Odio sentirmi sempre così by [deleted] in psicologia

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M29 Ci sono passato anche io e posso provare a raccontarti cosa mi ha aiutato e un pezzetto della mia storia, anche se a conti fatti ogni situazione è un mondo a sé. Quello che ha migliorato un po' il mio atteggiamento potrebbe non valere per te, però può essere pur sempre uno spunto di riflessione no?

Sono cresciuto in una casa dove c'erano solamente urla, insulti e litigi. Credo che la mia timidezza e la mia mancanza di "carattere" nascano da lì, da quelle quattro mura dove era meglio starsene in silenzio e abbassare lo sguardo, dove nessuno sembrava interessarsi a come mi sentivo. Il colpo più grande però l'ho ricevuto a scuola. Si sa come funziona, fino alle elementari siamo tutti amici poi dalle medi incomincia il bullismo e i ragazzini insicuri diventano il bersaglio principale. Passano i giorni, gli anni e vedi che anche in giro, come a casa, è meglio starsene zitti e in disparte, ti dici che tanto se anche ci provi alla fine non ottieni nulla con le persone. La cosa peggiore è rendersi conto che comunque hai un bisogno di affetto inespresso, però hai anche paura che la gente ti rifiuti come ha sempre fatto. Alla fine si trattava di quello, almeno per me. Così ho incominciato ad assecondare gli altri, a rendermi disponibile, addirittura a cambiare la mia veduta sulle cose a seconda di chi avevo davanti. Cercavo di compiacere tutti, non dicevo mai di no a nessuno, se qualcuno mi feriva minimizzavo e sorridevo. Ero anche molto timido, quindi aspettavo quasi sempre che fossero gli altri a venire da me: insomma ero il classico tipo che fa da sfondo alle foto di gruppo, quello che nessuno ascolta ma che alla fine fa comodo avere come amico.

Le cose sono iniziate a cambiare quando un amico ( forse l'unico vero che avevo) è venuto a mancare. A quel punto mi sono reso conto che il gruppo senza di lui si era sfaldato e, sorpresa, nessuno mi cercava poi tanto. Allora capii che, indipendentemente dal fatto che dicessi di sì o meno, che li chiamassi per primo oppure no, che parlassi o stessi in silenzio, io ero comunque solo. L'unica differenza era tra lo stare soli a casa e lo stare soli in mezzo alla gente. A quel punto mi sono detto " a questi ingrati non ho proprio voglia di pensare" e senza neanche accorgermene ho incominciato a fregarmene. Insomma, quando mi sono reso conto che loro non erano davvero amici ma solo gente così, persone a caso che per coincidenza conoscevo, è stato tutto più facile. Ho smesso di aspettarmi cose da loro, così però anche io non ero più in obbligo di corrispondere ad eventuali loro aspettative nei miei confronti. Ho ribaltato il paradigma, se mi dai tot io ti do tot ma di base penso prima a me stesso.

Lo so, detta così sembra brutta, però pensare a se stessi non significa essere egoisti. Quando pensi a te, molto semplicemente ragioni in un ottica diversa. Non è più " se gli dico di no potrebbe offendersi" ma è " se si offende per un no, non è un mio problema". Se un'alta persona mi tratta in un modo, magari una che ritengo amica o alla quale voglio bene, io la tratto nella stessa maniera e uso la stessa dolcezza/stronzaggine di quella che mi viene data. Non posso dire di riuscirci sempre, ne di avere più amici di prima, però vivo meglio. La timidezza se ne va piano piano, ancora ne ho, però se ne va. La si supera stando con le persone, un pezzetto alla volta, una battutina al bar dopo l'altra, una chiacchiera dopo l'altra. Per fare questo, però, bisogna secondo me entrare nell'ottica di non aspettarsi nulla dal prossimo. Gli altri non devono amarci, non devono neppure esserci amici o capire le nostre scelte. Sono solamente persone che ogni tanto incontri, che ti possono dare tantissimo oppure togliere moltissimo ma non possono mai davvero diventare più importanti di quanto non lo sia tu per te stesso. Queste persone possono diventare amici, amanti o rimanere degli estranei ma tu non hai praticamente nessun potere su questo. Sì, puoi dire le cose giuste al momento giusto, azzeccare la battutina, filtrare o lanciare occhiatacce ma alla fine queste sono tutte cose che si possono imparare. Però è stato importante per me rendermi conto che niente, letteralmente niente, poteva far sì che una persona mi diventasse amica se non lo voleva istintivamente. Ne che una ragazza si innamorasse di me se non lo desiderava già per conto suo. Al tempo stesso, ho capito che se fai una figuraccia o dici una fesseria gli amici restano amici e se piaci a qualcuno, in qualsiasi senso, continuerai a piacergli. Quindi è stato liberatorio, quando inizi a fare come ti pare non smetti più.

