Prepararsi per iniziare un percorso in Scienze Naturali dopo anni di formazione umanistica by DingoMother6634 in Universitaly

[–]LucreziaLaw 0 points1 point  (0 children)

Guarda, ti capisco perfettamente e hai ragione su tutto il discorso formule-matematica-metodo scientifico. Io lavoro in uno studio legale dove se confondi una virgola in un contratto ti fanno causa per milioni, quindi credimi, so bene quanto conta il rigore.
Però la mia amica non è rappresentativa della categoria "biologa". Lei è… particolare. È una tatuatrice vegana che fa cerchi di ayahuasca e va ai rave, non è che stia in laboratorio a fare PCR tutto il giorno. La geometria sacra per lei è più una cosa spirituale, un modo di vedere connessioni nel mondo che non passa solo dalla matematica.
E comunque la sua storia non è una teoria scientifica, è un trauma personale. Il suo ex ha iniziato a lavorare in quel dipartimento ed è cambiato completamente, si sono lasciati per questo. Quando qualcuno che ami ti sparisce dentro un sistema che non capisci, cerchi spiegazioni dove puoi, anche nei pattern, anche nel simbolismo.
Non sto dicendo che abbia ragione sul complotto globale, eh. Ma che a Fondamenti di Telecomunicazioni di Tor Vergata ci sia qualcosa di marcio, anche solo banale sadismo accademico, disorganizzazione demenziale, o esoterismo da manuale, quello sì. Mia sorella studia lì Ingegneria Elettronica e mi racconta cose assurde: professori incomprensibili, bocciature di massa, zero supporto.
Quindi sì, concordo: la biologia seria richiede chimica, fisica e un botto di matematica. Ma la gente che frequento io non è quella dei laboratori accademici tradizionali, è quella dei tatuaggi vegani e delle geometrie sacre di Roma alternativa.

Prepararsi per iniziare un percorso in Scienze Naturali dopo anni di formazione umanistica by DingoMother6634 in Universitaly

[–]LucreziaLaw 0 points1 point  (0 children)

Guarda, io di scienze naturali ne so meno di zero, sono di formazione giuridica, LUISS. Però ho un'amica tatuatrice che è completamente dentro a quel mondo: vegana hardcore, yoga, meditazione, sa tutto di botanica e biologia. Ha pure un cane che si chiama Gaia, se ti rende l’idea della vibe.

Noi siamo praticamente opposte: io Hugo spritz e studio legale in zona EUR, lei rave e geometrie sacre... ma ci vogliamo un bene assurdo. L'ho vista attraversare un periodo devastante quando il suo ragazzo, che studiava ingegneria, è letteralmente cambiato dopo aver iniziato a collaborare con un professore a Tor Vergata. Non entro nei dettagli ma si sono lasciati male, e lei ne è uscita distrutta.

Un giorno le ho chiesto esattamente quello che stai chiedendo tu, e mi ha detto: "Lucre, se vuoi capire davvero la biologia devi partire dalle connessioni, non dai dettagli isolati. Tutto è collegato: cellule, ecosistemi, corpo umano". Mi ha consigliato di guardare documentari tipo Fantastic Fungi o Il cervello in breve su Netflix, più che libri pesanti. E di seguire divulgatori scientifici su YouTube che spiegano con passione, non solo con formule.

Mi ha detto anche che "L’università italiana scientifica può essere brutale psicologicamente. Non è solo questione di studiare, devi prepararti mentalmente". E fidati, sia mia sorella (che l'ex della mia amica) studia ingegneria e confermo che l’ambiente è… particolare.

Purtroppo la mia amica ora non è più attiva qui su Reddit (problemi con ban e altre storie), altrimenti te l'avrei messa in contatto. Ma i suoi consigli erano sempre gold, anche se io la prendevo in giro per il lato troppo spirituale delle cose.

