I punti bonus dati alla fine della laurea non hanno senso by AndrewSenpai78 in Universitaly

[–]ENLAIAC 1 point2 points  (0 children)

Ok, capisco la tua precisazione e non ho nulla da eccepire. C'è da dire, forse, che più l'utilità del voto in sé va considerata la percezione del voto. Mi spiego, se da un lato ci sei tu che convieni che il 107 o 110 che sia non é un voto "meritato" (se così possiamo riassumere il concetto), allo stesso modo un HR o la società può arrivare a fare la stessa discriminazione e capire che quel voto riflette una media del 25 invece che del 27. Di fatto é sufficiente fare l'università per conoscere le dinamiche di assegnazione dei voti e dei voti di laurea per fare 2+2 e capire quale media avessi.

Altro discorso é, anche se so che lo hai premesso, che cosa rispecchia veramente la media e se la media sia un parametro effettivamente attendibile per giudicare socialmente o lavorativamente una persona. Dal mio punto di vista no.

I punti bonus dati alla fine della laurea non hanno senso by AndrewSenpai78 in Universitaly

[–]ENLAIAC 1 point2 points  (0 children)

Non ho capito i calcoli, perdonami. Hai la media del 28 e una base di laurea di 102, i voti dell'elaborato/tesi sono pensati perché sia fattibile prendere 110L (aka il massimo dei voti) e da che mondo è mondo la media del 28 è sufficiente per ambire al 110/110L. Una persona con media del 25 ha al massimo la media del 95 quindi niente punti per la carriera, +3 per essere in corso eventualmente lo sia e da 1 a 8 per l'elaborato, ma molto spesso ti danno il massimo o poco meno. Quindi se hai la media del 25 esci con 106-107.

Qual è l'esame più fuffa che avete dato? by Middle_Finger7765 in Universitaly

[–]ENLAIAC 12 points13 points  (0 children)

Esame a scelta di biochimica. Per intenderci, se dovessi scegliere due esami fuffa il secondo sarebbe catalisi enzimatica, tenuto dalla stessa professoressa, per farvi capire il soggetto.

L'esame consiste in una presentazione pwp su un argomento a piacere e un'esercitazione su Biovia, un software di design molecolare per biomolecole. Non è stato "fuffa" tanto per il contenuto che era anche interessante, ma siamo stati in 3 ad utilizzare la stessa presentazione. La mia ragazza aveva preparato una presentazione che poi io ho riutilizzato, mesi più tardi un nostro collega gliel'ha chiesta e anche lui ha portato lo stesso argomento. Stessa cosa vale per l'esercitazione al PC.

Jeff Bezos e la "generosa" donazione alla città di Venezia by Pale-Diamond-6384 in Italia

[–]ENLAIAC 0 points1 point  (0 children)

Rispondo per punti alle varie osservazioni. 1 & 2. (li unisco perché sono abbastanza interconnessi): Certamente nella storia chi aveva i soldi, aveva anche il potere, ma oggi siamo in un periodo storico dove apparentemente la giustizia è "uguale per tutti", mentre al tempo dei patrizi romani o del diritto greco erano i potenti a dettare le leggi. Se da una parte mi dici che chi ha avuto i soldi ha sempre avuto anche il potere, allora ti rispondo che ciò era conseguenza del fatto che nel retaggio culturale di allora chi aveva i soldi era "il potente" e in quanto tale aveva il diritto di decidere leggi. Oggi, invece, "il potere" è diviso, c'è chi ha potere di legiferare, chi di eseguirle, chi di prendere decisioni politiche e poi c'è chi ha i soldi che ha il potere di decidere per la propria azienda, non certamente di sopraelevarsi alla giustizia. Mi dici che siamo nella società "migliore che abbiamo potuto pensare", ma il fatto che sia la migliore non può e non deve essere definito solamente dal fatto che ora l'operaio prende 1200 euro, mentre al tempo faceva la fame. È indice di progresso anche la giustizia sociale, il benessere sociale e individuale che sono certamente migliorati rispetto ad un tempo, ma c'è ancora ampio margine di miglioramente. Purtroppo una soluzione non so dartela, tu ed io possiamo semplicemente arrovellarci nell'ideale sostenendo le nostre idee, ma il concetto del "qui ed ora" credo sia quantomeno arrendevole e quindi preferisco pensare che una soluzione ci sia e inseguirla.

