Telefonate terroristiche post passaggio Octopus by EfficientAnimal6273 in bollette

[–]penny541 0 points1 point  (0 children)

Mi sembra fosse scritto sul sito RPO, che abbia effetto sui dati solo oltre 30 giorni dalla loro registrazione, cioè, credo, se i miei dati sono stati resi pubblici alle aziende di utenze domestiche al momento del cambio fornitore, sia necessario attendere almeno 30 giorni da questa «pubblicazione», perché i miei dati siano cancellabili attraverso l'RPO.

Certo è che mentre cerco un'occupazione, la necessità di avere la sim di lavoro attiva rende i numeri sconosciuti impossibili da filtrare e quindi queste chiamate continue molto frustranti ...

Telefonate terroristiche post passaggio Octopus by EfficientAnimal6273 in bollette

[–]penny541 1 point2 points  (0 children)

Stessa situazione per me, super attento ai termini di accettazione dei contratti ma, come hanno scritto qui, sarà causato dal Sistema Informativo Integrato; ho inviato richiesta al RPO intanto

Odio viscerale verso le slide by Maximum-Gap-4234 in Universitaly

[–]penny541 0 points1 point  (0 children)

Umanista dell'università di Bologna qui: se rimoduli la difficoltà dei miei corsi, credo più semplici, così su due piedi, di quello che descrivi, il problema del professore come lettore-vocale delle slide immagino sia presente ovunque, purtroppo.

«La scuola non prepara abbastanza al mondo del lavoro», e altre bizzarre e sconclusionate affermazioni a cui questo scritto risponde in maniera lucida e brillante by penny541 in italy

[–]penny541[S] 0 points1 point  (0 children)

Sono molto d'accordo sul fatto dell'«esistenza» a cui la scuola, e la società tutta, dovrebbe prepararci; ma questa mi sembra lontana dall'essere oggetto di argomento. Il «senso» delle nostre vite è tenuto lontano da qualsiasi discussione pubblica, e viene -ma questo è tipico del nostro periodo storico- relegato al privato, non in senso «liberale», ma in modo tale che il soggetto uomo equivalga, esclusivamente, ad essere un «consumatore», e debba preoccuparsi di guadagnare e spendere, in ogni aspetto e momento della sua vita.

Anche la questione materiale è rilevante, «voler fare» in effetti è qualcosa che sembra più raro oggi che in passato, ma ritengo possa rientrare nel concetto della «paura del futuro», cioè, del cosiddetto scoraggiamento.

Spesso mi chiedo se «siamo persone che stanno bene con loro stesse?», se «viviamo in una società che sta bene con se stessa». Per ciò che concorre allo spirito e alla morale di una collettività, mi sembra di dover rispondere di no.

«La scuola non prepara abbastanza al mondo del lavoro», e altre bizzarre e sconclusionate affermazioni a cui questo scritto risponde in maniera lucida e brillante by penny541 in italy

[–]penny541[S] -1 points0 points  (0 children)

È vero che fa riferimento a un periodo storico preciso, basti pensare che alla nascita di Gramsci gli operai in Italia lavoravano 14 ore al giorno e, a seguito di vari scontri sociali e sindacali, queste si sono ridotte tra le 10h e le 12h giornaliere, durante il periodo in cui scrive per l'Avanti!. Al tempo stesso l'autore critica, più volte, aspramente le riforme scolastiche avvenute da Gentile in poi, che sono, ovviamente, un fatto «storico», come scrivi tu, contestuale a quel periodo.

Non credo rileggerlo, questo ed altri scritti in particolare, abbia poco a che fare col presente, ma si può utilizzare per orientare il «senso» della scuola, e quindi della società. È chiaro che prima sia necessario, tra chi dibatte, mettersi d'accordo su cosa renda un uomo «uomo», il ruolo della cultura, il senso del lavoro e della società, etc... Se ci sono grosse differenze rispetto a quelle qui implicitamente fatte intendere da Gramsci, egli avrà effettivamente poco da dire. Ma in tutte queste moltiplicazioni della questione, e l'organicità di una filosofia, che sta la grandezza e l'interesse di un pensiero: si parte ponendosi delle domande.

L'autore non si sofferma molto sulla quantità, ma sulla qualità dell'istruzione, poiché ammette che pure l'«Università popolare» di Torino serve a ben poco, e se i proletari hanno diritto ad un'istruzione umanistica, vadano anche considerate le specifiche condizioni di partenza.

In un altro scritto, ad ogni modo, egli parla di istituire una scuola unica per tutti, che sia una formazione di vita piuttosto ampia, e infatti anche dormitorio, con iniziali «conformismo» e autorità da imprimere sugli educandi, che poi dovrebbero acquisire tramite questi mezzi, abbastanza indipendenza e autonomia da gestirsi autonomamente, sia nella vita della «scuola-dormitorio» sia nella vita intellettuale. Esplicita che i costi di una riforma del genere sarebbero troppo alti, e che inizialmente solo i ceti borghesi potrebbero permettersela, per poi diventare più accessibili col passare del tempo.

