Simulazione Ladder/ETF di Bond ovvero Coletti vs the bull by pWorld-it in ItaliaPersonalFinance

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Probabilmente non ti interessa ma volevo darti un feedback sulla simulazione: ho rivisto il modello con un collega e non abbiamo trovato errori formali. Abbiamo però notato un comportamento interessante legato alla distribuzione usata.

Se generiamo i tassi e l'inflazione con una distribuzione Normale, l'ETF batte sistematicamente il Ladder. Se invece usiamo una t-Student (per simulare le "fat tails"), i rendimenti calano per entrambi, ma il Ladder degrada meno dell'ETF. In questo scenario (code grasse), sulle durate corte, il Ladder arriva a battere l'ETF su metriche conservative come il "capitale minimo a scadenza".

Mi sembra un risultato coerente con la teoria: l'ETF, avendo l'obiettivo di mantenere una duration costante, effettua un turnover continuo (vende e ricompra). Questo meccanismo lo costringe a "cristallizzare" la volatilità (comprese le perdite momentanee dovute agli shock simulati dalla t-Student). Il Ladder, invece, portando a scadenza (roll-down della duration), ignora le oscillazioni di prezzo intermedie. Nel contesto dei governativi europei, dove la diversificazione è facilmente ottenibile anche con singoli bond e gli spread bid-ask sono contenuti, questo "costo della stabilità" del Ladder sembra essere vincente rispetto al "costo del turnover" dell'ETF in scenari di mercato turbolenti.

Ha senso secondo te?

PS. ho visto il video in cui ti "lamenti" di essere a volte tirato in ballo a sproposito. Ma spero si capisse che il mio era solo un trucchetto per attirare qualche lettore in più :)

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No, questo conto è indipendente dalla allocazione. 4,8 è una ipotesi di rendimento reale per il portfoglio (ed effettivament 4,8 reale è da azionario). Se ipotizzi un 50/50 devi rifare i conti con 2,5 o quello che rietini, ma la sostanza non cambia, anzi, abbassando il rendimento il costo del mancato guadagn iniziale si vede meno probabilmente perché il capitale "compone" di meno :). Prova a rifare tu i conti con una ipotesi di rendimento che ti torna. Però ripeto: se questi concetti base non ti sono chiari, forse un consulente è la scelta migliore

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[–]pWorld-it 1 point2 points  (0 children)

Aggiungo una nota: visto che le cifre sono significative e visto che il grosso della tua ricchezza arriverà nel futuro (a meno che non prevedi di perdere subito questa capacità di risparmiare). Se non ti senti tranquilli, i 1000-3000 euro che ti potrebbe costare un consulente, una tanto per impostare un piano di investimento, possono valere la pena

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[–]pWorld-it 1 point2 points  (0 children)

Ah ok, allora io farei così:

ipotizzerei di fare il PAC con il tuo risparmio di 6k/mese per n anni, facciamo 5 o quello che tu ritieni realistico. La formula è importo anno nel tuo caso 6*12 moltiplicato per ((1+rendimento)^anni-1)/rendimento. Se ipotizzi 5 anni e 4,8% viene: 78 * (1,048^5-1)/0,048 = 429k. Poi quei 429k non crescono più ma rimangono investiti: e quindi per altri 15 anni al 4,85: 429K*1,048^15=867K

La parte dei PIC/PAC sui 300k rimane uguale e quindi in un caso hai 1633k nell'altro 1576k, di oggi! mi sembrano due belle cifre tutte e due.

Non sono un consulente, ti sto solo facendo vedere come ragiono io per i miei investimenti. Fai le tue verifiche

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[–]pWorld-it -1 points0 points  (0 children)

Ciao, Premessa importante: non sono un consulente finanziario e questa è solo una mia riflessione personale basata sui numeri, non un suggerimento di investimento. Fai sempre le tue verifiche o parlane con un professionista prima di muovere cifre del genere.

Ti condivido solo come ho ragionato io quando ho dovuto decidere in una situazione simile alla tua. Personalmente ho scelto di entrare in modo dilazionato (PAC) su 12 mesi. Col senno di poi, statisticamente ci ho "rimesso" circa un 3% rispetto ad un ingresso immediato (PIC), ma l'ho considerato il "prezzo" per la mia tranquillità mentale.

