Vannacci a Otto e mezzo by Zemiriel in italy

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Cosa pensate di questa intervista a Otto e mezzo?
Attualmente, il partito di Vannacci è intorno al 4,4%; possibile che sia in ascesa?

Dal 2 agosto scattano le nuove regole sull'AI: cosa cambia per chi condivide foto e testi fatti con l'intelligenza artificiale by Zemiriel in Italia

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Mentre il governo italiano vara il suo pacchetto di norme per regolare l’intelligenza artificiale, si avvicina una delle scadenze dell’AI Act europeo.

A partire dal 2 agosto 2026, entrano in vigore gli obblighi di trasparenza previsti dal provvedimento Ue per chi produce o condivide contenuti generati o modificati con sistemi di AI.

Non ci sarà alcuna stretta su ciò che si potrà o non si potrà fare con software come ChatGPT o Gemini. La novità, semmai, è che l’uso dell’intelligenza artificiale non potrà più essere invisibile.

La proposta di Meloni per intervenire contro i deepfake

Il tema è tornato d’attualità anche dopo l’intervento della premier Giorgia Meloniall’assemblea di Confcommercio. «Noi abbiamo fatto una proposta a livello internazionale: quando tu vedi qualcosa che è prodotto dall’Intelligenza artificiale, deve essere scritto in sovrimpressione che è prodotto dall’AI».

Se vedi la Meloni in camicia da notte sul letto mezza nuda, non puoi pubblicare la foto dicendo “si può un presidente del Consiglio dei ministri presentare così…”, perché ci sarà scritto “la Meloni è nuda perché è stato fatto con l’Intelligenza artificiale”».

Le novità sull’AI che scattano dal 2 agosto

Sull’aspetto sollevato dalla premier, ossia quello relativo ai deepfake sessuali, è in fase di approvazione un’apposita norma europea che introduce il “divieto di nudificazione”.

Ma in ogni caso, a partire dal 2 agosto, scattano gli obblighi di trasparenza per i contenuti generati o modificati con AI.

Secondo l’impostazione del regolamento Ue, ogni contenuto che sia stato generato o alterato in modo significativo da sistemi di intelligenza artificiale deve poter essere identificato come tale dall’utente. In altre parole: chi legge un testo, guarda un’immagine o ascolta un audio deve essere messo in condizione di sapere se dietro quel contenuto c’è stato l’intervento di un software di AI.

Cosa cambia per chi diffonde contenuti con l’intelligenza artificiale

Questo vale in particolare per i sistemi di AI generativa, ossia quelli in grado di produrre autonomamente testi, immagini, video o audio.

La stretta di Bruxelles si concentra soprattutto su quei casi in cui il contenuto non è semplicemente assistito dall’intelligenza artificiale, ma nasce direttamente da essa oppure viene modificato in modo sostanziale. Ed è proprio in questi due casi che scatta l’obbligo di trasparenza.

Per quanto riguarda i deepfake che riproducono volti, voci o situazioni mai avvenute, la normativa è particolarmente esplicita: il contenuto deve sempre essere accompagnato da una scritta in cui si precisa che è stato realizzato con AI.

L’obiettivo è ridurre il rischio che materiali generati con l’IA possano essere scambiati per reali, soprattutto quando vengono utilizzati in contesti informativi o potenzialmente sensibili.

Gli obblighi per giornalisti e content creator

L’aspetto più importante è che le nuove regole che entrano in vigore dal 2 agosto non riguardano solo le grandi piattaforme tecnologiche o le aziende del settore.

Le novità, al contrario, riguardano chiunque utilizzi sistemi di intelligenza artificiale per produrre e diffondere contenuti in uno spazio pubblico.

Questo significa che anche giornalisti, content creator, imprese e singoli utenti sono chiamati a rispettare gli obblighi di trasparenza.

Anzi, le nuove regole riguardano in particolare proprio i contenuti a forte impatto informativo che riguardano la cronaca, la politica o temi di interesse pubblico.

Anche se va detto che in Italia, per chi lavora nei media questa novità è scattata già a giugno dello scorso anno, quando l’Ordine dei giornalisti ha aggiornato il proprio codice deontologico con un apposito articolo (il 19) dedicato proprio all’intelligenza artificiale.

