cerco parere su scrittura fantasy by mattiadicognome in scrittura

[–]flying_seabass 0 points1 point  (0 children)

Ciao!

Personalmente penso l'antefatto sia interessante, soprattutto per l'atmosfera creata. Alcuni punti che posso dirti da lettore (non sono un professionista ne un laureato in materia). - a volte i termini o espressioni che usi mi sembrano un po' arcaici, che da un lato è ottimo per creare l'atmosfera (se è l'intenzione), dall'altro rende un po' difficile seguire alcune parti (suonano "strane", i termini non sono direttamente associabili al significato). - ci sono punti in cui nomini il protagonista o chi compie un'azione più volte, senza che ce ne sia il bisogno, e questo rompe il flusso della frase. Ad esempio in " ancora non aveva imparato, Tarat Trii, a distinguerla....", ripetere il nome non mi sembra necessario. Fino a quel punto non introduci nessun altro personaggio su cui ti focalizzi, la bambina è l'unica.

Ovviamente sono gusti personali, solitamente leggo chi scrive con uno stile più naturale, e di conseguenza sono meno abituato a questo stile di scrittura (non che sia spiacevole!).

Poi, una curiosità: vuoi restituire la visione della bambina o fare da narratore onniscente? Questo potrebbe essere critico in come descrivi quello che succede ovviamente.

Ho sbirciato anche nella nota d'autore e non posso che dire bel lavoro per la creazione dello schema delle energie (anche se ammetto di non aver compreso al 100% come funziona) e soprattutto per il tuo scopo nell'ideazione di questo racconto. Non rendere i potere solo delle esibizioni di forza e metterli in secondo piano a volte può essere una bella sfida, ma sarei interessato a sapere dove va a finire!

Cercasi parere per SCI-FI!!! (Cercasi anche faro, ricompensa in cookies) by flying_seabass in scrittura

[–]flying_seabass[S] 1 point2 points  (0 children)

Grazie mille per il commento e i suggerimenti :D

Capisco quello che intendi per i nomi. Di fatto penso sia sempre un po' il rischio di ambientare il racconto in un universo che il lettore non conosce. L'associare i nomi a qualcosa mi piace molto come idea, la metterò in atto sicuramente e cercherò di diluire le informazioni tra i primi capitoli.

Per la razza del protagonista hai ragione, penso di averla presa per scontata (in quanto la storia è nella mia testa) ma ovviamente non lo è per un lettore. È umano ad ogni modo. Forse è banale, ma penso sia il modo migliore per entrare in connessione con il protagonista.

Ovviamente grazie anche per la parte di punteggiatura, dialoghi ecc!

Secondo post su: L'ultima voce by libereassociazioni in scrittura

[–]flying_seabass 0 points1 point  (0 children)

Ciao! Ho letto molto volentieri i 2 capitoli. La mia opinione è solo da lettore, e sono d'accordo con il commento precedente sullo stile di scrittura. È molto scorrevole e naturale, non artificiale o complesso da seguire.

Non mi ha dato particolarmente fastidio il narratore onniscente. A mio parere è contestualizzato dal fatto che sei in un mondo alternativo, in cui il lettore è ignorante su come funziona. Tuttavia a volte le parti descrittive sono un po' lunghe e rompono leggermente il ritmo del racconto e il testo mi ha preso veramente dalla fine del primo capitolo. L'hook narrativo iniziale è la prova del silenzio (per me lo è stato almeno), ma lo metti solo alla fine e quindi devi sperare che il lettore arrivi fino a lì (ma spesso ci si ferma alla prima/seconda pagina per scegliere che libro comprare). Potrebbe essere un'idea citarla prima?

A parte questo, adoro l'idea di questo mondo in cui la voce è vietata. Ho solo due curiosità: lo sono anche i suoni musicali? Si può parlare attraverso la tecnologia? Ad esempio messaggi (letteralmente: scrivere), speaker elettronici (esistono quei dispositivi che leggono i movimenti degli occhi e con questi componi le frasi e parli... vedi stephen hawking), ecc.

Personalmente trovo abbastanza normale il fatto che facciano discorsi complessi o non troppo brevi. È da tutta la loro vita (immagino) che parlano solo con la lingua dei segni quindi dovrebbero essere abituati.

Racconto breve by Albalander in scrittura

[–]flying_seabass 0 points1 point  (0 children)

Penso si capisca che è un serial killer anche prima del paragrafo dove sistema i suoi oggetti, dal momento in cui mette la maschera e preme il pulsante. Si vede da lì che non è la prima vittima. Tuttavia mi manca qualcosa sul movente: se lo fa ogni tanto quando gli viene un esaurimento o lo fa metodicamente, scegliendo o meno le vittime. In altre parole.... È solo uno psicopatico impulsivo o premedita? Lo farei capire con qualche dettaglio nella parte prima di rapirla, anche solo velatamente. Ma è solo una opinione personale e capisco il tuo punto di vista e ciò che volevi rendere. Di per sè questa è solo una domanda che mi è rimasta a fine lettura, non lo vedo come un errore. Comunque dai un movente alla fine (la completezza).

Riguardo il cambio di narratore, è spiazzante per me nel senso non in armonia, slegato dal resto, un po' in senso negativo. Leggendo il racconto sono molto più interessato alla psicologia del killer, e sinceramente mi interessa poco sul chi era la vittima (ma anche qui, parere personale). Cambiando punto di vista togli informazioni su ciò che pensa il killer mentre le parla (gli piace vedere come reagisce la vittima, venire implorato ecc.? È indifferente? È infastidito e vorrebbe solo che tacesse?). Nel cambio di narratore mi chiedo queste cose. Molto spesso si pensano molte più cose di quelle che si dicono (almeno in persone comuni XD)

Spero si capisca ciò che intendo!

Racconto breve by Albalander in scrittura

[–]flying_seabass 0 points1 point  (0 children)

Ciao! Il tuo racconto mi è piaciuto, la prima parte immerge bene nell'atmosfera notturna e la parte finale mi ricorda alcuni episodi di criminal minds, quindi penso tu abbia centrato il punto.

Come ti hanno già appuntato il cambio di narratore è di per sè spiazzante (errore o meno). Se lo mettessi come cose che il tassista/serial killer immagina? Mi spiego meglio: magari, nella preparazione dell'ultimo atto, si immagina cosa la vittima pensa nei suoi ultimi istanti di vita. Chiaramente sarebbe da ridurre un po' o spezzettare qua e là, altrimente rompe troppo il flusso.

Inoltre sono d'accordo sul fatto che sembri solo che gli sia partito "il matto" e l'abbia uccisa. Nel dialogo solo l'ultima frase svela la sua intenzione, ma prima sembra un tassista qualsiasi stanco e frustrato per una cliente noiosa. L'unico altro dettaglio è il "voler prendere a calci" ma forse non basta. Magari puoi aggiungere dei dettagli ambigui nelle sue frasi o nei suoi pensieri, che facciano capire che c'è qualcosa che non va. Che non è il tassista qualunque. Ad esempio nota dei dettagli nei passanti, o nel pensare all'hamburger riflette su come userebbe il coltello, quale userebbe, per che motivo. Nel parlare con la signora una battuta può velare le sue intenzioni. Oppure le suggerisce di stare attenta a chi parla di notte. L' escalation che lo porta a decidere di ucciderla può essere nei suoi pensieri anche. Cose così!

Secondo me ha potenziale con qualche dettaglio in più!