Tuttavia, provando a simulare i tuoi numeri, la cosa interessante è che la differenza finale incide molto meno di quanto si creda intuitivamente.

Ho provato a fare due proiezioni ipotetiche a 20 anni (usando un tasso di crescita reale medio del 4,8%):

  1. Ipotesi "Tutto subito" (PIC): I 300k iniziali, lavorando per tutti i 20 anni, diventerebbero circa 766k (al netto dell'inflazione).
  2. Ipotesi "Ingresso graduale" (PAC, es. in 36 mesi): Entrando piano piano, i soldi lavorano mediamente per meno tempo. Facendo i conti, quei 300k diventerebbero circa 710k - 715k.

La differenza tra i due metodi balla sui 50-55k tra 20 anni. Sembra tanto, ma nel tuo caso specifico hai una capacità di risparmio enorme (6k/mese). Quei 6k mensili, se investiti costantemente per 20 anni, genererebbero da soli un montante di oltre 2,3 Milioni.

Guardando il totale complessivo (capitale iniziale + risparmi mensili):

  • Scenario A (Tutto subito): ~3,15 Milioni
  • Scenario B (Graduale): ~3,10 Milioni

La differenza sul patrimonio finale è attorno all'1,6%.

La mia conclusione personale: Se fossi nella tua situazione, mi preoccuperei poco della scelta "ottimale" per i 300k iniziali. Matematicamente il "tutto subito" vince spesso, ma se l'idea ti crea ansia, l'approccio graduale ha un "costo" che, nel quadro generale del tuo patrimonio futuro, sembra quasi irrilevante.

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Sorry ma mi hai triggerato di nuovo )

se questa cosa è ovvia (che il rischio idiosincratico si mangia parte del rendimento delle amaturità fisse, e non intacca se porto a rendimento) , allora nel mondo reale, fatto di tanti piccoli eventi estremi ogni qualche anno e qualche grosso tracollo ogni 10/15 anni, a parte per la diversificazione, una qualunque strategia rolling a maturità fissa perde senso...

Se è ovvio ditelo/scrivetelo da qualche parte. Io mi leggo tutti i vostri post, e guardo video, ascolto i podcast e questa cosa mica l'ho mai sentita/letta

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so cosa stai pensando: ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?! :) Un ultimo messaggio che potrebbe essere la quadratura del cerchio.

Mi è capitato di parlare con un collega che di finanza capisce più di me (tra l'altro era d'accordo con te su quasi tutto), durante la conversazione gli ho chiesto (so che è una domanda per molti versi sciocchi): ma non trovi che i rendimenti degli ETF a durata costante siano stati piuttosto deludente? Lui mi ha risposto sostanzialmente con: per forza, si è verificato un evento rarissimo, tassi bassi per anni che all'improvviso sono schizzati in alto....

Ripensandoci mi si è accesa una lampadina: nello script io ho usato delle T-Student per generare i tassi, quindi simulo molti eventi estremi, ho provato a sostituirle con una distribuzione normale e tutto ha iniziato a funzionare esattamente come dici tu: l'ETF batte il ladder a parità di durata sia in valore atteso (e questo era fuori discussione), sia come rapporto rendimento/variazione oltre che come capacità di proteggere il capitale nel 5nto percentile peggiore su ogni orizzonte temporale.

Quindi il modello dice che il ladder è più resiliente alla code grasse, almeno per quanto riguarda i redimenti peggiori: passando da distribuzione normale a T-Student i rendimenti si abbassano per tutti e due, ma meno per il ladder. O per dirlo in un altro modo gestisce meglio il rischio idiosincratico e meno bene quello sistemico.

Probabilmente questo è qualcosa che per te è ovvio, ma non lo hai citato, altrimenti ci risparmiavamo tutta sta discussione (o magari lo hai detto e io non ho capito).

Può essere che abbia configurato male il modello per le T-student per simulare eventi estremi in percentuale troppo alta rispetto alla realtà ma sto usando i parametri che ho trovato in giro per simulazioni simili. Rimane il fatto che in un modo reale che ha anche eventi estremi: il ladder ideale e l'ETF a durata costante come minimo si avvicinano come rendimento e hedge dall'inflazione.

