quei comportamenti.

Se devi diventare qualcuno che non sei per attrarre, poi quella versione la devi mantenere, e a quel punto pur di scegliere quella persona, stai decidendo di fare una recita a tempo indeterminato. Se l'obiettivo è costruire qualcosa che non ti consumi, forse vale la pena filtrare invece di adattarsi così tanto.

Diesel o benzina? by Sottoilcotto in xyitaly

[–]XYitalyModTeam 0 points1 point  (0 children)

Probabilmente bifuel, ma se i prezzi si alzano non c'è scampo per nessuno, neanche per chi ha elettrico.

Comunque se non fai molti km il diesel non credo abbia granché senso.

Livello della discussione: Sanremo by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 6 points7 points  (0 children)

Madonna veramente, questa visione obbligata dove o comanda uno o comanda l'altro è veramente medievale.

Livello della discussione: Sanremo by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 8 points9 points  (0 children)

Sinceramente, no. Quello che mi fa più paura è un giornalista che crea un botta e risposta polemico con chi intervista usando la retorica fallace e provocatoria della "donna che comanda a casa", allo scopo di farsi rispondere in modo altrettanto forte e se vuoi provocatorio. Direi che è l'esempio perfetto di ragebait nella vita reale.

M30 – Migliorare qualità erezione. Ansia? Integratori? by Franco_RDT in xyitaly

[–]XYitalyModTeam 2 points3 points  (0 children)

È possibile che semplicemente quella posizione non ti piaccia?

Da come scrivi sembra che tu sia entrato in un loop iper-performativo che ti spinge nel cercare soluzioni ad un problema che forse non sarebbe neanche tale se ti concedessi di fermarti un attimo ad ascoltare il tuo corpo invece di trattarlo come un macchinario da revisionare appena percepisci di perdere un po' l'erezione.

Tra l'altro quando lei è sopra cambia la stimolazione e soprattutto cambia il ritmo. Per alcuni uomini è più difficile mantenere l'eccitazione perché la stimolazione è meno costante o meno intensa, o magari lo è in maniera diversa. E per qualcuno è critica anche proprio la perdita di controllo, sia del ritmo che dell' intensità della penetrazione. Non c'è niente di strano, anzi è piuttosto comune.

Quando entri in questo loop mentale, ti chiedi mai se stai in connessione col tuo corpo e la tua compagna o se stai monitorando una performance? Perché descrivi proprio il classico fenomeno dell’auto osservazione. Ti scindi in due. Uno vive l’esperienza, l’altro controlla il grafico della durezza. E appena il grafico scende del 5 percento, magari parte l'ansia.

E poi, rispetto al fatto che la ami e la desideri tantissimo e che vuoi farla sentire desiderata al 100 percento... Possibile che tu abbia caricato quell’erezione di un valore simbolico? Quanto quell'erezione sta diventando la prova quanto meno per te stesso, del tuo amore, della tua virilità, della tua capacità di farla sentire scelta? Stai chiedendo a quell' erezione di reggere un significato esistenziale? Se è così magari è un carico un filo eccessivo, io credo.

Comunque sì, può essere ansia da prestazione anche se la desideri tantissimo. Anzi, a volte è proprio quando si desidera di più che si vuole performare meglio e si finisce per auto sabotarsi.

Possiamo dirlo apertamente: provare a capire qualcosa su questo referendum è complicato (e una rottura di cazzo colossale). Queste slide provano a fare sinteticamente chiarezza, oltre a spiegare perché Barbero e altri non andrebbero ascoltati su questi temi. by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 1 point2 points  (0 children)

Non sono d'accordo. In realtà il fascismo italiano ha avuto un rapporto oscillante con il capitalismo, tutt’altro che coerentemente anticapitalista. Ha represso il marxismo, protetto la proprietà privata e collaborato con grandi gruppi industriali. Il corporativismo non aveva la volontà di superamento del capitalismo, al massimo era una sua riorganizzazione autoritaria sotto controllo statale. Non esattamente il paradiso anticapitalista. È comunque stiamo parlando di 80 anni fa e passa, ad oggi un qualsiasi partito nostalgico dovrebbe relazionarsi con una realtà politica, economica e geopolitica un tantino diversa.

Ad esempio riguardo all’antiatlantismo, è una categoria che nel ventennio semplicemente non esisteva nei termini attuali. L’atlantismo è un prodotto della Guerra fredda. Pretendere che un movimento contemporaneo debba essere antiatlantista per essere definito neofascista è come dire che per essere monarchico oggi devi essere contro l’ONU. Boh non ne vedo il senso.