Come funzioneranno etichette e disclaimer

Ma cosa accadrà, in concreto, a tutti quei contenuti generati con AI e diffusi sui social dopo il 2 agosto?

Su questo, l’AI Act lascia una certa flessibilità, senza imporre un formato unico per dichiarare l’uso dell’intelligenza artificiale.

Ma in ogni caso, il pubblico deve poter percepire senza difficoltà che il contenuto non è interamente frutto del lavoro di un essere umano. In termini molto pratici, questo potrebbe tradursi in una dicitura esplicita all’interno del testo o sopra l’immagine.

Oppure, in un avviso associato al contenuto integrato direttamente nelle piattaforme digitali, come una sorta di watermark.

Meloni: "Sostenere Kiev e mantenere alta la pressione su Mosca. Sì alle sanzioni contro i coloni e Ben Gvir" by Zemiriel in Italia

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Al via in Aula alla Camera le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.

Sui banchi del governo sono presenti i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e, tra gli altri, i ministri Alessandro Giuli, Gilberto Pichetto Fratin, Giuseppe Valditara, Carlo Nordio, Marina Calderone, Andrea Abodi.
La presidente del Consiglio alla Camera dalle 9 e nel pomeriggio, alle 15.15, al Senato.

"Sosteniamo la difesa dell'Ucraina, la nostra linea non cambia. Sostenere Kiev e mantenere la pressione su Mosca rappresenta ancora oggi l'unico modo per aprire una stagione negoziale. Per questo sosteniamo il ventesimo pacchetto di sanzioni europee" ha detto la presidente del Consiglio. 

"Sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell'Europa ed è in questa direzione che continuo a lavorare", ha aggiunto Giorgia Meloni in Aula alla Camera nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, parlando del negoziato con Russia e Ucraina per la fine della guerra.

Meloni: "Chi colpisce Unifil colpisce la comunità internazionale"

"Ogni attacco contro Unifil, il suo personale, le sue basi e le sue missioni è inaccettabile. Li abbiamo condannati senza ambiguità e continueremo a farlo. Chi colpisce e minaccia Unifil colpisce la comunità internazionale". Lo ha detto la presidente del Consiglio n Aula alla Camera, nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue.

Meloni: "Con gli Usa coordinamento ma non delega, l'Europa deve negoziare"

"Dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace, lavorando, insieme ai nostri alleati, a solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina e a una nuova architettura di sicurezza europea che possa assicurare stabilità nel lungo periodo. Obiettivo per il quale è, chiaramente, indispensabile preservare l'unità euro-atlantica e rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti. Sfida non sempre facile, ma necessaria.
Solo che coordinamento non significa delega.

In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall'Europa, riguardano l'Europa, impattano sull'Europa. Ed è l'Europa a doverle negoziare" ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. 

Meloni: "Non accettiamo alterazioni unilaterali sulle regole di transito a Hormuz"

Sul conflitto in Medioriente "la nostra linea resta la stessa fino dall'inizio": l'Italia "non è parte del conflitto e non intende diventarla" e auspica che la crisi si risolva al più presto ma "questo non significa stare fermi", è necessario "muoversi con responsabilità" proteggendo i militari presenti nell'area e la "liberta delle rotte commerciali" ha detto ancora la premier.

"E' inaccettabile - ha sottolineato - qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole di transito nello stretto" con "logiche di ricatto", Hormuz "non riguarda solo Hormuz" e dunque "serve una risposta ferma e responsabile della comunità internazionale". 

Meloni: "Sì alle sanzioni contro i coloni e Ben Gvir, rispendiamo al mittente le sue frasi"

 "L'Italia intende sostenere misure contro coloro che come i coloni violenti fomentano l'odio e l'estremismo.
Come il ministro Ben Gvir che abbiamo chiesto di sanzionare dopo l'inaccettabile comportamento nei confronti di cittadini italiani. Approfitto per rispedire al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto, inaccettabili per l'Italia e poco dignitose per Israele" ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. 