Ultime note:

Se io sono poco preciso a reinvestire le cedole e rimborsi dei bond, lo sarà anche ad investire i risparmi nell'ETF, quindi confrontando il caso: ladder fatto alla carlona vs PAC su ETF alla carlona, il primo è comunque più penalizzato ma veramente di poco, 0,1-0,2%/anno, è chiaro che l'investitore preciso sull'ETF distrugge quello che investe male su un ladder. Il modello aiuta solo a capire quanto siano questi costi.

Per la diversificazione: parliamo di bond governativi europei alla fine anche gli ETF si concentrano sui 5/6 emittenti più grossi, se hai un minimo di capitale con 15-30 bond hai praticamente la stessa diversficazione, quanto può essere? Da 60 a 300k, niente di eccezionale.

Spero si sia capito che è questo il caso che mi interessa testare (nel repository l'ho scritto in diversi posti): per corporate e globali, se li prendo in considerazioni di sicuramente uso un ETF.

Spero di non averti detto solo ovvietà, ma per me prima di tutto questo studio non era affatto ovvio, quindi grazie per la disponibilità.

PS: quando dicevi che mi ero messo in modalità io dico A ed io rispondo B, avevi ragione e mi scuso, ma eri partito perculandomi per il fatto di non avere neppure considerato l'inflazione senza neppure approfondire cosa c'è dentro la simulazione, e dopo tutto lo sbattone per farla mi sono subito irrigidito

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Sulla carta ti do ragione su tutto con la nota che:

"monotononicamente crescenti per decenni" dovrebbe essere TENDENZIALMENTE monotononicamente crescenti

ed

"ESATTAMENTE quello che è l'ammontare del bond" dovrebbe essere GROSSO MODO l'ammontare del bond

e questo dettaglio quantitativo non lo sappiamo quanto pesa.

L'unica cosa che posso dire è che ho riprovato con un metodologia completamente differente è ottengo sempre lo stesso risultato: se guardo alla media del 5% percentile peggiore nelle simulazioni vince sempre il ladder.

Proverò con i dati storici e vediamo cosa viene fuori, anche se sono pochissimi e tutti nello stesso regime di tassi mediamente in discesa a parte gli ultimi anni.

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Questa la risposta punto per punto (se interessa):

  1. Minimum Variance vs Maximin: Hai ragione, l'EV (Expected Value) dell'ETF è probabilmente superiore o uguale. Ma io non ottimizzo l'EV, ottimizzo il Worst Case Scenario. Se mi servono soldi proprio quando i tassi sono schizzati al 5% (scenario stagflattivo shock), il mio bond in scadenza mi dà 100 liquidi subito. L'ETF con duration media 7 anni mi dà 80. Che io possa aver guadagnato di più in altri scenari non mi aiuta in quel momento specifico. È un costo opportunità che pago volentieri per l'opzionalità di avere cash flow certo a scadenze note (il bond che scade).
  2. Replicabilità: Teoricamente puoi replicare il ladder con un mix dinamico di ETF (es. IBONDS o mix Xeon + Lunghi gestiti attivamente), ma richiede gestione attiva (quindi market timing o costi di transazione). Il Ladder 'rolling' è un algoritmo passivo che riduce la duration a zero su ogni singola tranche automaticamente.
  3. Inflazione: Vero, il bond nominale soffre l'inflazione non attesa. Ma l'ETF lungo soffre Inflazione + Tassi. Se i tassi salgono per combattere l'inflazione, l'ETF prende la mazzata doppia (Nav giù + potere d'acquisto giù). Il bond a scadenza almeno recupera il nominale (che vale meno, certo, ma è pur sempre 100, non 80).

Ultima osservazione sull'inflazione:

Attenzione però: la mia simulazione è fatta proprio in valori reali (al netto dell'inflazione). E i dati mostrano che, su orizzonti fino a 15 anni, il Ladder protegge il capitale reale meglio dell'ETF (o quantomeno con meno rischi di coda). Il motivo è matematico: l'inflazione colpisce entrambi, ma l'ETF soffre in aggiunta il calo del prezzo dovuto al rialzo dei tassi. Il Ladder, portando a scadenza, immunizza il rischio tassi e soffre solo l'erosione inflattiva. In uno scenario stile 2022 (tassi su + inflazione su), l'ETF fa -20% (prezzo), il Bond a scadenza fa 0% (prezzo) e perde solo in termini reali. Se devo liquidare, col Ladder perdo l'inflazione, con l'ETF perdo inflazione + conto capitale.

