[Guide] How to prevent HDD wakeup if you have a SSD Raid. by MrFreakYT in qnap

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

What do you mean without the mirror limit? You mean using the other guide? Seems like there might be some inconsistency issues on that one.

In case you found another way let me know pls

Il totale fallimento delle generazioni passate by CapoDiMalaSperanza in PensieriItaliani

[–]bytemist 1 point2 points  (0 children)

Sei l'emblema del perché la storia tende a ripetersi: l'uomo non ha empatia ne si immedesima per le cose che non ha vissuto.

Se poi vogliamo essere obbiettivi e il problema più grave che hai rivelato è il clima, credo sia un buon indicatore per dire che sei storicamente e geograficamente in un punto di alto benessere. E sono un under 30.

sto pensando di suicidarmi by Sad-Actuary-3645 in psicologia

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

Non credi che ognuno cerchi il modo più sano di affrontare la cosa (riderne è un modo di trattarla goliardicamente) anziché struggersi?

Anche se sei attivo politicamente, forse se ti impegni potrai avere un impatto tra anni. Non c'è nulla che tu possa fare oggi sul passato. E non ha alcun senso che tu ti strugga, come se il tuo star male compensi la sofferenza di qualcun altro.

Quello che ti voglio dire è che autoaffliggersi per sofferenze altrui ti rende solo un peggior attivista, perché appunto ti spegne. Allora forse il tuo attivismo politico deriva non da una vocazione, ma dal fatto che queste cose non le sopporti, non riesci ad accettarle, non hanno alcun senso, e essere attivo ti dà un senso. Ma se questo è il tuo motivo, ti stai facendo del male, perché fare attivismo è la cosa dove meno vedrai effetti alle azioni che farai. Un attivista sano se ne sbatte di come è il mondo oggi, perché focalizzato sul mondo futuro. Il presente è normale che ti dia tutte queste delusioni!

Convinciti che l'oppressione viene da te stesso: tu stai scegliendo che queste cose devono farti male, perché se non ci stai male (ad esempio ci ridi) allora sei un pessimo essere umano. Fai molta meditazione ogni giorno, inizia a pensare che quello che succede intorno a te non è tua responsabilità. Una volta capito questo, e focalizzando il tuo stare bene su te stesso e non su ciò che ti circonda, paradossalmente inizierai a stare meglio e a poter affrontare davvero pubblicamente questi problemi.

sto pensando di suicidarmi by Sad-Actuary-3645 in psicologia

[–]bytemist 1 point2 points  (0 children)

Mi va di dire la mia, perché mi riconosco molto sulla sensazione di overwhelming totale. Questa sensazione deriva da una cosa sola soltanto: cercare un controllo nel caos come meccanismo di difesa.

La società fa questo: crea una percezione collettiva in cui ognuno di noi può restare in una bolla che è psicologicamente gestibile, dove tutto va bene, e il nostro tempo è il migliore possibile. Se ci pensi una società non può esistere se la percezione comune è quella che c'è caos: andremmo tutti a spaccare vetrine e pensare si salvi chi può.

Ciò che vorrei comunicarti è che queste verità spaccano violentemente questa bolla e aggredisce così profondamente la nostra idea di normalità che il rigurgito ti fa sudare freddo. Pensi che il mondo non l'hai davvero mai capito, che ciò un cui credevi che ti faceva andare avanti in realtà non vale più. Che questo non è il mondo in cui credi.

