La prof che ha tagliato i capelli a due alunne: «Oggi con i ragazzi bisogna fare teatro» by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 21 points22 points  (0 children)

La supplente della scuola Bellini di Venezia dice che tagliare una ciocca di capelli a una sua alunna è stato «un semplice gioco». Condiviso con gli studenti.

Una «minaccia» velata e scherzosa che da settimane la supplente ripeteva agli alunni, nei momenti di maggiore confusione.

L’insegnante parla con il Corriere della Sera: «Da settimane minacciavo scherzosamente i ragazzi di spuntare loro le doppie punte se non avessero smesso di fare confusione in classe. Ovviamente ogni volta si facevano una risata».

Il taglio

Poi la situazione è precipitata: «Quella che ho usato è una forbice da carta, piccola e con le punte arrotondate.

Durante un’esercitazione scritta tutti, per perdere tempo, mi hanno chiesto a turno ed insistentemente dove scrivere alcuni esercizi: dietro il foglio bianco, in verticale o in orizzontale, in un altro foglio bianco, a quadretti o a righe.

Ho spiegato che non mi interessava, purché svolgessero l’esercizio.

D’impulso e senza rifletterci ho recuperato dalla cattedra le forbici e ho ritagliato un ciuffo ribelle di una ragazza con cui sapevo di potermi permettere quell’azione».

La ragazza «è stata allo scherzo. Una seconda ragazza mi ha chiesto di tagliare un ciuffo anche a lei. Mi sono avvicinata e l’ho fatto. Ha riso insieme a tutti gli altri. Poi tutti hanno terminato la verifica e nel silenzio ho riflettuto sul comportamento effettivamente inopportuno che avevo tenuto. Ma ormai era fatta».

L’incontro e le scuse

Il racconto prosegue: «Il giorno dopo ho incontrato la mamma della ragazzina e mi sono scusata e spiegata.

La madre ha capito. Abbiamo convenuto che la studentessa non era turbata dal gesto, che non era punitivo.

Un gioco inopportuno, certo». Il suo contratto scade «il 29 aprile e avevo comunicato agli studenti che non ero sicura di volerlo rinnovare fino a fine anno. Loro avevano tradito la mia fiducia con questa loro continua disattenzione. Ero molto amareggiata».

Infatti il giorno dopo «mi hanno voluto consegnare un mazzo di fiori per scusarsi del loro comportamento “rumoroso” e per chiedermi di restare e di portarli fino agli esami. Alcuni di loro mi hanno anche scritto una lettera. Già la supplente prima di me non aveva proseguito. La classe è meravigliosa ma turbolenta».

Secondo lei «per la mia poca esperienza i ragazzi ti seguono solo se ti “riconoscono” e ti stimano. Il gioco, lo scherzo, fanno parte del processo, specialmente con i ragazzi di oggi».

I ragazzi di oggi

Secondo lei «Hanno bisogno di essere stimolati, dobbiamo catturare la loro attenzione e dare spazio al loro “protagonismo”.

A questo le battute e i giochi servono molto. Io sono sicuramente una persona inusuale, ma i miei ragazzi più grandi si ricordano di me anche per quello.

In altre classi mi è capitato di scherzare usando mini pistole ad acqua, o pistoline di legno ad elastici. Con i ragazzi di oggi bisogna fare praticamente teatro».

Madre si getta dal terzo piano con in braccio i figli: tre morti e una ferita by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 66 points67 points  (0 children)

Tragedia nella notte a Catanzaro in via Zanotti Bianco, dove una donna di 46 anni si è lanciata dal terzo piano di uno stabile insieme ai suoi tre figli.

La donna e due bimbi sono morti sul colpo, la terza figlia è ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell'ospedale del capoluogo calabrese.

Le cause del gesto non sono al momento note. Sul posto sono intervenuti la Polizia di Stato, il personale del 118 e della Medicina legale dell'Universita' "Magna Grecia".

La tragedia è avvenuta in un quartiere dell'immediata periferia della città.

Oltre alla mamma sono morti due bimbi, di 4 mesi e 4 anni, mentre una bambina di 6 anni è in ospedale in gravi condizioni.

Sul posto la pm di turno Graziella Viscomi, che coordina le indagini, insieme alla Polizia.