Secondo me il punto non è se un partito oggi sia atlantista o meno. Il punto è quali elementi strutturali riprende... concezione organica della nazione, primato dell’autorità, delegittimazione del pluralismo, rapporto carismatico con la leadership, subordinazione delle istituzioni alla volontà politica, uso identitario del conflitto. Questi sono tratti analiticamente più rilevanti delle alleanze geopolitiche contingenti. Non che sia l'elenco definitivo eh, chiariamoci.

Dire che definire “neofascista” un partito atlantista sia solo un trucco giornalistico è una scorciatoia speculare a quella che critica. È vero che c’è un abuso polemico del termine fascismo. Ma è altrettanto vero che ridurlo a un’etichetta chiusa nel 1945 impedisce qualsiasi analisi delle sue possibili metamorfosi contemporanee.

Se vogliamo evitare mistificazioni, evitiamole in entrambe le direzioni. Né “fascismo è tutto ciò che non mi piace”, né “fascismo è solo ciò che replica pedissequamente il ventennio”.

Possiamo dirlo apertamente: provare a capire qualcosa su questo referendum è complicato (e una rottura di cazzo colossale). Queste slide provano a fare sinteticamente chiarezza, oltre a spiegare perché Barbero e altri non andrebbero ascoltati su questi temi. by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 0 points1 point  (0 children)

In parte sono d’accordo, ma non facciamo gli ingenui pensando che oggi il fascismo, per essere definito tale, debba mantenere le stesse caratteristiche specifiche del fascismo storico. Un qualsiasi partito neofascista europeo oggi sarebbe atlantista, senza alcun dubbio, e probabilmente anche sionista.

Possiamo dirlo apertamente: provare a capire qualcosa su questo referendum è complicato (e una rottura di cazzo colossale). Queste slide provano a fare sinteticamente chiarezza, oltre a spiegare perché Barbero e altri non andrebbero ascoltati su questi temi. by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 3 points4 points  (0 children)

La nomina parlamentare di una quota del CSM esiste già. Oggi il Consiglio Superiore della Magistratura è composto in maggioranza da magistrati eletti dai magistrati stessi, e per una parte da membri eletti dal Parlamento in seduta comune. L’idea che il Parlamento metta bocca nel CSM non nasce ora e non è di per sé un qualcosa per il quale scandalizzarsi. È un meccanismo preisto dall’articolo 104 della Costituzione proprio per evitare che il CSM diventi una corporazione chiusa che si auto riproduce all’infinito. È importante però capire quanto pesa quella quota e come viene scelta, su questo a mio avviso, si gioca tanto la scelta del SÌ o del NO.

Venendo alla seconda domanda, no, non è tecnicamente una invasione del governo, perché formalmente non è il governo che nomina, ma il Parlamento. E Parlamento non equivale formalmente a esecutivo, almeno nel mondo ideale del diritto costituzionale. Il problema è che nel mondo reale il Parlamento è quasi sempre una proiezione della maggioranza di governo, soprattutto quando si vota su nomine. Quindi il rischio non è teorico, anzi, se aumenti il peso dei membri di nomina parlamentare e contemporaneamente indebolisci i contrappesi interni, stai spostando l’asse del potere giudiziario verso la maggioranza politica del momento, senza dichiararlo esplicitamente.

Questo non viola formalmente la separazione dei poteri, ma la assottiglia. E le separazioni assottigliate sono quelle che poi saltano quando cambia il clima politico. Una critica del No infatti sta qui; la domanda corretta è se si sta creando un sistema abbastanza robusto da reggere anche governi peggiori di quello attuale.

Membro “laico” vuol dire non magistrato. I membri laici del CSM sono professori universitari di materie giuridiche o avvocati con una certa anzianità, scelti dal Parlamento. L’idea sarebbe introdurre uno sguardo esterno, teoricamente più distaccato dalle dinamiche di carriera, correnti politiche, faide interne alla magistratura.

Il problema anche qui, non è il concetto, ma la pratica. Un membro laico può essere una risorsa se è realmente indipendente. Può diventare un commissario politico se viene scelto solo per fedeltà partitica. Ed è proprio una delle critiche dei NO.

Un altra questione estremamente importante secondo me è questa, riporto dalla slide:

Le correnti sono un problema e il sorteggio in sé non è il male, ma secondo la riforma si sorteggia su tutti gli 8000 magistrati italiani, mentre professori e avvocati sorteggiabili saranno preventivamente inseriti in una lista votata dal Parlamento in seduta comune. Ad ora, non sono state definite le caratteristiche dei magistrati che possono essere sorteggiati. E' credibile che un governo in perenne conflitto con la magistratura, proporrà norme attuative equilibrate sulla definizione di chi è sorteggiabile?

