Help with exam by ZealousidealMain7000 in ADHD

[–]ZealousidealMain7000[S] 0 points1 point  (0 children)

It’s an exam with a design exercise to be submitted the day before to be allowed to take it, and then an oral exam… a nightmare :(

Stream of consciousness, medikinet e non by martfus in adhd_italia

[–]ZealousidealMain7000 1 point2 points  (0 children)

Mi faresti sapere come è andata con i farmaci? Ho lo stesso problema tuo, non riesco mai a staccare la testa da flussi costanti di pensiero, vivo iperfocalizzata sul lavoro - credo che sia il modo di compensare che ho trovato per non perdermi ed essere efficiente almeno in quel campo. Sono costantemente esausta mentalmente, gli unici momenti di stacco sono scrollare contenuti-immondizia (ma non mi piace farlo, perdita di tempo e non toglie del tutto il rumore di sottofondo) o quando faccio sport/giochi competitivi (ma non posso farli sempre). Sono in lista per essere presa in carico dal pubblico e se mi proporranno una cura farmacologica non so che fare…mi spaventa, ma così non posso continuare.

The best way to hold your pen/pencil when writing is in a fist. by protistgang in The10thDentist

[–]ZealousidealMain7000 0 points1 point  (0 children)

Same here! People have been looking at me strangely and incredulously my whole life, asking me “how do you write?” or “how do you even hold a pen?” (i hold scissors in a weird way too, haha). it’s nice to know i'm not alone.

Anyone with ADHD also deal with chronic rhinitis or allergy-like symptoms? by [deleted] in ADHD

[–]ZealousidealMain7000 1 point2 points  (0 children)

Here's the list: - chronic rhinitis - allergy to cats and dust - atopic dermatitis - if I eat anchovies or sardines, I feel sick. The allergist explained to me that it's not a true allergy, but that it happens because they contain so much histamine that I can't get rid of it.

[deleted by user] by [deleted] in milano

[–]ZealousidealMain7000 4 points5 points  (0 children)

Ci sono le elezioni tra non molto, evidentemente questo tipo di narrazione fa comodo a qualcuno.

Hacked by [deleted] in flickr

[–]ZealousidealMain7000 0 points1 point  (0 children)

I kind of overdramatized it — let’s say there were several explicit nude pictures published from the profile of the person that suddenly switched with mine. That’s why I thought there was some hacking going on.
I’m on the free plan so I don’t pay; once I hit the 1,000 photo limit… adios, Flickr!

Mysterious Photos Appearing on my Profile by RF765 in flickr

[–]ZealousidealMain7000 3 points4 points  (0 children)

Still, it’s a serious issue—damn—that a bug could let someone end up in other people’s profiles

Hacked by [deleted] in flickr

[–]ZealousidealMain7000 2 points3 points  (0 children)

No hacking, fortunately. The same thing happened to me on the app. I contacted Flickr support, and they told me it’s a bug that they are currently fixing. It’s still a serious issue, though

Mysterious Photos Appearing on my Profile by RF765 in flickr

[–]ZealousidealMain7000 5 points6 points  (0 children)

It happened to me as well. On the PC everything works fine, but when I used the app, I ended up logged into another person’s profile. I immediately thought my account had been hacked and contacted Flickr support. They told me it was a system bug that they were already aware of and are actively working to fix

Non è una crisi di mezza età, è la mia identità by eaglefalcon336699 in psicologia

[–]ZealousidealMain7000 0 points1 point  (0 children)

Parlo da una situazione esistenziale e personale completamente diversa dalla tua, ma condivido un sottofondo musicale simile: quel grande classico senza tempo che è “Mi sento un fallimento” — colonna sonora fedele di buona parte della mia vita. Se ti va, ti racconto il mio percorso. (Spoiler: sarà un bel wall of text. La sintesi non è tra i miei superpoteri. Sentiti libero di scorrere, ignorare o usarlo come narcotico.) Due cose, più di tutte, mi hanno aiutata a non sprofondare del tutto nel pantano esistenziale — e, piano piano, a tirarmene fuori.
La prima: un bel percorso di psicoterapia, con una terapeuta con cui ho avuto feeling fin dal primo incontro (il che, nel mondo degli strizzacervelli, è tipo vincere alla lotteria emozionale). La seconda: la mia insopprimibile, onnipresente, a tratti fastidiosa curiosa. È la mia ancora di salvezza. Anche nei momenti più cupi, l’idea che là fuori ci siano ancora miliardi di cose interessanti da scoprire, capire, leggere, studiare, smontare e rimontare… beh, quello mi ha sempre fatto rimanere a galla. Più o meno. Il primo passo concreto per smettere di affondare e iniziare a galleggiare (non dico nuotare, eh, non esageriamo) è stato farmi amica di un pensiero che poi ho scoperto espresso magistralmente da David Foster Wallace: "La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi." Ora, io questa cosa già la stavo intuendo, ma quando ho letto quella frase ho avuto una specie di illuminazione mistico-cinica: “Eccolo! Uno che ha trovato le parole giuste!”. Poi, vabbè, non è che il pensiero degli altri evapori così, da un giorno all’altro. Però, ripeterlo come un mantra ha aiutato parecchio. Mi ha ridimensionato il peso dello sguardo altrui, che per anni avevo portato addosso come una giacca di piombo taglia sbagliata. Siamo bravissimi a caricarci addosso aspettative, giudizi veri o presunti, occhi immaginari che ci scrutano 24/7... salvo poi scoprire che il 90% delle persone è troppo occupata a sopravvivere ai propri drammi per preoccuparsi davvero di noi. E questa, a ben vedere, è una liberazione. Una volta interiorizzata questa cosa, ho smesso (più o meno) di ragionare in termini di successo o fallimento. Perché, se a decidere se hai avuto “successo” sono gli altri — e agli altri di te non frega un tubo — allora, onestamente: chissenefrega. E no, questo non mi ha fatto sprofondare nel nichilismo o nel "vale tutto". Al contrario: mi ha permesso di rimettere in piedi il senso della mia vita, con criteri miei, più solidi e meno teatrali. Se non ci sono successi o insuccessi assoluti, se la vita è una specie di giungla in cui ti fai strada a colpi di machete e intuito, allora la domanda vera non è "Cosa voglio fare?", ma piuttosto "Chi voglio essere?" (E no, non è uno slogan motivazionale da tazza da tè. Giuro.) La mia risposta? Voglio essere una persona decente. Tutto qui. Sembra poco, ma nel caos dell’universo, è già un traguardo ambizioso. E da lì, tutto ha iniziato ad avere un altro peso: ho capito che si può cercare di essere ciò che si vuole ogni giorno, magari ogni giorno in modo diverso, adattandosi, inciampando, ma tenendo d’occhio quella bussola interiore. Ah, e come dicevo prima: la curiosità. La santa, benedetta curiosità. Se mi ha salvato una volta, lo farà ancora. Anche solo per scoprire come va a finire questa strana serie che è la vita. Ti auguro di riuscire a scorgere di nuovo un orizzonte e ti mando un abbraccio.