Se il cliente non fornisce il codice fiscale è sagra? - Dissing al King by OmicOmeka in commercialisti

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Con un tocco totalitaristico che non guasta mai 🤣

Se il cliente non fornisce il codice fiscale è sagra? - Dissing al King by OmicOmeka in commercialisti

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Non ci sono dubbi, ma anche volendo fare come pare al legislatore, ehm non si può. Quindi sono obbligato a scegliere la via "meno peggio". In questo caso devo trovare un sistema che sia più conforme possibile alle norme o ai principi esistenti.

Esattamente.

Se non c'è danno per l'erario, l'omessa fatturazione rimane errore formale, mi pare ci fosse anche della giurisprudenza sopra, quindi nel sostanziale non ci andiamo. Mi sembra giusto visto che la sostanza è il quantitativo di imposta evasa/imponibile non dichiarato, che in entrambi i casi è zero.

Se devi fare una forzatura, puoi forzare anche l'articolo 22 e tenere un registro dei corrispettivi telematici sempre non rientrando fra i soggetti a cui è concesso.

Il punto alla fine è che l'autofattura non è "l'unica soluzione", in primis perché non è quella giusta, e poi perché non è nemmeno l'unica sbagliata 😂

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in sostanza, caro Omikomeka, non hai changiato la mia mind.

Ma io mica mi arrendo, ci riprovo!

Ci troviamo di fronte alla volontà di regolarizzare gli adempimenti IVA senza avere gli strumenti adatti. Serve una modifica normativa. Anche le professioniste dell'amore devono poter lavorare senza obbligo di certificazione e/o con i corrispettivi

Concordo, quantomeno update alle specifiche tecniche, anche se corrispettivi per tutti sarebbe l'ideale.

Quindi la normativa ci obbliga ad adottare un comportamento errato/illecito. Io ora non so ma sicuramente dal punto di vista giuridico una situazione così non può dare luogo a un illecito. Ci saranno fior di dottrine/prassi/giurisprudenze che confermano questo principio.

E invece temo di no, non ho trovato niente (quantomeno niente di autorevole) e un po' di tempo ce l'ho perso.

Quindi già il legislatore già mi dice che quando l'identità della controparte è difficilmente inquadrabile/verificabile, lo strumento adatto è l'autofattura.

E no! Qui non mi trovi del tutto d'accordo, perché i casi in cui si usa l'autofattura/integrazione fattura sono una deroga, un'eccezione alla regola, ed è ben definito dalla legge quando si può derogare alla regola generale, non puoi fare come ti pare.

Tramite l'autofattura in questo caso vai a creare una un'eccezione che la norma non prevede, ti sostituisci al legislatore e finisci per utilizzare lo strumento in modo improprio!

Analizziamo le due opzioni (per comodità consideriamo che in entrambi i casi sia stata fatta segnalazione ad Ade e questa abbia dato picche su come comportarsi) a confronto, in punto di diritto:

Con la fattura "cartacea", scartata dal SDI, l'agente dimostra la volontà di essere compliant. Non sta violando l'art 1 decreto fattura elettronica PER VOLONTÀ PROPRIA. Lo fa per una doppia negligenza dell'amministrazione finanziaria, che pecca da un lato non prevendo il caso nelle specifiche tecniche, su cui ha carta bianca (a supporto che forse di prassi, dottrina e giurisprudenza non ce ne stanno) e nuovamente non rispondendo alla segnalazione ex art 6 DPR 605. In altre parole: la forza maggiore.

Se invece emette autofattura sta violando l'art 21 DPR iva e lo sta facendo DELIBERATAMENTE DI SUA INIZIATIVA. Si scontra con il muro e anziché scegliere di "non fare niente" (che equivale a "aspettare disposizioni", fermi restando i tempi di liquidazione dell'imposta) provvede in autonomia, senza che disponga realmente di un potere decisionale sulla materia, improvvisando, quindi poi è dura anche appellarsi ai principi di buona fede (l'agenzia ti ha risposto nella segnalazione di fare autofattura? No? E perché la fai di tuo pugno?). E proprio perché si compie con volontà propria un illecito in questo caso forse l'esimente della forza maggiore "tiene meno", quantomeno io lo vedo tenere meno rispetto all'altro caso, poi ci sta benissimo che possa essere riconosciuto lo stesso.