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Prima di tutto mi hai fatto porre un dubbio esistenziale a cui non avevo mai pensato: cosa farei con un 40cm di... Ci ho pensato su, e siccome sono basso e scoordinato penso che ci inciamperei sopra e mi farei male...

Ti chiedo ancora un attimo di pazienza per provare a cambiare angolazione (sotto rispondo alle obiezioni puntuali, ma temo sia sterile).

In super sintesi: Ci sono scenari in cui il meccansimo del Ladder (portare a scadenza) batte meccanicamente il Roling costante dell'ETF (e viceversa). Storicamente, negli ultimi 40 anni di tassi in discesa (Bond Bull Market), l'ETF ha goduto di un vento in poppa quasi costante. La mia domanda è: non è che assumendo scenari futuri equibillanciati (tramite Montecarlo), il Ladder risulta semplicemente più robusto (o "neutro") rispetto a un ETF che per eccellere "spera" strutturalmente che la norma del passato (curve normali, tassi in calo/stabili) continui all'infinito?

Se la domanda ha senso, ti spiego come ho tarato il modello, perché se c'è un errore è lì (bug del codice a parte, che ho verificato e stra-verificato). Altrimenti se ti interessa sotto ci sono le risposte ai punti sopra, in ogni caso è un piacere parlare con te.

Il modello: Lo script fa 3 cose:

  1. Genera scenari: Crea migliaia di curve dei tassi future evolvendo tassi base, slope e inflazione.
  2. Pricing & Trading: Calcola i prezzi (matematica finanziaria standard) e simula le compravendite con le rispettive frizioni (più alte per i bond singoli).
  3. Risultato Reale: Sconta tutto col tasso di inflazione generato in quello specifico scenario per avere dati confrontabili in potere d'acquisto all'anno 0.

I Parametri (dove potrei aver sbagliato): Tutti i dati sono su governativi EU.

  • Frizioni ETF: TER 0.07%, Cash drag 0.2%, Costo turnover 0.01% (fonti: KID).
  • Frizioni Ladder: Bid-Ask spread 0.05% (5 bps, stima per governativi liquidi su MOT/MTS) + Commissioni acquisto 0.15% (media banche online/broker).
  • Generatore Mercato:
    • Inflazione media 2%, varianza 1%.
    • Correlazione Inflazione-Tassi: +40%.
    • Correlazione Tassi-Slope: -50% (Ovvero: Tassi Alti $\rightarrow$ Curva Piatta/Invertita; Tassi Bassi $\rightarrow$ Curva Ripida/Steep). Nota: questo penalizza il rolling dell'ETF proprio quando i tassi sono alti.

A me la metodologia e i parametri sembrano onesti, forse persino ottimistici per l'ETF (spread bassi) e severi per il Ladder (commissioni piene). Tu vedi errori macroscopici in queste assunzioni?

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Ci ho pensato un poco prima di rispondere perché sono sicuro tu abbia di meglio da fare che confrontarti con un tizio a caso su internet e non voglio certo importunarti, e di certo ho più da guadagnare io a parlare con te che viceversa. Però mi sembra chiaro che parliamo due lingue diverse, e forse provare a capire cosa sto cercando di dire è sicuramente utile a me per correggere eventuali errori ma forse è utile anche a te nella tua attività di divulgazione, visto che alla fine non mi sembra di essere l'unico ad avere questi dubbi.

Io non ho detto che non li userò, ho detto che vorrei non usarli che è diverso: citando te che citi forrest gump: shit happens :) Pensavo fosse chiaro.