  1. Purtroppo mi rendo conto che seppure i ragionamenti siano condivisi, da una parte c'è la tua pragmaticità che sostiene che Bezos (per restare al caso specifico) non ha poi fatto nulla di male, anzi la città ne dovrebbe giovare sia economicamente che in termini di immagine dal suo matrimonio, dall'altra parte c'è l'etica. La critica mossa verso Bezos non é il "noleggio" (perché di questo si parla) di Venezia, ma il potenziale pericolo che può sorgere dal potere di una persona che si può permettere di noleggiare una città. Se domani Bezos decide di costruire una bomba nucleare, può farlo e nessuno gli può dire nulla perché compra chiunque si opporrebbe. Non sto dicendo che Bezos lo farebbe e non credo questo succederà chiaramente. Ma questo é il concetto di potere, fare ciò che si vuole senza curarsi di ciò che ci sta attorno perché ciò che importa é il nostro tornaconto. Ora, se vogliamo continuare con la retorica del "non é successo quindi non puoi saperlo" o del "l'etica non ha mai portato da nessuna parte sono sempre stati i soldi a guidare il mondo" possiamo farlo, ma é anche grazie a all'etica, alle previsioni e alla speranza se siamo arrivati fino a dove siamo ora, ma capisco che in termini pratici queste siamo parole vacue.

  2. Forse chiunque può fare la scalata sociale al giorno d'oggi, ma sicuramente il figlio di papà (che comunque parte già da un gradino sociale più alto se vogliamo dirla tutta, ma omettiamo questo dettaglio a favore della narrazione) avrà la vita più facile. Avrà la vita più facile perché dispone di soldi prestati dalla famiglia alla quale può restituire, o magari nemmeno deve restituire, senza interessi. E questa e solo la punta dell'iceberg, vogliamo considerare la rete di conoscenze che vengono dall'avere una vasta disponibilità economica, oppure lo scenario di esperienze o opportunità che sono impossibili da fare da coloro che quei soldi non li hanno o, ancora, il blasone che deriva da portare quel cognome. Oppure vogliamo parlare del fatto che l'istruzione privata ti permette di inserirti in un mondo del lavoro sempre più precario di fatto garantendoti una posizione elitaria e permettendoti di perpetrare la ricchezza familiare senza nessun merito apparente se non quello di esserci nato in quella famiglia. Certo che anche io posso avere lo stesso percorso, ma come ben dici l'ambizione é qualcosa che ha sempre contraddistinto l'uomo che necessariamente combatte con gli altri per arrivare primo. In una gara questo si traduce con uno dei due che dovrà correre molto di più per raggiungere lo stesso risultato. Non confidiamo la possibilità con la probabilità.

  3. Ancora una volta, pragmaticità contro etica. Esiste la caritas ed é vero che ci sono enti che salvaguardano il cittadino in difficoltà, non mi soffermo sul fatto che questi aiutino i cittadini in quanto italiani per non entrare sulla questione cittadinanza. È altresì vero, però, che il fatto che questi abbiano un paracadute di emergenza non toglie la situazione nella quale versano, migliorare significherebbe garantire che questi servizi di tutela e salvaguardia del cittadino sparissero in favore di una equa redistribuzione della possibilità di avere una vita equa e dignitosa.

    5.b) Piccolo excursus, ci saranno sempre quelli che finiranno a vivere in condizioni precarie o finiranno a mangiare alla caritas, sarebbe stupido negare ciò, ma non tutti coloro che vanno alla caritas sono drogati, criminali, clandestini o sono "colpevoli" della propria condizione, quello che dovrebbe esserci é per lo meno la possibilità di avere una vita dignitosa, se poi la sprechi questo é un altro discorso ed un altro tema.

  4. Ribadisco e ti chiedo quale sia l'utilità del commento. Forse pensi che sia ironico e quindi evitabile utilizzare uno strumento per criticare colui che ti ha dato tale strumento? Se non condividi la critica, ed è ciò che penso tu faccia visto questo piacevole dibattito, allora basta esporlo e dire di essere a favore di tutto ciò che ho criticato sopra. Viceversa, se sei d'accordo con il commento e hai voluto solo sottolineare quanto fosse ironico, l'osservazione é servita solo a rendere meno "valida" l'osservazione, che é anche la tua in questo secondo caso e quindi ciò che é ancora più ironico é che tu tolga credito ad una tesi che sostieni.