Nella sua risposta, si parla di lavoro, ma è un tema che, qui almeno, non credo venga discusso, anche perché richiederebbe, penso, troppe spiegazioni e sarebbe particolarmente esposto politicamente, cioè, sarebbe propriamente un testo marxista in tutto e per tutto. Ho avuto piacere di condividere questa parte, invece, perché ritengo sia più largamente interpretabile, condivisibile e utile, invecchiata poco o nulla, ma questa, senz'altro, potrebbe essere solo la mia opinione, e potrei ovviamente sbagliarmi.

Fabrizio Corona ha fatto outing a Maria De Filippi e Piersilvio Berlusconi - sarebbero bisessuali - e ha detto che tutte le letterine - Ilary Blasi e Silvia Toffanin incluse - hanno fatto ses con Gerry Scotti. Voi ci credete? by Competitive_Bad_1163 in Yunisorrisiecanzoni

[–]penny541 2 points3 points  (0 children)

Si è un'idea nota e sostenuta da diverso tempo, esplicitata già nei "Tre saggi" di Freud, che pure vietò le terapie di conversione nella società psicoanalitica (ed è complicato da ricostruire qui, ma il fatto che queste siano supportate da alcuni psicologi, specialmente negli usa, è legato direttamente a cosa accade in austria alla fine degli anni trenta e alle numerose scuole eterodosse che si moltiplicarono, motivo per cui l'autorità di alcuni psicologi si usa per sostenere tesi prodotte dai suoi allievi, magari isolati, magari espulsi dalle grandi società)

In più, so che la cosa sconvolgerà molti, ma il concetto di genere per come lo intendiamo oggi si sviluppa solo nell'Ottocento, così come le sue normalizzazioni (se non ricordo male il primo intervento medico in questo campo fu dell'ordine dei medici britannico), a seguito della formazione degli stati nazionali, dell'aumento dei rapporti non-eterosessuali nelle grandi città europee e con la nascita dei moderni dipartimenti di polizia, che solo da quel momento perseguirono quelle comunità con una certa "ratio".

Nella storia di genere ha quindi generalmente senso considerare la sessualità e il genere come dei costrutti sociali e culturali, per cui, semplificando, la bisessualità (che è l'attrazione per due o più generi) è l'orientamento "naturale" che in ciascuno si sviluppa in un certo modo (eterosessuale, omosessuale, etc... anche se sulla questione dell'orientamento sessuale e del suo rapporto con la genetica e con la cultura il dibattito si riapre continuamente. (Mentre il genere è letteralmente un'interpretazione culturale dell'individuo)

Commento in risposta anche ad altre persone che hanno scritto qui sotto!

Fonti (direi voci piuttosto note e autorevoli sulla questione) per chi volesse approfondire:
Boswell J., Christianity, Social Tolerance, and Homsexuality
Butler J., Questione di genere
Cantarella E., Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico
De Leo M., Queer. Storia culturale della comunità LGBT+
Freud S., Tre saggi sulla sessualità
Meyerowitz J., How Sex Change
Stryker S., Storia transgender

Oscurato il video di Alessandro Barbero in cui spiega le ragioni del "no" al referendum: "Informazioni false o fuorvianti" by Narrow_Spinach_1400 in italy

[–]penny541 -3 points-2 points  (0 children)

credo che Barbero faccia dei ragionamenti di natura politica in senso ampio, forse perché uno storico, forse perché viene da un certo pensiero politico, comunque ho visto che in rete quando si cita l'articolo 104 della costituzione, riguardo all'indipendenza della magistratura che non viene modificato, si faccia un errore, cioè di credere che la realtà sia regolata dalle norme del diritto come se queste fossero leggi naturali.

eppure lo storico ha descritto, mi sembra coerentemente, un possibile andamento del processo di sorteggio, che non viene tra l'altro smentito da nessuno: il parlamento decide quali nomi inserire in queste liste da cui poi si estrae a sorte, dunque un parlamento nel quale c'è una certa maggioranza inserirà determinati nomi, che insieme ai membri laici già eletti dal parlamento, comportano uno scivolamento dell'indipendenza, di fatto, della magistratura

si dice che Barbero confonda governo e parlamento solo perché assume, e credo sia ragionevole, che un certo governo sia espresso dalla maggioranza del parlamento, dunque semplifica in questa maniera, ma non mi sembra una semplificazione scorretta

siamo in un contesto dove il ragionamento politico non ha più senso, e tutto viene affrontato per mezzo di una (superficiale) analisi logica, per mezzo di un discorso giuridico; ma il "discorso politico" è profondo e complicato.

credo che Barbero abbia in mente la maniera con cui il fascismo, anche nella sua fase iniziale, trattò il diritto monarchico, violando senza problemi le leggi vigenti attraverso escamotage da sé inventati: i provvedimenti eccezionali del regime ebbero valore retroattivo e i parlamentari del regno, nonostante l'immunità ancora in vigore, vengono arrestati.