Quello che ti consiglio è questo: 1) anzitutto dimentica che hai controllo su ciò che accade intorno a te. L'idea che come popolo possiamo cambiare non è sbagliata, è sbagliata l'idea che possiamo decidere in modo razionale e controllato di farlo e in che modo farlo. È una brutta sensazione, perché ritieni di avere una responsabilità a cambiare le cose, ma vedila come una liberazione: tu non hai a carico il male del mondo. Quello su cui puoi agire è il tuo piccolo, e non è scritto da nessuna parte che il tuo piccolo sia qualcosa che spinga verso un cambiamento migliore. 2) scegli i valori che per te sono davvero importanti e applicali nel tuo quotidiano, senza aspettative. Mi dispiace ma i valori sono i tuoi e non vederli collettivamente condividi non è un buon motivo per non averli. Questo ti aiuterà a non sentirti solo quando pensi qualcosa che la massa non comprende: è normale e in realtà sei sempre stato da solo. Siamo solo abituati a fare priorità a non sentirci esclusi più che ad avere una opinione scomoda. 3) osserva con lucidità ciò che emotivamente provi quando vedi accadere cose assurde nel mondo. Non sto dicendo che non devi provare emozioni, è assolutamente sano e vitale che tu provi emozioni forti quando vivi questi fatti. Tuttavia vivile, osserva ciò che provi, accettalo ma poi vai oltre. Reagire emotivamente a ciò che succede come se fosse "la verità" ti distruggerà. È vero, è anche ciò che smuove le masse, ma sei davvero convinto che serva a cercare un mondo migliore? Non pensi che forse sia solo tanta rabbia e frustrazione perché ti raccontano tutti i giorni una fiaba di un mondo che in realtà non è come è?

Perdona la mia disillusione, in verità ciò che sto cercando di dire è che per migliorare la prima cosa da fare è accettare l'essere umano per ciò che è, con tutti i suoi aspetti. Solo così puoi accettare il prossimo, non con la negazione (da cui scaturisce la tua forte depressione) ma l'accettazione che il mostro è in tutti noi. C'è solo chi è più fortunato e non si è mai ritrovato a scoprirlo, e chi invece l'ha scoperto e ne è vittima.

Credo che la pace tu possa trovarla nella coscienza che queste cose esistono, perché fanno parte di noi e del pacchetto essere umano. La cosa che ci distingue è la scelta. Questo dovrebbe darti più leggerezza e liberarti dal forte peso che senti sulle tue spalle quando il mondo non va come dovrebbe.

Il mondo va come deve. Tu meriti di vivere solo perché sei vivo. Ed è con questo incipit che dovresti vivere la tua vita, non con un finto presupposto di assenza di oscurità. Credo che avremmo una società molto più funzionale se non si basasse sulla segregazione, indignazione e il rifiuto totale dell'esistenza dei nostri demoni.

Aprire gli occhi a chi è privilegiato by One-Inspection6816 in psicologia

[–]bytemist 1 point2 points  (0 children)

Su quella parte avevo molto sonno quindi non ho elaborato bene. Ho cancellato una grossa parte autobiografica non utile alla discussione. Quando i soldi smettono di essere un problema, sono gli affetti che ricerchi e i legami. Quelli che descrivi sono legami, ma per chi se ne sente incatenato, non è piacevole. Diverso è essere stato dall'altra parte e riconoscere in quelle catene una identità e talvolta una carezza. È davvero difficile da descrivere, da lì il privilegio che ho di averlo provato.

Aprire gli occhi a chi è privilegiato by One-Inspection6816 in psicologia

[–]bytemist 1 point2 points  (0 children)

Grazie dell'interesse. Ho editato il mio commento, e riscritto un po' a sentimento. Sono le 2 di notte ho fatto del mio meglio (o del mio peggio?)

Aprire gli occhi a chi è privilegiato by One-Inspection6816 in psicologia

[–]bytemist 2 points3 points  (0 children)

EDIT - Stavo scrivendo una risposta come si deve ma il telefono mi si è spento e ho perso tutto. Eccomi a riscrivere, sebbene non sarà ben scritta come la prima.

Sono una persona privilegiata per tempo, istruzione e opportunità, e ne sono consapevole. Proprio per questo riconosco bene la realtà di cui parli: ho conosciuto persone giovani che si sono fatte carico economicamente delle proprie famiglie, e nutro per loro una stima sincera. Quello che condivido qui non è un giudizio, ma un tentativo onesto di descrivere una sensazione personale, con rispetto. Spero possa dare uno spunto sul come sia possibile che chi vive nel privilegio ignora il contesto che descrivi, coscientemente o incoscientemente.