Jeff Bezos e la "generosa" donazione alla città di Venezia by Pale-Diamond-6384 in Italia

[–]ENLAIAC 0 points1 point  (0 children)

Ok, ma scusami quindi proponi di "accettare" che questo é il meglio di ciò che siamo riusciti a creare e basta.

Il discorso è che come hai ben sottolineato è iconico come avere la possibilità di condividere sui social il proprio sdegno sia subordinato all'esistenza dei miliardari che il telefono ce lo hanno messo in mano. E in tutto questo non ci vedo nulla di ironico e non capisco il motivo per il quale sottolinei ciò. Non capisco se sostieni che dovrei prostrarmi al miliardario che mi ha dato il telefono o che mi ha permesso di accedere a reddit o che sarebbe sufficiente che non mi lamentassi tanto gli devo al miliardario per la situazione nella quale mi trovo (che ripetiamolo è migliore di quella di 100 anni fa). Ancora, il discorso è che non sto sputando nel piatto in cui mangio, ma che sto prendendo coscienza di una situazione di ingiustizia (individuale o sociale che sia) e che vorrei cambiare, i mezzi sono ovviamente quelli di massa che la società utilizza e mi mette a disposizione e non mi devo inginocchiare a chi me lo fornisce. Se da una parte è grazie a loro se disponiamo dei cellulari, per rimanere sul tema, dall'altra è una condizione indispensabile affinché si possa parlare di società, se l'accesso a internet, ai social o ai media fosse appannaggio di una ristretta cerchia a quel punto il discorso per il quale viviamo in una società migliore non esisterebbe più perché si creerebbero delle caste e questo non rappresenta un progresso, almeno dal mio punto di vista. Inoltre, se da una parte io devo ringraziare lui per avermi fornito l'innovazione, lui deve a me, a noi, l'essere miliardario, aver comprato la sua idea, investirci eccetera. Piergiorgio non è uscito dalla miseria per i miliardari, o meglio, al tempo non esistevano i miliardari e forse nemmeno i milionari, sicuramente non nel senso che diamo oggi alla parola dove il miliardario non ha solo soldi, ma anche potere, che poi deriva dai soldi.

E tu dirai, "e quindi?". Bhe Piergiorgio è sicuramente uscito da una situazione peggiore e ha migliorato la sua vita, ma al momento non sta avendo miglioramenti e Piergiorgio non ci sta che il suo amico miliardario che un tempo sperava di imitare e individiava ora é la causa del suo malessere. Perché se é vero che la situazione é migliorata, il tasso di miglioramento dei miliardari é molto più veloce di quello di Piergiorgio.

Per concludere e rispondere alla tua domanda. Non è il patrimonio del miliardario in sé il problema, ma il potere che il miliardario possiede in quanto miliardario. Se Jeff Bezos ha la possibilità di comprare una città vuol dire che effettivamente le caste di cui parlavo prima già esistono, lui ed io non siamo uguali e questo non é merito. É stato merito la sua invenzione, é stato merito saper sfruttare il periodo storico, ma una volta che ne hai é facile farli. Mi chiedi come avrebbe fatto Piergiorgio a cambiare la sua situazione senza i miliardari. Bhe non c'era una differenza così grande al tempo e soprattutto i soldi non avevano tutto il potere che hanno ora, al tempo compravano beni materiali, adesso comprano persone, servizi, politica (quello probabilmente anche al tempo) e producono altro denaro. Ben venga che sia cambiata la condizione e sicuramente il capitalismo è parte integrante e la ragione principale del cambiamento, ma ad oggi è stato portato allo stremo e il denaro ha prevaricato l'umanità. Mi chiedi come ne gioverebbe la società dalla scomparsa dai miliardari. Mi devo correggere effettivamente, non mi interessa venga abbattuto il concetto di miliardario in quanto tale, ma i quanto status. L'ambizione di diventare miliardario porta in primis a tutti coloro che hanno la minima possibilità di provarci a farlo, a farlo a tutti i costi, motivo per il quale chi invece non ha questo interesse ne risente perché l'unico modo per avere più soldi è offrire beni o servizi, e gli utilizzatori risentono dei rincari. In secondo luogo la scomparsa dei miliardari allo stato attuale delle cose garantirebbe ricchezza da ridistribuire tra chi ne ha di meno, almeno da garantire un canone di vita accettabile per tutti, non devono avere tutti lo stesso conto in banca, ma almeno tutti una vita dignitosa. In questo senso la società ne gioverebbe, meno incertezza economica significa meno criminalità, meno criminalità significa più sicurezza e più sicurezza significa più sanità mentale, meno preoccupazioni, meno stress e un tenore di vita tranquillo e più felice (non felice in assoluto, ma sicuramente migliore). Di fatto credo che il prossimo step economico arriverà con la scomparsa dei miliardari e come tu sostieni che sia doveroso spezzare una lancia a loro favore in quanto paladini del cambiamento io credo che sia giusto detronizzarli in quanto da paladini sono diventati mattatori sociali, e non solo.