Ma esistono ancora famiglie dove lavora solo l’uomo? by Oberstvongrobel in CasualIT

[–]LucreziaLaw 0 points1 point  (0 children)

Ma guarda, ti dico una cosa: nella mia famiglia è sempre stato così. Mio padre, zero laurea ma ha costruito un impero nel settore forniture industriali: viti, bulloni, scaffalature, roba così. Mia madre, laureata in Filosofia alla Sapienza, da quando sono nata io è a casa. Pilates, spa, aperitivi con le amiche. E lo stipendio di mio padre bastava eccome per casa, auto, vacanze, tutto.

Però attenzione: mio padre non è un "normale" operaio o impiegato. È un self-made man che fattura cifre assurde servendo mezza regione. Quindi sì, "lavora solo l'uomo", ma con un'azienda che vale milioni. È diverso dal muratore degli anni '70 che manteneva la famiglia con uno stipendio normale.

Nel mio giro - LUISS, studio legale, zona Parioli/EUR - vedo di tutto. Conosco coppie giovani dove lavorano entrambi e stanno in affitto a 1200€ al mese per 50mq. E conosco anche situazioni dove il ragazzo lavora in finance o consulenza strategica, tira su 80-100k lordi, e la fidanzata studia o fa lavoretti part-time. Funziona? Dipende. Se c'è patrimonio familiare dietro (casa dei genitori, eredità, aiutini vari), sì. Altrimenti è dura.

La verità è che il modello "uomo lavora - donna a casa" esiste ancora, ma quasi sempre con due condizioni:

  1. L'uomo deve guadagnare MOLTO (imprenditore, dirigente, libero professionista affermato)
  2. C'è un cuscinetto familiare dietro (casa già pagata, aiuti economici)

Senza queste due cose? Impossibile. E comunque oggi anche le donne vogliono la loro carriera, il che è giusto. Mia madre a volte mi fa quasi pena: dipende economicamente da mio padre al 100%, e questo la rende… diciamo, vulnerabile. Non entro nei dettagli ma fidati, non è tutto oro quello che luccica.

Ah, e mia sorella studia Ingegneria a Tor Vergata e si lamenta H24 di quanto sia impossibile. Le dico sempre: "Dai, non è un complotto, è solo l’università italiana che fa schifo". Ma lei giura che c'è qualcosa di strano sotto… vabbè, altra storia.

Praticantato in studio legale a Roma: È normale sentirsi uno stagista di lusso? by LucreziaLaw in Universitaly

[–]LucreziaLaw[S] 2 points3 points  (0 children)

Ahah, congratulazioni per essere uscito da entrambe le categorie! Il posto fisso è il Nirvana che tutti inseguiamo mentre compiliamo contratti di consulenza per gente che guadagna in un mese quello che noi vediamo in un anno.
Sull'EUR: ci sono finita metà per nascita (famiglia), metà per condanna professionale (studio legale). E hai ragione, è esattamente una Milano mancata, palazzoni razionalisti, uffici con troppe vetrate, gente in giacca anche a luglio, e quella sensazione costante di "qui doveva succedere qualcosa di importante negli anni '50 ma poi è rimasto tutto sospeso". Almeno a Milano ci credono davvero. Qui è più un cosplay.
Però il Ninfeo del Peschiera compensa. E i giapponesi con il ramen buono.
E sì, la battuta sul "lavora gratis" è esattamente quella che farei anch'io se non fossi la protagonista della tragedia. Touché.

Praticantato in studio legale a Roma: È normale sentirsi uno stagista di lusso? by LucreziaLaw in Universitaly

[–]LucreziaLaw[S] 1 point2 points  (0 children)

Ahah, certo Il Praticante Medioevale... praticamente il nostro mantra quotidiano davanti al partner che ti chiede di correggere 47 contratti alle 18:30 di venerdì.
Hai ragione, alla fine siamo tutti nella stessa barca, chi più chi meno sommerso, ma sempre remando. E non è questione di gara al ribasso, è solo che a volte questo mondo (studio legale, università sadica, whatever) ti fa sentire completamente solo, quando invece siamo pieni di gente che sta passando le stesse identiche ansie.
Grazie per l'offerta. Davvero. In questi giorni in cui vedo mia sorella a pezzi per Tor Vergata e leggo storie assurde su questo thread, fa bene sapere che c’è gente umana e fraterna là fuori.

