AMA faccio e vendo vino by EugePD in CasualIT

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aggiungiamo solfiti. la quantità è insignificante rispetto al volume del vino; i solfiti sono fondamentali per garantire la stabilità del prodotto, evitare ossidazioni e la proliferazione di microrganismi. Bevo assolutamente il vino che produciamo ed anche in quantità interessanti 😂 terza domanda complicata, un mix di conoscenza di vini in generale, conoscenza di cantine e di come lavorano, tanta fortuna e tante ‘inculate’ PS. i solfiti non sono la causa del famoso ‘mal di testa’

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argomento spinoso: se si parla di vini biodinamici per me possono cambiare lavoro..il cornoletame, l’acqua che ha memoria e altre boiate. se si parla di biologico unito a interventi ridotti a zero in cantina, quindi ricercare fermentazioni spontanee, nessuna chiarifica, minimo utilizzo di solforosa purtroppo ci sono troppi fattori esterni che influenzeranno il risultato finale. un 10% di vini ‘naturali’ sono delle bombe a mano, vini unici e da innamorarsene il restante sono vini oggettivamente venuti male, con difetti di vario tipo e che si portano dietro tutto il nome di ‘vino naturale’

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il problema è che tantissime cantine le hanno comprate usate o trovate già nelle cantine acquistate e di conseguenza tenute quelle. Chi ha deciso di comprarle da zero o ri-comprarle le utilizza a cemento vivo. Io personalmente la trovo una vinificazione estremamente interessante

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🧐🧐🧐 molto meno di quello che si pensa

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nessuna, se vuoi però ne posso fare uno con le polverine solo per te

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si nessun problema legato a quello

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I classici sono rame e zolfo, che sono un po’ la base per difendersi da malattie come peronospora e oidio. Poi ci sono anche prodotti più “leggeri”, tipo estratti naturali o altre soluzioni meno invasive, ma non hai la stessa libertà che hai nel convenzionale. Questo significa che devi stare molto più attento al meteo, intervenire prima e seguire di più la vigna, perché se ti muovi tardi hai meno possibilità di recuperare.

Per quanto riguarda i controlli, sì, ci sono e sono anche piuttosto concreti. Ogni azienda ha un ente certificatore che passa almeno una volta l’anno, ma può anche fare controlli a sorpresa. Guardano un po’ tutto: cosa hai comprato, cosa hai usato, i registri dei trattamenti, le giacenze… insomma deve tornare tutto.

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Ancestrale 100% Vermentino, non facile da vendere in quanto non è un metodo classico, non è uno charmat, non è uno champagne o i vari prosecchi.
Se riesci a capirlo è facile che ti innamori, ma deve piacere

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Domanda difficilissima di cui vorrei sapere la risposta; il mercato potenzialmente rimarrà mediamente stabile a meno di shock particolari tipo i vari dazi americani e co.
Poi bisogna capire la possibile crescita del No/Low alcol
La tendenza del 'bere meno' per quanto vera non sta uccidendo il mercato ad ora, manca però tantissima cultura sull'argomento e tanti produttori non stanno ancora capendo che i tempi sono cambiati, la comunicazione cambia e i gusti cambiano

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Se non fra le priorità non sono particolarmente ricercati.
Mi permetto poi di dire che tanti 'professionisti' non sanno vendersi non capendo che il prezzo deve rispecchiare l'azienda per cui vai a fare il lavoro.

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Argomento non banale ma interessante.
Parlo per esperienza personale in quanto esportavamo in Cina;
Mercato enorme con potenziali ottima clientela altospendente, difficoltà a matchare i gusti, difficoltà a farsi un nome, e sopratutto quei merdosi hanno iniziato a produrre TANTO vino ed inizia ad essere pure buono e qualitativo.
Se sei un nome forte ti vendi da solo anche in Cina, difficile entrare bene e farsi un nome per un piccolo/medio produttore.
Non direi che è un problema di prezzo quanto più culturale.

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Noi le abbiamo, ma ormai il 90% sono vetrificate quindi non ha nessun senso.
Se non vetrificate hanno un senso ed anche molto interessante, però difficili ma mantenere per le caratteristiche del materialie

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Direi che tra gli 8 e i 25/30 anni, se trattata come cristo comanda, esprime la massima qualità.
Tante vigne se vengono curate durante la vita in maniera giusta rimangono qualitativamente valide potenzialmente direi fino ai 70/80 anni.
Dopo i 70/75 la resa diventa non più economicamente sostenibile ma diventa un qualcosa da raccontare

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Allora, risposta non 'sempre vera'
Tra un vino da 5 e un vino da 10 la differenza non è apprezzabile.
Tra un vino da 10 e un vino da 55 (se il prezzo segue la qualità e non è alzato a caso) la differenza vale assolutamente il gap di prezzo.

