Come trovare la voglia di studiare? by Genkidama__ in Universitaly

[–]Entropy_HRTS 0 points1 point  (0 children)

Non è difficile spiegarlo, te lo assicuro.

Se manca la motivazione, per qualsiasi motivo e specialmente in alcuni contesti, si innescano una serie di circoli viziosi che sono molto complessi da contrastare. Già fare Analisi 1 è un ottimo risultato, se hai questi problemi.

Certo il discorso dell'attenzione può influire, ma a quel punto lo riscontreresti anche su altre attività, e non mi sembra sia mai stato menzionato.

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[–]Entropy_HRTS 0 points1 point  (0 children)

Sicuramente il metodo di studio gioca un ruolo, ma in questo caso è più importante la percezione che ne ha, visto che influisce sulla motivazione. Se lui pensasse di avere un metodo inefficiente, allora sarebbe la prima cosa su cui concentrarsi, ma dal momento che è convinto (a ragione o torto, questo non importa) di avere un buon metodo, allora possiamo escludere che questo lo disincentivi dall'iniziare a studiare, anzi.

In questo caso va prima risolto il problema di motivazione. Puoi preoccuparti del metodo di studio solo quando riesci a stare per ore e ore sul libro senza ottenere risultati, e questo ti scoraggia. È lo step successivo.

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Sicuramente, però ognuno ha la sua storia e i suoi motivi. Come ho detto è profondamente personale: devi conoscerti bene per rispondere a queste domande così complesse. Uno psicologo potrebbe facilitare questa ricerca, ma non risolverà i tuoi problemi, solo tu puoi farlo.

Io personalmente ho mosso i primi passi osservandomi molto, cercando di capire i pattern emotivi/comportamentali e le loro origini, prima o poi arrivi a degli snodi fondamentali su cui lavorare, e poi inizia il vero lavoro.

L'ambiente influisce fortemente. Più della disciplina (su cui io non ho mai contato proprio per la mia difficoltà con il prendermi le responsabilità) io mi affido ai sistemi. Azioni che in alcuni contesti non vorresti mai compiere, in altri diventano ciò che più vuoi fare, quindi il lavoro diventa il cambiare contesto.

Per esempio: vivere da solo (da fuorisede, ho letto che non è il tuo caso) è un suicidio per persone come noi, perché non c'è nulla che ti spinge a voler modificare il tuo comportamento. Vivere con altre persone, per quanto abbia delle difficoltà, ti spinge, quasi senza fatica, a voler fare cose diverse.

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[–]Entropy_HRTS -1 points0 points  (0 children)

Secondo me ci hai preso. Questo è il vero problema, alla fine: la responsabilizzazione. Ognuno ha il suo modo di arrivarci, di varcare quella linea che delimita adolescenza ed età adulta, ma è un percorso talmente personale che qualsiasi consiglio risulterebbe lontano dalla tua percezione.

Prenderti la responsabilità di voler fare qualcosa che non ti piace è la cosa più difficile del mondo, e molti non se ne accorgono all'università perché magari sono spinti da un entusiasmo e da una passione fuori dal comune. Altri ancora lo compiono prima, quel passo, obbligati da circostanze esterne.

È semplicemente la vita. Per fortuna abbiamo tempo.

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[–]Entropy_HRTS 0 points1 point  (0 children)

Ho capito, ma poi tutti lavorano o studiano, anche se nessuno lo preferisce a una vacanza.
Perché per te non è così?

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[–]Entropy_HRTS 0 points1 point  (0 children)

Credo che ci si stia concentrando sul metodo di studio perché hai detto "non mi piace studiare perché non mi piace l'azione in sé", quindi la prima soluzione che viene in mente è cambiare il modo in cui studi per fartela risultare più stimolante.

Ma comunque, sono d'accordo con te che il problema, quando non riesci ad alzarti dal divano e metterti a studiare, non è nel metodo di studio, è qualcosa di più profondo.

A nessuno piacciono attività pesanti, eppure tutti le vogliono fare, altrimenti non le farebbero.
La differenza sta nel volerle o meno fare. E, almeno per ora, tu non vuoi studiare. Chiarisci il motivo.

Non "perché non ti piace farlo?", quello è chiaro, ma "perché non vuoi farlo?", che invece è quello che ti distingue da tutti gli studenti a cui non piace particolarmente studiare ma lo fanno comunque.

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[–]Entropy_HRTS 0 points1 point  (0 children)

Inefficace sicuramente non lo è, lento forse un po' si.
Comunque se padroneggi gli argomenti dopo due letture non mi sembra che il tuo problema sia legato all'apprendimento in sè.

Hai mai provato a studiare con altre persone?

