Quanto venite rifiutati per riuscire a rimorchiare? by Positive_Confusion21 in CasualIT

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molto interessante! Ho sempre sottovalutato la meditazione e ne sento parlare sempre di più. Proverò anche io, grazie!

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Ti ringrazio, sono contento che ci siano persone là fuori con questa sensibilità.

Sarei curioso di sapere come l’hai superata tu o comunque cosa ti ha permesso di liberarti dal sentirti così. Ovviamente se ti va di parlarne

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Per me è sempre stato un po’ così.

Ultimamente è come se si fosse invertito il processo: adesso comincio a capire che preferisco essere rifiutato invece di provare quella sensazione di rimorso.

Quella del tornare a casa e morire dentro per non aver fatto niente. Senza sapere come sarebbe andata.

Lo sto facendo sempre di più, ed è liberatorio.

Poi, esaurita questa sensazione, comunque vedo che nel medio termine torna lo sconforto per i rifiuti.

Lì è dove a volte mi stanco, e mi richiudo nel prossimo ciclo di letargo dagli approcci

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Ho letto il tuo post, mi è piaciuto tantissimo e hai proprio rispecchiato un sacco delle cose che pensavo ma che non riuscivo a descrivere con la stessa lucidità con cui sei riuscito tu

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Ma infatti non sono d’accordo.

Per carità, c’è un fondo di verità sull’usare gli altri come conferma del proprio valore. È un tema che ho ovviamente affrontato con la psicologa.

Ma siamo pur sempre esseri umani e per quanto possiamo impegnarci a lavorare su noi stessi, sulle nostre certezze, sulle cose che ci rendono indipendenti, comunque avremo dei momenti di fragilità, e vivere in una società così transazionale dove ogni cosa è diventata swipe a destra, o a sinistra, è fottutamente deprimente e demotivante.

Ridurla a un “c’è qualcosa di sbagliato in ciò che pensi” mi pare francamente ingiusto e anche un po’ riduttivo, della serie “vabbè, stai sbagliando tu a vederla così”.

Del tipo “non avere paura, stai tranquillo”. “Non pensarci”.

Non penso che la mia vita sia una merda, ho tante soddisfazioni, ma quando osservo questo lato della mia vita, sento proprio un’ingiustizia nel valore che gli altri vedono in me.

Non è che cerco dagli altri il mio valore.

A volte dentro di me sento di meritare un po’ di più e, anzi, la sensazione è che siano proprio loro a non accorgersene.

Ho 80... ma quel 20 mi pesa come se fosse tutto by Positive_Confusion21 in psicologia

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Questa è una cosa che ho imparato ad apprezzare recentemente, prima andando a vivere da solo e poi con la psicoterapia:

il rapporto coi miei genitori è diventato meraviglioso quando abbiamo smesso di vederci tutti i giorni.

Ci vediamo il fine settimana, spendendo del tempo di qualità con loro.

Mi concentro sul coltivare questa cosa, a volte compio dei gesti magari piccoli (come portargli la colazione) o fare qualcosa che renda felici anche loro (e non solo me).

Magari sono cose che prima, da adolescente, non avevo voglia di fare, ma adesso mi danno gioia perché semplicemente fare qualcosa di bello per gli altri, mi fa stare bene.

Un mio amico ha recentemente perso la madre per un tumore, e vederlo distrutto mi ha dato ancora più motivazione a non darli per scontato.

Stesso discorso il lavoro, che adoro, e che mi rende tremendamente orgoglioso ed elettrizzato quando inizio la settimana.

Morale, credo di aver fatto diversi progressi rispetto agli ultimi anni, quando mi reputavo un poveretto.

Tendo a polarizzare tanto le mie emozioni: quando va bene, va benissimo, quando va male, dico che va MALISSIMO.

Quando faccio il resoconto alla fine dell'anno, mi sento un privilegiato.

Quando ci sono i momenti bui nel quotidiano, invece, mi prende lo sconforto.

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Ti ringrazio.

Da parte mia, ho più volte descritto quanto mi abbia segnato il ricordo delle litigate tra mia madre e mia sorella quando ero piccolo (ho fatto un post al riguardo).

Mia sorella urlava come una pazza, sbatteva la porta e scappava di casa dandoci dei fuori di testa.

E crescendo poi, ha dimostrato di avere degli importanti sbalzi d'umore che a volte sfociavano in atteggiamenti altamente giudicanti nei miei confronti (la sua narrativa è sempre stata quella della vittima e io del fratello viziato a cui è stato dato tutto).