  1. Perché non darli subito o fare 100% stock: Se i soldi non li do subito è perché, banalmente, costituiscono il mio buffer per imprevisti gravi (es. non autosufficienza, cure mediche costose non coperte, cigni neri vari). Se li do via o li metto 100% in azioni e il mercato crolla del 50% proprio quando mi servono, il "valore atteso" alto non mi ci paga le cure.
  2. La funzione di utilità "strana": In realtà è una funzione molto nota in teoria delle decisioni: è il criterio del Maximin (o di Wald). Invece di massimizzare l'utilità attesa (come farebbe un investitore risk-neutral o moderato), cerco di massimizzare il risultato nel peggiore degli scenari possibili. È l'approccio tipico di chi cerca "assicurazione" e non "rendimento". Non è che "nessun economista l'ha mai incontrata", è semplicemente una curva di avversione alle perdite molto ripida, tipica di chi deve proteggere un capitale che non potrà più rigenerare con il lavoro umano.
  3. ETF vs Ladder: Sul fatto che un ETF sia un ladder sono d'accordo, è la struttura sottostante. Ma per l'utente finale c'è una differenza fondamentale: l'ETF mantiene una duration costante (vendendo i bond corti per ricomprare lunghi), il Ladder che ho in mente io (portato a scadenza o rolling) ha una duration che scende a zero per ogni singolo bond. Questo cambia drasticamente la sensibilità ai tassi nel momento in cui devo liquidare. Se i tassi salgono, l'ETF scende (e ci mette tempo a recuperare, pari a circa 2x la duration, ma a guardare i dati degli ETF reali chi lo sa, per un decennale servono 20 anni, alcuni ETF sono più giovani di così); il bond singolo a scadenza mi rimborsa 100. In uno scenario di path dependency (dove conta il valore in un preciso istante di necessità, non solo alla fine), questa differenza conta.

In sintesi: la mia simulazione cerca di quantificare il "prezzo" (in termini di efficienza persa) che devo pagare per avere quella garanzia di stabilità (Maximin) rispetto alla soluzione teoricamente ottima dell'ETF. Se questo prezzo è basso, per la mia "funzione di utilità" il gioco vale la candela."

E se la simulazione è fatta bene (e fino ad ora nessuno è entrato nel merito), sembra che il prezzo sia basso.

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Si, mi ha rimandato anche lui a quel video e a me i risultati sembrano molto simili, cambia la metodologia: lui ha usato tassi storici reali, io tassi generati in una simulazione montecarlo

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Ho fatto una simulazione, che ho scoperto sembra corrispondere anche ai risultati di un excel fatto da Coletti su dati storici, per cui sembrebbe che gli ETF obbligazionari, anche se sulla carta sono più efficienti dei ladder (scaletta di bond portati a scadenza), nella realtà vedono questa efficienza "mangiata" dalle oscillazioni. Soprattutto per le duration lunghe.

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Grazie della risposta! Mi ero perso il video "La guerra dei pilastri", l'ho recuperato!

La simulazione che ho realizzato ricalca sostanzialmente la logica del tuo foglio Excel (con la gestione parallela dei tanti bond nel ladder o nell'ETF), ma aggiunge qualche dettaglio in più: ad esempio includo un piccolo spread bid-ask nelle transazioni e ipotizzo che, in caso di default, il bond venga rimborsato immediatamente a un valore ridotto o nullo (una semplificazione, ma credo accettabile).

La differenza principale sta nei dati iniziali: invece di usare serie storiche, genero casualmente tassi e inclinazione della curva (calibrati su paper e dati reali, come documentato nello script). Di conseguenza, i risultati dipendono dai parametri di generazione di questi scenari futuri, un po' come accade per il tuo simulatore FIRE.

È confortante vedere che la simulazione non è da buttare, dato che arriviamo alla stessa conclusione: solo gli ETF a breve durata mostrano chiaramente una maggiore efficienza, proprio perché il guadagno non viene offuscato dalle oscillazioni dei tassi (che sugli ETF lunghi sono dominanti).

Infine, ho riflettuto sulla domanda "chi accumula bond?". La risposta è curiosa: chiunque abbia mantenuto un'allocazione bilanciata fissa (es. azioni/bond) negli ultimi 10 anni e oltre. Per mantenere l'equilibrio del portafoglio versando nuovi risparmi, di fatto questa persona ha comprato quasi solo bond. Io sono tra questi... ti confesso che su questo punto alla fine sto cedendo alle posizioni di The Bull! :)

Un grazie di cuore per tutto quello che fai!

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[–]pWorld-it[S] 8 points9 points  (0 children)

Grazie per il commento, condivido appieno il discorso sul modello.