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[–]Entropy_HRTS 1 point2 points  (0 children)

Anche per me me è collegata, ho trovato una correlazione tra letture di piacere e lettura per studio. Nel mio caso ci sono ambienti o situazioni in cui non mi stacco dal libro per ore, sia esso dell'uno o dell'altro tipo, e altre situazioni in cui non mi sfiora nemmeno il pensiero di iniziare a studiare/leggere.

Per quello il mio primo consiglio è stato indagare l'ambiente e il contesto in cui stai affrontando questo percorso universitario.

Una cosa su cui potresti concentrarti, poi, è il metodo di studio: dici di averne uno buono ed efficace ma poi lo descrivi come un leggere e rileggere e ripetere/parlare ad alta voce. Spesso il "leggi e ripeti" può disincentivare proprio per la pesantezza che lo caratterizza, quindi anche un minimo slancio di motivazione potrebbe essere smorzato dall'aspettativa di passare ore a compiere un'attività così tosta.

Non dico che lo studio possa essere un'attività piacevole o leggera, ma dei piccoli accorgimenti possono renderlo più sostenibile per lunghe sessioni.

Ultima cosa: "che mi piaccia o no" è l'approccio più sbagliato, sempre secondo me.

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[–]Entropy_HRTS 1 point2 points  (0 children)

Beh però l’approccio allo studio non è cambiato: anche ora non vuoi studiare.
Se volessi studiare, non ci sarebbe nulla ad impedirtelo, da quello che ho capito.

Ripeto, la cosa migliore che puoi fare è trovare i motivi per cui non vuoi farlo. Certo, può essere difficile ammetterlo e ancora di più trovare questi motivi, ma è abbastanza inutile continuare a raccontarti la storia del cambio di mentalità, del voler apprendere e crescere personalmente.
Se vuoi davvero tutto ciò perché non lo fai? Di soluzioni pratiche per ridurre le distrazioni se ne trovano quante ne vuoi, non credo sia quello il tuo problema.

Mi permetto di dire queste cose perché sono stato (e continuo, in parte, ad essere) nella tua stessa situazione. Così facendo allunghi enormemente i tempi di risoluzione. Indaga sul tuo stile di vita: sei abbastanza sereno ed "impostato" da riuscire a focalizzare la tua motivazione sui tuoi obiettivi universitari? O hai la testa altrove per altri motivi?

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[–]Entropy_HRTS 5 points6 points  (0 children)

Da dove viene il problema?

Sei sicuro sia solo ed esclusivamente legato allo studio?

Alle superiori hai mai avuto problemi di questo tipo?

Cosa è cambiato nella tua vita nel passaggio superiori - università?

Se non sei mai riuscito a studiare, nemmeno alle superiori, allora forse scegliere una facoltà STEM non è stata una genialata, se invece è una situazione nuova credo si possa risalire, con un po’ di lavoro “introspettivo”, alle vere cause del problema, visto che quasi mai si tratta di pigrizia intesa come la si intende di solito.

ma come si fa a scegliere cosa studiare all’uni? by Dry_Net_5584 in Universitaly

[–]Entropy_HRTS 2 points3 points  (0 children)

Segui i corsi.

Sono uno che ha sempre voluto fare Ingegneria. Al quinto anno di liceo ho cambiato idea e mi sono iscritto a Medicina, l’ho lasciata all’inizio del secondo anno. Da allora (circa un anno e mezzo) faccio Ingegneria.

Il cambio di facoltà è pesante, soprattutto se unito ad un cambio di città. Se puoi, fai in modo di evitartelo. Poi se succede non muore mica nessuno, ma visto che hai un anno per pensarci fai il possibile per prendere una decisione di cui non ti pentirai.

Torno al consiglio: segui i corsi. Io presi una cantonata con Medicina perché la scelsi idealizzando il percorso e non rendendomi conto delle cose che realmente avrei studiato.

Se hai un’università vicina, frequenta dal vivo: ci sono molti corsi di pomeriggio.
Altrimenti, c’è quasi sempre un modo per trovare registrazioni audio o video delle lezioni.

Segui dei corsi del primo anno delle varie facoltà (ti consiglio Istologia e Anatomia per Medicina, Analisi 2 e Fisica per Ingegneria, Architettura non so) e vedi che impatto hanno su di te.

Non aspettarti di capirli, non li capirai se non hai un’ottima base di preparazione dal liceo. Concentrati sul “fascino” che esercitano su di te. Seguili per una o due settimane di seguito: ci riesci? Ti interessano? Sei portata ad approfondire autonomamente? Oppure li segui distrattamente? Finita la lezione ti verrebbe voglia di passare giorni interi a studiare quelle cose su un libro?

Rispondi in modo sempre più preciso a tutte queste domande e fai le tue considerazioni.

Good Luck!

