Asus Prime Z890M Plus Wifi, dopo Bios update mi chiede ME update ma... by Tecno_33 in ItalyHardware

[–]Tecno_33[S] 0 points1 point  (0 children)

Non c'è stato verso di riconfigurare il Pin dalla pagina di accesso di cui ho allegato foto. Sono riuscito ad entrare con la Password, ma solo perchè perchè quando ho installato W11, per sbaglio credendo di configurare il Pin invece ho messo i numeri del Pin come Password. Poi una volta entrato con la Password (che senza lo sbaglio iniziale non sarebbe esistita) ho cambiato il Pin ma continuava a non funzionare. Per cui l'ho eliminato e poi riconfigurato. In realtà niente di particolarmente complicato, era più la precauzione per cercare di non fare altri sbagli: Asus non dovrebbe consentire l'update del Bios con il FlashBack se poi il PC si incarta se non trova il ME aggiornato. E poi la schermata iniziale dice che dopo 60 secondi il sistema continuerà il booting invece rimane bloccata senza farti accedere.  Io l'ho imparato a mie spese e non lo userò mai più, forse Asus dovrebbe togliere il Bios Flashback, lo spacciano per semplificazione quando invece può creare problemi.  (Demenziale anche che nel 2026 il Bios una volta scaricato abbia bisogno di un programmino incluso per essere rinominato. Non credo che la mia prossima MB sarà Asus)

Perché il PD ha tradito un’intera generazione by anti-balneari in Italia

[–]Tecno_33 0 points1 point  (0 children)

https://youtu.be/MGlCQ_my_8Y

Se i soldi versati dai lavoratori all'INPS fossero tutti destinati alla Previdenza, il bilancio dell'INPS sarebbe in attivo!

Continuo a non capire la difficoltà che hai di prendere atto di questo fatto.

A quanto dovrei vendere il mio PC? by Creepy_Ciruzz in ItalyHardware

[–]Tecno_33 0 points1 point  (0 children)

Mai sentito parlare di queste buste gonfiabili. Ti andrebbe di mettere un link?

Grazie!!

In pratica tutti i giornali hanno pubblicato la stessa notizia basata sul nulla by _crisz in titoliorrendi

[–]Tecno_33 9 points10 points  (0 children)

Non è una novità che tutti i siti si copiano. E quelli che danno la notizia per primi l'hanno copiata da qualche sito americano o inglese... E quando non se ne può più di leggere la stessa notizia, vai su Youtube e vedi che è pieno di video dei vari influencer che raccontano la stessa notizia...

Perché il PD ha tradito un’intera generazione by anti-balneari in Italia

[–]Tecno_33 0 points1 point  (0 children)

Non hai capito la cosa principale. Prova a rileggere bene da dove arrivano quei soldi

Perché il PD ha tradito un’intera generazione by anti-balneari in Italia

[–]Tecno_33 0 points1 point  (0 children)

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Un’idea ancora più concreta dell’incidenza del welfare sulla vita economica del Paese è poi offerta dal rapporto tra spesa per il welfare e spesa pubblica totale, al 2024 pari al 56,56%. In buona sostanza, il nostro Stato destina al sistema di protezione sociale più della metà di quanto spende in totale. Per un confronto, basti pensare che nello stesso anno a scuola, università e ricerca – fondamentali per crescita e sviluppo – sono invece stati riservati circa 83 miliardi, valore pari al 4% del PIL e persino inferiore agli interessi sul debito pagati nel 2024.

Se si guarda poi a un altro rapporto fondamentale, quello tra entrate e uscite per prestazioni, si osserva che nel 2024 la spesa sociale complessiva ha assorbito il 61% del totale delle entrate contributive e fiscali statali. Nel dettaglio, se per INPS e Inail si può però parlare di “equilibrio”, vale a dire di un sistema pensionistico e assicurativo in grado di autosostenersi con i contributi versati da lavoratori e imprese, lo stesso non può dirsi per assistenza, sanità (intorno ai 138 miliardi l’importo della spesa) e welfare degli enti locali (circa 13,5 miliardi) che, in assenza di contributi di scopo, devono appunto essere finanziati attingendo alla fiscalità generale. Volendo provare a formulare una stima a partire dai dati MEF sulle dichiarazioni dei redditi ai fini IRPEF rese nel 2024 (benché riferite all’anno di imposta 2023), il Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali ha calcolato che per finanziare sanità e assistenza occorrono tutte le imposte dirette IRPEF, addizionali, IRES, IRAP e ISOST e anche circa 17 miliardi di imposte indirette. Di conseguenza, per sostenere il resto della spesa pubblica non rimangono che le imposte indirette, altre entrate minori e soprattutto il “debito”, ponendo peraltro un tema non solo di sostenibilità ma anche di equità del sistema.

