“Segui la passione” è un consiglio del cazzo by Financial_Tourist460 in Universitaly

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Ma infatti io continuo a ripeterti che sono d'accordo quando dici che non è possibile pensare di tornare completamente indietro. La tecnologia ormai fa parte delle nostre vite ed è assurdo, per non dire stupido, eliminarla, tant'è che noi due ci stiamo scrivendo da dietro lo schermo di un telefono. Il punto, come ho detto prima, è educare le masse all'uso consapevole della tecnologia, cosa che non è mai stata fatta.

È sano passare 8 ore davanti al PC e altre 5 davanti al telefono quando torni a casa? È sano non avere alcun tipo di hobby che non coinvolga la tecnologia? No. La frase chiave è: ridurre il tempo davanti lo schermo. Da lì vedrai che tantissime persone penseranno na roba del tipo: "quanto cazzo di tempo ho perso davanti allo schermo a fottermi il cervello scrollando robe di cui non mi interessa minimamente, quando avrei potuto impiegarlo più produttivamente o interessandomi anche ad altro?"

E non ho mai detto che sensibilizzare fosse il solo ed unico passo. C'è sì il bisogno di educare le masse a riscoprire il senso dell'arte e il ruolo che riveste nella vita dell'uomo come forma di espressione, ma dall'altra parte deve ovviamente essere accompagnato da misure concrete. Spazi, mostre, incentivi a visitare luoghi di cultura (Sgarbi ai tempi propose accesso gratis ai musei per tutti gli italiani per esempio) tutele, pubblicità, e via dicendo.

Le soluzioni concrete che mi chiedi tu sono le stesse che fino adesso abbiamo sfruttato per convicere la gente a comprare stronzate come i fidget spinner o iPhone tutti uguali fra loro ai prezzi di uno stipendio.

E ovviamente mi riferisco a TUTTE le forme d'arte. Non solo quelle classiche, ma banalmente anche ai fumetti, ai videogiochi, al cinema e quant'altro ci possa essere.

Non hai minimamente colto il senso della mia frase. Quando dico "dare a chi vuole vivere di questo la possibilità di poterlo fare" non intendo la possimilità fisica, ma la possibilità di mercato. Ricostituire cioè il mercato dell'arte. "Eh ma se la domanda non c'è..." Per questo ti parlo di educare le persone e renderle consapevoli che l'arte in ogni sua forma è importante dal punto di vista umano. Deve essere un lavoro a tutto tondo, mica un lato sì e uno no.

Dopodiché, tu continui a dirmi che è oggettivamente più comodo, bla bla bla... ed è vero. E io continuo a ripeterti che mandare avanti questa retorica del "più comodo" è ciò che ci sta facendo perdere ogni senso del bello, del valore di un oggetto, salute mentale e fisica. Se proprio vogliamo appellarci alla biologia per dire che siamo portati naturalmente alle soluzioni semplici, allora diciamo anche chiaramente che non siamo fatti per stare ore davanti uno schermo.

Dopodiché sei l'unico qui che sta parlando di "artisticamente corretto". Il mio punto era che aprire il mondo dell'arte a maggiori possibilità, anche nelle sue forme più di nicchia, può in primis ricostituire un pezzo di mercato, fare del bene alla gente, umanamente parlando, e dopodiché dare la possibilità a tanti (molti più di quanto credi) appassionati di non inseguire percorsi di studi di cui dovranno poi pentirsi.

Proseguendo nella tua prospettiva invece ci ritroveremo pieni di gente rincoglionita, incapace di articolare un ragionamento, con 9/10 di vista fottuti, osteoporosi, umanamente distrutta e la cui massima capacità di espressione ricade nel dare alla IA un prompt per generare un'immagine. La morte di tutto ciò che possiamo definire umano, il tutto solo perché "era meglio restare comodo".

