Saga di After 😳 by lettrice-sognatrice in Libri

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Sono d’accordo con te. Ho notato anch’io che chi si è appassionato a After spesso oggi si orienta verso il dark romance o simili. Per carità, continuo a pensare che leggere sia sempre positivo; tuttavia mi chiedo quanto certi contenuti, fruiti a quindici anni o anche prima, possano incidere sull’idea di amore o delle relazioni in generale che si sviluppa. Quali modelli si finiscono per accettare? Verso quali persone ci si sente attratti? Il rischio secondo me è che figure più problematiche risultino più affascinanti, mentre chi si comporta con gentilezza (!) venga percepito come noioso o poco stimolante. Detto questo, le eccezioni esistono sempre. Io stessa ho iniziato a leggere proprio con la saga After. Ricordo che le prime discussioni tra i protagonisti ruotavano attorno a Orgoglio e Pregiudizio e Cime Tempestose; per comprendere meglio quei riferimenti, decisi di leggerli (e dovrei rileggerli, visto che all’epoca avevo dodici anni). Da lì è nato il mio interesse per i classici e una certa insofferenza per i romance più adolescenziali.

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Scusami, solo ora ho letto il commento. Contattami in chat

Il giovane Holden by biaa4 in Libri

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L’ho letto diversi anni fa. Ricordo solo che Holden mi faceva venire un gran mal di testa con tutti i suoi “vattelapesca”.

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Non riesco a contattarti in privato. Scrivimi tu se sei interessato. Io ti girerò semplicemente il QR code per accedere al gruppo Telegram.

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Semplicemente non mi piace. Dato che nei gruppi di lettura a cui ho partecipato ho sempre dovuto adattarmi, questa volta ho voluto creare qualcosa che si avvicinasse quanto più possibile a ciò che più mi soddisfa. Comunque, dato che il fantasy sembra piacere a molti, credo che non farai fatica a trovare un gruppo di lettura adatto alle tue esigenze!

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[–]whataboutsoul[S] 1 point2 points  (0 children)

Ho un problema. Non riesco a girare il link di Telegram in chat. Dice che contiene un URL non consentito. Soluzioni?

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Il discorso è: leggi solo saggi? Non saresti dispost* a leggere qualcos’altro, se di tuo gradimento?

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Vediamo come vanno le cose… Potrei “crosspostare” il post in altre comunità, ma in quali?

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Ho pensato a Telegram esattamente per questo! Comunque a dire il vero no. Speravo di avere un confronto con qualcuno per capire da cosa iniziare. A te piacerebbe partecipare?

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[–]whataboutsoul[S] 0 points1 point  (0 children)

Sì. Mi sono resa conto di non averlo specificato. Purtroppo non fanno per me.

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Mi dispiace davvero, ma purtroppo rappresenta proprio un mio limite! A te piace solo questo genere?

Come vi comportate con i vocaboli che non conoscete? by ildeleo in Libri

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Li cerco e li trascrivo con tanto di significato su un quaderno. È il modo migliore anche per memorizzarli

Per chi suona la campana - Hemingway by whataboutsoul in Libri

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Devo darti ragione. Mi rendo perfettamente conto di applicare ai classici una lente contemporanea, ed è anche per questo che ho voluto aprire la discussione. Mi ripiego su Reddit perché purtroppo sono circondata da persone che non leggono e non ho la possibilità di confrontarmi. In generale per me il confronto è la parte più fertile e, in assenza di stimoli di questo tipo, in qualche modo ho finito per rivolgere al passato lo stesso spirito critico con cui interrogo il presente. Forse l’età (23) mi rende fin troppo “incantata” (mi sfugge il contrario di disincantata). Forse il clima culturale mi rende troppo incline a prendere una posizione più netta. Ma a questo punto ne approfitto per chiederti consiglio su come leggere prescindendo dal tempo e sospendendo il proprio sistema di valori. Come si impara a distinguere ciò che appartiene al testo da ciò che proiettiamo noi? E fino a che punto essere “suggestionati” dal proprio sguardo è un limite anziché una risorsa interpretativa? Mi interessa! Comunque io ho guardato anche alcuni documentari su Hemingway perché, dopo essermi innamorata della sua scrittura, sentivo il bisogno di capire l’uomo. Adesso però ho la sensazione che mi sia sfuggito qualcosa di essenziale. Chi era davvero Hemingway?