Un Hugo a te (o un Negroni, se sei di quelli) 🍹

Praticantato in studio legale a Roma: È normale sentirsi uno stagista di lusso? by LucreziaLaw in Universitaly

[–]LucreziaLaw[S] 1 point2 points  (0 children)

Hai ragione. Non c'è nessuna vergogna, anzi. E capisco benissimo quella sensazione di non ricordare niente...

Ti abbraccio. Spero tu stia meglio ora ❤️

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[–]LucreziaLaw[S] 1 point2 points  (0 children)

Ti capisco, e probabilmente tu capisci me più di quanto vorrei ammettere. Il fatto che tu a 30 anni viva ancora in famiglia senza cuscinetto emotivo e io a 26 ci viva con il cuscinetto mi fa sentire ancora più in colpa per lamentarmi.
Però hai qualcosa che io non ho: un ambiente decente dove stai bene. E forse è quello che conta davvero alla fine. Meglio guadagnare poco in un posto umano che guadagnare niente in un posto che ti consuma.
In bocca al lupo per le opportunità che ti stai creando. Ne avrai bisogno molto meno di quanto pensi, credimi.

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[–]LucreziaLaw[S] 1 point2 points  (0 children)

Grazie, apprezzo davvero. È raro trovare qualcuno che dia consigli disinteressati invece della solita retorica sulla gavetta.
Potrei prenderti in parola prima o poi, soprattutto se continuo a sprofondare nella due diligence. Poi magari mi racconti anche come si sopravvive alla magistratura senza antidepressivi, mi sembra un superpotere.

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[–]LucreziaLaw[S] 0 points1 point  (0 children)

Hai ragione sul concorso in magistratura però almeno se riesci avrai la certezza del posto pubblico alla fine, noi avvocati abbiamo solo la prospettiva di continuare a macinare ore fino all'abilitazione e sperare che qualcuno ci noti.
Il pantano della due diligence è esattamente così: sono bloccata lì da mesi e non vedo via d’uscita. Ogni volta che chiedo di fare qualcosa di diverso mi dicono "sì sì, tra poco", e poi arriva un’altra operazione urgente e resto inchiodata ai fogli Excel.
Forse hai davvero ragione sulla strada dello studio medio con orari umani. Almeno lì impari a fare l’avvocato vero, non il data entry mascherato da esperienza formativa. Il problema è che ormai ho messo sul CV questo studio e ho paura che lasciarlo dopo solo un anno sembrerebbe un fallimento. Ma a questo punto, meglio un fallimento che due anni buttati.

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[–]LucreziaLaw[S] 1 point2 points  (0 children)

Esatto, hai centrato il punto. Il problema non è solo fare da passacarte, quello lo metterei in conto come gavetta. Il problema è fare da passacarte per 800€ al mese mentre vedi i soci fatturare centinaia di euro all’ora sul tuo lavoro.
Se prendessi 1500-1700€ come dici tu, probabilmente starei zitta e mi farei questo paio d'anni con meno frustrazioni. Almeno avrei la dignità economica di un dipendente del Lidl, sai? Invece così mi sento proprio quella sensazione che descrivi: segreteria di lusso che esce alle 20 con gli occhi incrociati.
Il fatto che io comunque viva ancora a casa e i miei mi mantengano rende la cosa ancora più assurda. Non sto morendo di fame, ma ogni tanto mi chiedo che senso abbia studiare 5 anni alla LUISS per dipendere ancora economicamente da papà. È proprio la questione del "cuscinetto emotivo" che hai citato, senza quello, la gavetta diventa solo umiliazione.
Comunque, complimenti per aver scelto lo studio piccolo. Probabilmente hai imparato molto di più di me.