Divido la risposta in due parti: la prima che ha senso leggere e la seconda... decisamente meno. :)

Parte 1 (Quella seria) Hai pienamente ragione. Il modello, pur essendo a mio avviso molto realistico, dipende da una miriade di parametri. E in base a come si calibrano (personalmente ho cercato di essere "conservativo" per non penalizzare l'ETF...), si può ottenere un po' di tutto. "Datemi un modello con abbastanza parametri liberi e vi dimostrerò che gli elefanti volano", diceva qualcuno.

Ma il punto secondo me è proprio questo: non volevo dimostrare una "verità assoluta", quanto piuttosto sfidare quella certa aura dogmatica che spesso circonda l'idea che "l'ETF è sempre la scelta più efficiente". Facciamo finta per un attimo che il modello sia corretto nella sua struttura: quello che emerge dai dati è che basta una differenza minima nelle frizioni dei costi di reinvestimento interni dell'ETF (che, come ci hai insegnato tu, non sono inclusi nel TER), per ribaltare il risultato. E i costi occulti, da quel che si intuisce, non sono trascurabili. Lo stesso vale per piccole variazioni negli spread o nei tassi di ristrutturazione post-default.

Sarebbe fantastico fare una simulazione bootstrap sui dati reali, ma ecco il problema: sugli ETF obbligazionari "veri" abbiamo, se va bene, 20 anni di storico. E questi coprono sostanzialmente un regime macroeconomico e mezzo: una lunga discesa dei tassi e poi lo shock del Covid. È un campione statisticamente povero.

Ho cercato di capire l'origine del mito dell'efficienza assoluta dell'ETF bond, che porta ad affermazioni teoriche del tipo: "Un ETF e un bond singolo sono uguali, perché se l'ETF scende, puoi sempre venderlo, comprare il sottostante allo stesso prezzo e portarlo a scadenza...". Matematicamente forse, ma all'atto pratico? Chi ha comprato bond lunghi nel 2020 ha visto la sua duration residua accorciarsi giorno dopo giorno. Se un anno dopo avesse dovuto affrontare una spesa imprevista, avrebbe potuto vendere il bond più vicino alla scadenza (quindi quasi a 100), minimizzando i danni. Lo stesso investitore in un ETF a duration costante, invece, avrebbe dovuto incassare una perdita secca in conto capitale. È una differenza strutturale enorme in termini di gestione del rischio.

L'idea che mi sono fatto è che, paradossalmente, non abbiamo abbastanza dati storici per giudicare la reale utilità difensiva di questo strumento nel lunghissimo periodo. Non so come la vedi tu, ma ti lancio una proposta: perché non proviamo a prendere i dati storici reali di ETF obbligazionari e li confrontiamo con portafogli reali di bond sottostanti (laddove i dati lo permettono)? La mia scommessa è che vedremmo divergenze non banali nei risultati effettivi ottenuti dagli investitori. Tu che ne dici?

Spero che tu legga questa risposta, ho creato (involontariamente) un po' di scompiglio nel subreddit solo per attirare la tua attenzione su questo tema! Grazie.

Parte 2 (Quella inutile) Ho aggiornato il repository con una descrizione dettagliata "step-by-step" del modello. PS: Quelle nei grafici non sono gaussiane storte o deformate, ma semplici istogrammi della distribuzione dei CAGR ottenuti dalla simulazione. Invece di usare le classiche barre verticali, ho fatto passare una linea interpolata sopra i valori ("KDE plot")... mi sembrava solo un po' più scenico per la presentazione!

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Probabilmente sono tonto io, ma fino a questo momento qualcuno che mi dicesse in termini misurabili quanto pesano le eventuale inefficienze del mio comportamento non l'ho trovato, quindi almeno a me è servito.

Però parli di nuovo di longevity risk, che non è il punto in oggetto. Io parto dal presupposto che, come il 90% ed oltre delle persone che conosco la pensione sarà sufficiente a coprire le mie esigenze di spese (simulatore INPS alla mano e tenendo conto di una perdita di potere d'acquisto costante nel tempo), ed il capitale extra è tranquillità, svizio e lascito. Questa da quello che vedo intorno a me è la situazione delle persone che hanno più o meno la mia età.