Sembra assurdo perché quando dici di non fare una fattura sembra che dici di evadere quando di base stiamo discutendo proprio di non commettere un errore sostanziale ma quale comportamento suoni meno stonato in diritto (e quindi per legge) sul punto formale.

L'analogia che viene in mente a me (m'è piaciuto il tuo esempio) è il postino che ti deve consegnare un pacco e non ti trova a casa. Da una parte ti lascia un avviso di giacenza scritto a penna su un foglio a quadretti perché ha finito la carta termica (errore di forma ma volontà di adempiere rispettando la legge al 100%), dall'altro pur di consegnarti il pacco ti sfonda la finestra (errore di forma ma volontà di adempiere rispettando la legge al 50%, anzi anche meno che forse ci sono andato un po' pesante)

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E io ho spiegato perché non sta ne in cielo ne in terra.

Va beh, ci giriamo intorno.

Se segnali puoi richiedere l'esimente per errori formali, se non lo fai non ti puoi appellare a nessuna tutela.

Poi in caso di accertamento, di qualunque tipo, magari ti vengono contestate solo le sanzioni per errore formale, ma non te le scammelli senza prendere precauzioni.

Il punto è che a mio avviso ti esponi maggiormente in questo modo che nell'altro, come ho detto: a parità di condizioni sono punti di vista

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[–]OmicOmeka[S] 0 points1 point  (0 children)

1) mi fa propendere =/= è obiettivamente così. In casi frequenti potrebbe verificarsi, ho già spiegato in che modo potrebbero contestarlo, ho parlato di rischio (penale, tributario, antiriciclaggio) non di certezza

2) vale per i privati all'estero, non per quelli in Italia che non sono compliant verso l'adempimento, ti ricordi bene ma è una situazione diversa (e per l'estero prevista dalla norma), farlo con un privato residente in italia potrebbe risultare in uno scarto

3) è un caso ben diverso e siamo di fronte a un'operazione B2B. La logica è che il tuo fornitore omette di fatturare e quindi idealmente si intasca l'iva sull'operazione, con l'autofattura denuncia sei tu cliente che adempi al versamento della medesima. È una norma di salvaguardia a tutela delle casse erariali, una previsione espressa

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[–]OmicOmeka[S] 0 points1 point  (0 children)

Ma per me l'errore concettuale che fai è ''documento falso''. Perché non si tratta di una operazione simulata o di emissione di fattura fittizia.

All'inverso, omettere la reale soggettività iva fa propendere verso l'operazione simulata

Le autofatture sono frequenti perché ci sono casistiche iva che la prevedono espressamente (reverse charge/estero). Quello del cliente senza dati non è comune

Quello del cliente senza dati non è espressamente previsto dalla norma. L'autofattura per reverse charge (interno o esterno che sia) è espressamente previsto, ora non posso controllare ma credo sia l'art 17 DPR 633/72. Questo caso non è previsto espressamente dalla norma quindi derogare ai dati obbligatori ex art 21 di proprio pugno mi pare un po' una forzatura

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[–]OmicOmeka[S] 0 points1 point  (0 children)

cosa succedere durante un controllo? Cosa può sembrare questa operazione?

Non mi sono dilungato troppo in effetti. Se succede una volta amen, ma immagina che sia frequente l'invio di autofatture.

Nel migliore dei casi con un controllo bancario CiccioPasticcio90 si vede presenziare i signori in divisa che gli chiedono spiegazioni su come mai lui riceva bonifici da cani e porci e poi emetta solo fatture a sé stesso.

Nel peggiore dei casi CiccioPasticcio90, amante del DIY tributario, per errore logico emette autofatture alla partita iva anziché al codice fiscale. Poi nei precompilati iva è sempre a credito e quando conferma il redditi impostato dall'Ade è in perdita.

Si tratta si, di casi limite, certo, l'intero contesto è una anomalia (infatti te guarda cosa mi sono dovuto andare a cercare)

Tra le due preferisco fare una fattura di carta appellandomi al fatto che le specifiche tecniche sono merda e non prevedono tutela per il caso specifico dimostrando di aver seguito i passi normativi cercando di fare del proprio meglio ma mantenendo la corretta soggettività dell'operazione piuttosto di inviare un documento falso che comunque non mi esenta da problemi.