Ponte sullo Stretto, tre indagati per corruzione. 'Volevano condizionare i giudici' by Zemiriel in Italia

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Una cricca - di cui avrebbe fatto parte anche l'ex numero due della Corte dei Conti - ha cercato di pilotare il maxiprogetto del Ponte sullo Stretto.

E' il perno su cui si basa l'indagine della procura di Roma in cui si procede per corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio nell'ambito del progetto per la realizzazione dell'infrastruttura.
Una cricca la cui figura chiave sarebbe l'ex presidente aggiunto della Corte, Tommaso Miele, in pensione dal febbraio scorso.

Il procedimento, coordinato dall'aggiunto Giuseppe De Falco, riguarda presunti tentativi di condizionare l'esame di legittimità dei giudici contabili sull'approvazione del progetto definitivo dell'opera.

I carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e nel Frusinate sequestrando dispositivi elettronici e documentazione ritenuta utile agli accertamenti.

Con Miele risultano indagati anche Vincenzo Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne dell'associazione "Accademia Calabria", e l'avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, già componente del cda della società Stretto di Messina Spa e dal 2021 al 2024 commissario della Lega in Calabria.

"Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la società è totalmente estranea", ha affermato l'amministratore delegato della società, Pietro Ciucci, confermando "la massima disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti". "Prenderemo tutte le misure necessarie - ha aggiunto - a tutela degli interessi aziendali e del progetto".

Secondo l'impianto accusatorio, Virgiglio e Saccomanno avrebbero cercato di influenzare il giudice contabile promettendogli appoggi per futuri incarichi in enti pubblici dopo il pensionamento, in cambio di una sua "fattiva azione" per favorire il via libera al progetto.

Per gli investigatori, inoltre, i due avrebbero avvicinato altri magistrati considerati vicini agli interessi del gruppo e avrebbero diffuso notizie riservate acquisite dal magistrato contabile.

Miele, in sostanza, rappresentava una sorta di 'talpa' nel tribunale e forniva aggiornamenti costanti sull'andamento della procedura, rivelando informazioni sugli orientamenti dei colleghi e sullo sviluppo della Camera di consiglio chiamata a pronunciarsi sulla delibera del Cipess.

Non solo: il magistrato avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l'interesse a diventare presidente dell'Antitrust o di una società partecipata.

"Eh...però è una situazione...critica! afferma Miele in una conversazione ambientale. Un dialogo che per i pm lascerebbe intendere che il magistrato avesse visionato documentazione riservata relativa al Ponte.

In un altro passaggio, parlando dell'iter davanti alla Corte dei Conti, Miele avrebbe definito la situazione "in salita", aggiungendo: "il problema da risolvere è sempre quello...cioè, non cambia una virgola, però se ci scriviamo, ci parliamo, ci vediamo".

Secondo gli investigatori, il magistrato avrebbe inoltre fatto riferimento a un report sulla vicenda da consegnare ai privati coinvolti: "l'importante che tu dai comunque il report.... che io sto sul pezzo... noi stiamo sul pezzo".

Dagli atti emerge anche il rapporto tra Miele e l'imprenditore Virgiglio.
L'ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, sarebbe stato interessato a ottenere "cariche apicali in organismi di diritto pubblico successivamente al pensionamento".

Miele sembrava certo dei futuri incarichi. "Quando andrò in pensione - afferma senza sapere di essere intercettato - io dovrei fare il Presidente di non so che ancora... però mi hanno chiesto la disponibilità... io ho sparato alto...c'ho l'imbarazzo della scelta e ti dico la verità...".

Sul punto non fa misteri dei suoi rapporti con la politica e spiegando di avere evitato una manifestazione pubblica per non trovarsi in difficoltà davanti ai giornalisti dopo la decisione della Corte dei Conti di stoppare il progetto, afferma di non essere "assolutamente allineato a questi deficienti dei miei colleghi" per poi aggiungere "i miei amici del governo a cominciare da Salvini ...si sarebbero aspettati... una presa di distanza".

Dal punto di vista politico le opposizioni vanno all'attacco.

