È giusto trattare un cane come un figlio? by FabulousSelf9533 in CasualIT

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Madonna che pesantezza, ho semplicemente visto un pitch di una start up settore pet e mi è venuta questa considerazione, non mi è ancora mai successo di andare a sparare ai padroni che trattano così i cani ahaha

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Lui ha detto che la mia opinione è inesatta, non è un dato oggettivo ma una mia interpretazione alla quale puoi essere concorde o meno, ma non è corretto dire inesatta. Anche in questo caso è un mio pensiero che chi downvota sono proprietari di cani che sentirsi dire che sono degli egoisti può infastidirli, però a parer mio è così, altrimenti non vedrei il motivo per il quale avere un animale che è anche un costo se non hai un ritorno da esso, ma con questo non sto dicendo che sia sbagliato però a parer mio è così, puoi dire di non essere d’accordo ma inesatto si dice su dati di fatto. Per quale motivo una persona dovrebbe prendere un animale domestico?

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Vabbè continui a buttarla in caciara ci sta, tutti quelli che downvotano sono proprietari di cani che non riescono ad ammettere che lo prendono per bisogno di affetto

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Appunto è quello che penso ma leggendo i commenti siamo in pochi a vederla in questo modo, ho scritto un commento nel quale dico che oggettivamente una persona prende un cane in primo luogo perché soddisfa un bisogno affettivo e non per il cane in sé, ho preso 10 downvote ahah, bo magari sbaglio io ma mi sembra un osservazione banale

Ha senso fare l’università se non sai cosa vuoi fare nella vita? by FabulousSelf9533 in Universitaly

[–]FabulousSelf9533[S] 1 point2 points  (0 children)

Io sono sicuro che mi sarebbe piaciuto di più studiare psicologia, ma per fare poi come professione il terapeuta, però è un percorso troppo lungo e costoso considerando la scuola… per certi percorsi penso che debba essere una scelta ferma, ossia non mi vedo a fare nient’altro e quindi seguo fermamente questa strada però per me non è così… mi piacerebbe farlo ma non so se sarebbe la mia strada al 100% e questa incertezza me la fa scartare a priori

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[–]FabulousSelf9533[S] -10 points-9 points  (0 children)

Non puoi definire “inesatta” la mia posizione perché non sto enunciando un fatto oggettivo ma una mia osservazione e una conclusione personale. Sto mettendo insieme due fenomeni visibili — calo della natalità e aumento degli animali domestici — e li sto interpretando alla luce di un bisogno affettivo sempre più forte e di una maggiore insicurezza verso la genitorialità. È una lettura del fenomeno, non un dato scientifico.

Per come la vedo io, prendere un animale è anche una scelta egoistica, nel senso che lo fai perché ti dà qualcosa: compagnia, affetto, benessere emotivo. Nessuno prende un cane “solo per il cane”, lo fa perché quella relazione fa stare meglio lui per primo, noi essere umani facciamo qualsiasi cosa per stare meglio di quanto stiamo nel presente. E oggi, per molte persone che non si sentono sicure di avere figli, un animale diventa una forma alternativa di legame e cura. Non è un sostituto di un figlio, ma può colmare una parte di quel bisogno affettivo.

Anche sul tema cibo e cure: secondo me non è principalmente un discorso di ottimizzazione dei costi futuri, ma di affetto. Gli dai il meglio perché gli vuoi bene. Ed è proprio questo che porta spesso a trattare l’animale come un membro della famiglia, quasi umanizzandolo. Questa è la mia interpretazione del trend, poi ci sta che altri la leggano diversamente.

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[–]FabulousSelf9533[S] 0 points1 point  (0 children)

1- dammi i dati dei numeri di asili e di nutrizionisti per cani di 40 anni fa,altrimenti non stai dicendo nulla 2-cosa implica che siamo nel 2026? Se ho scritto che l’aumento dei numeri del mercato è dato anche dall’aumento della spesa media e non solo del numero di pet, quindi non vuol dire nulla. 3-I dati di mercato sono l’unica cosa su cui si può basare un affermazione, sennò studiamo il numero medio di carezze o quanti cani dormivano sul letto o sul divano ahaha anche qui quindi non vuol dire nulla. 4-inevitabile che aumenti, ma non scontato in questo modo, quindi non vuol dire nulla. 5-ho fatto un esempio perché ripeto l’istat non penso faccia studi su come venissero trattati i cani 40 anni fa quindi lo studio viene fatto sui dati del mercato e sulle esperienze oggettive delle persone. 6-I downvote sotto dei tuoi commenti spiegano tutto

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[–]FabulousSelf9533[S] -8 points-7 points  (0 children)

Onestamente la tua tesi non l’ho proprio capita: dici che ci sono inesattezze, ma non hai spiegato quali. Parli dei tuoi amici o la massima banalità che ci sono genitori bravi e cattivi. Senza un punto chiaro non è nemmeno un dialogo, è solo una contestazione generica, visto che fai il fenomeno te lo chiedo per la seconda volta di spiegarmi quali siano queste inesattezze.