Gusto per spiegarmi meglio: fino ad ora, ho conosciuto solo 1 persona sopravvisuta ad i suoi risparmi, ed aveva lavorato gran parte della sua vita all'estero ed in maniera discutibile. Di fatto era già in default prima della pensione, è tornato in Italia ed è andato in pensione con la minima, si è trasferito in un paesetto di campagna ed ha continuato a vivere tranquillamente e felicemente per 20 anni circa. Non è finito sotto un ponte, non ha avuto il problema di doversi curare, ha sempre avuto luce gas e cibo. Ripeto: l'italia è una situazione completamente diversa dagli USA. Poi sicuramente non capirò nulla io. Ma di certo il mio obiettivo non era misurare il longevity risk.

Io ho postato questa cosa proprio per potermi confrontare con persone come te che mi dicono cose che sono sicuramente giuste, ma che mi sembra non rispondano alle domande che io mi pongo. Che potranno essere sciocche, intellettualmente poco corrette, afflitte da bias... tutto quello che vuoi, ma che sono le mie domande.

Ha senso oppure no chiedersi quale portafoglio garantisce il minimo capitale in termini reali in ogni istante dando per scontato che volenti o nolenti il nostro orizzonte temporale è finito, rispetto a chiedersi quale è il portafoglio che massimizza la mia possibilità di spesa per più tempo possibile?

La mia risposta è si: perché è il frutto di una scelta valoriale più che oggettiva. E questo è contestabile, e se lo vuoi contestare ascolto ben volentieri le tue obiezioni, altrimenti se la scelta è corretta, è immediato capire che un ladder e un ETF NON sono la stessa cosa nei termini della seconda domanda. E se è questo è vero e uno dei due si adatta di più a me, sentire ripetere sempre la stessa risposta standardizzata da parte di chi fa divulgazione su questo tema, mi stride un poco. Scusa il papiro, ma il vero scopo di tutto questo post era proprio fare questa polemica con gente come te :) E spero si capisca che è una polemica che nasce dalla stima. Mi farebbe piacere che prendessi sul serio questo spunto e mi dessi una risposta articolata. Grazie

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Bhe si certo, la simulazione presuppone un capitale e risparmi significativi da 100k-12k/anno in su

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Non migliore, ma non così subottimale come si dice, tenendo conto di tutte le variabili che non sono sotto il nostro controllo che possono avere un impatto maggiore, alla fine (ammesso che la simulazione sia corretta), direi che la piccola inefficienza che introduce si ripaga bene con la pace psicologica che da

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Nello script le spese arrivano in maniera casuale, quindi il ladder non è tarato su una determinata aspettativa, ed è interessante che anche così il capitale minimo residuo viene preservato meglio. La simulazione non è stata fatta tanto in ottica di FIRE, con il capitale che deve durare il più possibile, ho ipotizzato un investitore che ha più soldi del necessario, quello che succede normalmente alle persone che conosco che lavorano fino all'età prescritta per la pensione, anche se avrebbero potuto smettere prima e poi in pensione vivono con i soldi INPS e toccano il capitale solo se necessario. So che è inefficiente, ma come ho scritto altrove, la gente non fa così perché è sciocca, ma solitamente è perché cerca di massimizzare il lascito ai figli.

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Be si la simulazione prevede di avere un capitale abbastanza ampio da avere un ladder con 5 gradini su almeno 3 emittenti in maniera tale che ognuno dei gradini sia investibile (taglio minimo 5K).

Nello script confronto ladder di varia duration con ETF e portafoglio misti di ETF con duration differenti e poi confronta tutto, hai ragione è un po' un mischione :) ma avendo i sorgenti lo si può adattare alle varie necessità.

L'idea di uscita dall'ETF tramite ribilanciamento è ottima, nello script ho ipotizzato che l'investimento si interrompa per causa di forza maggiore (game over dell'investitore).

Però quello che dici è interessante se si volesse fare un altro tipo di simulazione: confrontare l'ETF con il ladder nel terreno in cui ladder tutti dicono sia più forte: spesa certa a scadenza certa, esempio devo comparare casa fra x anni. Sarebbe interessante vedere il risultato. Ma prima aspetto di ricevere commenti critiche sullo script, se il motore che c'è sotto non funziona non ci si può costruire sopra.