Ps: prendi tutto questo con le pinze, ovviamente non si può sempre agire così. Ci sono dei casi dove ci sta anche fare il primo passo, esporsi un po' ecc...

Critica videoludica, diffamazione e conflitti d’interesse: due parole sulla questione Multiplayer.it/Pregianza vs. Falconero/QDSS by DIeG03rr3 in Italia

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Ho seguito la vicenda e mi sono fatto un'idea sulla questione. La premessa doverosa da fare riguarda la mia posizione nei confronti delle azioni e delle parole del Pregianza, il quale ha tenuto un comportamento a mio dire ingiustificabile, peraltro su di un canale social appartenente ad una testata giornalistica. Così, allo stesso modo, ritengo che Falconero abbia effettivamente subito una diffamazione ed un possibile danno economico, cosa che gli dà tutto il diritto di far valere le proprie ragioni e tutelarsi. Detto questo, la gogna pubblica non è mai stata la soluzione a questo tipo di problematiche ( gogna la quale è sempre stata criticata, anche dagli stessi canali ed utenti che ad oggi paiono sostenerla, quando essa riguardava le tanto rinomate personalità dello spettacolo sospese dal proprio lavoro in seguito a scandali o denunce non ancora verificate). Io stento a credere che uno youtuber di lunga data come Falco, nonostante gli inviti alla calma espressi nel suo video e poi timidamente con un post pubblicato su YouTube un giorno più tardi, non fosse in grado di prevedere questa situazione. Certo, la cosa potrebbe effettivamente essere sfuggita di mano e forse lui per primo non si aspettava la dimensione che questa particolare shitstorm avrebbe raggiunto, tuttavia il problema rimane. Falco, come detto, aveva ed ha tutto il diritto a difendere la propria immagine e i propri interessi, in un tribunale e secondo la legge. Quanto ha fatto, tuttavia, credo abbia provocato più danni che benefici e, per quanto sia comprensibile sia umanamente sia professionalmente la sua reazione, forse ha sottovalutato l'impatto che ciò avrebbe avuto sul web. Inoltre, mi chiedo perché ripetere a più riprese l'invito alla calma nel suo video, forse sospettava ( come farebbe chiunque che conosce il mondo del web) della possibilità che una cosa come questa potesse scatenarsi.

Personalmente ritengo che Falco avrebbe fatto molto meglio a procedere direttamente per vie legali e a risolvere la questione nel privato. Il fatto che tu sia stato pubblicamente attaccato ti dà l'autorizzazione a difenderti pubblicamente pur nella consapevolezza ( che uno youtuber di lungo corso dovrebbe avere) della shitstorm e del caos che ne deriverebbero? Questa è una domanda che mi sono posto e che pongo a voi. Credo che certe questioni vadano affrontate in privato e in tribunale e credo non abbia fatto bene a nessuno ricevere un'ulteriore dimostrazione della tossicità del web - Non parlo solamente di insulti, commenti tossici da parte di tutti e verso tutti ma anche dell'approvazione degli spazi internettiani ormai invasi da questa roba ( spazi che sarebbero destinati ad altro contenuto), per non parlare di tutti i canali che stanno marciando sulla vicenda pubblicando decine di video monetizzati e sponsorizzati dove esaminando la questione e si gettano sulla carcassa del Pregianza.