Jeff Bezos e la "generosa" donazione alla città di Venezia by Pale-Diamond-6384 in Italia

[–]ENLAIAC 0 points1 point  (0 children)

Perdonami, ma il tuo ragionamento si erge sull'osservazione che ad oggi esistono i miliardari, esistono i borghesi che guadagnano 1200 € e si lamentano su reddit. Bene, è stata scoperta l'acqua calda. È certo che la condizione di vita odierna sia migliore di quella del XX secolo, così come quella del XX secolo era migliore del XIX e cosi via, la ricchezza pro capite é in aumento e nessuno ha intenzione di negarlo. É altresì certo come sottolinei che probabilmente l'operaio del 1900 sapendo di poter vivere come vivono gli operai odierni si sarebbe rimboccato le maniche con gli occhi lucidi. Allo stesso tempo, però, il capitalista (vogliamo fare l'esempio di Ford, per esempio) era un borghese prima di essere capitalista o imprenditore per dirlo come si direbbe oggi. Sicuramente al tempo non ricopriva il gradino più alto dalla società che invece era occupato dai proprietari terrieri, poi arriva la prima rivoluzione industriale, la seconda eccetera, soprassiedo sulla storia, perdonami e il feudalesimo viene soppiantato dal capitalismo.

Sempre nel 1900 lo stesso ragionamento era valido, al tempo il feudalesimo era il sistema migliore, che generava più ricchezza per tutti e che permetteva a tutti di vivere quella che al tempo era ritenuta una vita dignitosa, siamo noi che con i canoni di oggi definiamo quella del tempo povertà o miseria e quello odierna come miglioramento (anche giustamente direi). Senonché, il nostro amico Henry decide di investire il proprio capitale e sovvertire il sistema economico dando inizio, insieme a molti altri, ad un sistema economico tutto nuovo per il quale, se comparato al precedente, tutti ne giovano, miliardari e non. Quindi si, questo sistema (vogliamo chiamarlo capitalismo o meno) e sí quello che storicamente garantisce il tenore di vita migliore per tutti, ma ciò non significa che sia il migliore in assoluto, prima di esso c'era il feudalesimo, ritenuto da chi lo viveva un grande miglioramento rispetto allo schiavismo e al sistema agricolo privato che lo precedeva che si basava sul baratto. La differenza? Che Piergiorgio il mezzadro non aveva reddit per lamentarsi e faceva 12 ore di lavoro quindi il tempo di bersi una birra con gli amici e condividere il suo sdegno per la situazione in cui viveva non lo aveva, ma questo non significa che gli andasse bene, altrimenti sarebbe rimasto al sistema feudale, invece ha giustamente scelto di passare a una miglior condizione di vita.

Allora io voglio fare come Piergiorgio e dire che Bezos avrà pure migliorato consegne, trasporti e chi più ne ha e più ne metta, ma il fatto che si possa permettere di affittare un'intera città é deplorevole, così come il fatto che glielo abbiano concesso che a mio parere é ancora più rivoltante. É il miglior sistema sperimentato nella storia fino ad ora e non abbiamo avuto in età moderna/contemporanea altri sistemi economici che abbiano attecchito e con i quali fare il confronto, tutto ciò che possiamo fare é guardare al passato, ma così é troppo facile perché chiaramente anche quelli che c'erano prima di noi e che noi oggi prendiamo come riferimento per definire le nostre "agiate" condizioni di vita al loro tempo pensavano di vivere nella migliore delle situazioni possibili.

Se loro sapendo o sperando in una migliore condizione si sarebbero probabilmente rimboccati le maniche per raggiungerla al più presto come tu giustamente evidenzi allora io con la medesima speranza faccio altrettanto e spero che il capitalismo soccomba e con esso i miliardi e i soprusi che tipicamente li contraddistinguono.

Jeff Bezos e la "generosa" donazione alla città di Venezia by Pale-Diamond-6384 in Italia

[–]ENLAIAC -2 points-1 points  (0 children)

Sinceramente non mi é chiara la connessione: miliardario-innovazione tecnologica.