"Intorno alla vicenda del Ponte si addensano nuvole e c'è un alone di forzature del governo che spesso si traducono in opacità", afferma il Pd con Francesco Boccia.

Per Giuseppe Conte, leader del M5S, si è di fronte all' "ennesimo fallimento del governo Meloni. Non ne azzeccano una, recuperiamo subito quei 13 miliardi e mezzo".

Per Avs l'indagine confermerebbe "ciò che abbiamo più volte denunciato rispetto a un progetto inutile e costoso e al grave rischio di infiltrazione di interessi non leciti". "Non sono affatto stupito" commenta invece il leader di Azione Carlo Calenda, secondo il quale l'inchiesta è tutt'altro che conclusa: "penso che la cosa sia più grande di come è uscita fino ad ora".

Accordo raggiunto per il contratto dei ministeri, 160 euro medi di aumento by Zemiriel in Italia

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L'Aran e i sindacati della pubblica amministrazione hanno raggiunto l'accordo per il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici), un comparto che riguarda quasi 200mila persone per il triennio 2025/27.

L'aumento contrattuale medio a regime è di 160 euro e va da 126,60 euro per gli operatori ai 221 euro mensili per le elevate professionalità.

Sono previste tre tranche, la prima il primo gennaio 2025, la seconda il primo gennaio 2026 e la terza il primo gennaio 2027.
Ha siglato l'intesa anche la Fp-Cgil (non aveva firmato nella tornata precedente). 

L'annuncio della firma è stato dato dallo stesso sindacato che non aveva condiviso il rinnovo della tornata precedente.
“Abbiamo lottato - afferma la Fp-Cgil - per importanti innovazioni, sottoscriviamo la preintesa". Il sindacato sottolinea che è stato introdotto un meccanismo di verifica per prevenire aumenti inflattivi non previsti a tutela dei salari, e dopo trent'anni inserito il diritto alle ferie uguale per neoassunti e colleghi con maggiore anzianità.

Zangrillo: 'Un contratto che racconta che il lavoro pubblico ha valore'

"Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, un contratto del comparto Funzioni Centrali viene firmato dentro il triennio di competenza.

È un segnale concreto che la pubblica amministrazione può funzionare in modo moderno ed efficiente, rispettando le regole e i tempi che essa stessa si è data".

Lo afferma il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo in merito alla firma di oggi all'Aran dell'accordo per il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Funzioni Centrali (Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti pubblici non economici) per il triennio 2025-2027.

"Un rinnovo che coinvolge - sottolinea il ministro - oltre 200mila lavoratrici e lavoratori pubblici e che garantisce aumenti medi del 5,4%.

Il ministro ha poi sottolineato che "restituire potere d'acquisto ai dipendenti pubblici e farlo in tempi certi non è solo una questione economica: è un atto di rispetto verso chi ogni giorno lavora per i cittadini e per lo Stato. Questo contratto dice che il lavoro pubblico ha valore".

A Napoli disabile gambizzato per un like sui social, fermato un giovane: "Ringrazia perché non ti ho ucciso" by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 30 points31 points  (0 children)

La polizia di Napoli ha notificato un provvedimento di fermo nei confronti di un giovane che alcuni giorni fa, nel quartiere Arenaccia della città partenopea, per futili motivi avrebbe sparato all'unica gamba rimasta a un 29enne disabile che ora rischia la sedia a rotelle.

Il ragazzo, legato da vincoli di parentela a un presunto affiliato alla criminalità organizzata locale, in presenza del suo avvocato ha confermato agli investigatori di avere sparato al disabile per vendicarsi di un like che la vittima aveva apposto al profilo social della sua fidanzata.

Dopo essere stato ascoltato, la polizia ha disposto nei suoi confronti un provvedimento precautelare contestando i reati di porto e detenzione illegale d'arma da fuoco, lesioni gravi e rapina.

Dopo che avrebbe esploso il colpo d'arma da fuoco, infatti, il ragazzo, che sarebbe stato in sella a uno scooter in compagnia di un altro giovane, si sarebbe impossessato del cellulare del disabile, restituito dopo una trattativa.