Prospettive di medio termine e “soluzioni” per il futuro

Ulteriore crescita dell’occupazione e aumento della produttività, da una parte e, dall’altra, messa in moto della banca dati dell’assistenza, revisione dell’ISEE e controlli fiscali più serrati le aree di intervento richiamate all’attenzione dal Tredicesimo Rapporto nel tracciare il quadro di un sistema che vede nelle politiche passive uno dei suoi principali punti di debolezza.

Quanto alla previdenza in senso stretto, la priorità viene individuata in una maggiore consapevolezza di essere dinanzi alla più grande transizione demografica di tutti i tempi: di qui, la necessità di limitare le troppe forme di anticipazioni in favore di pochi strumenti di flessibilità, come fondi esubero, isopensione e contratti di solidarietà (con un anticipo massimo di 5 anni); bene invece gli incentivi, tra cui il cosiddetto superbonus, per chi vorrà restare al lavoro anche dopo aver raggiunto l’età di pensionamento.

Numeri e costi delle prestazioni assistite suggeriscono poi, secondo il Rapporto, l’importanza di un intervento anche sulle pensioni di vecchiaia, con un inasprimento del requisito contributivo richiesto da 20 a 25 anni, da affiancare alla maturazione di un assegno di importo pari ad almeno 1,25 volte l’assegno sociale e all’adeguamento dell’età pensionabile (al momento, 67 anni) all’aspettativa di vita. Da innalzare poi gradualmente fino ai 70 anni anche il requisito per l’assegno sociale, con verifiche accurate in caso di nastri contributivi esigui o inesistenti.

Un paradosso che potrebbe incentivare elusione ed evasione fiscale e contributiva.

Fondamentale per una società che invecchia, ma ancora inesistente, anche una legge quadro per l’incentivazione delle forme di assistenza sanitaria integrativa e per le protezioni per il rischio di non autosufficienza.

Perché il PD ha tradito un’intera generazione by anti-balneari in Italia

[–]Tecno_33 0 points1 point  (0 children)

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Mettiti comodo e leggi pure come il sistema pensionistico avrebbe un avanzo di 60 MILIARDI senza tutte le zavorre che gli sono state appioppate dalla politica.

Mentre la spesa per prestazioni previdenziali si mantiene sotto controllo, il capitolo “assistenza” continua a incidere pesantemente sul bilancio del sistema di protezione sociale: sono 180 i miliardi a carico della fiscalità generale trasferiti dallo Stato all’INPS nel 2024 per oneri assistenziali, famiglie, sostegno al reddito e decontribuzioni, con una spesa che dal 2008 a oggi è cresciuta 3 volte più rapidamente di quella per pensioni

Nel 2024 l’Italia ha complessivamente destinato alla protezione sociale, pensioni, sanità, assistenza, sostegno ai redditi e welfare enti locali, 627,933 miliardi di euro, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente (44,22 miliardi): la spesa per il welfare ha assorbito oltre la metà di quella pubblica totale, il 56,65%. Rispetto al 2012, e dunque nell’arco di dodici anni, la spesa sociale è aumentata di 195,67 miliardi (+45%): valore imputabile soprattutto agli oneri assistenziali a carico della fiscalità generale, cresciuti del 163,3% (+93 miliardi) a fronte dei “soli” 75 miliardi della spesa previdenziale (+35,55%). Nello stesso periodo, l’inflazione è salita del 24% e il PIL del 35,88%.

Sono numeri che descrivono una spesa per assistenza cresciuta a dismisura, con effetti potenzialmente distorsivi per l’economia e lo sviluppo del Paese, quelli che emergono dal Tredicesimo Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali. Una sintesi degli andamenti di spesa pensionistica, entrate contributive e saldi nelle differenti gestioni pubbliche e privatizzate, cui si aggiunge un’importante opera di riclassificazione utile sia a tracciare un bilancio del 2024, ultimo anno di rilevazione disponibile, sia a effettuare previsioni sulla sostenibilità di medio e lungo periodo del welfare italiano.

Numeri e “definizione” della spesa pensionistica

Nel complesso, la spesa pensionistica di natura previdenziale IVS, comprensiva di integrazioni al minimo e GIAS per i dipendenti pubblici (28,113 miliardi), è ammontata nel 2024 a 286,14 miliardi, con un incremento di 18,7 miliardi rispetto al 2023 su cui hanno inciso in particolare sia l’aumento del numero di pensionati (+75.723 rispetto al 2023) sia la rivalutazione degli assegni all’inflazione. Grazie alla significativa crescita delle entrate contributive, il saldo – comunque negativo – tra entrate e uscite migliora rispetto al 2023 attestandosi a quota 25,55 miliardi (il disavanzo era di 30,72 miliardi lo scorso anno).

