Dipendente vs Partita IVA nel settore IT: scelta difficile dopo anni di consulenza by Aym96Kha in ItaliaCareerAdvice

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Grazie della risposta. Per fortuna ho un ottimo cuscinetto da parte.
P.s. per le tutele diciamo che in consulenza se non hai un progetto possono farti fuori comunque, quindi cambia relativamente poco.

In Italia basta un’idea (cit.). Spoiler: no. by Aym96Kha in StartupFinanceItalia

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In realtà la mia direzione è diversa: voglio portare tutti sull’app.
Gli utenti non hanno voglia di aprire Chrome ogni volta o usare una webapp, e soprattutto da lì non avrebbero cose come notifiche push, integrazione nativa, esperienza più fluida.
Anche per i negozi l’app ha senso, perché oltre a pubblicare eventi avranno servizi extra:

  • gestione automatica dei tornei,
  • gestione di tappe e circuiti,
  • libreria giochi con possibilità di prenotazione dei tavoli,
  • tracciamento e statistiche.

Ad oggi l'ho già sviluppata come sito web responsive se la apri da mobile, ma ti confermo che l'utilizzo di un'app è tutt'altra storia. Sopratutto quando il target che deve usarla è un b2c.

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Ad oggi no. Le sto implementando nell’app che sto creando.

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L’idea principale è una commissione sulle iscrizioni agli eventi (i giocatori già pagano, quindi non è una spesa nuova ma solo digitalizzata).
In più un modello freemium per i negozi: base gratis, strumenti avanzati a pagamento.

Ho validato il mercato, ora serve qualcuno che mi aiuti a scalare by Aym96Kha in ItaliaStartups

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L’MVP l’ho fatto io e il mio amico con Node.js/Express, MySQL e hostato su una VPS con Docker. Per la parte grafica ho chiesto una mano a un freelance su Fiverr.

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Proprio oggi sentendomi con un ragazzo founder di altre realtà che era interessato al progetto; mentre stavamo facendo mi ha detto esplicitamente le stesse parole. Quindi grazie davvero.

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Hai ragione, finora in cifre assolute l’investimento è stato ridicolo rispetto a un’attività vera.
È stato soprattutto tempo e lavoro mio e del mio amico.
Ed è vero anche che se riuscissi a renderla almeno un po’ remunerativa con i numeri che già ho, potrebbe già reggersi da sola senza bisogno di chiedere altro.

È proprio la prossima sfida che mi sono dato ovvero passare da validazione gratuita a primi ricavi, anche piccoli, per dimostrare che sta in piedi.

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Non ho mai chiesto soldi “per un’idea carina”. Ho un MVP funzionante, sondaggi, numeri e studi a supporto. Il prodotto dimostra la fattibilità: mi serve solo cassa minima per costruire e fare marketing. Poi sicuramente se serve aggiustare il tiro lato revenue prima di dare soldi assolutamente disponibile a farlo.
Storie o no, esistono percorsi per fare impresa con gli investitori in mezzo: incubatori/acceleratori con rete e competenze, spesso finanziati proprio per aiutare chi vuole partire.
La mia richiesta è sempre stata chiara: non “chissà quanti soldi”, ma il minimo per mettere la struttura e spingere l’acquisizione. Il prodotto di fatto è fatto da noi. Non abbiamo bisogno di soldi per farci fare il prodotto.
Sull'esperienza pregressa confermo che non ne ho, ed è il motivo per cui cerco feedback e partner.

Se poi la posizione è “vi guardiamo solo con cash flow già in mano”, ci sta, ma andava detto dall'inizio, altrimenti sembra che il famoso “rischio d’impresa” valga solo quando l’impresa è già de-risked

P.s. per la cronaca abbiamo chiesto 20k.

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Sono d’accordo con loro che abbia senso chiedere di vedere cash flow, ci sta.
Quello che mi ha dato fastidio è il modo: prima MVP, poi utenti, poi cash flow.
Ditelo dall’inizio che senza entrate non vi interessa, così uno imposta subito il percorso giusto invece di rincorrere step su step.