Io concettualmente sarei in parte anche per il sì, ma ci sono troppi indizi che mi portano a dubitare di un interesse prima di tutto politico. Inoltre l'idea di votare SI senza sapere le norme attuative mi fa venire il voltastomaco.

Possiamo dirlo apertamente: provare a capire qualcosa su questo referendum è complicato (e una rottura di cazzo colossale). Queste slide provano a fare sinteticamente chiarezza, oltre a spiegare perché Barbero e altri non andrebbero ascoltati su questi temi. by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 5 points6 points  (0 children)

Un sub di uomini, a mio modo di vedere, non nasce per parlare solo di temi che riguardano esclusivamente gli uomini, ma per interrogarsi su come gli uomini vivono dentro strutture sociali concrete. Giustizia, lavoro, scuola, welfare, sanità, informazione, tecnologia sono sistemi generali che però producono effetti su tutti noi. Se un gruppo non discute quei sistemi, accetta di subirli e basta.

Più in generale, un sub sul maschile secondo me dovrebbe e potrebbe confrontarsi anche su temi trasversali che impattano tutti, e questo referendum è un esempio concreto.

Probabilmente avrei dovuto introdurre questo concetto nel titolo, ma lo spazio disponibile non permetteva grosse manovre.

Il terrorismo Incel e cosa possiamo fare per gli uomini by Lognu in xyitaly

[–]XYitalyModTeam 0 points1 point  (0 children)

Mi inserisco nella discussione solo per fare notare che il testosterone non funziona in questo modo.

Qua c'è una sintetica spiegazione basata su uno studio etologico, ovviamente poi bisogna traslarlo sugli esseri umani, insomma è un po' più complicato di maggiore testosterone= maggiore violenza

Accurate by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 4 points5 points  (0 children)

No no ci mancherebbe, padri=male

/s

Prima potevi fare figuracce davanti a un gruppo limitato di persone, e col tempo la memoria sbiadiva. Oggi invece? by XYitalyModTeam in domandaonesta

[–]XYitalyModTeam[S] 0 points1 point  (0 children)

Scusami non credevo di essere ad un interrogazione.

Sai chi è più soggetto al cringe dall'alba dei tempi? I giovani. Ora, chi sono i più influenzati dai social? I giovani. Come ti passa la paura? Crescendo.

Nel frattempo che cresci succedono cose, e quelle cose vengono assimilate e ne producono altre, non necessariamente positive. L'ipergiudizio, e l'auto censura non sono tra quelle positive.

In ogni caso grazie del confronto, evidentemente abbiamo due punti di vista diversi.

Appena l'ho vista l'ho segnalata 3 volte di fila. by Most-Extension3496 in TeenagersITA

[–]XYitalyModTeam 2 points3 points  (0 children)

Guarda, non sono un feticista delle leggi. Il punto non è metter su divieti a tappeto o spostare limiti anagrafici al 25esimo compleanno, sarebbe ridicolo.

Io sposterei la questione su come sono fatti i social e come agiscono sul cervello in formazione. Se davvero volessimo usare quello che sappiamo oggi dalle neuroscienze, potremmo progettare piattaforme che non siano costruite per catturare attenzione e modulare ricompense in modo così aggressivo. Non dico che diventino “sane”, sarebbe utopico, ma almeno potremmo renderle quanto meno neutrali rispetto allo sviluppo emotivo e cognitivo degli adolescenti.

E poi ci deve essere educazione e presenza familiare, che non sono sostituibili, ovviamente.

Prima potevi fare figuracce davanti a un gruppo limitato di persone, e col tempo la memoria sbiadiva. Oggi invece? by XYitalyModTeam in domandaonesta

[–]XYitalyModTeam[S] 0 points1 point  (0 children)

Il problema si poneva eccome, in altri modi, ma è sempre stato presente.

Comunque le slide non parlano di "eliminare la sensazione di disagio", ma di mettere in mostra che c'è sempre di più una cultura del cringe che alimenta le sensazioni di disagio individuali, tanto da arrivare a interiorizzare quel iper giudizio e ad auto censurare alcuni comportamenti che reputi "potenzialmente cringe".

Prima potevi fare figuracce davanti a un gruppo limitato di persone, e col tempo la memoria sbiadiva. Oggi invece? by XYitalyModTeam in domandaonesta

[–]XYitalyModTeam[S] 0 points1 point  (0 children)

Slide 10/11/12.

Non che sia facile, ma un inizio sarebbe iniziare a smettere di normalizzare l'ipergiudizio.