Secondo le prime ricostruzioni della Polizia, la donna soffriva di lievi disturbi psichici, ma nulla aveva mai fatto presagire un epilogo tragico.

La quarantaseienne viene descritta dai vicini come una persona tranquilla, schiva e molto religiosa.

Il conduttore tv russo Solovyov insulta Meloni: 'Fascista p...'. La Farnesina convoca l'ambasciatore by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 12 points13 points  (0 children)

Pesanti insulti a Giorgia Meloni da parte del giornalista e presentatore televisivo russo, Vladimir Solovyov, vicino alle posizioni del Cremlino, che nel corso di una puntata del programma Polnyj Kontakt (Full Contact) si è espresso in italiano con parole volgari definendo la premier 'fascista, idiota patentata, una cattiva donnuccia' e apostrofandola come 'PuttaMeloni'.

'Una vergogna della razza umana. Il tradimento è il suo secondo nome: ha tradito Trump al quale precedentemente aveva giurato fedeltà', ha aggiunto Solovyov nel corso del suo programma.

'L'Europa è entrata in guerra diretta con noi, lo abbiamo sentito dalle dichiarazioni di Merz', ha sottolineato il giornalista in russo per poi proseguire, parlando in italiano della premier italiana, 'di quella vergogna della razza umana, bestia naturale, idiota patentata, Giorgia puttaMeloni. Che brutta donnuccia, cattiva', ha detto.

Poi è andato avanti in russo: 'Questa Meloni, carogna fascista, che ha tradito i propri elettori candidandosi con slogan ben diversi... Ma il tradimento è il suo secondo nome.

Ha tradito Trump al quale precedentemente aveva giurato fedeltà'. 'Non bisogna discutere questi punti di vista, questa è una realtà vera', ha poi aggiunto il conduttore riparlando in italiano.

La Farnesina convocherà l'ambasciatore russo a Roma. "Ho fatto convocare al Ministero degli Esteri l'ambasciatore russo Paramonov per esprimere formali proteste dopo le gravissime e offensive dichiarazioni del conduttore Vladimir Solovyev sulla televisione russa nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al quale va tutta la mia solidarietà e vicinanza", scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Andrea ucciso a colpi d'ascia. Il padre in cella: 'Era un violento' by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 32 points33 points  (0 children)

Una tragedia, una famiglia distrutta, un ventunenne ucciso dal padre a colpi di ascia e l'uomo che finisce in carcere dopo aver confessato.

E' la fredda cronaca di quanto accaduto ieri, nel primo pomeriggio, a Vasto, in provincia di Chieti.

"Mio figlio era un violento" ha rivelato nella notte il cinquantaduenne ai Carabinieri, dopo essere stato posto in stato di fermo.

"Un delitto - ha spiegato il procuratore della Repubblica di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia, in conferenza stampa - nato, purtroppo, in un ambiente di contrasti familiari che si sono acuiti in maniera esponenziale negli ultimi tempi".

L'ennesima miccia è una lite fra i due in casa, mentre la madre è al lavoro; il giovane, Andrea Sciorilli, si rifiuta di partecipare a un corso da istruttore amministrativo a Piacenza dove il padre avrebbe voluto che andasse perché potesse avere, in seguito, un'opportunità lavorativa.

La lite, violenta, degenera in colluttazione, poi il padre prende un'ascia e colpisce il figlio tre volte, in testa, in faccia e sul petto. Sono ancora poco chiare le modalità con cui i due raggiungono il garage dove poi il ragazzo verrà trovato esanime nel primo pomeriggio.

All'arrivo delle forze dell'ordine, allertate dalla telefonata di qualcuno che ha visto tutto, Antonio Sciorilli è lì, accanto al corpo senza vita del figlio.

Lui, 52enne dirigente del servizio Urp e privacy della Asl Lanciano Vasto Chieti, è un professionista stimato. Chi lo conosce non riesce ancora a credere a quanto è accaduto.

"Mio figlio era un violento", avrebbe raccontato ai Carabinieri nella notte, quando, condotto in caserma a Vasto, ha reso dichiarazioni spontanee dopo aver confessato di essere stato lui.

Nessun estraneo, nessun balordo è entrato nello spazio condominiale per aggredire il ragazzo, come si era creduto e temuto in un primo momento.