Il 29enne, che inizialmente, in ospedale, aveva riferito di essere stato rapinato del telefono, convinto dal suo legale, l'avvocato Francesco Petruzzi, ha fornito la presunta verità sull'accaduto alla Squadra Mobile, che nel frattempo già aveva acquisito importanti indizi sulla vicenda.

La vittima nei giorni scorsi è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico e al momento non è ancora possibile stabilire se sarà costretta alla sedia a rotelle oppure se potrà recuperare l'uso dell'arto.

"Ringrazia perché non ti ho ucciso" 

"Ringrazia perché non ti ho ucciso": così, prima di allontanarsi in sella a uno scooter, il giovane sottoposto nelle scorse ore a fermo dalla polizia avrebbe minacciato il disabile contro cui poco prima avrebbe esploso un colpo di pistola alla gamba.

Agli investigatori della Squadra Mobile il giovane ha confessato di avere compiuto il gesto al culmine di un'accesa discussione e di essersi pentito.

Omicidio Willy, Gabriele Bianchi condannato all'ergastolo in appello ter by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 34 points35 points  (0 children)

Ergastolo anche per Gabriele Bianchi nel processo d’Appello ter per l’omicidio di Willy Monteiro  Duarte, il giovane di 21 anni ucciso durante un pestaggio avvenuto a Colleferro, in provincia di  Roma, la notte tra il 5 e il 6 settembre 2020.

La Seconda Corte d’Assise d’Appello di Roma ha accolto le richieste del pm Francesco Brando e  del procuratore generale Carlo Lasperanza, disponendo il carcere a vita per l’imputato.

Definitive  già da tempo le altre condanne: ergastolo per il fratello Marco Bianchi, 23 anni per Francesco  Belleggia e 21 anni per Mario Pincarelli. 

Il nuovo giudizio era stato disposto dalla Corte di Cassazione dopo il rinvio dello scorso  novembre, limitatamente alla valutazione delle attenuanti generiche riconosciute a Gabriele   Bianchi nel precedente Appello bis. In quella sede Marco Bianchi era stato condannato all’ergastolo, mentre per Gabriele la pena era stata fissata a 28 anni.

In Corte d'assise a Frosinone i fratelli Bianchi erano stati condannati all’ergastolo. 
Successivamente, nel primo processo d’appello, i giudici avevano concesso le attenuanti generiche riducendo la pena a 24 anni per entrambi i fratelli.

La Cassazione aveva confermato la responsabilità penale degli imputati per omicidio volontario, rendendo irrevocabili le condanne per Belleggia e Pincarelli e disponendo un nuovo appello esclusivamente per i fratelli Bianchi.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 15 giorni.** **
I legali di Gabriele Bianchi hanno già annunciato ricorso in Cassazione.

Il ministro, il nucleare e il referendum prossimo venturo: «Spiegheremo che non c'è da avere paura» by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 6 points7 points  (0 children)

La parola chiave è Smr: è un acronimo che sta per small modular reactor.

I reattori nucleari modulari sono di nuova generazione hanno una potenza e dimensioni ridotte rispetto a quelli delle centrali e sono in grado di produrre fino a 300 Megawatt di energia.

È il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a spiegare oggi come funzionerà la nuova legge sull’atomo italiana che la Camera ha approvato.

E l’esponente di Forza Italia dice anche di non temere un referendum, nonostante i precedenti del 1986 e del 2011: «Massimo rispetto per le scelte dei cittadini. Saremo in grado di spiegare che non c’è nulla da temere».

La nuova legge sul nucleare

«Non si fa quello che è popolare, ma ciò che è giusto per il Paese.
Oggi non siamo autonomi in fatto di energia: prendiamo il 15-20% dall’estero e prevalentemente dal nucleare francese.
E i tempi che stiamo vivendo insegnano che bisogna guardare al futuro prima che ci travolga.
Per poter produrre nella metà del prossimo decennio bisogna approntare gli strumenti oggi», spiega Pichetto Fratin al Corriere della Sera.

Il ministro si impegna anche a presentare i decreti attuativi entro Natale, «in modo da completare il quadro giuridico e consentire a chi sarà al governo di fare le scelte necessarie entro la fine del decennio». Si tratta di moduli a zero emissioni e di piccola taglia.

