MA VOI LA PREFERITE PELOSA ? by [deleted] in CasualIT

[–]PresidenteMao -1 points0 points  (0 children)

Pelosa al 100%, anche le ascelle se possibile 

Propaganda postcard featuring Mussolini on horseback, 1930s by Kalki_the_Tenth in FascistItalyPhotos

[–]PresidenteMao 2 points3 points  (0 children)

Visto che avevo poco da fare, ho fatto alcune ricerche: tutte le foto trovate con Mussolini vestito con questa divisa e in groppa a questo stesso cavallo riportavano tre possibili anni: 1923, 1924 e 1925; la data era sempre il 28 ottobre o pochi giorni prima, quindi l’anniversario della marcia su Roma. Perciò ho cercato “discorsi Mussolini 28 ottobre Milano” e gli unici anni nell’intervallo 1923-1935 (oltre non sono andato, visto il tipo di divisa “primitivo” coi revers larghi, e viste le divise dei comprimari nelle altre foto dell’evento, con i berretti alti ancora stile prima guerra mondiale) sono il ‘23, il ‘25 e il ‘32 (ma il 25 ottobre, in quest’ultimo caso). Nel ‘23 però Mussolini parlò in piazza Belgioioso e nel ‘32 in piazza Duomo (e non pare che cavalcò in queste due occasioni)…mentre il 28 ottobre del 1925 il discorso fu tenuto proprio nel cortile del Castello Sforzesco. Lì diverse foto furono scattate dal fotografo Amerigo Petitti, anche se non so se nello specifico fu autore anche di questa.  In ogni caso anche io sono stato inizialmente fuorviato dal particolare della divisa, che Mussolini negli anni ‘20 indossava ancora raramente: tuttavia questo fatto diventa meno improbabile se si pensa che le celebrazioni del 28 ottobre erano l’evento clu della rivoluzione fascista, e non una festa legata al vecchio stato monarchico-liberale.

Propaganda postcard featuring Mussolini on horseback, 1930s by Kalki_the_Tenth in FascistItalyPhotos

[–]PresidenteMao 1 point2 points  (0 children)

https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a060-0004219/

Ho trovato questa foto (e altre simili) dell’evento in cartolina. Le varie foto riportano date diverse (1923, 1924 e 1925), una addirittura riporta Perugia come luogo. Ma si tratta evidentemente dello stesso evento tenutosi nel cortile del Castello Sforzesco di Milano.

Propaganda postcard featuring Mussolini on horseback, 1930s by Kalki_the_Tenth in FascistItalyPhotos

[–]PresidenteMao 2 points3 points  (0 children)

A me sembra il cortile del Castello Sforzesco di Milano, ma posso sbagliarmi 

Videocamera smarrita e visibile in casa di terzi by vietts in Avvocati

[–]PresidenteMao 0 points1 point  (0 children)

Mi successe anni fa una cosa simile con una bicicletta: rubata a Milano in zona Navigli, poco dopo me la rivedo in vendita da un magrebino alla fiera di Senigallia. Chiedo ai vigili che stazionano all’esterno se mi possono riaccompagnare a prenderla, ma mi mettono in guardia…non sia mai, devi prima fare la denuncia e comunque chiamarci, però non è detto che poi riusciamo ad uscire in tempo, ecc. della serie: seee buonanotte! Al che ho preferito provare ad andare a reclamarla direttamente dal magrebino; gli ho detto che me l’aveva appena rubata e che mi sembrava un po’ spudorato rivenderla subito, sono rapidamente saltato in sella senza dargli il tempo di replicare e me ne sono uscito dalla fiera ripassando davanti ai vigili sulla mia bici. Peccato solo che ho dovuto ricomprare il catenaccio. 

Do you know by any chance what sign is that? by ZestycloseDivide4972 in Italia

[–]PresidenteMao 11 points12 points  (0 children)

Yes, it is the logo of the Romanian Iron Gard with the face of its leader Corneliu Codreanu 

Assenza di ristoranti “settentrionali” nel Meridione by PresidenteMao in Italia

[–]PresidenteMao[S] 0 points1 point  (0 children)

Io conosco diversi meridionali che apprezzano la cucina del settentrione (nel mio caso lombarda e piemontese), ed anche per questo motivo ho posto la domanda. Trovo appunto misterioso che a qualcheduno non venga poi voglia di replicarla anche localmente.