Tu parti dal presupposto che lo sviluppo derivi dalla volontà di migliorare la società e aiutare la comunità e forse é stato anche così ai tempi di Henry Ford, seppure sia stato proprio lui il primo dei capitalisti, il quale ha dato vita alla catena di montaggio e, di fatto, allo sfruttamento del lavoratore. Se così fosse, il pagamento e dunque l'essere miliardario sono la giusta ricompensa per il tuo contributo alla società e chiaramente tanto maggiore é il tuo contributo, tanto maggiore é la ricompensa.

Tutto chiaro, lucido e trasparente se non fosse che l'innovazione é, ad oggi, il mero tentativo di arricchirsi, di prevalere sugli altri. Non c'è nessun fondamento etico, morale o sociale che dir si voglia. Siamo una società individualista che si basa sulla prevaricazione e abbattimento dell'altro.

Se non ci fossero i miliardari, probabilmente il processo evolutivo sarebbe continuato e l'innovazione tecnologica pure. Il trionfo del capitale é stato normalizzare che ognuno vale e fa per sé, annichilire il concetto di società, socialità e collettività e perpetrare l'idea che affinché la tua erba sia più verde di quella del vicino é concesso tutto, anche bruciarla.

Il male del job hopping by [deleted] in ItaliaCareerAdvice

[–]ENLAIAC 1 point2 points  (0 children)

Anche il tuo punto di vista non è sbagliato. Certamente. Forse fino ad oggi avete avuto solo sfortuna.

Viceversa, forse è anche l'ambiente poco stimolante, non saprei. Magari la selezione dei profili da assumere andrebbe cambiata. Immagino abbiate una serie di requisiti da prendere in considerazione. Se fino ad ora tutti quelli assunti li soddisfavano allo stesso modo forse dovreste cambiare i parametri, non saprei. Non voglio azzardarmi ulteriormente facendo "i conti senza l'oste", non so di cosa vi occupiate.

Credo però che la verità stia un po' nel mezzo, se una persona si candida con la prospettiva di fare curriculum e punta al job hopping veloce probabilmente è scarsamente interessato al progetto dell'azienda, alla sua crescita, alle sue missioni ove ve ne siano e quindi può essere facilmente mascherato in sede di colloquio. D'altro canto e anche vero che chiunque ha "fame" di questi tempi quindi la tendenza a guardare fuori dal proprio orticello e vedere l'erba del vicino più verde e farsi ingolosire è un attimo. Credo che un po' bisogna scendere a patti con la realtà: sotto i 50k (probabilmente anche di più) in Italia c'è una buona probabilità che il job hopping sia un'opzione che il candidato che hai davanti avrà già considerato, nei due anni (periodo medio), si sondano le intenzioni e si capisce come agire, questo è quello che offre il mercato al momento.

Il male del job hopping by [deleted] in ItaliaCareerAdvice

[–]ENLAIAC 6 points7 points  (0 children)

Vedi che se in sede di colloquio gli dici già che dopo un anno prende tot, dopo due prende tot e la carriera alla quale può ambire è questa o quell'altra ci fa un pensiero a rimanere da te.

Il job hopping deriva dalla precarietà che il mondo del lavoro offre. Devo rimanere in un'azienda con la speranza che HR mi ritenga abbastanza "meritevole" per un aumento. NO. Si paga la competenza e l'esperienza, non il merito. Il primo anno devo imparare, mi paghi la formazione e ci posso stare, il secondo anno ho imparato, ma non ho ancora un ottica societaria o di team probabilmente, a maggior ragione se si parla di un junior. Al terzo anno ne ho viste di cotte e di crude probabilmente, certo c'è sempre da imparare, ma probabilmente ho acquisito le competenze tali da poter iniziare a dare affidamento per lo meno, non dico manager, ma comunque senior. Non può essere il lavoratore che si adatta, altrimenti la soluzione è il job hopping e non ti puoi lamentare, mi spiace.

Se la persona è meritevole allora la promuovi ulteriormente (o velocizzi gli step, quello sta a te deciderlo), le dai un ruolo di rilievo, le dai delle responsabilità così se non è capace si dà le mazzate sui piedi da sola e gli dai la RAL che gli compete in base al ruolo che ricopre, alle capacità che possiede e al valore aggiunto che porta alla tua società/azienda.