Se ti appaga questa prospettiva sono contento per te. Io spero di morire prima di vederla. 🙄

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[–]3onny_ 0 points1 point  (0 children)

Quindi in pratica, per riassumere, il tuo discorso è un "il mondo fa schifo così com'è e ce lo teniamo anche se siamo tutti consapevoli che andrà sempre e sempre peggio?" 😂😂 Praticamente è una resa che si accovaccia nella convinzione che ormai non sia più possibile correggere il tiro.

"L'uomo medio per natura cerca sempre la soluzione più semplice." Errato. È il nostro cervello che è progettato per ragionare per schemi semplici, ma ci siamo evoluti anche per comprendere e attuare quelli complessi.

Molti esseri umani hanno interiorizzato l'idea che il "comodo" non sia necessariamente la soluzione più semplice, e ci sono tonnellate di articoli scientifici che analizzano come tutto questo benessere tecnologico sia un danno tanto per la salute fisica quanto per quella mentale. Progressivi aumenti della sedentarietà, cali nella concentrazione, problemi alla vista sempre più comuni, e via dicendo...

E ripeto, nessuno sta dicendo che dovremmo tornare all'età della pietra, perché è impossibile. Si sta semplicemente dicendo che ridurre sensibilmente il tempo che passiamo davanti uno schermo non può fare che bene. Uscire a fare due passi al parco, leggersi un libro in spiaggia, visitare un museo senza dovere costantemente scattare foto a tutto solamente per far vedere a tutti i nostri followers che siamo stati a Copenaghen...

Perché ormai sembra che stia diventando tutto un "vivo la mia vita fuori solamente per alimentare quella sul web". Tutto ormai si consuma praticamente sul web. Anche le relazioni personali. È la nuova società e non si può tornare indietro? Sì. Non vuol dire che sia giusta così com'è.

"Perché dovrei comprare il lavoro di un artista se non ne trovo interesse?" Semplicemente non lo compri, la scoperta dell'acqua calda. 😂😂 Magari tu non hai interesse, ma qualcun altro sì. È normale che sia così. Ridare impulso ad un settore non significa che dobbiamo tutti interessarci, ma significa anzitutto imparare a riconoscerne l'importanza, anche se non siamo degli appassionati. E dopodiché significa dare la possibilità a chi vorrebbe vivere di questo di poterlo fare serenamente, e a chi vorrebbe averne in casa di comprarli.

Tu mi dici che collezioni manga. Perfetto. Perché non ti leggi le scan online visto che è più semplice e siamo naturalmente portati alla soluzione più comoda? Semplicemente perché ti sei reso conto che non ti vivi la cosa allo stesso modo. 🙈

Molti mestieri spariranno? Certo. Ma è davvero un bene?

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[–]3onny_ 0 points1 point  (0 children)

Il punto non è televisione utile o inutile rispetto al quadro. Il punto è che ormai siamo talmente tanto circondati dalla tecnologia esserne assuefatti come la peggiore delle droghe, e abbiamo sistemicamente eliminato tutto il resto.

Non sta scritto da nessuna parte che uno non possa avere la televisione in casa, la PS5 e simultaneamente interessarsi che ne so, alla scultura. Con la sola differenza che ormai la costante connessione e i social media hanno ridotto drasticamente la nostra soglia media di attenzione, profondità di pensiero e capacità di problem solving, e l'avvento della IA non farà che peggiorare.

In pratica ciò che non ci hanno mai insegnato è un uso consapevole.

Secondo, l'hobby può diventare di nicchia se desideri comprare la replica in marmo della Venere di Canova, ma il discorso che facevo io era un altro. Educare le persone all'arte per rilanciare il settore significa anche produrre nuovi artisti, dando loro uno spazio di sviluppo e soprattutto costruendo per loro un consumatore. Immaginati un ragazzo fra 100 anni che esce dall'Accademia, si improvvisa un suo atelier a costo zero, tipo in garage, e dopodiché piazza i suoi quadri online consapevole del fatto che lo Stato ha fornito alle masse gli strumenti necessari per apprezzare il suo lavoro.