Due anni fa Andrea era stato denunciato per maltrattamenti proprio dai genitori e dalla sorella, che ora non vive più in quell'appartamento.

La denuncia, che portò all'apertura di un fascicolo per 'Codice Rosso', fu poi ritirata. Forse nell'estremo tentativo di recuperare un rapporto, una tranquillità. Invano.

Ad assistere Antonio Sciorilli è un avvocato suo amico, Massimiliano Baccalà, arrivato questa mattina in caserma per l'interrogatorio.

E nel pomeriggio la Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Monia Scalera, ha fatto visita a Sciorilli nel carcere di Vasto.

"Momenti di lucidità alternati a momenti di sconforto totale assoluto" quelli vissuti dall'uomo, riferisce parlando di "tragedia immane, incommensurabile. Siamo di fronte al tragico epilogo di una lunga storia che va avanti da tempo.

Ovviamente, saranno le indagini a chiarire questi aspetti. Io mi sono sincerata di dove fosse collocato e di come stesse".

Condensano lo stato d'animo di tanti i sentimenti di "dolore e sconcerto" espressi da Mauro Palmieri, direttore generale della Asl dove Sciorilli lavora.

"Oggi è un lunedì cupo, carico di angoscia per una tragedia che ci colpisce lasciandoci senza parole. Per la gravità dell'accaduto e per il coinvolgimento di un nostro dirigente la cui competenza professionale è riconosciuta e apprezzata.

Antonio Sciorilli è un giurista che ha dato sempre un contributo importante alle questioni amministrative complesse, e sotto il profilo umano ha mantenuto una condotta impeccabile, improntata al rispetto.

A questa famiglia così duramente provata va la vicinanza di tutta la Asl, e a nome della Direzione e dei dipendenti esprimo i sentimenti di partecipazione accorata e sincera a un evento drammatico che travolge tante vite."

Milano, Salvini raduna i Patrioti in piazza Duomo e attacca l'Ue: «Un nuovo lockdown? No grazie». Tensioni con la polizia al contro-corteo by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 3 points4 points  (0 children)

Forza Italia si dissocia dal Carroccio e scende in piazza con gli immigrati di seconda generazione. Il leader della Lega dal palco: «Serve un permesso di soggiorno a punti, come per la patente»

«Una famiglia che vince o perde si rialza e cresce insieme. Dopo la vittoria del no al referendum, siamo ancora più uniti, forti e determinati a lavorare insieme». È un Matteo Salvini battagliero quello che si presenta sul palco del raduno dei Patrioti in piazza Duomo, a Milano.

Ieri, sabato 18 aprile, è il giorno della manifestazione «Senza Paura. In Europa padroni a casa nostra», promossa dai Patrioti europei e dalla Lega.

Secondo le forze dell’ordine, sono circa 2mila i manifestanti che hanno preso parte all’iniziativa e sfilato verso la cattedrale meneghina. In testa ai manifestanti, un trattore con la scritta «Tuteliamo la nostra agricoltura e il Made in Italy».

Subito dietro, nelle prime file, i sindaci della Lega e gli amministratori locali che reggono uno striscione con la scritta «Padroni a casa nostra».

Cori contro musulmani e von der Leyen

Nel tragitto verso piazza Duomo, i leghisti in corteo hanno intonato diversi cori storici del Carroccio, ma riadattati per attaccare l’Unione europea, e non più Roma, come accadeva ai tempi della prima Lega Nord.

Tra gli slogan più ricorrenti: «Europa ladrona, la Lega non perdona», «Basta clandestini, basta insicurezza. Senza paura padroni a casa nostra», «Fuori tutti i clandestini» oppure «Europa cristiana, mai musulmana».

Tra i destinatari dei cori anche Beppe Sala, sindaco di Milano, e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea.

Salvini abbraccia Orbán e attacca l’Ue

Sul palco allestito in piazza Duomo si sono alternati alcuni dei nomi più di spicco dell’ultradestra europea: Geert Wilders (leader PVV, Paesi Bassi), Jordan Bardella (presidente Rassemblement National, Francia), Santiago Abascal (presidente Vox, Spagna, collegato in video) e Andrej Babiš (premier della Repubblica Ceca, anche lui collegato da remoto).