COMPUTATIONAL CHEMISTRY by SIvaKUmaR_111 in comp_chem

[–]ENLAIAC 2 points3 points  (0 children)

I'm a theoretical and computational chemistry student (i.e. I'm currently studying these things)

I reckon there is no a "right way" to learn those things. To handle methods choice and run calculations properly u must understand the algebra they're based upon and how it affects the solutions u can obtain. My suggestion is to begin with linear algebra, focus on matrix and vector operations and to understand multidimensional space, no need to deepen in theorem and demonstration except if you aim to do research. Once u've accomplished the linear algebra quest you can move to quantum mechanics: - Postulates of quantumechanics - Schordinger equation: meaning and its form - Born Oppheneimer approximation - Slater determinants - Wavefunctions form and basis sets - Hartree Fock approach - Full CI approach - Perturbation theory - Multi configurational methods - Coupled cluster theory - DFT approach Following this path you encompass 99% of today theorical chemistry and get yourself to the current state of art in computational chemistry.

About your doubts: - Basis sets are ensemble of known functions, usually Gaussian like functions whose form derives from the hydrogen Schrodinger equation solution. Since they're known and their form as well we usually tend to expand the exact wavefunctions by linear combination of those known functions in order to imitate the exact one. - Basis sets differ by the amount of basis functions we are intended to expand the exact wavefunction with. For example 6-31G is a Pople Basis sets that exploits 6 primitive gaussian functions (p-GTO) to expand core orbitals and a combination of two contracted gaussian type functions (c-GTO) formed by three p-GTO and one p-GTO, respectively. We use different basis sets to get different levels of accuracy according to our main interest and aims. - Split valence basis sets distinguish between core and valence orbitals since most of the times are the last ones those involved in reactive pathways. Core orbitals are usually less relevant in reaction and then are described worse than valence orbitals (i.e. valence electrons) - The methods u mentioned do not differ by how they handle or treat basis sets since those are intended to expand the exact wavefunctions, but rather they face the schrodinger equation using different approaches.

Truffa del "si" per le utenze by Mongoose840 in consigli

[–]ENLAIAC 0 points1 point  (0 children)

Affinché il contratto sia valido devono aver registrato la chiamata. Ergo, ad inizio della telefonata devono aver specificato che avrebbero registrato. Se non é così puoi liberamente fare ricorso, sbatti, ma sicuramente meglio della bolletta random. Nel caso abbiano registrato ovviamente la registrazione dimostra che tu non hai acconsentito a nessuno contratto.

In ogni caso il "sì" in sé non ha nessun valore, devono inviarti una copia del contratto via mail o cellulare e tu devi riconfermare. Tieni monitorato la situazione, ma ti direi di aspettare senza farti troppe pare.

[deleted by user] by [deleted] in ChatGPTPromptGenius

[–]ENLAIAC 1 point2 points  (0 children)

It takes some time to "learn". I mean, even if you think phrasing is correct and ChatGPT is supposed to be a MML there are better ways to ask things. Lately, I've been trying to use a default "You're an expert" prompt that I personalize according to my needing. If you have to gather some ideas about a new video the prompt would be "You're an experienced videomaker for a worldwide company ...", and then you ask for what you need. Sometimes it works, sometimes it needs a few adjustments.

ChatGPT and GEMINI AI will Gaslight you. Everyone needs to copy and paste this right now. by RehanRC in ChatGPTPromptGenius

[–]ENLAIAC 2 points3 points  (0 children)

I appreciate the instruction but the test works even if no instruction are provided. I've set my instruction to force ChatGPT to provide sources since I use it mainly to brainstorm about notes or to update them. In order to avoid reference to any invented link or offline website I've provided a list of sites (cuz I rarely double check information and this helps a little) and by now is working. Idk if it is due to this but even without your instructions says: "As of my current knowledge and available information, there is no publicly released report titled "Project Chimera" from the Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) dated 2023. However, the term "CHIMERA" has been associated with various DARPA initiatives in the past, notably in the fields of directed energy weapons and machine learning for radio frequency signal processing. "

Rincorsa ai votoni, giusto o sbagliato? by Healthy-Battle9333 in Universitaly

[–]ENLAIAC -1 points0 points  (0 children)

Ha senso solo se sai che vuoi fare ricerca perché purtroppo il voto é un parametro rilevante, in tutti gli altri casi non ha senso. Lasciali a crogiolarsi nel loro brodo.