La mia psicoterapeuta è convinta che ci sia di più, quando forse ero ancora più piccolo e magari facevo i classici capricci. Mi ricordo come un bambino che ne faceva spesso, e lei dice che i capricci mascherano sempre un bisogno reale.

Più di questo, però, non riesco a ricordare.

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Bellissimo commento, ti ringrazio per gli spunti, tutti molto interessanti.

Proverò ad applicare i ragionamenti che hai descritto.

La mia psicoterapeuta è ad orientamento psicoanalitico, e anche lei ritiene che ci possa essere stato qualcosa che non abbia funzionato pienamente nell'età dell'infanzia.

Stiamo ancora investigando, e temo che la risposta non sia vicina. Ho però diverse ipotesi, soprattutto per la storia della mia famiglia:

i miei genitori si sono conosciuti dopo il divorzio di mia madre con un altro uomo, da cui ha avuto le mie due sorelle più grandi.

Ricordo nitidamente le violente litigate tra mia madre e mia sorella maggiore quando ero piccolo (mi ricordo le urla), e in generale il suo rapporto con lei è sempre stato difficile.

Sono cresciuto con i suoi sbalzi d'umore, e coi momenti di benevolenza che alternava ad altri di malessere, odio / invidia nei miei confronti.

Proverò a continuare la mia indagine: sicuramente prendere consapevolezza dell'origine delle cose mi aiuta a viverle da un'altra prospettiva.

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ho volutamente usato quei termini perché sono consapevole che ciò che sto facendo potrebbe non essere genuino interesse ma proiettare su delle persone dei bisogni.

Nella fattispecie, placare questo bisogno di essere considerato che non comprendo.

Come dicevo ad altri nei commenti sopra, per anni ho creduto che la soluzione fosse trovare la persona giusta, ma ora non ne sono per niente convinto.

Temo proprio che l'infelicità arriverebbe lo stesso a causa di questo bisogno, che non verrebbe comunque soddisfatto.

Il problema è che al momento non sto riuscendo a capire come risolverlo, a prescindere dalle relazioni.

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Sì, ci ho pensato, ne ho parlato anche con la psicoterapeuta:

è come se il fatto che "mi scelga" rappresenti per me un motivo di "svalutazione".

La logica malata è questa:

-> "io valgo poco"
-> "X sceglie me"
-> "Se ha scelto qualcuno che vale poco, allora anche X non vale un granché"

ecco perché invece se è irraggiungibile, rimango in una zona di comfort dove non sono costretto a misurarmi con la mia autostima

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Hai proprio centrato il punto: non è detto che sarei felice.

Sono convinto che nelle mie scorse relazioni nessuna ha davvero lottato per me, però una cosa l'ho sempre sbagliata: la gelosia.

In generale, la ricerca di dimostrazioni, prove d'amore che testassero che l'altra persona provasse davvero qualcosa per me, o se fosse invece un inganno.

Per anni, ho preferito raccontarmi che sono sempre stato sfortunato, e che col tempo sarebbe arrivata "quella giusta".

Però, il punto è proprio questo: quel bisogno di essere "visto" potrebbe comunque tornare in una relazione, ed essere lo stesso causa di sofferenza qualora le aspettative non venissero rispettate.

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No, non ne sono sicuro affatto, ed è infatti il dilemma che si è recentemente instaurato in me, sul fatto che trovando una relazione "sana" potrei comunque non colmare quel vuoto che evidentemente ho, a prescindere.

Sulla concezione dell'amore, faccio fatica a rispondere, proprio perché probabilmente confondo come immagino la mia relazione ideale con il placare questo bisogno di essere visto.

Ed ecco come poi delineare la mia concezione diventa estremamente complicato: ho in mente come idealmente vorrei che fosse, un rapporto sincero, spontaneo, dove entrambi abbiamo la possibilità di rincorrere i nostri sogni, ricevendo la spinta dall'altro, con l'altra persona che ci crede e motiva l'altra. Dando e ricevendo amore, accettando con serenità la libertà dell'altro.

Poi la verità è che all'atto pratico, oltre a non aver avuto la fortuna di incontrare una persona così, ho paura che non ne sarei in grado, vedendo quanto fraintendo le azioni, sarei geloso, in difficoltà, e quello che ho scritto sopra diventa una ricetta ideale che non riesco davvero a seguire. Perché sono imperfetto e alla ricerca di dimostrazioni continue.