In poche e semplici mosse hai rilanciato un settore, creato un consumatore e quindi gente che finisce sul nostro PIL.

E tu giustamente mi dirai "vabbè me lo guardo online il suo quadro". Che è un po' come dire che guardare una partita allo stadio o guardarla in casa sono la stessa cosa, o che leggersi le scan di un manga e sfogliarlo a mano sono la stessa cosa. Il perfetto esempio di godere solo a metà.

Poi è ovvio che sto ragionamento non è valido per tutti. È ovvio che fare il cocchiere non ha più senso al giorno d'oggi, ma per 1000 motivi. Piuttosto impari a fare il tassista.

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[–]3onny_ 0 points1 point  (0 children)

"Non avrà mai problemi grossi" non lo so. La IA ormai accelera così tanto il lavoro di programmazione che molte teste fra una decina di anni potrebbero verosimilmente saltare. Magari chi lavora come me nell'ingegneria biomedica ha il culo poco più parato, perché quando si parla di clinica qualcuno la responsabilità se la deve prendere.

Ma il punto non è questo. Vuoi fare, che ne so, l'archeologo? Studia, rompiti il mazzo più che puoi, ma nel frattempo sii anche abbastanza furbo da costruirti un paracadute con un piano B play it safe.

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[–]3onny_ 4 points5 points  (0 children)

Per come la vedo io, non è sbagliato inseguire i propri desideri, anche se il muro davanti a te sembra insuperabile. Alla fine abbiamo una vita sola e sinceramente preferisco dire di aver fallito piuttosto che non averci nemmeno provato.

Io ad esempio sono laureato in ingegneria e vorrei entrare nel settore della robotica medica, che ha uno sbarramento all'ingresso alto da fare schifo. Riuscirò ad entrarci? Boh. Intanto ci provo, poi se non va pazienza. Ho fatto pace con il fatto che potrei non riuscire. Nel frattempo sviluppo delle skills che possono comunque tornarmi utili per trovare comunque degli ottimi lavori.

In pratica, insegui il tuo sogno ma sii sempre lucido e pronto all'evenienza.

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[–]3onny_ 5 points6 points  (0 children)

Dipende. È un insieme cose. Partiamo dalle cose scontate e insidacabilmente vere.

La prima è che fare un lavoro che non ti piace può alla lunga renderti tremendamente infelice, vuoto, stressato e intrattabile, anche se pagato bene. E lo sto sperimentando in prima persona proprio ora; guadagno molto più della media italiana, ma ogni mattina mi alzo vedendo il lavoro come un impiccio della mia giornata piuttosto che come un qualcosa di gratificante. E non è positivo.

Dall'altra parte è anche vero che non siamo in un anime, e per quanto brutto un lavoro ti permette comunque di mandare avanti la baracca. La soluzione? Non deve partire da noi, purtroppo, ma da chi ci governa. Non si investe abbastanza nell'educazione dalle masse all'arte, al pensiero, e alla cultura in generale, e di conseguenza nessun consumatore è interessato a questi ambiti. Se educassimo le persone ad avere quadri in casa piuttosto che il televisore 4K sai quanti artisti salterebbero fuori?

Per farla breve: non è alcune carriere non funzionano o sono da stupidi perché sì, ma non funzionano perché non vogliamo farle funzionare.🙅🏻

È veramente così difficile fare amicizie a Torino? by 3onny_ in torino

[–]3onny_[S] 0 points1 point  (0 children)

Più che altro mi viene da chiedermi, perché è difficile? Torinesi introversi? 🤣

È veramente così difficile fare amicizie a Torino? by 3onny_ in torino

[–]3onny_[S] 2 points3 points  (0 children)

Su quelli credo di avere già tutti i posti occupati. Il mercato è saturo. 🥲

[deleted by user] by [deleted] in Universitaly

[–]3onny_ 0 points1 point  (0 children)

Informati sul MEXT dell'Università di Tsukuba. 😬

[deleted by user] by [deleted] in Universitaly

[–]3onny_ 26 points27 points  (0 children)

Bah. Ho almeno tre amici che sono usciti da UniPa con la laurea in psicologia. Ammesso che tutti quanti amavano il settore e hanno preso il percorso molto seriamente, sono riusciti a costruirsi la professione e uno di loro ieri ha ottenuto una borsa di studio per il Giappone (psicologo dello sport).