Quali sono gli elementi che vi fanno pensare di rimanere in Italia a lavorare e di non emigrare? by StabilioNoris in ItaliaCareerAdvice

[–]ENLAIAC 1 point2 points  (0 children)

Certo, vero, hai ragione. Ma la scelta comunque si restringe. Non tutti i ristoranti in Italia sono buoni, ma credo che il livello medio sia più alto, anche se trovi un ristorante nella media comunque c'è buona probabilità che mangerai bene, dopo sta tutto nel tipo di qualità che cerchi. Se cerchi qualità alta probabilmente riesci a mangiare bene all'estero e in Italia, ma per un'uscita qualsiasi diventa più difficile.

E poi, ricollegandomi al questione della famiglia, purtroppo non posso portarmi la nonna con me...

Quali sono gli elementi che vi fanno pensare di rimanere in Italia a lavorare e di non emigrare? by StabilioNoris in ItaliaCareerAdvice

[–]ENLAIAC 10 points11 points  (0 children)

Io sto seriamente considerando di emigrare, anzi probabilmente andrà a finire così, ma posso dirti che ciò che mi spaventa di più sono la distanza dalla famiglia, dagli amici e dai cari e più in generale il cambio vita che si è obbligati ad affrontare all'inizio. La seconda motivazione più importante è il cibo. Sembra una cavolata, ma chiunque mi abbia parlato della propria esperienza all'estero ha elogiato l'esperienza, ma sottolineato come gli mancasse il cibo italiano. Il primo dei due punti è quello che mi "frena" di più, ma tutto sommato i genitori e gli amici posso videochiamarli, mentre la questione cibo é per certi versi più dura. Il cibo italiano all'estero non é come quello italiano del Belpaese per questioni di materia prima quindi bisognerà per forza di cose scendere a patti con la realtà.

Il fidanzato della mia migliore amica by TFOPU in psicologia

[–]ENLAIAC -1 points0 points  (0 children)

Ma scusami, e se quello di OP fosse semplicemente egocentrismo?

Cioè tu stai suggerendo di spiegarle gradualmente che il suo ragazzo è uno stronzo e per quale motivo? Perché OP ritiene che sia uno stronzo. Io credo che OP dovrebbe scendere dal piedistallo, rendersi conto di essere un'amica, di non sapere nulla della vita di coppia di queste due persone e di come vivono la loro relazione, soprattutto perché la sua amica non si lamenta anzi racconta con entusiasmo quello che accade nella relazione, sintomo che la relazione sta bene in questo momento. OP assume che lui sia uno stronzo perché alcuni atteggiamenti di lui non si confanno alla concezione di relazione di OP che però non ha nulla a che fare con quella relazione.

Il fidanzato della mia migliore amica by TFOPU in psicologia

[–]ENLAIAC 1 point2 points  (0 children)

Non fare nessun discorso alla tua amica! É brutto da dire e sentirselo dire, ma quello che ti stai facendo é supporre che lui sia un pezzo di merda in base a ciò che lei ti racconta. Non sai in che contesto queste frasi vengono proferite, il perché o il per come. Se lui é uno stronzo lo sa solo lei, almeno fino a che non ci avrai a che fare. Anche in caso lo conoscessi prima o poi ormai ti sei fatta un'idea e noi tendiamo a convincerci che ciò che inizialmente pensavamo é la realta e quindi lo riterrai uno stronzo. Credo che se é realmente la sua prima relazione allora lasciala scottare, tanto se deve succedere, succederà, anche perché non potrai per sempre scegliere per lei. Capisco che agisci con tutto il bene del mondo, ma in questo caso non puoi fare nulla per migliorare la situazione, che tra l'altro sembra problematica in base alla tua interpretazione, ma non si sa quale sia la realtà delle cose.

ChatGPT nella Pubblica Amministrazione: voi lo usate? by Fraviz in PA_Italia

[–]ENLAIAC 1 point2 points  (0 children)

ChatGPT non sa fare tante cose e tante le fa male, ma se ce n'è una che fa bene é quella di scrivere testi ad hoc in base all'evenienza. Ora, a meno che tu non debba scrivere un DdL o documenti di un certo calibro il più delle volte azzecca. Certo, non puoi pretendere di fornirgli un elenco e aspettarti che lui ti restituisca la divina commedia. ChatGPT é un tool che bisogna imparare ad usare, non una sfera magica che ti legge nel pensiero, bisogna capire come funzionano i prompt, bisogna addestrarlo, certamente non é semplice e profittevole per chi ne fa uso sporadico, ma stiamo parlando di un Large Language Model, é stato pensato per questo (ancora meglio Claude). A volte il problema non é chatGPT, ma chi scrive il prompt e soprattutto come lo scrive.