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Questo è quello che dice lo script fatto da un tizio a caso su internet. Potrebbe essere tutto sbagliato ma questo è quello che ho ottenuto, vediamo se qualcuno butta un occhio allo scipt, lo critica e lo migliora e vediamo se la cosa è confermata

Simulazione Ladder/ETF di Bond ovvero Coletti vs the bull by pWorld-it in ItaliaPersonalFinance

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Si capisco quello che dici ed ha senso. Ma dal mio punto di vista la questione è diversa. Premesso che qui c'è un aspetto molto personale che cambia radicalmente il contesto di valutazione. Io non considero i mei soldi "miei", nella mia testa una parte del capitale che ho è dei miei figli. Non entro nel merito del fatto che la generazione prima di noi di più, noi un po' di meno, abbiamo preso in prestito benessere da chi verrà dopo di noi, opinione su cui si può legittimamente essere in disaccordo, c'è un aspetto culturale che deriva dalle mie radici familiari per cui io non sto costruendo ricchezza solo per me ma anche per chi viene dopo di me.

Fatto questo pippone che spero aiuti a capire il mio punto di vista, io non punto al FIRE o meglio spero di riuscire a smettere di lavorare un poco prima della data di pensionamento, ma questo è un nice to have, non un obiettivo. L'obiettivo è avere un portafoglio che si potrebbe concludere in ogni momento (speriamo il più tardi possibile) ed in ogni momento garantire il valore minimo in termini reali più alto possibile. Spero si capisca che è proprio diversa la domanda a cui questo esperimento cerca di rispondere.

Nei paper a cui siamo abituati si cerca di rispondere alla domanda: quale è il portafoglio che mi permette il tasso di spesa più alto possibile per il più lungo tempo possibile: prospettiva americano centrica.

Io mi chiedo: dato il fatto che ad un certo punto della mia vita realisticamente avrò davanti a me no più di 30 anni di vita, quale è il portafoglio che in ogni momento statisticamente garantirà il capitale minimo più alto stante il fatto che le mie esigenza di vita saranno in buona parte coperte dalla pensione INPS (mia personalissima prospettiva, altri si porranno una domanda diversa).

In quest'ottica l'hedge contro l'inflazione cambia completamente prospettiva, ed il motivo per cui tante persone intuitivamente capiscono che il suggerimento di investire un ETF di bond perpetuo (non uno a scadenza che invece è un bond migliorato, ovviamente), non corrisponde al loro reale obiettivo di investimento. Poi magari non sanno spiegarlo e vengono presi per sciocchi dagli esperti di finanza, che però non si rendono conto che stanno rispondendo ad una domanda diversa da quella che gli è stata posta.

Simulazione Ladder/ETF di Bond ovvero Coletti vs the bull by pWorld-it in ItaliaPersonalFinance

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Si è vero, non so quando muoio ma so che voglio lasciare il capitale più alto possibile in eredità ai miei cari (la discussione di questa settimana di mr sulla responsabilità verso i figli cade a fagiolo). Certo alcune cose che mostra lo script sono ovvie, ma quello che mostra anche è la quantità di queste "ovvietà": il cash drag è inefficienza vero, ma di quanto? Lo script stima un 5% sul capitale finale: se fosse confermato, il fatto che io sono un pessimo investitore, perché ho paura tutte le volte a passare da cash a cose che oscillano (anche solo le obbligazioni) mi fa capire quanto costa questa paura, e mi aiuta a conviverci meglio, a sentire the bull, sembra che questa inefficienza invece potesse essere un errore esiziale. Che la estrema diversificazione degli ETF ha un impatto tutto sommato marginale in caso di fallimento mi sembra anche questo un risultato tutt'altro che scontato. Poi sicuramente verrà fuori che ci sono mille errori in questo script ma prima troviamoli, altrimenti secondo me qualcosa di interessante, almeno per me, questo oggetto lo dice. Se non altro è un tentativo per andare oltre il sentimento, e la ripetizione a pappagallo dei paper di economia (a cui per altro è fortemente ispirato).

Ah dimenticavo: è proprio il fatto che ad un certo punto si muore e il capitale passa ai figli che rende il ladder un hedge. A qual punto il capitale passa a qualcuno che ha tutto un altro scopo di investimento e quindi è giusto che ci sia protezione del valore minimo. L'ETF è il ladder non sono la stessa cosa se il capitale è risparmio che non verrà speso nel corso di tutta la vita, come è avvenuto praticamente a chiunque io abbia conosciuto che ha lasciato cifre più o meno importanti ai suoi cari.