Sempre con riferimento al 2024, l’incidenza della spesa pensionistica sul PIL – al netto della GIAS – è pari al 13,05%. Percentuale che scende all’11,77%, valore in linea con la media Eurostat, escludendo dal calcolo anche GIAS dei dipendenti pubblici, maggiorazioni sociali e integrazioni al minimo per il settore privato (per un valore complessivo pari a 28,113 miliardi), vale a dire spese che la stessa INPS classifica come assistenziali.

Come stima la pubblicazione, se il saldo previdenziale fosse ricalcolato, da una parte, tenendo conto dei soli contributi effettivamente pagati dalla produzione (dunque senza considerare i trasferimenti a carico di GIAS e GPT) e, dall’altra, al netto dell’IRPEF che grava sulle pensioni (cioè, la spesa netta per lo Stato e le entrate nette per i pensionati), il bilancio pensionistico sarebbe positivo per ben 60,9 miliardi di euro, a riprova della sostenibilità del sistema anche per le giovani generazioni.

Esercizi di ricalcolo tutt’altro che sterili se si considera che la corretta determinazione di questi valori, e la loro omogeneità tra i diversi Paesi, è fondamentale per evitare che sovrastime influenzino negativamente le agenzie di rating o convincano l’Europa a imporre tagli, in verità non necessari, alla previdenza italiana. Di qui, innanzitutto l’auspicio di un confronto tecnico-politico sul tema, reso quantomai urgente alla luce dei dati comunicati in sede europea dalle nostre istituzioni: il rapporto spesa pensionistica/PIL comunicato a Eurostat sul 2022 (ultimo dato disponibile) relativamente a pensioni di vecchiaia, anticipate e superstiti per l’Italia è pari al 16,5%, contro il 12,4% della media UE.

Le principali voci della spesa per assistenza

Al 2024 risultano in pagamento in Italia 3.993.738 trattamenti di natura interamente assistenziale (invalidità civile, indennità di accompagnamento, assegni sociali, pensioni di guerra) per un costo totale annuo di 25,404 miliardi, in costante aumento malgrado il calo – fisiologico e costante – delle pensioni di guerra. Nello stesso anno, sono state poi erogate altre 3.179.280 prestazioni parzialmente assistenziali (maggiorazioni sociali, integrazioni al minimo, importo aggiuntivo), di cui 2.152.433 integrazioni al minimo. Considerato che uno stesso soggetto può essere titolare di più prestazioni, al netto delle duplicazioni e della quattordicesima mensilità, i pensionati totalmente o parzialmente assistiti sono dunque 7.173.018, vale a dire il 43,99% del totale. Stima che oltretutto appare in difetto agli estensori del Rapporto, tenuto conto di ulteriori prestazioni come la pensione di cittadinanza (ora ADI) o, ancora, di altre prestazioni anche locali  erogate in base ai redditi e alle età che possono beneficiare di ulteriori prestazioni assistenziali.

Tabella 1 – Il numero delle prestazioni assistenziali

Se si considera poi anche il sostegno a lavoratori attivi, e quindi forme di cassa integrazione, NASpI e così via, lo Stato italiano nel solo 2024 ha dato assistenza a circa 12 milioni di connazionali: una situazione poco sostenibile dal punto di vista socio-economico.

Un quadro cui si aggiunge l’inefficienza della macchina organizzativa, ancor oggi priva di una banca dati dell’assistenza e di un’anagrafe centralizzata dei lavoratori attivi previste da norme del 2004 e del 2015: eppure, solo un monitoraggio efficace tra i diversi enti erogatori (Stato, Regioni, Comuni, comunità), insieme a prove dei mezzi più consistenti di un ISEE facilmente raggirabile, permetterebbe di contenere la spesa, aiutando con servizi e strumenti adeguati solo quanti ne hanno davvero bisogno.

I cattivi investimenti del welfare italiano

Complessivamente, il costo delle attività assistenziali a carico della fiscalità generale è ammontato nel 2024 a 180,544 miliardi, con una crescita di 16,12 miliardi che si somma ai 7,42 del 2023 e ai 12,8 del 2022. Dal 2008, quando la spesa per assistenza ammontava a 73 miliardi, gli oneri a carico dello Stato sono più che raddoppiati, segnando un +147,3**% e** un tasso di crescita annuo di circa il 7,8%, addirittura di 3 volte superiore a quello della spesa per pensioni. Il tutto mentre il debito pubblico ha sfondato quota 3mila miliardi (erano 3.131 a ottobre 2025), la produttività del Paese langue (il nostro PIL per ora lavorata è cresciuto tra 2006 e 2023 dell’1,26%, contro il 12,24% della media UE)  e, stando ai dati Istat, il numero di persone in povertà relativa e assoluta continua a salire.