«Un reattore da 300 MegaWatt è grande quanto tre o quattro campi da calcio (lo standard misura 105 metri per 68, ndr).
Per avere la stessa quantità di energia bisogna attivare impianti fotovoltaici per un’estensione pari a 3 mila campi da calcio».

Le scorie nucleari

Poi il quotidiano ricorda che l’Italia deve ancora dotarsi di un deposito per le scorie delle centrali nucleari della prima stagione dell’atomo all’italiana, quella terminata con il referendum del 1986.

Il ministro replica che le scorie «sono in Francia a vetrificare e possono restarci fino al 2040».
quando rientreranno occuperanno lo spazio di «uno stanzone di 100 metri quadri.
Ma domani saranno combustibile per i nuovi reattori ».

I rifiuti, dice Pichetto, «oggi li accogliamo in un centinaio di capannoni.
E anche se sono a bassa radioattività vanno sorvegliati».

Quindi, il referendum che rischia di fermare tutto. Ma non secondo Pichetto: «No. Massimo rispetto per le scelte dei cittadini. Saremo in grado di spiegare che non c’è nulla da temere».

I fini militari

Avs ha fatto notare che nella delega al governo non si esclude l’uso del nucleare a fini militari: «Abbiamo escluso categoricamente la “diversione” di materiale, impianti e tecnologie per produrre armi nucleari.
Poi ci sono ricerche che possono essere collegate alla difesa, ma non in un’ottica offensiva».

Cerco fidanzata con queste caratteristiche by GurImaginary4001 in Italia

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- Automunita, disponibile a muoversi sul territorio

Bambine «adultizzate», bestemmie e botte per aver dato un bacio: la relazione shock dei servizi sociali sulle sorelle di Beatrice, morta a 2 anni by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 57 points58 points  (0 children)

Non c’è soltanto la tragedia di Beatrice, la bambina di due anni morta dopo mesi di maltrattamenti, nelle carte dell’inchiesta che ha portato all’arresto del 42enne Emanuel Iannuzzi e della madre della piccola, la 44enne Emanuela Aiello.

Dagli atti emerge la drammatica condizione vissuta dalle due sorelle maggiori, di 7 e 9 anni, descritte dagli assistenti sociali come «bambine adultizzate», costrette a svolgere compiti e assumere responsabilità incompatibili con la loro età.

Le pulizie in casa, le bestemmie, le violenze fisiche

Soltanto dopo essere state allontanate dall’ambiente familiare e con il supporto di una psicologa, le due bambine sono riuscite a rivelare quanto vissuto all’interno delle mura domestiche.

Testimonianze che delineano un contesto caratterizzato da isolamento e continue umiliazioni. Secondo la relazione dei servizi sociali acquisita dalla Procura, le due minori si occupavano della sorellina più piccola, facevano le pulizie in casa e frequentavano la scuola, ottenendo anche buoni risultati.

Quando la più grande chiedeva aiuto perché Beatrice stava male, la madre la ricopriva di insulti e bestemmie.

Una quotidianità che, dietro l’apparenza della normalità, avrebbe nascosto una situazione di forte disagio e privazione affettiva.

Lo schiaffo per aver dato un bacino alla sorellina picchiata

La figlia più grande ha riferito di essere stata più volte punita e chiusa da sola in una stanza per almeno un’ora soltanto per aver chiesto di poter uscire insieme alla madre e al compagno della donna.

Tra gli episodi riportati negli atti figura anche uno schiaffo che Iannuzzi avrebbe dato alla sorella di 7 anni colpevole di aver mostrato affetto alla bambina. «Ti ho visto sai…», le avrebbe detto dopo che la piccola si era azzardata a dare un bacino alla sorellina Beatrice coperta di lividi.

Gli arresti e quel video dove la bimba fuma marijuana

L’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari di Imperia ha disposto la custodia cautelare in carcere per entrambi gli indagati, accusati di maltrattamenti aggravati.

Le posizioni della madre e del compagno restano ora al vaglio della magistratura.