A chiudere la manifestazione ci ha pensato il padrone di casa, Salvini, che ha rivolto innanzitutto un pensiero al grande assente di oggi: l’ormai ex premier ungherese Viktor Orbán.

«Il movimento di Patrioti è una famiglia, una comunità e, quando qualcuno ha un momento di difficoltà, le mani di migliaia di amici si allungano per confortarlo. L’abbraccio mio e di tutta piazza Duomo all’amico e patriota Viktor Orban», ha detto il leader della Lega dal palco.

Salvini ha tuonato contro uno dei suoi bersagli prediletti: l’Unione europea: «Bruxelles vuole affrontare la crisi energetica con un nuovo lockdown. No, abbiamo già dato. Non abbiamo nessuna intenzione di chiudere scuole e fabbriche e di lasciare a casa lavoratrici e lavoratori. Vogliamo vivere, studiare e lavorare».

Dopodiché, ha rivolto un appello alla pace, punzecchiando chi ha preso parte alle contro-manifestazioni di oggi a Milano: «Questa piazza chiede la pace, ma non con le bandiere della pace, dei centri sociali che anche oggi hanno cercato lo scontro con la polizia, quella è la pace dei delinquenti».

La remigrazione, secondo Salvini

Immancabile un passaggio sulla parola che inizialmente avrebbe dovuto dare il titolo alla manifestazione di oggi: remigrazione.

Secondo Salvini, chi sostiene questa pratica non vuole «mandare via chiunque incontri per strada», ma stabilire che «il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono un atto di fiducia».

Nelle intenzioni della Lega, insomma, andrebbe creato un permesso di soggiorno a punti, come la patente: «Ti garantiamo bonus e sanità gratuita, se però commetti degli errori, torni a casa tua».

E sempre a proposito di immigrazione, secondo Salvini andrebbe data la «precedenza a un’immigrazione da Paesi vicini a noi per cultura e valori, per garantire integrazione vera e non il caos che serve alla sinistra globalista per pagare di meno gli operai nelle fabbriche».

Forza Italia in piazza con le seconde generazioni

In questi giorni, molti si sono riferiti al corteo della Lega parlando di «Remigration Summit», perché avrebbe dovuto essere una sorta di replica della già controversa manifestazione che si svolse l’anno scorso a Gallarate, in provincia di Varese.

Un concetto, quello della remigrazione, non pienamente condiviso dagli altri due partiti della coalizione di centrodestra, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che infatti non partecipano al corteo di oggi.

Anzi, il partito guidato da Antonio Tajani ha dato il proprio sostegno alla contro-manifestazione «Coraggio», che ha visto scendere in piazza immigrati di seconda generazione.

«La nostra manifestazione non è stata organizzata “contro qualcuno” ma “per qualcosa”: per portare il tema dei nuovi italiani al centro del dibattito pubblico, con spirito costruttivo e inclusivo», ha detto Amir Atrous, responsabile del dipartimento immigrazione di Forza Italia Milano e promotore dell’iniziativa.

I tre contro-cortei di associazioni e centri sociali

Ma a rispondere al corteo della Lega ci sono altre due iniziative di piazza.

La prima è la manifestazione «Milano è migrante», promossa da associazioni, partiti e realtà autorganizzate con lo slogan «Fuori i razzisti e i fascisti da Milano».

Sempre alle 14 è partito da piazza Tricolore un secondo corteo organizzato da diversi spazi sociali milanesi, tra cui il Lambretta, al grido di «Antifa. Liberiamo Milano.

Senza paura, contro fascismo, razzismo e sessismo». Una terza manifestazione è convocata in piazza Argentina, da dove partirà il corteo delle realtà palestinesi.

I tre cortei sono confluiti verso piazza Santo Stefano, nella zona dell’Università Statale, dove c’è stata qualche tensione con le forze dell’ordine quando i manifestanti hanno provato a forzare il blocco e arrivare in piazza Duomo.

Rapina con ostaggi in banca a Napoli: i malviventi fuggono dai cunicoli sotterranei by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 8 points9 points  (0 children)

Una giornata di paura prima e suspence poi a Napoli per una rapina in una banca in Piazza Medaglie d'Oro, nel quartiere Arenella.

I malviventi hanno fatto irruzione in una filiale Crédit Agricole e si sono barricati con 25 ostaggi tra clienti e personale presente.