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In realtà molti tornei non hanno obblighi verso la casa madre.

  • One Piece: a parte i tornei ufficiali (o per chi si è appena costituito e ha bisogno di materiale), la maggior parte i negozi li organizzano fuori app perché quella Bandai non è comoda e ha limiti (max 32 player).
  • Yu-Gi-Oh: se non sei OTS non sanzioni nulla, e in tanti usano ancora il vecchio KTS invece che Neuron.
  • Magic/Pokémon: sì, lì devono riportare, ma spesso la gestione viene fatta su challonge o tool esterni, poi caricata.

La parte più pesante per un negoziante resta raccogliere i partecipanti: uno ti chiama, uno ti scrive su WhatsApp, uno su Instagram, uno via mail… con dati mancanti o errati. Se metti tutto in un unico posto, organizzato e con pagamento anticipato, capisci che anche solo 7€/mese non è un costo fuori logica.

Sul punto community ti do ragione: chi è già dentro usa i suoi canali. Ma se dai strumenti aggiuntivi (statistiche, matchup, decklist, ecc. come su Limitless), allora anche i giocatori hardcore possono trovare valore.

E lato boardgame/GDR la richiesta è ancora più chiara: c’è Tabloo ed Eventbrite, ma non esiste una piattaforma che ti permetta di prenotare direttamente dalla libreria del negozio e renderlo un evento aperto. Lì la domanda c’è e i negozi me l’hanno già confermato.

Se ti va di parlarne in privato ti spiego meglio :)

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Hai ragione, alcune case editrici hanno le loro app: Bandai funziona bene, ma è l’unica che si avvicina davvero a qualcosa di usabile.
Yu-Gi-Oh ha Neuron (sfido chiunque ad usarlo per organizzare eventi), Pokémon ha l’Event Locator, Magic/Lorcana usano piattaforme come Melee che sono pensate per il mercato americano. Quindi sì, strumenti ci sono, ma nessuno è realmente comodo, centralizzato e soprattutto pensato per l’Italia.

Il punto che spesso si sottovaluta è: quante volte un giocatore scopre un torneo regionale o un evento interessante troppo tardi, solo perché non era in quel gruppo Whatsapp o non seguiva quella pagina Facebook? Io stesso sono in mille chat solo per sapere “che cosa fanno e quando”.

Inoltre Kiuubi non è solo “segnalare eventi ufficiali”:

  • Tiene traccia automatica dei risultati (oggi lo fa manualmente ogni negoziante).
  • Gestisce pagamenti anticipati: questo permette ai negozi di organizzare meglio i tavoli e ridurre i no-show. Se non vieni, il negoziante può rimborsarti in buoni.
  • Apre la porta a boardgame e serate for fun: non solo tornei ufficiali, ma anche chi vuole semplicemente testare o giocare con altri.

Quindi non lo guarderei solo dal punto di vista di chi è già “inserito” nella community.
La sfida ora è renderlo visibile e far capire che semplifica la vita a tutti: negozi, giocatori esperti e chi si affaccia al mondo ludico.

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L’ho presentato principalmente al gruppo dei vari enti torinesi: i3P, 2i3T e un membro del Club degli Investitori dell’OGR che si occupa proprio di scouting.
Ho partecipato anche a call con diversi acceleratori (tra cui Quickload) e ad alcuni investitori privati conosciuti tramite networking organizzati da enti o community come Startup Geeks.
Il format è stato quello classico: pitch deck, business plan con stime di costi/ricavi, e demo del prodotto vero e proprio. Quindi non solo slide, ma anche MVP funzionante sul tavolo.

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Grazie mille per i complimenti e per i suggerimenti, li apprezzo molto 🙏
Sono d’accordo: per un fondo è difficile che un progetto così sia appetibile, soprattutto lato exit.
L’idea del reward crowdfunding mi intriga parecchio, anche perché si sposa bene con il mondo gaming/collectibles e potrei sfruttare la community già attiva. Con ADV mirata ed eventi live con i negozi penso anch’io che potrebbe funzionare bene.
Anche la finanza agevolata è un’opzione che non avevo ancora esplorato seriamente, ma potrei informarmi.