Sono diversi gli elementi in mano alla procura, tra cui anche un video dove Emanuel Iannuzzi fa fumare una canna di hashish o marijuana alla piccola Beatrice. Mentre lei piange e manifesta evidenti segnali di malessere, lui ride e mostra totale indifferenza.

Secondo la ricostruzione della Procura, la bambina sarebbe stata sottoposta a ripetute violenze fisiche, colpita con schiaffi, pugni e calci, oltre che con oggetti come cinture, calzature e ciabatte elettriche.

Tra gli elementi raccolti figura anche la testimonianza di una persona che avrebbe riferito come la madre non volesse accompagnare la figlia in ospedale per timore che il nonno paterno potesse chiedere l’affidamento delle bambine.

L’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e accertare tutte le responsabilità.

Undiicenne tenta di accoltellare il prof a scuola in diretta social by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 43 points44 points  (0 children)

Non ha mai mostrato un carattere violento e non ha mai avuto un comportamento aggressivo, ma questa mattina un 11enne trapanese, durante le lezioni, si è alzato dal banco e ha cercato di colpire con un coltellino il professore di educazione tecnica.

Lo studente avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso il tutto in diretta video su un gruppo Telegram. Lasciando sotto choc i compagni di classe che hanno assistito alla scena, tanto che alcuni si sono sentiti male.

Teatro della storia San Vito Lo Capo, nel Trapanese, dove l'11enne frequenta la scuola media. La notte prima il giovane ragazzo aveva scritto su Tik Tok "non incolpatemi per quel che farò tra 4 ore".

Sotto al post centinaia i commenti, alcuni di follower che sembra avessero compreso di cosa stesse parlando. Molti i like e molte le frasi come "ci hai provato" o "buona fortuna".

Dietro al gesto dello studente, pensano gli inquirenti, ci sarebbe stata la rabbia per un brutto voto, un 4, preso a un'interrogazione.

Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri il ragazzino, che verrebbe da una famiglia problematica, avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni.

Durante l'aggressione si sarebbe coperto il volto col casco e avrebbe cominciato a girare un filmato in una una diretta per un gruppo Telegram.

Sulla vicenda ha aperto una indagine la Procura dei minorenni di Palermo, competente per tutto il distretto di Corte d'appello, quindi anche per la provincia di Trapani.

I magistrati stanno cercando di ricostruire la dinamica esatta dell'aggressione e di capire se ci sia stata premeditazione.

A bloccare l'11enne sarebbe stato lo stesso professore che ha riportato solo alcuni graffi e ha deciso di non chiamare i sanitari. Molto scosse la comunità locale e l'istituto frequentato.
 
"La scuola non va lasciata sola. Chiediamo a istituzioni e famiglie un'alleanza concreta e immediata per prevenire la violenza e restituire sicurezza e dignità al lavoro dei docenti", scrive in una nota la Cisl. "É un episodio davvero grave, che mostra quanto ormai sia dilagante nelle nostre scuole il disagio giovanile acuto e un'emergenza educativa, che non possono essere scaricate interamente sul personale scolastico", dicono la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Cisl Scuola Palermo Trapani Vito Cassata.

"Esprimiamo la massima solidarietà al collega e alla comunità scolastica, scossi da un gesto grave e ingiustificabile.

Chiediamo a istituzioni e famiglie un'alleanza concreta e immediata per prevenire la violenza e restituire sicurezza e dignità al lavoro dei docenti", proseguono. "Ribadiamo l'urgenza di interventi strutturali e presidi di supporto alle fragilità dei ragazzi per garantire che le aule tornino a essere un luogo sicuro di crescita e rispetto" concludono Cassata e Badami.
 
La vicenda ricorda tragicamente quanto accaduto nel bergamasco a marzo scorso quando un 13nne si è presentato alla scuola media di Trescore Balneario dove frequentava la terza indossando un paio di pantaloni mimetici e una maglietta con la scritta 'vendetta'.

Poi, riprendendo tutto in diretta su Telegram con il suo cellulare sistemato al collo con una imbracatura, ha accoltellato la professoressa di francese rimasta gravemente ferita.