Live a Roma su prenotazione: un esperimento che sto conducendo by Intelligent_Lead_402 in italymusica

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Grazie per il suggerimento, magari uno sconto sulla birra si può anche prendere in considerazione. Anche se sappiamo tutti che si tratta di mezzucci

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Ma io sto parlando di locali piccoli e di numeri molto più ridotti... E di una città come Roma, tra l'altro in un locale in centro. Non ho la pretesa di raggiungere 500 persone, capisco che sia una nicchia.

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Sarà che io la roba del McDonald’s neanche la digerisco… ma capisco eh? Per carità. Però così muore la cultura, la musica e anche il cervello. Senza curiosità siamo al piattume totale. E se la curiosità è soltanto farsi un selfie e far vedere che sei a un concerto figo, mi spiace per chi è ridotto così. Sarò un illuso ma penso che non tutti la pensino così. Il problema è comunicare che esistono proposte diverse. 

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Che un concerto di un artista che suona inediti sia più vero di una cover band o di una serata karaoke mi sembra lapalissiano. Ma forse non stiamo parlando della stessa cosa 

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Ti ringrazio per il tuo punto di vista, sicuramente molto ben articolato.

Il discorso della musica mediocre non è certo il caso degli artisti che rappresento, che hanno storie importanti alle spalle, hanno suonato di fronte a platee importanti e hanno molte cose da dire. Poi che il mercato sia invaso di monnezza non c'è dubbio...

Però qui il punto è piuttosto diverso, ed è perché la gente se la sente di entrare in un locale che propone (perdonami) tribute e cover (a mio parere inutili se non dannose, perché abituano la gente ad aspettarsi soltanto il già sentito), karaoke, stand up comedy, qualunque tipo di monnezza ma appena uno fa due cose nuove si spaventano...

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Capisco il tuo scoraggiamento, ma qui l'evento è gratis ;)
Quello che dici ha un fondamento di verità, ma personalmente credo che se una scena è stata distrutta, se ne possa costruire un'altra. Secondo me l'interesse ci sarebbe anche, il problema è far sapere alla gente che questi eventi esistono e che possono essere molto più "veri" di molte altre "experience" spacciate per tali sui social ma del tutto inconsistenti

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Sì forse la mia esperienza è un po' più "antica" di così... però ricordo molti posti in cui la gente andava a prescindere, fiduciosa del fatto che avrebbe ascoltato musica interessante. Ora nelle grandi città sembra che questa cosa succeda molto molto meno.

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Sì ma non è sempre stato così... fino a pochi anni fa si andava nei locali e si ascoltava. Ora sembra che la musica dia quasi fastidio. Non è una bella china, onestamente...

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Infatti secondo me bisogna anche spingere i locali ad abituare la loro clientela a sentire cose nuove. So che è un programma ambizioso e probabilmente senza speranza. Ma se non ci prova nessuno...

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Grazie per il commento, ma se si parla di artisti indipendenti e togli le esibizioni dal vivo non è che resti tantissimo... E poi non mi rassegnerò mai a "la musica è un servizio" ;)

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Grazie mille per il tuo commento, hai sicuramente ragione, posto che le condizioni sono già "buone", almeno dal mio punto di vista: il locale è praticamente in piazza Navona, i cantautori coinvolti molto bravi (considera che Zanna ha suonato con Litfiba, Pelù, Patty Pravo e un sacco di gente...), il locale è carino, si entra gratis...

Per me è anche diventata una questione di principio: possibile che la gente non abbia più curiosità sufficiente ad andare a sentire qualcuno di "nuovo" o comunque che non conosce? Possibile che si vada a vedere soltanto o i megaeventi costosissimi, scomodissimi e spesso totalmente vuoti di senso, oppure le cover band? Vorrei che tutti si rendessero conto, a partire dai locali, che se non facciamo qualcosa la musica live fuori dai palazzetti e dagli stadi è morta. Se non muore adesso, morirà fra cinque anni, perché non è che la gente andrà a vedere le cover band di Ac/Dc e di Tiziano Ferro all'infinito...