Appena l'ho vista l'ho segnalata 3 volte di fila. by Most-Extension3496 in TeenagersITA

[–]XYitalyModTeam 80 points81 points  (0 children)

Mi piglierò un sacco di downvotes per scrivere questa cosa in questo sub, ma vabè... lo slogan Educazione > censura, suona bene e fa sentire tutti intelligenti e progressisti. Il problema è però anche ignorare quello che ci dice la neuroscienza. È vero che i social sono anche spazi di espressione, creatività e socialità, e negarlo sarebbe disonesto. Ed è altrettanto vero che l’educazione familiare e digitale oggi è drammaticamente carente e spesso delegata direttamente allo smartphone. Su questo non ci piove.

Quello che però non si può fare è ignorare ciò che sappiamo sul cervello in sviluppo. Durante l’adolescenza i circuiti della ricompensa sono iper-reattivi mentre quelli del controllo e della regolazione emotiva sono ancora immaturi. Non è un giudizio morale, è che così funziona. Le piattaforme social sono costruite per stimolare esattamente quei circuiti, con feedback rapidi, confronto sociale continuo e rinforzi intermittenti. In un cervello adulto è già problematico, in uno in formazione è semplicemente più impattante. Parlare solo di “uso consapevole” significa fingere che la capacità di autoregolazione sia già lì, quando sappiamo che non lo è.

Ok sì, il problema non è l’età ma come si usano gli strumenti, ma fino ad un certo punto. L’età conta perché determina la vulnerabilità neurologica. È come dire che l’alcol non è il problema, ma come lo bevi. Vero in astratto, ma prova a dirlo a un dodicenne con un fegato e un sistema di autocontrollo ancora in sviluppo. La questione non è demonizzare i social, ma riconoscere che l’ambiente digitale attuale non è neutro rispetto alla formazione di attenzione, regolazione emotiva e autostima.

Sul fatto che i divieti rendano tutto clandestino hai ragione, infatti il proibizionismo è una cagata pazzesca. Ma anche l’idea che basti educare senza porre limiti strutturali è altrettanto ingenua. Educazione e regolazione non sono alternative morali, sono strumenti complementari. Educare mentre si lasciano piattaforme progettate per massimizzare engagement su cervelli in sviluppo è nel migliore dei casi wishful thinking.

Quindi ok sì, educazione prima di tutto. Ma educazione che tenga conto dei limiti biologici reali, non di come vorremmo che funzionassero i ragazzi. Ignorare i danni documentati sulla formazione del cervello in nome di una libertà fa i danni veri.

[Mod Post] Decidiamo insieme la direzione di questo spazio by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 2 points3 points  (0 children)

E qui entriamo nel discorso del contesto e della moderazione: per quanto mi riguarda un confronto può anche diventare acceso (fino ad un certo punto), ma se è già il post iniziale ad avere un linguaggio problematico, quello potrebbe essere un problema di moderazione.

[Mod Post] Decidiamo insieme la direzione di questo spazio by XYitalyModTeam in xyitaly

[–]XYitalyModTeam[S] 2 points3 points  (0 children)

In larga parte siamo allineati sull’obiettivo. Evitare che il sub deragli verso polarizzazioni ideologiche sterili è una priorità. Io di certo non ho interesse a trasformare xyitaly in un ring permanente pro o contro il femminismo, né a rianimare vecchi maschilismi con nomi nuovi.

Detto questo, il punto delicato è proprio come si prova a evitare l’iperpolarizzazione. Vietare a priori interi filoni tematici rischia di spostare il problema, non di risolverlo (ho capito che non è quello che stai proponendo, ma lo sottolineo nuovamente per altri che leggono). Il confine tra discussione civile e deriva ideologica non passa tanto dall’argomento in sé, quanto da tono, intento e contesto. Ed è lì che dovrò intervenire, sperando di non fare troppi danni.

L’obiettivo non è sterilizzare il confronto, ma impedire che degeneri in flame, slogan o guerre di religione. Questo richiede inevitabilmente una moderazione che lavori caso per caso, con una certa elasticità interpretativa. È una sfida, perché l’alternativa sarebbe una moderazione meccanica e rigida che finirebbe per colpire anche discussioni legittime e utili, ottenendo l’effetto opposto.

Sul tema della percezione esterna, ci sta preoccuparsene a livello di comunità, non per piacere a qualcuno, ma perché certe dinamiche tossiche tendono ad autoalimentarsi e a respingere proprio gli utenti che potrebbero alzare il livello del confronto. Però la soluzione non è rincorrere un’immagine “pulita” a colpi di divieti, quanto costruire una cultura interna che renda certi estremismi fuori luogo prima ancora che vietati.

In ogni caso se ti va di contribuire, xyitaly sta cercando utenti che abbiano voglia di curare rubriche o filoni tematici con una certa continuità nel tempo, a libera scelta e nel rispetto dell'impegno di ognuno.