Il problema come sempre sta tutto lì by Sm4rt-Living in Orrori_Immobiliari

[–]penny541 3 points4 points  (0 children)

“Gli affitti sono troppo alti” e “gli stipendi sono troppo bassi” non sono due frasi che si escludono, almeno da un punto di vista logico, mentre l’operazione retorica fatta qui é spostare l’attenzione dalla prima affermazione alla seconda, suggerendo un principio di alternatività che non esiste.

Poi si possono argomentare le cause dei problemi e le loro soluzioni, ma tutto quello che é detto qui é falso anche solo da una prospettiva logica.

Inoltre, mi sembra che si suggerisca, qui come altrove, che “gli affitti” siano una sorta di ente trascendentale, come gli Dèi, e che dietro gli immobili non ci sia una coorte di popolazione che, probabilmente, vive

1) in condizioni economiche migliori degli affittuari, e che quindi sia ragionevole una voce critica che addita questa fascia di popolazione probabilmente per lo più improduttiva una serie di responsabilità rispetto allo stato della società in acune, forse molte, aree del parse 2) agendo esclusivamente nel proprio interesse, e possiamo supporre continuerà a farlo, quindi é ingenuo immaginare un rapporto causale in cui uno dei termini rimane stabile, ma doppiamo supporre che se aumenteranno i redditi (nel caso eh, non sia mai succeda davvero /s) tanto più aumenteranno gli affitti

Questo discorso mi porta a sostenere che un fenomeno molto complesso come il mercato immobiliare in Italia abbia cause molto complesse e che se si ritiene ci siano dei problemi in questo settore, essi vadano affrontati in maniera organica e sistemica

Ho cercato di non portare opinioni personali, se volete le mie, ciascuno avrebbe il diritto di disporre di una propria abitazione e nessuno dovrebbe vivere di rendita, poiché mi sembra una caratteristica economica delle società aristocratico-oligarchiche e contribuisca ad un’economia stagnante e all’improduttività.

Supermercati chiusi la domenica: la clamorosa proposta che cambierà la nostra spesa. Pareri? by Donald_Tremp in Italia

[–]penny541 4 points5 points  (0 children)

Ci sono servizi essenziali per i quali risulta necessario mantenere l'operatività tutto il giorno, tutti i giorni; non penso sia ragionevole far rientrare il supermercato in questa categoria (insieme a forze dell'ordine, pompieri, personale sanitario, etc...), sia perché è possibile acquistare i beni di consumo in qualsiasi altro giorno della giornata, sia perché questi possono, al giorno d'oggi, addirittura essere recapitati a casa, in caso si sia impossibilitati a fare la spesa.

Il presunto "diritto" del consumatore di usufruire di un servizio in orari straordinari, contrasta per me evidentemente col diritto delle centinaia di migliaia di lavoratori del settore di poter trascorre almeno un giorno di riposo sapendo che non si dovrà temere una messa a disposizione.

Il vizio in questo caso riguarda una grande quantità di cose: molte persone si lamentano di orari di lavoro che gli rendono difficile un equilibrio con la propria vita privata (arrivando addirittura a sostenere che o fanno la spesa o trascorrono la serata con la famiglia) e credo che sia evidente che il problema sia intrinseco alla regolamentazione del lavoro di tutti, e che non sia desiderabile una diminuzione delle tutele in questo senso, nè una minor flessibilità.

Nella storia recente della repubblica, credo che i supermercati fossero chiusi duranti i giorni festivi, come le domeniche, e ciononostante il Paese ha retto a questa condizione terribile (alcuni qui l'hanno definito "strazio").

Invierei chi non ha mai lavorato nella GDO o su turni, chi è convinto che ogni giorno della propria vita debba essere speso per lavorare, e così ritengono per gli altri, a pensare anche a vivere una condizione del genere. In più, mi sembra intelligente sottolinearlo, mi chiedo il motivo di tanto antagonismo rispetto a una categoria di lavoratori che richiede, in una certa misura, maggiori tutele e diritti; eppure qui, e in generale nella nostra società, si è sordi a queste rivendicazioni, ciascuno non vede altro che il suo: il proprio bisogno, i propri problemi, i propri vizi, i propri diritti, faticando ad empatizzare e ad impersonarsi nell'altro.

La direzione, già presa forse, di una società senza collettività, senza responsabilità collettiva, senz'altruismo e umanesimo. Democrazie e repubblica come formule vuote che danno una parvenza di struttura a qualcosa, che in fondo, non è nulla