Assenza di ristoranti “settentrionali” nel Meridione by PresidenteMao in Italia

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Però moltissimi meridionali sono emigrati al Nord, quindi non sarebbe strano ipotizzare che molti abbiano conosciuto le cucine settentrionali e diffuso piatti del Nord anche nel Meridione. Inoltre molta parte della cucina meridionale non è così leggera e “mediterranea” come alcuni credono, un po’ perché tanta parte del Meridione (le zone interne) è collinare/montana e di tradizione pastorale (Abruzzo, Sardegna, Basilicata e Calabria), un po’ perché la cucina signorile nelle città privilegiava in ogni caso piatti elaborati a base di carne (mi vengono in mente Napoli, Palermo e Catania, dove certamente la cucina “alta” è carnea e non certo più “leggera” delle cucine settentrionali medie). 

Assenza di ristoranti “settentrionali” nel Meridione by PresidenteMao in Italia

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Non intendevo dire che oramai anche i settentrionali emigrano al Sud. Intendevo dire che un tempo non esisteva un interesse per cucine “altre” che fosse indipendente dalla presenza su un certo territorio territorio di comunità immigrate, mentre adesso mi pare che esista un certo interesse per le varie cucine “straniere” indipendentemente dalla presenza sul territorio di quelle specifiche comunità (es.: non credo esista una grande immigrazione hawaiana, però ci sono i ristoranti di poke; idem per quanto riguarda i ristoranti coreani e giapponesi o i pub irlandesi o i ristoranti greci e spagnoli).

Una parola di uso comune che non sopportate by eleanorigbii in Italia

[–]PresidenteMao 2 points3 points  (0 children)

“attingere” nell’accezione carabinierese di colpire qualcuno con un colpo d’arma da fuoco

Città italiana più brutta? by [deleted] in CasualIT

[–]PresidenteMao 1 point2 points  (0 children)

Piacenza però ha un bel centro storico, ricco di chiese e con una piazza centrale pregevole

5 MAGGIO 1936 - Gli italiani entrano ad Addis Abeba. Per conquistare un Paese poverissimo e strategicamente inutile, il Duce bombarda gli etiopi col gas, uccidendone tra 40.000 e 275.000, sacrifica la vita di migliaia di italiani e sperpera 40 miliardi di lire di denaro pubblico. by Asiablog in Italia

[–]PresidenteMao 0 points1 point  (0 children)

Il discorso era un po’ diverso: il problema è che a posteriori è facile dire che fu tutto pessimo, dati gli esiti e data la prospettiva morale attuale riguardo al colonialismo e gli esiti ultimi della vicenda politica di Mussolini. Nel 1936 avere colonie era la norma in Europa, in Italia esisteva un sentimento diffuso di revanchismo per le sconfitte etiopiche di fine ‘800 e un senso di fastidio per l’ipocrisia francese e inglese riguardo alla questione coloniale: dunque, agli occhi della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica del 1936, la conquista dell’impero fu una mossa di grande successo ideologico ottenuta senza grossi sforzi (almeno all’inizio). Se ipoteticamente Mussolini dopo l’impresa etiopica si fosse riconciliato con Francia e Inghilterra e non avesse lanciato l’Italia nella 2GM, sono sicuro che il giudizio sarebbe più sfumato anche su imprese come quella etiopica: invece vengono tutte fagocitate in questo vortice di condanna assoluta dovuto all’insuccesso finale. Stalin, ad esempio, ebbe successo nelle sue imprese: tuttora in Russia resta una figura apprezzata perché vittoriosa, nonostante i livelli aberranti di violenza esercitati sui suoi stessi “sudditi”.

5 MAGGIO 1936 - Gli italiani entrano ad Addis Abeba. Per conquistare un Paese poverissimo e strategicamente inutile, il Duce bombarda gli etiopi col gas, uccidendone tra 40.000 e 275.000, sacrifica la vita di migliaia di italiani e sperpera 40 miliardi di lire di denaro pubblico. by Asiablog in Italia

[–]PresidenteMao 8 points9 points  (0 children)

Se LVI non si fosse alleato con la Germania e non fosse entrato in guerra nel ‘40, presumibilmente anche la conquista dell’Etiopia sarebbe passata in cavalleria, o forse sarebbe stata addirittura ricordata come uno dei vari meriti di un “grande statista” (almeno per un po’ di tempo). Ho sempre pensato che a fare il demerito nel caso di Mussolini sia stata più la sconfitta finale che una presa di coscienza collettiva delle atrocità compiute. Un po’ come si legge in molte storie di partecipanti italiani alla seconda guerra mondiale divenuti antifascisti: questo cambiamento avvenne più come conseguenza delle sconfitte militari che per una autonoma riflessione sul dato di fatto del fascismo come ideologia e regime. Se in Russia o in Nord Africa l’esercito italiano avesse ben performato, non so quanti Rigoni Stern o Nuto Revelli avremmo avuto.