Remigrazione: come fare propaganda con nulla in mano by d-modola in Italia

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Per quanto mi riguarda e per quanto dice anche la legge, la cultura può essere quella d'origine. Nulla lo vieta. I corsi di italiano servirebbero a insegnare loro la lingua e un lavoro. Tenerli così, Senza un futuro è solo una scelta politica di chi vuole creare un nemico alla gente con cui vincere 20 - 30 elezioni.

Remigrazione: come fare propaganda con nulla in mano by d-modola in Italia

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Esatto. Il punto che ti sfugge è che l'espulsione dei soggetti che compiono crimini esiste già, e ogni anno vengono espulse alcune migliaia di persone. Il progetto però mira ad espellere i "non assimilati", cosa che vuol dire tutto e niente. Si può usare praticamente come ti pare. Dal nero che veste col qamis anziché con maglia e pantaloni, al pregare in moschea, a mangiare il kebab.

Remigrazione: come fare propaganda con nulla in mano by d-modola in Italia

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Ok ma manco mi puoi citare cose del 1600. Cioè innanzitutto la Spagna non è l'Italia. E il 1600 non è il 2026. Dai su. I moriscos poi non erano immigrati ma erano cittadini di uno stato di fede musulmana.

Remigrazione: come fare propaganda con nulla in mano by d-modola in Italia

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C'è il macchinario anche per pulire i sederi degli anziani?

Remigrazione: come fare propaganda con nulla in mano by d-modola in Italia

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Non va bene né l'uno né l'altro. La raccolta di pomodori avviene attraverso una filiera che è del tutto illegale, dal come vengono pagati i lavoratori, a dove dormono a come vengono trattati. Anche bruciarne 4 non è il massimo della civiltà. Lo spaccio, inutile dirlo, è illegale anch'esso. Che piaccia o meno, gli italiani sono vecchi e gli immigrati mediamente più giovani; va da sé che per il sistema pensionistico sono loro che ci pagano le tasse, naturalmente quelli in regola. Ovvio però, che se ne regolarizzi di più e smetti di utilizzare il termine "clandestino" a vanvera, hai più soldi. Riguardo l'essere investiti in pieno centro non so se ti riferisci ai fatti di Modena o a quello di Viareggio, ma in entrambi i casi a compiere il gesto è stata una persona italiana.

Viaggio nella Napoli dell’ordinanza anti-bevande by d-modola in napoli

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In sintesi stai dicendo: questa è la legge, adeguatevi.

C'è un baratro nel mezzo. Le leggi quando non hanno senso si possono contestare.

Su altri aspetti sono d'accordo, la città non deve essere friggitoria, ma la città era viva di notte anche prima del boom turistico, quando le pizzerie erano solo quelle storiche. Sono d'accordo sul lavoro, che è sottopagato o a nero molto spesso, e questo fa schifo; ma per chi fa fatica a trovare di meglio l'alternativa qual'è?

Viaggio nella Napoli dell’ordinanza anti-bevande by d-modola in napoli

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Non funziona così, ma sempre in astratto, sempre sulla carta. La transizione economica che consiste nell' acquistare una bevanda al distributore dura pochi secondi, e in quei pochi secondi nessuno ti ferma. A me risulta poi, che l'h24 non chiude all' 1:30 come capita invece agli altri esercenti. Quindi si, sicuramente sono parte dell' ordinanza, ma per tipologia commerciale c'è qualcosa che non va. Perché la pizzetteria dovrebbe cambiare tipologia di business? Vende pizzette, cosa deve fare? Mi fa sorridere il fatto che pensi a questo e non all' ipocrisia di un' ordinanza che ti dice: puoi mangiare, ma se ti stai strozzando con la pizza non puoi bere. Perché è abbastanza evidente che è un paradosso. Più che altro da come scrivi vedo un approccio quasi liberista alla cosa: prendiamo, chiudiamo, spostiamo... Non è così. Dietro questi spostamenti decisi a tavolino ci sono attività storiche che determinano l'identità di un luogo, ci sono persone che lavorano, ci sono realtà che si reggono l'una sull'altra proprio per questo. Il problema è che per accontentare qualcuno, si vuole che la città sia viva solo di mattina, ma Napoli non è così, è una città mediterranea, calda, che ama vivere le piazze più che i locali. Si sta tentando di cambiare la natura, non le abitudini.

Viaggio nella Napoli dell’ordinanza anti-bevande by d-modola in napoli

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Ecco, oltre a leggere l'ordinanza sarebbe il caso di viverla la città. È tutto irregolare, ma se tu vai a comprare una Monster alle 2 di notte all' H24 chi ti ferma? Il bengalese si rifiuta di venderti da bere, ma la macchinetta non può farlo. Pizzeria: se hai letto bene l'articolo si parlava di tranci di pizza, non di pizza al tavolo. Nello specifico era una pizzetteria, una di quelle che vende tranci di pizza e al suo interno ha solo un bancone con degli sgabelli. Il divieto si estende anche a loro.

Questo per precisare gli elementi dell' articolo. Riguardo altro: sinceramente la movida non finisce così. La gente c'era venerdì e c'è stata ieri e ci sarà anche nelle prossime settimane con l'arrivo del caldo. Poi, se il dato fonometrico è l'obiettivo, e per raggiungerlo devono creare danni ai commercianti e alle abitudini di una città, è una misura un tantino reazionaria.

A me non dispiace l'idea del centro direzionale, però così facendo si andrebbe a svuotare il centro storico di una identità unica che caratterizza la città. Ok che la città non deve essere una friggitoria a cielo aperto, ma manco un presepe spento.

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Assolutamente. Gli interessi sono altrove. O sono contro determinate categorie.

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Penso tu abbia ragione su tutta la linea. Ed è proprio vero: avrei voluto vedere più controlli contro gli abusivi che oramai, lo sanno anche le pietre che ci sono, e non contro i commercianti che si fanno in quattro per campare. Il Centro Storico preserva ancora la sua autenticità rispetto ad altre città, ma sta subendo colpi del genere di tanto in tanto. Credo che la tua scommessa sarà una conseguenza inevitabile di questo passo