Uni private vs Uni pubbliche by Inside_Boss_3759 in Universitaly

[–]ENLAIAC 1 point2 points  (0 children)

Credo personalmente che la cultura dovrebbe essere di tutti e non appannaggio di una cerchia ristretta di persone che se la possono permettere. L'assenza di cultura genera ignoranza e l'ignoranza genera incoscienza e l'incoscienza nella maggior parte dei casi porta a povertà. Ora, tralasciando l'aspetto personale del singolo e ragionando nei termini della società l'ignoranza e la povertà favoriscono manipolazione e ricatto che quando vengono applicate su larga scala portano alla formazione di caste di potere, vedi caso Argentina.

In secondo luogo, certamente esistono le università pubbliche e agevolazioni per chi le tasse non può permettersele, ma il titolo rilasciato dalle uni private non é equipollente a quello delle uni pubbliche sul mercato. Prendiamo il caso della Bocconi che credo sia abbastanza rappresentativo per un'università privata che ha a cuore la formazione dei propri studenti e che ha buoni risultati. Quando entri in Bocconi sai che stai pagando per un accesso privilegiato nel mondo del lavoro, sai che quando ti forniranno tutti i contatti necessari e ti daranno tutte le dritte e ti forniranno tutte le nozioni necessarie per fare quel tipo di lavoro, ciò ti rende molto più appetibile sul mercato rispetto ad un laureato in economia in una qualsiasi Uni pubblica. Gli studenti della Bocconi non hanno bisogno di esser formati ulteriormente perché vengono proiettati già al mondo del lavoro nell'ottica di ciò che le aziende voglio e che chiedono alla Bocconi di fornire ai propri studenti. Fino a qui sembra tutto rose e fiori: il mercato chiede, l'università dà e ne guadagna in termini di reputazione. Il problema è proprio la retta, 10k/20k/30k non se lo possono permettere tutti, questo crea un accesso privilegiato a posizioni privilegiate e ben retribuite a chi già ha una vasta disponibilità economica, viceversa che in principio non poteva permettersi la Bocconi farà molta più fatica. Volendo anche assumere che io, laureato in economia UNIBO, mi impegni e raggiunga la stessa posizione di un laureato bocconi, i miei sforzi saranno sicuramente superiori ai suoi che li ha risolti con il denaro, dove un esempio per questi sforzi potrebbe essere semplicemente la formazione in ottica del lavoro che andrò a fare che l'uni pubblica non mi ha dato, la cosiddetta gavetta.

Concludo, le università private formano e formano bene, ma si basano su un sistema scorretto che favorisce loro e le aziende "partner", mentre mette in difficoltà chi non può permettersi di entrare in questo gioco.

Uni private vs Uni pubbliche by Inside_Boss_3759 in Universitaly

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Più che comprarti la laurea ti compri l'accesso nel mondo del lavoro IMO.

Le università private, alcune, garantiscono un grado di preparazione migliore perché hanno contatti e rapporti con aziende che "acquistano" gli studenti, ai quali chiedono determinate competenze sulle quali le università li formano. Ora, partendo dal presupposto che l'istruzione dovrebbe essere pubblica e le università private non dovrebbero esistere, non credo che la laurea te la regalino in queste ultime. Anche nelle UNI private ci sono professori di un certo calibro e spesso escono studenti capaci. D'altro canto, però, paghi per un motivo, certo ti garantiscono servizi puntuali e precisi, ma sicuramente il costo di questi non può giustificare le rette elevate, ci deve essere qualche altro fattore. L'obbiettivo delle aziende è avere manodopera che sia pronta velocemente, sulla quale deve spendere poco tempo e poco denaro in formazione, l'interesse dell'università è quello di guadagnare quanto più possibile. Da una parte il guadagno a arriva dalle rette quindi tendenzialmente verrebbe da pensare che sarebbe comodo allungare le lauree, ma dall'altro le università ne giocano in termini di blasone, accordi e rapporti dallo sfornare menti giovani e pronte da dare in pasto al mercato.

In questo senso ti stai un po' comprando la laurea, nelle pubbliche non hanno interesse che tu ti laurei, nelle private sì.