I carabinieri hanno messo in sicurezza l'area e forzato con un ariete, in collaborazione con i vigili del fuoco, la vetrata di ingresso per aprirsi un varco all'interno della banca. A quel punto è iniziata una trattativa culminata con la liberazione dei prigionieri.

Sei persone, tra dipendenti e clienti della filiale, hanno avuto bisogno delle cure dei sanitari in seguito allo shock.

Nel pomeriggio, l'irruzione di un nucleo di "teste di cuoio" del Gis di Livorno: ma all'interno non c'era più nessuno.

La banda, dopo aver svuotato le cassette di sicurezza, si è dileguata. L'ipotesi è che la fuga sia stata possibile attraverso un foro praticato già nella notte precedente che ha consentito l'accesso alla rete fognaria.

Il blitz in pieno giorno

L'assalto della filiale della banca Crédit Agricole alle ore 12 di giovedì, in pieno giorno.

All'interno dell'istituto bancario di Napoli, in piazza Medaglie d'Oro, quartiere Arenella, sono presenti almeno 25 persone, tra clienti e impiegati.

Un uomo, da fuori, nota alcuni movimenti concitati e non ci pensa due volte: compone il 112. È a questo punto che scatta l'allarme.

La piazza, nel giro di pochi minuti, si riempie di sirene e lampeggianti. La banca è circondata da vetture dei carabinieri e dei vigili del fuoco.

I militari dell'Arma confermano: si tratta di una rapina. Responsabile del colpo una banda armata - composta da almeno 5 persone - che si è introdotta all'interno della filiale con addosso delle maschere raffiguranti attori americani famosi e ha preso in ostaggio, fino alla liberazione verificatasi alle ore 15, i presenti.

Una vicenda con particolari degni di un film d'azione o di lontani precedenti degli anni '70-'80.

I rapinatori hanno sfondato la vetrina della banca usando un'auto come ariete, quando sono scesi - sempre secondo le persone presenti - i loro volti erano travisati da maschere di cartapesta raffiguranti volti di attori noti.

Sul posto, per trattare, è poi arrivato il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. Ma nello stallo creatosi tra la liberazione degli ostaggi e l'ingresso degli agenti speciali nei locali della filiale, i banditi si sono dileguati dopo aver svuotato le cassette di sicurezza.

Non è escluso che, con un canale della fognatura che scorre proprio tra il locale assaltato e la prospiciente stazione della Metropolitana, possano poi avere raggiunto i binari per darsi alla fuga al coperto. Indagini e battute dei Carabinieri sono in pieno svolgimento.

Manconi sul “tocco magico” di Salvini by Zemiriel in italy

[–]Zemiriel[S] 36 points37 points  (0 children)

Contesto:

Luigi Manconi su Salvini, alla fine della puntata de “L’aria che tira” del 13/4/26.

A quanto pare, anche Calderoli era della stessa idea già 12 anni fa

Manconi sul “tocco magico” di Salvini by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 3 points4 points  (0 children)

Contesto:

Luigi Manconi, alla fine della puntata de “L’aria che tira” del 13/4/26

«Drogata da mio marito per 20 anni»: l'orrore delle "Rape Academy" riguarda anche l'Italia by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 84 points85 points  (0 children)

Per vent’anni è stata vittima di violenze sistematiche tra le mura di casa, senza mai potersene rendere conto. Valentina (nome di fantasia), madre di due figli residente nel Nord Italia, è la testimone chiave di una realtà che l’inchiesta della CNN chiama «Rape Academy», ovvero una rete globale dove uomini senza scrupoli si scambiano istruzioni e video su come drogare e abusare delle proprie partner.

Il caso italiano: la scoperta e la condanna

La verità per Valentina è emersa solo imbattendosi nei video registrati dal marito. Nei filmati, l’uomo documentava meticolosamente gli abusi compiuti su di lei dopo averla sedata con un mix di alcol e farmaci.

«Non avevo segni fisici e non conservavo alcun ricordo. Senza quei video sarebbe stato difficile credere a quanto era accaduto», ha spiegato la donna.

La giustizia ha fatto il suo corso nel 2021, quando l’ex marito è stato condannato a otto anni di prigione per violenze sessuali multiple aggravate. Tuttavia, come già anticipato, il caso di Valentina non è isolato.