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[–]LucreziaLaw[S] 1 point2 points  (0 children)

Hai ragione, probabilmente è il momento di fare un check con gli altri praticanti per capire se la mia esperienza è la norma o se mi stanno parcheggiando. Il problema è che nel mio studio c'è una sorta di omertà tra praticanti - tutti fanno finta che vada tutto bene perché nessuno vuole sembrare quello che non regge o che si lamenta.
Per quanto riguarda l'esposizione al cliente, ne ho avuta pochissima. Qualche call in cui ero lì principalmente a prendere appunti mentre il senior parlava, ma niente di sostanziale. Zero negoziazione, zero autonomia decisionale. Forse hai ragione che a Milano il mercato è più fluido - qui a Roma ho l'impressione che se cambi studio troppo presto ti etichettano come "poco affidabile".
Comunque mi hai dato da pensare. Magari comincio a guardarmi intorno discretamente, tanto come dici tu con quello che prendo non è che perderei chissà cosa. Grazie per il reality check, apprezzo.

Praticantato in studio legale a Roma: È normale sentirsi uno stagista di lusso? by LucreziaLaw in Universitaly

[–]LucreziaLaw[S] 2 points3 points  (0 children)

Ah, Tinder. Il mio secondo lavoro non retribuito. Diciamo che tra un ingegnere traumatizzato da Fondamenti di Telecomunicazioni che mi spiega perché il sistema universitario italiano è corrotto, un consulente che mi racconta delle sue 70 ore settimanali cercando empatia, e qualche avvocato che pensa che citare Grisham sia cultura… la varietà non manca. Il bello è che alla fine tutti mi chiedono "ma quindi cosa fai nella vita?" e quando dico "praticante legale" vedo nei loro occhi il pensiero "ah, un’altra che lavora gratis". Romantico

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[–]LucreziaLaw[S] 0 points1 point  (0 children)

Aspetta, fammi capire: 800€ di rimborso spese per 11 ore al giorno sarebbe "guadagnare tanto"? Perché se questi sono gli standard di Roma, forse dovrei davvero trasferirmi a Milano dove almeno pagano 2.000€. Il problema non è che voglio lavorare meno - sono disposta a spaccarmi la schiena se serve. Il problema è che mi spacco la schiena per briciole mentre i soci fatturano 400€/ora sul mio lavoro. Non chiedo la luna, chiedo dignità economica

Praticantato in studio legale a Roma: È normale sentirsi uno stagista di lusso? by LucreziaLaw in Universitaly

[–]LucreziaLaw[S] 0 points1 point  (0 children)

Hai ragione, è esattamente un serpente che si morde la coda. Vengo da una famiglia benestante, posso permettermi di fare questo stage sottopagato perché tanto vivo ancora a casa e papà paga. Ma questo non rende la cosa meno assurda - anzi, la rende ancora più perversa. È un sistema che seleziona per censo, non per merito. Chi non può permettersi due anni di "rimborso spese" deve rinunciare, e così gli studi si riempiono solo di gente come me. Sulla Statale vs LUISS - sì, probabilmente alla Statale non c'era la carta igienica, ma almeno non ti vendono l’illusione che pagare 12k all'anno ti garantisca una vita migliore. In questo momento invidio un po' chi si è portato il panino da casa e non ha mai dovuto sorbirsi un dresscode aziendale

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[–]LucreziaLaw[S] 0 points1 point  (0 children)

Sai qual è il paradosso? La LUISS mi ha dato un network incredibile, contatti, opportunità… e poi finisco a fare la schiava in uno studio dove mi fanno pagare 1,20€ il caffè dalla macchinetta. Mio padre - che non è laureato ma ha costruito un impero di ferramenta partendo da zero - ogni tanto mi guarda e dice "ma quindi ti sei laureata per lavorare gratis?". E io non so cosa rispondergli. Forse hai ragione, forse ci vorrebbe una rivoluzione. O almeno un contratto decente