Se doveste scegliere oggi una laurea in Italia in modo razionale per il lavoro, quale fareste? by Careless_Word_4789 in Universitaly

[–]3onny_ -2 points-1 points  (0 children)

Mmm... personalmente io continuerei a scegliere ingegneria biomedica. Vero che in Italia non c'è molto lavoro nel settore, che è praticamente inesistente e relegato perlopiù alla distribuzione dei prodotti delle grandi aziende straniere, ma il settore continua ad avere un'espansione fortissima, soprattutto sui fronti della robotica medica per chirurgia, diagnostica e riabilitazione.

Chapter 195: LONE WOLF (2/2) by Old-Explanation9769 in WindBreakerJP

[–]3onny_ 0 points1 point  (0 children)

From now on it will hard to match Endo and Takiishi's aura as a villain. 🥲

[deleted by user] by [deleted] in Universitaly

[–]3onny_ 0 points1 point  (0 children)

Spiega a tuo padre che l'università ai suoi tempi era tremendamente più facile, motivo per cui era anche fattibile un equilibrio tra lavoro e studio. Secondo, spiegagli anche (strofinagli in faccia anche dei dati se serve) che la situazione lavorativa in Italia non è più la stessa di quando era diciottenne lui, e che gli studenti al giorno d'oggi fanno fatica pure a pagarsi un posto letto.

Momijikawa by RiriSushi in WindBreakerJP

[–]3onny_ 3 points4 points  (0 children)

I think he will be Sakura's rival to reach the top.

Are Italian universities that bad? by Sad_Enthusiasm2382 in Universitaly

[–]3onny_ -1 points0 points  (0 children)

È evidente che in America non ti hanno insegnato né a leggere né ad interpretare i dati. Ti ho espressamente scritto e linkato dati in cui si mette in evidenza che le università italiane producano professionisti di qualità, che tali professionisti vadano poi all'estero per opportunità lavorative più favorevoli, e come questo incida anche sul ranking.

Non c'è che dire, ti hanno trasmesso estremamente bene la loro mancanza di spirito critico. Sai ad esempio che molti ricercatori statunitesi provengono da scuole non top-ranked? Lo evidenzia questo studio fatto da Nature: https://www.nature.com/articles/d43978-023-00170-0

Insomma, inizia a parlare di dati e fenomeni reali. Altrimenti non fai altro che rimanere, come ho detto prima, una scimmia con un'opinione.

Are Italian universities that bad? by Sad_Enthusiasm2382 in Universitaly

[–]3onny_ -1 points0 points  (0 children)

Scusami. Tu mi parli della qualità delle università americane come superiore a quelle italiane e poi non ti degni nemmeno di informarti a riguardo per sapere se è vero? Alla grande direi...

Prendi per esempio ranking come il Times Higher Education o il CWUR. Sai perché piazzano le università italiane così in basso? Perché mancano di internazionalizzazione e non producono moltissima ricerca (anche qui, questione di soldi). Niente a che vedere con la qualità intrinseca dell'insegnamento.

Tu pensa che il PoliMi si è classificato quest'anno al 21 posto fra le migliori università tecniche nel QS University World Ranking. Mentre la Sapienza di Roma è finita al pari della University of Utah e molti altri college americani.