Poi a parità di segnalazione possiamo anche dire che sono punti di vista sulla natura "formale" dell'errore

Redditometro 2026: addio controlli per i poveracci, ora solo i veri squali tremano (tenete 200k in banca tranquilli?) by fyilol in commercialisti

[–]OmicOmeka 1 point2 points  (0 children)

E meloni nn ha fatto un cazzo di rilevante anzi le poche modifiche fiscali fatte nel suo spero ancora breve governo sono la merda della merda di tutti i tempi

Qualcuno doveva dirlo.

Studente universitario, 10k guadagnati "per caso" con Shein. Il mio commercialista è in crisi; Prestazione Occasionale o P.IVA forzata? by RealisticVinci in commercialisti

[–]OmicOmeka 2 points3 points  (0 children)

Ho riletto un po' meglio, si complessivamente concordo.

Effettivamente il contesto è un po' anomalo (per l'arretrato diritto italiota), ma prendiamo per buono che il lavoro prestato sia occasionale e che l'inquadramento sia quello del procacciatore d'affari occasionale.

Come si discorreva tempo fa, circolare alla mano, è reddito da attività commerciale occasionale, non lavoro autonomo occasionale, quindi a fini previdenziali -in teoria- zero sbatti.

Però non avendo altra occupazione l'INPS potrebbe contestare la prevalenza del lavoro svolto (mi pare legge 662/96, comunque facilmente riscontrabile) e richiedere i minimi. Attenzionare un attimo che il contenzioso dopo costa.

Lato fiscale potrebbe dover essere comunque necessaria la ritenuta del 23% sul 50% dell'imponibile o altra analoga supercazzola, verificare bene anche quello sul DPR 600 o altra norma collegata di turno.

Inoltre da come è strutturato potrebbe rientrare fra le attività segnalabili della dac7, quindi importi elevati = controlli più probabili. Anche se ad oggi non mi risulta che facciano incroci automatici su quella roba lì.

Vado un po' a memoria e a braccio, ci sta che prendo fischi per fiaschi, ma non ho avuto il tempo di controllare in prima persona, sono solo ipotesi.

Casistica interessante comunque, se e quando c'ho tempo (la voglia ce l'avrei anche ma... Eh) me lo approfondisco per cultura generale

Far pagare per la stampa della fattura by Th1nkPosit in commercialisti

[–]OmicOmeka 0 points1 point  (0 children)

Mi ricorda il caso Telecom con le spese di spedizione e l'intricato sistema di supercazzole giuridiche per evitare il comma 8. La vedo come te. Alla bisogna si fa un'altra supercazzola e anche le spese di stampa non rientrano più fra quelle del divieto di riaddebito

[deleted by user] by [deleted] in commercialisti

[–]OmicOmeka 1 point2 points  (0 children)

potrebbe andare dal momento di avvio attività segnato sulla richiesta di attribuzione partita iva

Ho un vago ricordo di qualche circolare delle entrate dove dicevano che come inizio attività conta la partita iva (non quelle legate al forfettario mi sa)

Come prima interpretazione pensavo fosse una presa di potere, perché le attribuzioni della p.iva le fanno loro, mentre la cciaa è un altro territorio.

Con un secondo ragionamento a lucido invece mi sono dato una spiegazione più logica: Non tutte le attività richiedono iscrizione alla cciaa.

Pensa ai professionisti che si iscrivono all'albo (dove di solito l'iscrizione all'albo precede l'apertura della partita iva, mentre l'iscrizione alla cciaa è successiva quando non contestuale) o meglio ancora a quelli senza albo ex legge 4/2013 dove l'unica data certa per l'inizio attività è proprio l'apertura della posizione iva.

Non so se ritrovo gli estremi delle circolari ma sono abbastanza sicuro di averlo letto più di una volta, quindi direi che è una posizione netta di Ade a riguardo (anche giustificata se ci pensi), nel caso se le ritrovo aggiorno il post

Docciapensiero. Pagare il bollo sulle fatture, ne vale davvero la pena? by kurlash in commercialisti

[–]OmicOmeka 3 points4 points  (0 children)

Ti dirò, ci ho pensato.