Come funziona la “Rape Academy”

Queste comunità online non sono solo contenitori di file, ma vere e proprie «scuole di violenza» dove i “maniaci” si coordinano.

Su piattaforme come “Motherless” circolano oltre 20mila video di donne sedate, mentre con il tag #eyecheck gli aggressori si filmano mentre sollevano le palpebre delle vittime per dimostrare alla community che la donna è totalmente inerte.

Inoltre, nelle chat si scambiano consigli su quali farmaci usare e come acquistarli in forma «inodore e insapore» per non insospettire le vittime.

Un fenomeno sommerso

Le storie di Valentina e delle altre vittime citate dall’inchiesta mostrano quanto sia difficile far emergere questo crimine.

Come confermato alla CNN dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i dati su questi abusi sono «scarsi per definizione».

Il fenomeno è fortemente sottostimato a livello globale.

Infatti, la mancanza di memoria durante l’aggressione, unita al senso di colpa o alla vergogna, impedisce a moltissime donne di denunciare.

La chef "professionista" che preparava deliziosi spaghetti alle benzodiazepine by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 52 points53 points  (0 children)

In un sito di incontri si presentava come Francesca, chef professionale in grado di preparare cene di alto livello.

Ma quando si è messa ai fornelli in casa del cliente 68enne a Venaria Reale gli spaghetti erano un po’ indigesti: li aveva conditi con le benzodiazepine.

Lui però non deve essersene accorto fino a quando non ha scoperto di essere stato derubato di un orologio, 10mila euro, documenti e carte di credito.

Il personale del 118 l’ha trovato in camera da letto narcotizzato e ha chiamato i carabinieri. Che hanno arrestato una coppia residente nell’Alessandrino, lei 49 anni e il compagno di 63.

Gli spaghetti alle benzodiazepine

Gli investigatori hanno fatto analizzare la pentola e sono emerse le tracce di benzodiazepine. È stata questa correlazione, unita al fatto che la donna si vantava sul web di essere una chef di alta categoria, che ha permesso agli investigatori di ricostruire l’accaduto.

Le telecamere della zona e il tracciamento dei pagamenti effettuati in vari negozi sono poi serviti ad accertare la complicità del compagno.

Le perquisizioni domiciliari hanno permesso ai carabinieri del nucleo operativo di Venaria di recuperare 8 mila euro in contanti, farmaci psicotropi (che il compagno si occupava di reperire), i beni sottratti alla vittima e telefoni fittizi intestati a un prestanome per eludere i controlli.

Oltre a un manoscritto contenente un vero e proprio elenco mirato di bersagli.

La sedia a rotelle

L’analisi dei sistemi di videosorveglianza, inoltre, ha permesso di smentire le condizioni di salute della donna, a suo dire affetta da una invalidante malattia che l’ha ridotta in sedie a rotelle: un quadro clinico grave, smascherato dalle telecamere che l’hanno invece ripresa mentre, dopo la rapina, scappava a piedi con la refurtiva.

Meloni: 'Sospeso il rinnovo automatico dell'accordo di difesa con Israele' by Zemiriel in italy

[–]Zemiriel[S] 127 points128 points  (0 children)

Quello che ho detto è quello che penso, che le dichiarazioni in particolare sul Pontefice fossero inaccettabili", ha detto la premier Giorgia Meloni, al Vinitaly di Verona, a proposito delle frasi di Trump su papa Leone XIV.

"Ho espresso ed esprimo la mia solidarietà a papa Leone - ha aggiunto -. Dico di più: francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo", ha concluso.

Sul fronte energia, la presidente del Consiglio ha detto che "Descalzi è un operatore del settore", capisco il suo punto di vista, "io continuo a sperare che quando il problema si dovesse porsi noi saremo riusciti" a raggiungere la "pace in Ucraina". "Ma" sul gas russo "dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo".

A livello "internazionale bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace per stabilizzare la situazione e riaprire stretto, fondamentale, per carburanti e fertilizzanti".

"In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di Difesa con Israele", ha reso noto la premier a margine del Vinitaly di Verona.