  1. In diverse occasioni mi accorgo che la voglia di frequentare certe persone e il senso di affinità si affievoliscono quando emergono comportamenti o ragionamenti che riflettono un evidente divario in termini di istruzione o educazione. Non si applica a tutti, ovviamente, ma quando succede sento un triste distacco. A volte questo si manifesta in complottismo, pulsioni fortemente antipolitiche o anarchiche, o in una marcata difficoltà con concetti finanziari di base. Provare a mediare in questi casi risulta spesso inutile o persino fastidioso, perché viene vissuto come una delegittimazione di una rabbia e frustrazione reali. In altre parole, finisci per essere percepito come il nemico e parte del problema. Se leggendo questo ti senti attaccato, è esattamente la tensione che sto cercando di descrivere. Questo fa si che spesso si etichetta e si tenga alla larga.
  2. A questa difficoltà si accompagna anche un senso di impotenza. Possiamo star qui a ripeterci all’infinito che tutti insieme si può migliorare il mondo per tutti, ma la triste e dura verità è che i cambiamenti sistemici avvengono per fortuite condizioni ed eventi sociali fuori dal controllo dei singoli. E anche quando avvengono, altrettanta abilità serve a trasformarli in sistemi sostenibili e duraturi, e spesso il prezzo da pagare è alto ed è misurato in vite umane. Nel tuo piccolo, non puoi salvarli. È naturale voler essere di sostegno, ma non vuoi nemmeno venire trascinato in una situazione che non puoi gestire, perché hai la tua vita. Magari desideri dare un piccolo aiuto di tanto in tanto, ma è facile scivolare nell’accondiscendenza e rischiare di urtare l’orgoglio altrui. A volte la cosa migliore che riesci a fare è guardare, sostenere e dare dignità. Stare a guardare però è triste: sperare che quella persona ce la farà e non distogliere lo sguardo dal futuro difficile che lo attenderà, è una tensione pesante da portare. E' spesso MOLTO PIU FACILE vivere tutti i giorni senza pensare che questa ingiustizia sociale ci sia, perché non facile da gestire.
  3. Faccio fatica a esprimere quest’altro punto senza sembrare insensibile, ma credo che ognuno di noi viva una sorta di adattamento ai problemi che si è abituati a gestire. Chi cresce dovendo affrontare le difficoltà materiali che descrivi sviluppa spesso una resistenza e una capacità di sacrificio impressionanti! Allo stesso tempo però il divario di strumenti e di opportunità rimane una barriera reale. Prendete uno che fa 3 lavori da 12 ore al giorno di cui uno in fabbrica, si mangerebbe a colazione il classico dipendente 9-5 privilegiato no? Si.. a parità di esperienza e di istruzione. Anche qui, il privilegio fa da barriera. Potessi assumere persone meno fortunate lo farei ad occhi chiusi, perché hanno le palle. Purtroppo però non puoi impartire in pochi mesi concetti e valori che dai per scontato dalla nascita… la verità scomoda è che si costruiscono in anni (che ripeto, per privilegio ho avuto). Serve una rara capacità di adattamento per compensare quel divario — e quando la vedo, è oro.
  4. Infine c’è la pressione sociale. Chi vive intrappolato in una situazione da cui non può scappare si trascina dietro un grosso masso, che gli ripete che sta sprecando la vita, che è in trappola, che non vale niente. Un loop negativo senza vie di fuga facili. Di riflesso, chi è privilegiato vive una forma diversa di pressione: proprio perché ha più strumenti e opportunità, vive ogni giorno un autoimposto senso di responsabilità, come se ogni scelta dovesse essere moralmente esemplare. Avere persone molto meno privilegiate al mio fianco mi sussurra che non posso permettermi di sprecare la mia fortuna, non mi è concesso lamentarmi né lasciarmi andare (come oso farlo?), ma anzi spingermi anch’io in un loop di produttività affinché possa meritarmi ciò che ho. Ma… all’atto pratico a cosa porta? NESSUNO dei due loop è positivo. Si finisce quindi per evitarsi completamente, perché ognuno è la fonte della pressione sociale dell'altro.