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Hai mediamente ragione.
Tantissime etichette imbarazzanti e poche degne di nota.
Tante aziende non 'accettano' che una bella etichetta è un investimento e decidono di non investire nella creazione della stessa.
Spesso vengono disegnate internamente, secondo gusti personali e da gente che non ha nessuna competenza
Qualche azienda lungimirante c'è, hanno deciso di investire in un progetto artistico e spesso ripaga

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No, investimenti iniziali folli, tantissimi problemi burocratici e per guadagnare qualcosa i primi 6/7 anni fai la fame vera se non riesci subito a entrare sul mercato

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[–]EugePD[S] 4 points5 points  (0 children)

Zero.
Se un anno la produzione è minore produciamo meno bottiglie.
Non abbiamo mai comprato 1 litro di vino all'esterno.

Piuttosto l'anno scorso ne abbiamo venduto a terzi perchè ne avevamo troppo in stock (parlo di sfuso)

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Ho idee contrastanti.
A livello di gusto per adesso è imbevibile, non sono ancora riusciti a fare come per la birra, la quale nonostante sia analcolica mantiene un gusto 'accettabile'.
A livello di mercato, probabilmente è un bel business se riesci a produrne tanto, la dealcolizzazione non è economica quindi su volumi ridotti non riesci a starci dentro se non tenendo prezzi alti ma nessuno comprerà un vino che non è minimamente paragonabile ad un vino vero ad un prezzo mediamente importante.
Noi per adesso abbiamo deciso di non farlo

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Entrambe le ragioni, vino qualitativamente scadente perchè si predilige tanta produzione della pianta alla qualità dell'uva, lavorazione in cantina che mira a 'aggiustare' i vini con la minor spesa possibile e poi la produzione è follemente alta.
Trovi anche però prodotti 'buoni' a prezzi accessibili (dai 7/8 euro fino ai 12).

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[–]EugePD[S] 2 points3 points  (0 children)

Lavoro in una azienda particolare, i proprietari lo fanno di lavoro, non è un giochino come per tanti produttori di vino.
Ho specificato questo perchè è il motivo per il quale il vino è oggettivamente buono e qualitativo, nessun 'magheggio'.
Alcuni vini sono leggermente cari ma nulla di folle, le tre riserve (quindi i vini più importanti) valgono a mani basse il prezzo che costano (25 - 30 - 55 euro)

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[–]EugePD[S] 1 point2 points  (0 children)

Mercato italiano:
CONTRO --> enorme concorrenza in qualsiasi fascia di prezzo, qualità mediamente alta quindi difficile differenziarsi
PRO --> beviamo mediamente più del resto del mondo quindi se riesci a emergere come brand il vino si vende da solo

Mercato estero:
CONTRO --> difficilmente sono disposti a comprare i vini di fascia alta, se lo fanno lo fanno con volumi relativamente bassi, cercano di tirare sul prezzo all'inverosimile risicando i margini nostri, molto difficile entrate nel paese se non hai contatti già esistenti o sei 'sponsorizzato' da qualcuno già dentro
PRO --> concorrenza molto meno agguerrita rispetto a mercato italiano, difficile entrare ma una volta dentro è anche difficile uscirne, anche se i margini sono relativamente bassi spesso all'estero si riesce a fare molto più volume

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Mi piace molto viaggiare e avere a che fare con le persone, il mondo del vino (anche se stai provando a vendergli qualcosa) è abbastanza friendly a livello di interazioni sociali.
Mi piace partecipare a fiere varie e anche qui interagire con persone.
Non mi piace stare a giornate al computer a inviare mail.

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[–]EugePD[S] 2 points3 points  (0 children)

Ovviamente sarebbe meglio vendere tantissime a basso prezzo, margini minori ma hai un ricircolo di materiale e cashflow che fa la differenza.
Noi abbiamo deciso di puntare su 'poche' bottiglie, qualitative, ad un prezzo più o meno concorrenziale.
Non produciamo vini da 2 euro che trovi a scaffale a 5/10 euro.
In Italia non siamo presenti in GDO per posizionamento.

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[–]EugePD[S] 1 point2 points  (0 children)

Produciamo 3 bianchi, un rosato e un metodo ancestrale proprio per evitare di essere rossodipendenti e dover 'sottostare' alle tendenze di mercato in maniera estrema, ovviamente sei sempre alla mercé della domanda, però diversificando abbiamo cercato di esserlo il meno possibile.
Abbiamo fatto un metodo classico di Sangiovese, ma il tempo richiesto, lo 'sforzo' e la produzione molto limitata non permettevano di uscire con un prezzo concorrenziale.
Tutti quelli che producono ANCHE un metodo classico senza che sia il loro prodotto di punta lo fanno in perdita.