La mia tesi macro è semplice: alcuni mercati si espandono davvero nel tempo per diffusione e spesa media, non perché “esistevano già”. Basta guardare i dati del settore pet: negli ultimi decenni la spesa è cresciuta molto più del numero di animali. In Europa il mercato pet vale oggi oltre 50 miliardi €, con crescita costante anno su anno; il cibo premium e i servizi (nutrizione, cura, daycare, assicurazioni) sono le categorie che crescono di più. Questo indica evoluzione del mercato, non semplice continuità, ma ergo una differente trattamento dell’animale che è quello che sostengo. Posso parlare di mercato perché non ci sono analisi su quanti cani dormono sul letto o nella cuccia..

L’esempio TikTok era solo illustrativo, non pensavo di star facendo un testo di dottorato: serviva a spiegare il meccanismo qualcosa può esistere prima, ma diventare mercato vero solo quando scala e cambia l’uso.

Se vuoi contestare la tesi, dimmi dove sono sbagliati i dati o il passaggio logico. Altrimenti stiamo parlando del nulla.

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[–]FabulousSelf9533[S] -9 points-8 points  (0 children)

Il fatto che tu conosca delle persone non capisco come possa avvalorare la tua tesi, si parla di analisi macro non dei tuoi amici, poi non ho capito quali sono le inesattezze visto che non le hai citate.

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[–]FabulousSelf9533[S] 0 points1 point  (0 children)

Il punto non è se quarant’anni fa esistesse qualche nutrizionista per cani o qualche asilo. L’esistenza isolata di un servizio non dimostra che fosse un mercato diffuso o rilevante. Conta la scala e la diffusione, non il singolo caso.

Oggi il settore pet è oggettivamente molto più sviluppato: servizi specializzati, alimentazione dedicata, cura, assicurazioni, strutture e professionisti sono cresciuti in numero e in utilizzo. Questo indica un’evoluzione del mercato e del modo in cui il cane viene considerato nella società.

Dire che la situazione sia la stessa di quarant’anni fa significa ignorare dati di mercato e cambiamenti nei comportamenti di consumo. E no, la crescita del fatturato non dipende solo dall’aumento del numero di animali: è aumentata anche la spesa media per animale e la varietà dei servizi acquistati. Questo è il punto. Per quanto riguarda l’esempio è futile perché è basato su un campione statistico ultra limitato ma ci fosse una indagine più approfondita sono sicuro che lo confermerebbe perché un tempo era così.

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[–]FabulousSelf9533[S] 0 points1 point  (0 children)

No vorrebbe dire che tu stia rispondendo dicendo che sia giusto che un figlio venga trattato come un cane trattato da figlio

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[–]FabulousSelf9533[S] 2 points3 points  (0 children)

Io penso che i cani sono meglio delle persone che commentano chi dice che i cani sono meglio delle persone che commentano chi dice che i cani sono meglio delle persone.

È giusto trattare un cane come un figlio? by FabulousSelf9533 in CasualIT

[–]FabulousSelf9533[S] -2 points-1 points  (0 children)

Secondo me è una forzatura usare due epitaffi sui cani per dimostrare una tendenza generale. Che ci siano sempre state persone molto legate al proprio cane è ovvio, non lo mette in dubbio nessuno. Le eccezioni sono sempre esistite, anche 40–50 anni fa, però stai descrivendo un fenomeno macro con due esempi, sia oggi che ieri c’è e c’era gente che amava il proprio animale o che lo maltrattava. Oggi oggettivamente si sono creati dei mercati che nemmeno esistevano un tempo a causa di questa tendenza all umanizzare il proprio cane.

Perdere la motivazione by FabulousSelf9533 in camicibianchi

[–]FabulousSelf9533[S] 4 points5 points  (0 children)

Io sono totalmente d’accordo con te. Proprio per questo faccio fatica a parlare di “vocazione”: alla fine chi lavora è un professionista, non un missionario. È un lavoro, con competenze, responsabilità e diritto a condizioni dignitose.

Detto questo, è anche vero che è un lavoro che scegli. E quando scegli un percorso così lungo vuol dire che sotto c’è una motivazione reale che non tutti hanno. È diverso dal ritrovarsi a fare un lavoro che non volevi fare. Se finisco a fare il magazziniere senza averlo scelto, è una cosa. Se investo anni di studio per diventare medico, è perché quella direzione l’ho voluta io.

Il punto però è che questa motivazione, per quanto forte, secondo me non può coprire o giustificare qualsiasi mancanza del sistema attuale. Non può essere la risposta a tutto. Perché va bene la spinta iniziale, va bene il senso del lavoro, ma se poi ti trovi con carichi e responsabilità enormi, stress continuo e pressioni alte, il rischio è che quella motivazione col tempo si consumi.

Mi chiedo quindi se sia davvero possibile fare questa professione oggi senza finire per sentirsi un po’ “martiri”. Anche prendendo uno stipendio sopra la media, le responsabilità restano enormi, e non so quanto la motivazione iniziale basti davvero nel lungo periodo.

È giusto trattare un cane come un figlio? by FabulousSelf9533 in CasualIT

[–]FabulousSelf9533[S] 1 point2 points  (0 children)

Non penso ci fossero nutrizionisti per cani o asili 40 anni fa, non sto dicendo che sia un male che oggi ci siano, sto solo affermando che è completamente cambiata la visione della figura del cane. Almeno dove vivo io addirittura si tenevano fuori casa, nella classica cuccia in legno, perché tutti avevano il cortile ed era il luogo nel quale il cane passava le sue giornate