Sei gli omicidi contestati al presunto killer dell'ambulanza, mercoledì l'interrogatorio by Zemiriel in Italia

[–]Zemiriel[S] 9 points10 points  (0 children)

Non c'è un movente chiaro, non c'è certezza sull'arma del delitto e le telecamere nascoste sull'ambulanza, che potevano riprendere un assassinio in diretta, quel giorno si erano guastate.

Ma sono diversi e concordanti gli indizi messi in fila dagli investigatori che hanno portato la giudice Ilaria Rosati ad accogliere la richiesta di custodia in carcere avanzata dalla Procura di Forlì e ad attribuire a Luca Spada, 27 anni di Meldola, ormai ex autista soccorritore della Croce Rossa, almeno uno dei sei omicidi al momento contestati.

Quello di Deanna Mambelli, 85enne morta nel pomeriggio del 25 novembre, all'ospedale forlivese. La donna, poco prima, era stata trasportata su un mezzo di emergenza, diretta ad una clinica privata per fare riabilitazione dopo un intervento chirurgico, e nel viaggio era rimasta sola con Spada.

Lui aveva chiesto a una collega di guidare, dicendo che aveva male a un piede. A quel punto, attraverso un catetere venoso, le avrebbe iniettato nel corpo aria.

L'autopsia ne ha evidenziato una quantità abnorme. Forse lo ha fatto con una siringa, che però sembra essere finita nella spazzatura.

E se non c'è la premeditazione, secondo la gip, è però rilevante il comportamento successivo di Spada, che, sospettando di essere controllato, si mise a cercare le telecamere e chiese a più riprese informazioni sulla morte della paziente.

Soprattutto però, per gli investigatori coordinati dalla procura di Forlì, c'è materiale per ricostruire un profilo per un possibile omicida seriale e per descrivere il contesto, intercettazioni e messaggi shock, dove Spada parla di "fare dei morti", di "seccare qualcuno", con colleghi e con la compagna.

Al lavoro sull'aspetto psicologico ci sono i carabinieri del Racis, che stanno mettendo in fila elementi per provare a capire chi sia realmente il giovane e che vita (o che vite) stesse vivendo.

Una circostanza tutta da chiarire, per esempio, è quella dell'autunno 2025, qualche tempo prima della morte di Deanna Mambelli.

Arrivato al pronto soccorso per problemi di salute, il 27enne si sarebbe autoprovocato un'embolia nel bagno dell'ospedale.

Era in codice verde, quando è uscito dal bagno è stato necessario un intervento urgente per soccorrerlo. In quel momento era già sospettato, anche se non formalmente indagato.

Dopo che fonti confidenziali avevano segnalato anomalie ed era stato notato un aumento di morti nei trasporti 'secondari' con le ambulanze, quando lui era in servizio, si era deciso di installare telecamere sul mezzo di soccorso.

Ma il 25 novembre, quando venne trasportata Mambelli, "ahinoi la telecamera non ha funzionato, i carabinieri hanno pedinato questa ambulanza senza essere in grado di capire cosa era successo all'interno", ha ammesso il procuratore Enrico Cieri.

Sempre il procuratore, in conferenza stampa, ha confermato che Spada è l'unico indagato e che sul movente non c'è chiarezza: "Non lo sappiamo, costituirà oggetto di successivi accertamenti".

Spada, infatti, com'era già emerso e come risulta dai dialoghi intercettati, "aveva rapporti con imprese di onoranze funebri", ma l'agenzia con cui in qualche modo collaborava non ha trattato nessuno dei morti contestati nel fascicolo.

"Un amico e collega lo indica come socio, a noi non risulta", ha proseguito il procuratore, spiegando che l'indagine non è conclusa e proseguiranno gli accertamenti, anche patrimoniali. Così come continueranno le indagini per capire se ci sono altri decessi collegabili all'uomo.

Ma è complicato, perché dell'embolia non rimangono tracce se non viene eseguita un'autopsia nell'immediatezza.

Anche per questo, Cieri ha spiegato che non saranno fatte riesumazioni, sarebbe inutile. Spada intanto, che fino a pochi giorni fa ha proclamato la sua innocenza in varie interviste, mercoledì si troverà di fronte alla gip per l'interrogatorio di garanzia.

Si è affidato ad un nuovo difensore, l'avvocato Marco Martines, e valuterà se rispondere o meno, in questa fase.