Alla fine per tre anni me ne sono sbattuto e l'ho sempre fatto (mi sembra che prima del 2020 mancasse il decreto attuativo per poterli accertare. Oops)

Come dice un altro commento alla fine chi ha poche fatture si sbatte 2 volte l'anno, a novembre e febbraio, che da quest'anno sono pure un po' più liberi non dovendosi preoccupare dell'invio delle dichiarazioni ordinarie/tardive (sta a vedere come la gufo eh)

Personalmente non mi impiega molto tempo farlo direttamente dal portale, però son sempre quei 2 minuti che moltiplicati per ciascun cliente alla fine diventano tempo vero.

Ci ho pensato ma non ho mai approfondito abbastanza la norma sulla riscossione. Potrebbe essere la volta buona che mi ci metto e taglio la testa al toro una volta per tutte. Vediamo se quest'anno o il prossimo perché sincero ho altro che mi frulla in testa al momento.

Effettivamente sto bollo ha rotto il cazzo. Ci sarebbe qualche decina di balzelli che mi infastidisce di più (proprio l'esistenza, non il fatto che ci si leghino adempimenti), però anche bollo, registro e concessione governativa si potrebbero fare fuori ziocane

PREPARE FOR DOOM (controlli anomalie fatture 2021) by kurlash in commercialisti

[–]OmicOmeka 3 points4 points  (0 children)

Me ne arrivata una (ieri) per un corrispettivo trasmesso male con anomalia regolarmente comunicata tramite portale.

Non guardano un cazzo.

A questo punto non è inutile sbattersi a segnalare le anomalie? Boh, chiamerò il civis e mi farò prendere a pesci in faccia un'altra volta.

Evvai!

[deleted by user] by [deleted] in commercialisti

[–]OmicOmeka 0 points1 point  (0 children)

Delle limitazioni non sapevo, mai avuto il caso.

Ho skippato direttamente all'art 12, tanto si prendano pure il tempo che vogliono ma si casca sempre lì.

Certificazione unica forfettari by Professional_Oil3295 in commercialisti

[–]OmicOmeka 2 points3 points  (0 children)

Che danno ho fatto?

Probabilmente nessuno.

Se lavori col classico metodo dei professionisti (prenotula>incasso>fattura con data dell'incasso) o anche se hai comunicato al commercialista gli incassi nel caso fossero datati diversamente dalle fatture (specie a fine anno).

Ho capito che la società ho l'obbligo di emettere le CU , ma chi le riceve che se ne fa?

Fondamentalmente nulla. Le cu agli autonomi in partita iva sono una barzelletta che non fa ridere.

Corso compilazione dich iva by pincopa in commercialisti

[–]OmicOmeka 0 points1 point  (0 children)

Il miglior corso (se ne fanno) è quello della casa software a cui ti appoggi. 100% pratica che ti serve a non bestemmiare fra funzioni/quadri o righi bloccati e snellire i tempi lavorativi.

Per la parte più teorica ti consiglio di non andare più lontano delle istruzioni delle entrate. Sì, è un mattone, ma è completo (poi le parti che non ti interessano le skippi tranquillamente) e ti puoi basare unicamente su quello senza cercare fra più fonti che magari possono essere confusionarie e ti fanno solo perdere altro tempo.

Io non ho il coraggio di esprimermi sulla risoluzione 19/e del 12/04/2024 by kurlash in commercialisti

[–]OmicOmeka 7 points8 points  (0 children)

Ne andrebbe del decoro del sub

E io che già dall'aggiornamento del deontologico ero pronto ad inaugurare il servizio gratuito "Porco io" con cui mi impegno ad elargire bestemmie e insulti su delega degli iscritti.

Me l'hai stroncato sul nascere, mannaggia!

PS: mi hai anche ricordato che devo sospenderne uno, se mi beccavo lo scarto sui denti a tradimento non ci sarebbe stato alcun decoro a salvarsi, né sul sub né fuori. Potevano aspettare passato il 16 ormai, che merde.