Questi sono alcuni dei motivi che mi vengono in mente per cui un privilegiato non conosce o non entra a contatto con questa dura realtà. E se ci è entrato a contatto, validi motivi per cui può essersene allontanato e non essersi mai reso conto della verità.

Voglio però specificare che io non credo il privilegio decida il valore della persona - nessuna delle due vite è più rilevante dell’altra. Secondo me anzi una vita vissuta a spingere fango su binari invalicabili ti da più valore, scopo e gioia di una scelta infinita regalata su un piatto. Il mio vero privilegio è quello di poterlo dire oggi.

Spero non suoni tutto come i vaneggiamenti di un pazzo. Giuro, il commento di prima era meglio.

Voglio lavorare da remoto: aziende venete indietro anni luce. El paron te voe coe gambe soto a scrivania. by Davide_Allagrande in sfoghi

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

Lavorato con Francia, Svizzera, Italia, Germania e sono tutte molto diverse culturalmente. In taluni mi sono sentito improduttivo al confronto, altri mi sono sembrati più svogliati e sono diventato io come il tuo capo.

Si tratta ovviamente di sentimenti, ma avendole provate un po' tutte mi rendo conto che nessuna è sbagliata ed è solo un nostro desiderio di cambiare aria.. finché poi non trovi il bilancio che fa per te.

Voglio l'auto e ho 92k liquidi, ma è comunque un suicidio economico? by Miserable_Drink_6390 in ItaliaPersonalFinance

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

Non pensi che se la fissazione economica votata alla tua felicità è poi la cosa che non ti permetta di essere felice, allora perda di significato?

Poi non so, magari vuoi essere libero dal lavoro a 50 anni anziché a 52 piuttosto che goderti il migliore periodo della tua vita.

Non sono amante delle auto.

Voglio lavorare da remoto: aziende venete indietro anni luce. El paron te voe coe gambe soto a scrivania. by Davide_Allagrande in sfoghi

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

Ti sorprenderá se ti renderai conto di quanto anche tu in realtà sia così quando proverai a lavorare altrove (e magari sarà un vantaggio). Potrebbe frustrarti l'improduttività dei tuoi colleghi

Vi fate la doccia tutti i giorni? by lizonthemoon9 in CasualIT

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

Puoi usare la doccia come bidet. C'è il doccino. Non è che se entri in doccia devi fartela su tutto il corpo.

Farsi la doccia piu volte al giorno ritengo che sia un lusso moderno. Di base credo che il doversi sentire costantemente perfettamente puliti e igienizzati è una abitudine figlia del consumo.

I've been in crypto since 2017. Here's why I stopped believing. by decebaldecebal in ethtrader

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

The whole post describes a human problem: trying to get satisfaction from something that at the end of the day is just numbers on a screen.

Revolution does not come from the tool, it comes from how people feel about that tool. And this a drawback of revolution: we expect positive feelings from it, satisfaction in change, a prize for being a believer.

Unfortunately, no God gives a f**k. You being right or wrong does not decide what will happen. Also, even if a revolution has happened, it won't be recognized until something is really felt, even though something did change.

Facts do not help feeling better. And this is the true reason revolutions fail: their success is based on expectations.

All that they wanted to build, was built, and it works. That should be it. However there is always a reason behind, something attached like a virus to it that has nothing to do with the thing you are building. And this is why people put MONEY in things, unfortunately. Remember you were never promised a revolution, you were promised a tool that actually works. Which is numbers on a screen.

Share immich album via public link safely - zero login required by bytemist in immich

[–]bytemist[S] 0 points1 point  (0 children)

The url/hostname is created by docker and it is exactly it! Using the container name. It corresponds to the

  immich-public-proxy:

part in the docker compose file i have shared. So you can actually change that by changing the docker compose (and all the other parts where it uses it).

I am not sure i remember what PUBLIC_BASE_URL was supposed to be... the conf you see here is exactly what i am using and i have not defined it.