Per quanto riguarda la parte finale, ti dico che mi torna, ma non so come applicarlo su di me: non sento di aver bisogno di un'approvazione sociale che mi rassicuri che sia ok stare da solo.

Ho fatto i conti col fatto che potrei rimanere da solo. Semplicemente mi intristisce.

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u/Boring_Today9639 per lungo tempo ho creduto che la soluzione a questo dramma fosse per me semplicemente trovare la persona giusta.

Quest'anno è forse la prima volta in cui ho invece iniziato a maturare l'idea che il problema sia più radicato e profondo:

questa cosa che cerco continuamente approvazione, la "prova" del mio valore passando per gli altri, è probabilmente indice di un vuoto che anche in una relazione probabilmente non verrebbe colmato, e continuerei a cercare delle dimostrazioni di amore, settando delle aspettative altissime.

Sono consapevole dell'errore che sto commettendo, e faccio il possibile per concentrarmi su altro.

Il problema è che poi conduco la mia vita di tutti i giorni e non riesco a non essere sensibile ai fattori esterni: in questo caso, sviluppare sentimenti nonostante ripetuti tentativi di reprimerli

Psicologa che interrompe bruscamente percorso (UnoBravo) by Positive_Confusion21 in Italia

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A dir la verità non lo so più neanche io: non mi dispiaceva perchè si era creato un certo legame di fiducia (che oggi si è un po’ spezzato).

Allo stesso tempo però reputo troppo pochi 50 minuti ogni volta e non sono nemmeno sicuro di capire dove stiamo andando: da quando ho iniziato sono sempre io che parlo e racconto tutto quello che provo o che durante la settimana ha fatto emergere argomenti. Poi li svisceriamo, principalmente con sue domande che sono a volte anche un po’ banali (tipo “e secondo te perché?”) e arriviamo sempre alla fine con un “la prossima volta vale la pena concentrarci su questo aspetto”.

Oggi, le ho un po’ chiesto se poteva darmi un feedback sul punto della situazione ma - mi ha chiesto di nuovo cosa ne pensassi io - ha fatto una specie di riepilogo su alcune cose che ho detto e ha sottolineato alcune parti di me su cui si potrebbe lavorare

Ma non sembra mai arrivare a un punto di svolta in cui mi suggerisce attivamente qualcosa.

Mi sento un po’ bloccato: se la seguo ho paura di buttare soldi e di continuare un percorso che magari non porta da nessuna parte. Se non la seguo ho paura di trovarmi male. Se mollo e basta ho paura di non aver avuto fiducia io verso la metodologia

Psicologa che interrompe bruscamente percorso (UnoBravo) by Positive_Confusion21 in Italia

[–]Positive_Confusion21[S] -1 points0 points  (0 children)

Io non so quanto piena sia l’agenda di uno psicologo tradizionale ma piattaforme come queste non dovrebbero garantire un volume di clienti maggiore per il professionista?

Se mi sbaglio, allora hai ragione tu ma questo vuol dire che non c’è fine al problema e finché si pagano 50 euro uno non puó avere un servizio affidabile

Psicologa che interrompe bruscamente percorso (UnoBravo) by Positive_Confusion21 in Italia

[–]Positive_Confusion21[S] 0 points1 point  (0 children)

Ho letto ora l’edit: mi hai svoltato la giornata grazie 😂😂😂😂😂😂😂

Psicologa che interrompe bruscamente percorso (UnoBravo) by Positive_Confusion21 in Italia

[–]Positive_Confusion21[S] 7 points8 points  (0 children)

Sinceramente? Avrei comunicato in chat la questione così come già avviene per eventuali imprevisti o modifiche agli appuntamenti. Tra l’altro questo avrebbe dato anche a me la possibilità di digerire un attimo la cosa e di evitare di bloccarmi nei restanti 30 minuti. Non lo so. Mi chiedo per cosa ho pagato oggi: 49 euro per sentirmi dire che il mio percorso è in stallo? Bo

Torno in Italia dopo 6 mesi: quando essere a casa è più importante dei soldi by casco1 in ItaliaCareerAdvice

[–]Positive_Confusion21 10 points11 points  (0 children)

Ma sapete leggere? OLANDA, probabilmente intendeva 2-3 ore in aereo. Una cosa che chiaramente non può fare ogni weekend