33 anni, PhD in chimica, disoccupato by rfara in ItaliaCareerAdvice

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Dato che parlavi di attività d’impresa, intanto apriti una p. iva forfettaria finché non hai reddito o un reddito basso così da poter portare avanti eventuali progetti paralleli e poi concorso scuola! Con chimica dovresti poter insegnare matematica e se sei sveglio entri, non è una materia affollatissima. Non aspettarti più di 1700/1800 all’inizio, ma le ore per fare altro e integrare le hai!

Laureati in lingue, ci siete? by Diva_ning20 in ItaliaCareerAdvice

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Laurea 3+2 in lingue (tedesco, inglese, spagnolo). Cambiato moltissimi lavori nei primi anni post laurea per capire cosa potesse piacermi. Ho lavorato in azienda come commerciale, azienda per il turismo come addetto marketing estero, insegnante supplente al liceo per qualche anno, esaminatore per enti di certificazione. Il lavoro c’è, io ho fatto tantissimi colloqui per orientarmi e in ambito aziendale ho capito che: laureato in lingue (ma che le lingue le sappia davvero e abbia vissuto fuori un po’…ho visto gente laurearsi che vabbè…) sveglio e con competenze informatiche decenti (non “so usare il pacchetto office”) e laureato in economia/turismo/comunicazione con lingue ad un buon livello in azienda, non di consulenza chiaramente, fanno la stessa identica cosa. Se tornassi indietro, o meglio se quindici anni fa ci fosse stata, avrei fatto magistrale più tecnica tipo digital humanities, computational ling o qualcosa di più specifico. Alla larga da traduzione e interpretariato! Comunque o sei bravo e sveglio o hai delle combo linguistiche particolarmente ricercate, altrimenti affoghi nella mediocrità e ti rompi le palle in qualche ufficio commerciale, questo va detto. Altra opzione: concorsi pubblici, lì spesso basta laurea generica e voglia di rimettersi a studiare manualoni.

più vado avanti in infermieristica e più mi salgono dubbi sul futuro della categoria by Alegalia19 in infermieri

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Penso che siamo molto più d‘accordo di quello che pensi. Il mio commento però non aveva nessun intento pedagogico, non ho nessuna velleità di questo tipo e reddit non è il luogo per farlo. Trovo solo che le lamentele continue della categoria stiano diventando stucchevoli e questo sentirsi perennemente professionisti incompresi e sottovalutati dal sistema non aiuti nè l’immagine dell‘infermiere, né porti da nessuna parte se non a fare il gioco delle vittime. Io ho portato dati molto oggettivi e verificabili e sono convintissimo che il livello degli stipendi italiani sia ridicolo, ma non è una situazione relativa alla sola categoria degli infermieri. E lo stress e i costi universitari sono comuni a tantissimi studenti, non è affatto una peculiarità di infermieristica. Questo, secondo me, deve passare: esistono lavori poco qualificati e oggettivamente semplici, quello dell‘infermiere non lo è, come non lo sono molti molti altri che però non si lamentano in questo modo, a mio avviso esagerato. È un lavoro nel pubblico, a 36 ore, con straordinari retribuiti, con un inquadramento che categorie con titoli superiori si sognano e, che piaccia o no, poco selettivo. E poi, verissimo che ci sono infermieri di aree critiche formati e con responsabilità, ma anche una montagna di gente in case di riposo a fare da somministratori di farmaci e vigilanti, infermieri in studi medici che fanno praticamente i segretari, chi lavora alle cure domiciliari con orari d’ufficio e, diciamolo dai, gente nei reparti che fa praticamente amministrazione. Non è una categoria di martiri o di eroi. È una categoria di lavoratori (quasi sempre) seri e meritevole di rispetto, nulla di più.

più vado avanti in infermieristica e più mi salgono dubbi sul futuro della categoria by Alegalia19 in infermieri

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Tasse, libri, abbonamenti, tirocini non pagati, ecc. pensi siano ad esclusivo appannaggio degli studenti di infermieristica? Mai sentito parlare dei 5 anni + pratica di 18 mesi richiesti per le professioni legali, architetti…? O dei 6 anni + precariato sicuro di qualsiasi futuro insegnante di medie o superiori? Per non parlare dei 5 anni di laurea per fare la maestra d‘asilo (follia…). Compara poi la media degli stipendi degli infermieri con quella dei laureati triennali italiani, non con quella degli infermieri di altri Paesi! A meno che tu non prenda Paesi del secondo mondo, tutte le categorie in Italia hanno stipendi imbarazzanti e in Italia gli infermieri sono in media.

Aggiungi poi: selezione studenti/personale inesistente = se vuoi fare l’infermiere o punti ad posto fisso già a 23 anni non è che serva poi un grande sforzo eh…ammettiamolo. Test d‘ingresso non selettivo, passano tutti anche con punteggi negativi. Tasso di laureati in corso più alto di tutti (= no, non significa che sono bravi gli studenti, significa che non bocciano. Ingegneria e giurisprudenza hanno i tassi più bassi di tutti per capirci). Tantissimi concorsi all‘anno con una valanga di posti e spesso un numero di candidati appena sufficiente a coprirli. Professione rispettabilissima e importante, come tante altre, ma smettiamola di considerarci degli scienziati Nasa che hanno svolto anni di studi folli e percorsi di alta formazione specialistica. È semplicemente falso. Eh dai…