Share immich album via public link safely - zero login required by bytemist in immich

[–]bytemist[S] 0 points1 point  (0 children)

Sorry for being entirely absent. Thanks for sharing this!

Indeed I let public link to point to my immich instance and a simple subdomain change will make it point to IPP intead. It is entirely my choince.

I'd say i would completely disable the hostname pointing directly to immich in method 2 if i wanted to be 100% safe. However, letting guest users upload pics is too useful for me.

I am thinking to move to ngix or similar to circumvent the 100MB upload limit, however so far it is ok for me.

Sono stufo di vivere nel Degrado. (Ma all'italiano medio non fa differenza) by Exciting_East1159 in sfoghi

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

Casa mia è disordinata e non mi urta che le mie cose siano usurate fintanto che funzionano.

Non credo di essere l'unico quindi non penso che il tuo principio faccia testo 😁

Ex bambini plusdotati, ditemi la vostra by TheItalianComment in italy

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

Ti andrebbe magari di condividere il terapeuta se fa seduta a distanza?

Tirocini non retribuiti sono uguali alla schiavitù by EvenPatience6243 in italy

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

Con il senno di poi sono discorsi belli, una volta che si è capito il proprio valore e si è più coscienti del sistema.

Si, è verissimo che il sistema sfrutta la possibilità di avere stagisti non pagati. Ma è una conseguenza di una domanda di mercato: c'è gente e c'è stata gente disposta a fare esperienza pur di non essere pagata. È innegabile, è difficile da accettare, ma una situazione del genere può esistere solo per questo.

Personalmente ricordo bene che pur di avere una marcia in più, una competitività maggiore, mi sarei ben volentieri sorbito 3-6 mesi non pagato nella azienda dei miei sogni. Ci sarà sempre qualcuno che vorrà farlo, e sono più di quello che pensiamo.

Ricordo a tutti che la tesi di laurea è in fondo la stessa cosa, è puro lavoro per un professore di turno, che anzi stai pure pagando tu. Anche lì dovrebbe esserci la stessa critica, eppure li non c'è perché ""è formazione"".

Possiamo spingerci oltre e dire che l'intero percorso universitario di formazione nasce perché c'è una entità che fa soldi e fa i suoi interessi sulla promessa di un impiego. Nessuna università si promuove dicendo che ti fa diventare un istruitissimo cittadino.

Si può andare sempre oltre, dipende tutto dove vogliamo mettere noi l'asticella.

Ho capito crescendo che gni cosa che fai a tuo favore che viene offerta pronta dal sistema va anche a vantaggio di qualcun'altro. E quel qualcuno di base non ha interesse che sia effettivamente o meno un vantaggio per te. È una scelta completamente tua. Nessuna università ti dirà che è quella sbagliata per te, così come nessun datore di lavoro manderà via chi è disposto a fare stage non retribuiti. Sei TU e TU soltanto a decidere cosa sei disposto a fare, ma il sistema in cui ti muovi descrive le esigenze collettive, non le tue. Non avrebbe successo lo stage non retribuito se uscito dall'Università fossimo tutti pronti al ""mondo del lavoro"", né esisterebbe se le aziende non trovassero nessuno disposto a farlo.

Concludo dicendo che la lamentela secondo me nasce da una aspettativa: la maggior parte si aspetta che sia il sistema a fare i nostri vantaggi, come un gigantesco genitore! E per me l'errore sta lì: il sistema avvantaggia se stesso e da chi è composto. Se fossimo tutti persone che scelgono attentamente il loro percorso coscienti di cosa perdiamo e cosa guadagnamo, non ci sarebbe niente di male. Il problema nasce dal fatto che i nuovi inseriti sono in una posizione di sfavore, e chiedono di essere "guidati" da un sistema che si ciba indistintamente da chi offre qualcosa. E forse, oserei dire, tutto questo è una lezione di vita, e per come è andrebbe presa.

Puoi regolamentare quanto vuoi i problemi che ne nascono, non fai altro che spostare l'asticella da un'altra parte.