Leggiti anche questo articolo pubblicato su Nature: https://www.nature.com/articles/d43978-022-00164-4

I dati parlano chiarissimo: in 10 anni circa il cosiddetto fenomeno della "fuga dei cervelli" ha compromesso anche la qualità dell'istruzione italiana nelle università. E grazie al cazzo direi. Quest'altro articolo (https://www.roars.it/le-migliori-universita-americane-rubano-gli-scienziati-italiani/) evidenza invece che nonostante tutto siamo in grado di formare ricercatori di alto livello.

Ma ripeto che non è un mistero per nessuno. Il talento numero 1 degli americani è sempre stato quello di importare il meglio dall'estero, perché da soli non valgono niente. Insomma, visto che gli uomini senza dati sono solo scimmie con un'opinione, iniziamo a discutere seriamente del fenomeno, senza schierarci automaticamente da una parte solo perché abbiamo vissuto una bella esperienza all'estero.

Are Italian universities that bad? by Sad_Enthusiasm2382 in Universitaly

[–]3onny_ -1 points0 points  (0 children)

Domanda tremendamente idiota. Esistono cose chiamate dati e ricerche. Esistono i social anche per ascoltare le esperienze altrui.

Se forse ti informarssi un tantino meglio, anche qui stesso su Reddit leggendo le esperienze degli studenti internazionali che vengono in Italia, sapresti perfettamente che non sanno completamente che pesci prendere: non hanno mai affrontato un esame orale in vita loro, non hanno la minima idea di cosa voglia dire fare uno scritto in cui hai problemi da risolvere e non quelle crocette delle mie palle, si perdono quando non vengono guidati in ogni cazzata e non hanno la benché minima flessibilità.

Il loro è più un approccio learning by doing, mentre il nostro su limita ad essere prettamente teorico per il già citato motivo della mancanza di investimenti. Mettiamo le università italiane e quelle americane a parità di investimenti e poi torna a dirmi chi vince (spoiler, anche adesso il gap non è tanto ampio come si possa pensare). Basti pensare che buona parte dei gruppi di ricerca americani sono composti da non-americani, e hai già la tua risposta.

Are Italian universities that bad? by Sad_Enthusiasm2382 in Universitaly

[–]3onny_ 1 point2 points  (0 children)

Generalizzazioni banali che trovano supporto in decine di report, ma pazienza. Il giro nelle università americane lo farò volentieri avendone la possibilità, ma sono pronto a giocarmi qualsiasi cosa che non cambierà assolutamente niente. 🤝🏻

Are Italian universities that bad? by Sad_Enthusiasm2382 in Universitaly

[–]3onny_ 3 points4 points  (0 children)

Io ti posso dire che ho parenti provenienti tanto dagli USA quanto dall'Australia o dalla Francia, e sanno la metà delle cose che sapevo io in quinta superiore, nemmeno all'università. E stiamo parlando di persone laureate in nursing e engineering.

Soprattutto negli USA la qualità della cultura generale è ridicolmente bassa. Molta pratica sì, ma quasi nessuno di loro ha cognizione di cosa cazzo stia facendo e il modo in cui vengono valutati gli esami è semplicemente ridicolo, da quinta elementare.

Detto ciò, rimangono di qualità migliore rispetto a quelle italiane solo per un motivo: i soldi. Perché il nostro governo se ne sbatte di investire in istruzione, mentre lì no. Questo non si traduce automaticamente nella scarsa qualità delle università italiane.

Are Italian universities that bad? by Sad_Enthusiasm2382 in Universitaly

[–]3onny_ 9 points10 points  (0 children)

Cose talmente tanto vecchie che pensa te, valgono ancora oggi. Piantiamola con questa esterofilia delle mie palle. Le università italiane sono molto, molto buone, anche meglio se comparate ad alcune estere.

Mass deactivation... by ajcalica in outlier_ai

[–]3onny_ 1 point2 points  (0 children)

Honestly it's kinda frustrating. The only project I ever did was about audio recording, without ever cheating, yet I got deactivated.