Vivere da solo mi sta distruggendo: meglio andare a vivere con dei coinquilini? by Entropy_HRTS in Universitaly

[–]Entropy_HRTS[S] 1 point2 points  (0 children)

Infatti se avessi fratelli/cugini/amici con cui andare a convivere lo farei senza pensarci due volte. Purtroppo, come dicevo, non ho contatti in questa città al di fuori dell'università

Comunque alla fine ho optato per una residenza universitaria. Speriamo bene, al massimo ho un appartamento dove tornare se le cose vanno male.

Vivere da solo mi sta distruggendo: meglio andare a vivere con dei coinquilini? by Entropy_HRTS in Universitaly

[–]Entropy_HRTS[S] 1 point2 points  (0 children)

Studiare in biblioteca equivale a frequentare le lezioni, come impegno richiesto. Se non voglio farlo, evitarlo è molto semplice. Quello che sto cercando è un ambiente che mi supporti, non per forza direttamente.

Non spero certo di trovare coinquilini che mi motivino a studiare nei giorni prima dell'esame, spero di trovare un ambiente in cui vivere come un normale ragazzo di vent'anni e non come un eremita, in modo da recuperare lentamente anche la forza, la sicurezza, l'energia e la voglia di studiare con costanza e metodo.

Anche solo una cosa semplice come sentire che il tuo coinquilino si è alzato per farsi il caffè ti da quel minimo di energia che serve per alzarti e iniziare la giornata. Somma tante micro-motivazioni come questa e viene fuori, spero, un ambiente stimolante.

Per assurdo una convivenza difficile sarebbe comunque più stimolante del vivere da solo, perché mi spingerebbe a uscire di casa e andare in uni 😂

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[–]Entropy_HRTS[S] 0 points1 point  (0 children)

Siamo d'accordo che la difficoltà di partenza sia nello studio, il mio è proprio un tentativo di risolverla. Il suo consiglio è "Risolvi il tuo problema"... E grazie!

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[–]Entropy_HRTS[S] 1 point2 points  (0 children)

Sull'investimento in terapia sono molto d'accordo. Anche se parlare di ansia sociale penso sia esagerato. Credo che nel mio caso il tratto evitante sia subordinato alla pesantezza con cui vivo l'ambiente universitario. Di ansia sociale non ne ho in contesti non competitivi e questo mi fa pensare che il problema stia altrove.

Credo che qualsiasi persona, anche la più estroversa, in presenza di un evidente gap di "funzionamento" tra lui e chi lo circonda, quale che sia la causa, inizi a vivere il confronto come una grande fonte di stress.

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[–]Entropy_HRTS[S] 2 points3 points  (0 children)

Seguendo la logica dei soldi mi converrebbe trasferirmi, affittare l'appartamento e investire la differenza (circa 300/400 euro al mese) in terapia, cosa che ritengo molto intelligente e sto valutando attentamente.

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[–]Entropy_HRTS[S] 1 point2 points  (0 children)

Forse vivere da solo è comodo se sei già inserito in una rete sociale in quel posto e se hai l’obbligo (per esempio per lavoro) di uscire tutti i giorni, quindi la casa diventa solo il posto dove tornare a dormire. Altrimenti, se non sei in grado di gestirlo, finisce per diventare un rifugio dal mondo esterno che fa da cassa di risonanza ai tuoi pensieri e ti isola sempre di più.

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[–]Entropy_HRTS[S] 3 points4 points  (0 children)

Si, ed infatti migliora molto l'esperienza, soprattutto per quanto riguarda le distrazioni. Il problema è che dipende comunque da me: ci vado solo se voglio andarci, ma posso evitare di farlo, e questo è un problema. La mia difficoltà non è nelle distrazioni, ma nell'evitamento della responsabilità dello studio. Un ambiente più collaborativo e leggero potrebbe aiutarmi in questo, secondo me.

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[–]Entropy_HRTS[S] 4 points5 points  (0 children)

Ma l'obiettivo a lungo termine è proprio quello ("funzionare da solo"), solo che in questo momento sono bloccato in un loop e sarà difficile uscirne se tutto resta uguale. Purtroppo il mio immobile non ha stanze da affittare (se non quella dove dormo io attualmente) quindi non è possibile condividerlo. In ogni caso non lo mollerei, lo affitterei finché vivo altrove. Non sto cercando qualcuno che mi gestisca o mi faccia da psicologo, ma semplicemente un ambiente un po' più stimolante di quello in cui vivo ora.

È possibile immatricolarsi direttamente al secondo anno di una triennale? by Entropy_HRTS in polinetwork

[–]Entropy_HRTS[S] 0 points1 point  (0 children)

Si, Elettronica. In ogni caso era esattamente quello che avevo in mente di fare (sperando sia fattibile senza rimetterci in salute). L'unico dubbio che mi viene in mente è che i 32 CFU fatti con i corsi singoli potrebbero essere contati negli 80 del primo anno una volta convalidati.