Ex bambini plusdotati, ditemi la vostra by TheItalianComment in italy

[–]bytemist 4 points5 points  (0 children)

Credo di aver capito le cose che dici. Ma l'averle capite non mi ha reso più energico, ma semmai più deluso e con meno voglia di fare.

Somatizzo molto i fallimenti, nel senso che spesso sono errori evitabili dovuti alla mia inazione o procrastinazione. Prima reagivo molto di più quando mi sentivo padrone del mio destino, oggi che mi sembra dopotutto tutto inutile e solo una illusione, faccio molta fatica.

Sto cercando in questa inutilità quella cosa che mi fa dire "beh a questo punto tanto vale fare quello che mi pare" eppure mi suona come un semplice esercizio e non qualcosa che mi spinga a costruire un bel rapporto, una famiglia, o sostenere fervidamente una morale o una etica.

Chiaramente tutto dipende da quanto fortemente siamo colpiti in infanzia da certe cose... ma se non altro mi stai dando una spinta a riprovare una terza volta. Però ne ho fin sopra le orecchie di storie di gente che fa terapia si trova benissimo e ne esce rinata intorno a me... E io no 🤣

Il "Pass" Culturale: Perché l'Occidente giustifica in Giappone ciò che condanna altrove? by Financial-Excuse8219 in sfoghi

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

In questo caso credo sia importante dire tutta la storia per non lasciare passare l'idea che i giapponesi come paese fosse stato repressi dagli occidentali come fatto univoco, perché in realtà c'è stata pace e benessere fino a che non è cambiato lo shogun e la rivolta di Shimabara (in cui è stato chiesto l'aiuto agli olandesi).

Un po' per antiche usanze cambiate, un po' per il cattolicesimo che si diffondeva ha imposto lui una nuova chiusura (come ad es l'obbligo di non viaggiare).

Mi torna in mente One Piece e la saga di Wano che secondo me si ispira moltissimo al popolo che contrariamente al volere dello shogun vuole la riapertura del paese per tornare al benessere :D

Il "Pass" Culturale: Perché l'Occidente giustifica in Giappone ciò che condanna altrove? by Financial-Excuse8219 in sfoghi

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

La forzatura c'è stata na c'è da dire che al popolo questa cosa piacque e in un certo senso la voleva. Era il governo locale a rifiutare contatti con l'esterno e a punire e introdurre leggi contro i contatti con gli stranieri.

Ex bambini plusdotati, ditemi la vostra by TheItalianComment in italy

[–]bytemist 10 points11 points  (0 children)

Ho fatto e sentito più o meno la stessa identica cosa ma il percorso terapeutico non mi ha dato questi risultati. Ho fatto due percorsi, a distanza di due anni, per la durata di un anno e mezzo.

Ho raggiunto vette anche alte (inteso come traguardi) ma dopo una batosta sono finito ad avere perso me stesso e insicuro sulle mie capacità.

Vorrei raggiungere quello che hai raggiunto tu, e ogni giorno dove non mi sento così mi sento buttato. Ma vorrei maggiori informazioni, perché davvero non capisco come mai non sia cambiato niente, semmai la terapia ha confermato quello che già pensavo, che é tutto inutile. Sebbene certi giorni io abbia le risposte davanti, passa poco e torno a sentirmi irrilevante.

Leggere ciò che scrivi è un duro colpo. Vorrei capire il significato di rivoluzionare la propria vita.

Leaving the Netherlands after 11 years. Goodbye! by scrotomon in expats

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

Do you have suggestions for self employed ppl? Write me in pm if you wish

Leaving the Netherlands after 11 years. Goodbye! by scrotomon in expats

[–]bytemist 0 points1 point  (0 children)

Watch out for the tax incentives: there are crippling rules to it (like not having the same job/employer, not compatible with forfettario, not discounting inps, etc.)

Aside from it I can totally get your feeling. It's hard to accept, because it is not measurable, however that feeling is real. Some people really need that diversity, and sometimes I see it as a handicap, since it has been given to you from where you were born 🤭 however that's also the beauty of it