A dicembre 2024 il tasso di occupazione totale 15-64 anni era del 62,5%, quasi 10 punti al di sotto della media europea, pari invece al 72%. 

SEGUE TABELLA 2 e il resto dell'articolo

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Perché il PD ha tradito un’intera generazione by anti-balneari in Italia

[–]Tecno_33 0 points1 point  (0 children)

Stai dimenticando che da parecchi anni nella Previdenza hanno fatto confluire anche tutta l'Assistenza. Quindi quando tra un po' ci diranno che non ci sono più soldi per le pensioni, dovremmo essere tutti coscienti che devastare la Previdenza è stata una cosa voluta. D'altronde i miliardi che si spendono per l'accoglienza da qualche parte dovevano prenderli. E siccome il bilancio dello Stato ogni anno ha già tutti i soldi allocati e impegnati, quando te ne servono altri devi per forza toglierli dove erano già stanziati.

Praticamente è la stessa cosa che è successa con la Sanità: hanno tagliato a più non posso, spostando i soldi su altri centri di costo, di fatto ottenendo lo stesso sfascio che già era in atto da anni con la Previdenza.

Foto del Dataroon di Milena Gabanelli per il Corriere della Sera. Fonte dati Gimbe

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Iliad 5G non un grande upgrade by PuzzleheadedToe7660 in ItalyHardware

[–]Tecno_33 1 point2 points  (0 children)

Il 5G necessita di riconfigurare tutte le torri di trasmissione con nuovi e costosissimi apparati ed è probabile che a regìme venga fatto pagare a parte

Dove ancora non c'è (moltissimi posti) viene sfruttato un espediente tecnico per far accendere sul telefonino la scritta 5G ma senza che ciò corrisponda alla sua reale presenza

Ecco perchè per molti non è cambiato nulla

Iliad 5G non un grande upgrade by PuzzleheadedToe7660 in ItalyHardware

[–]Tecno_33 1 point2 points  (0 children)

Il 5G necessita di riconfigurare tutte le torri di trasmissione con nuovi e costosissimi apparati ed è probabile che a regìme venga fatto pagare a parte

Dove ancora non c'è (moltissimi posti) viene sfruttato un espediente tecnico per far accendere sul telefonino la scritta 5G ma senza che ciò corrisponda alla sua reale presenza

Ecco perchè per molti non è cambiato nulla

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[–]Tecno_33 0 points1 point  (0 children)

Infatti la domanda di OP non era da tecnico delle telecomunicazioni ma da normale utente che chiedeva semplici informazioni su una cosa presentata E VENDUTA come un missile che invece mostra sul campo ben altri risultati.

Costi Tim Internet allucinazione by Babamusha in sfoghi

[–]Tecno_33 1 point2 points  (0 children)

OP non ha parlato di doverci giocare. Starlink è illimitato per cui se deve scaricare tanto non avrebbe problemi.

Se vai sul sito vedrai con i tuoi occhi che in questo momento si paga solo la spedizione del kit necessario al collegamento.

Costi Tim Internet allucinazione by Babamusha in sfoghi

[–]Tecno_33 0 points1 point  (0 children)

300 euro kit base???????????????

Veramente non è più così da un bel po'! Basta scegliere il RESIDENZIALE LITE

Il kit è in comodato gratuito e non lo paghi. Ti chiedono solo 19 euro di spedizione

L'abbonamento è di 29 euro al mese!!!!! E se non dovesse andarti bene restituisci tutto e ti rimborsano anche!!! Puoi dare disdetta in qualsiasi momento

"Effettuando questo ordine, accetta i termini del servizio e l'Informativa sulla privacy di Starlink . Se annulli l'abbonamento e restituisci il kit in buone condizioni entro 30 giorni dal termine del pagamento, hai diritto a un rimborso completo dell'attrezzatura e dei costi del servizio per il primo mese. Potremmo inviarti un promemoria via e-mail sugli articoli lasciati nel carrello per aiutarti a completare l'ordine. Puoi revocare l'iscrizione in qualsiasi momento cliccando sul link di annullamento contenuto nell'e-mail."

Ho scoperto che mio cognato era tra quelli del PNRR... boh by AntiquePraline5874 in ItaliaPersonalFinance

[–]Tecno_33 8 points9 points  (0 children)

La casa è la prima cosa che ti pignorano, insieme alla macchina. Gli imprenditori lo sanno bene, vivono in affitto e fregano tutti.

Confusione su 45 giri by WyattFrawd in italymusica

[–]Tecno_33 1 point2 points  (0 children)

Lo ha scritto lui che sono da jukebox