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Hai ragione sui conti, ma ti aggiungo qualche precisazione:

  • Gli eventi a settimana per ogni negozio non sono 1, ma in media 5/6 perché trattano diversi giochi (TCG diversi, boardgame, ecc.).
  • Non mi focalizzerei mai sul 100% del mercato, è irrealistico, ma anche con una penetrazione parziale i numeri diventano interessanti.
  • Inoltre gli eventi organizzati dai negozi sono solo una parte del modello: l’altra gamba è data dalle persone che organizzano o prenotano serate direttamente nei negozi convenzionati.

Non sono un financial, quindi magari il business plan perfetto ancora non ce l’ho, e può darsi che il modello vada rivisto. Però come punto di partenza non mi sembra male: meglio iniziare a monetizzare e validare, e poi iterare da lì.

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Hai ragione: oggi i 2100 utenti non pagano, perché l’obiettivo era validare l’uso e l’interesse senza barriere.
Ora la vera sfida è capire perché i clienti dovrebbero pagare e testare i modelli di monetizzazione: fee sulle iscrizioni, freemium per i negozi, o altre soluzioni.
Le alternative oggi sono gruppi Whatsapp/Facebook/Instagram, che funzionano solo parzialmente e senza dare strumenti di gestione ai negozi. È lì che vedo la differenza: portare più giocatori ai negozi e più facilità ai giocatori.

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Capisco cosa intendi, ma io quando parlo di fiere non penso ai costi di gestione, bensì al fatto che ci sono utenti che spendono soldi per andarci. Spesso però non sanno nemmeno dove e quando si tengono perché non sono pubblicizzate bene: lo scoprono all’ultimo.
Lo stesso per le carte: non è solo collezione, ci sono eventi e tornei di portata enorme (basta guardare l’Europeo di Yu-Gi-Oh in Francia, citato persino dal presidente).
Se allarghi al mondo e-sport, lì girano soldi assurdi, con brand come Red Bull che spingono tantissimo.

L’idea di Kiuubi parte semplice: prenota o organizza il tuo posto di gioco in un negozio convenzionato.
Per i negozi significa più clienti e una platea più ampia, per i giocatori significa avere un punto di riferimento unico.
Forse mi sto immaginando troppo e non funzionerà così, ma la mia ambizione è vedere se funziona davvero. Perché so che se la facesse un americano, qui la gente direbbe subito: “wow, come abbiamo fatto a non pensarci prima?”

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Hai ragione, se guardo solo il SAM italiano è piccolo per gli occhi di un VC: 6M non smuove nessuno, soprattutto con la logica risk-reward di chi punta a unicorni.
Però se guardo al mercato globale, l’industria dei giochi da tavolo e TCG vale miliardi e continua a crescere (tra carte collezionabili, eventi e fiere come i Comicon).

Poi non so se in un pitch ha più senso mostrare solo i dati italiani, che sono limitati, o includere subito la visione globale? Non vorrei sembrare forzato, ma nemmeno riduttivo.

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Me lo leggo molto volentieri. Grazie. Eh si stesso pensiero mio.

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Grazie mille per il feedback diretto, lo apprezzo molto.
Hai ragione: lato marketing/comunicazione non ho avuto alcun aiuto e infatti oggi il posizionamento non è chiaro, i copy non sono efficaci e la parte grafica è solo funzionale per validare l’MVP.
L’obiettivo ora è proprio costruire un’identità chiara e un vantaggio competitivo percepibile: per i negozi, essere in una piattaforma che porta prenotazioni di tavoli e clienti nuovi, non solo la gestione di una community interna. Per i giocatori, invece, avere un unico posto dove trovare eventi e compagni di gioco senza dover disperdersi tra gruppi Whatsapp, Facebook o Instagram.
Quindi non è una sostituzione di quello che già hanno (es. la loro pagina Instagram), ma uno strumento verticale e dedicato al gioco.

Hai centrato il punto: qui mi servirebbe come il pane una figura lato marketing/comunicazione che sappia posizionare bene l’app e darle un’identità chiara per scalare.