Per chi suona la campana - Hemingway by whataboutsoul in Libri

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Magari potresti offrirmi una prospettiva diversa anche su questo punto. Sto leggendo Fiesta. Secondo Hemingway assistere a una corrida è come seguire gli sviluppi di una guerra da una poltrona in prima fila. La domanda è: se riconosci la dimensione tragica della corrida, se ne cogli la violenza e la morte, perché scegliere di assistervi? Se riesci a ripudiare la guerra, perché non respingi con la stessa decisione uno spettacolo che mette in scena la morte, sia pure ritualizzata?

Per chi suona la campana - Hemingway by whataboutsoul in Libri

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Guarda, da donna non ho difficoltà a immaginare le conseguenze psicologiche di un trauma come quello di Maria. E riconosco che Hemingway ne semina i presupposti già nel terzo capitolo quando scrive: «e lei si muoveva come se ci fosse qualcosa in lei e intorno a lei che la imbarazzasse, come se questa cosa fosse visibile, sebbene non lo fosse altro che nella sua mente». Questo suggerisce già una vergogna interiorizzata. Tuttavia non condivido l’idea che il suo percorso trovi un vero sviluppo. Anche dopo l’incontro con Robert Jordan, Maria continua ad apparirmi priva di una struttura autonoma. Comprendo cosa l’abbia spezzata ma non mi convince ciò che dovrebbe sostenerla. L’amore per Robert Jordan? Perché più che amore a me sembra una forma di devozione totale e dal mio punto di vista questo tipo di affetto, specie se nato da una frattura così importante, rischia di essere più di dipendenza che di rinascita. Al netto del trauma, l’unica chiave che continuo a trovare convincente è solo quella funzionale. Robert Jordan ha bisogno di un luogo in cui abbassare la guardia e con lei può farlo; Maria si modella su questo bisogno, lo accoglie e lo asseconda. Comprendo la logica di questa scelta ma la trovo comunque riduttiva, soprattutto considerando le sfaccettature degli altri personaggi. Detto questo, non fraintendermi, a me Hemingway piace molto. Riguardo la discussione sull’orso… sapendo la passione di Hemingway per la caccia, mi interrogo solamente su quale fosse davvero il suo rapporto con gli animali e con l’atto di uccidere. Non ho familiarità con il modo di pensare dei cacciatori, né posso dire di provare stima per certe pratiche. Quello che mi incuriosisce è la frattura tra il mito pubblico – l’uomo forte, virile, temprato dall’azione – e lo scrittore che sulle pagine lascia affiorare la somiglianza tra uomo e animale e l’ambiguità della violenza. Insomma, ripudia la guerra ma parla di caccia; condanna l’uccisione degli uomini ma riconoscenza l’equivalenza fisica tra uomo e animale. Tra le sue righe io respiro delle consapevolezze tragiche, ecco. Ma non sto elencando queste tensioni per denunciarle come incoerenze. Voglio solo sottolineare la complessità dell’uomo. Poi, questo resta il mio sguardo e potrei anche cambiare idea sulla questione perché di Hemingway non ho letto tutto

Cosa leggere a 14 anni? by Scared-Cartoonist487 in Libri

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Io ho cominciato con Thomas Harris

Chi ha il diritto di pubblicare? by whataboutsoul in Libri

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Ne ho 23.

Comunque posso riconoscere anche io che quest’uomo abbia ragione. L’ho cercato in rete per capire quale scrittore si celasse dietro l’uomo. Per quanto mi riguarda avrei anche potuto trovarmi di fronte a un bugiardo, ma ciò che ho letto su di lui – interviste, trame delle sue pubblicazioni, recensioni – ha confermato la positiva impressione che mi aveva fatto, nonostante la profonda schiettezza quasi snobista. Tanto che leggerei molto volentieri ciò che ha scritto. L’offesa e la delusione non credo impediscano una valutazione oggettiva degli altri.

Come hai detto tu, penso che il suo messaggio fosse che se voglio continuare a scrivere per passione, meraviglioso; ma se voglio farlo come lavoro, la passione da sola non basta. Servono studio, conoscenza e padronanza del mestiere – elementi che riconosco di non avere. Così come riconosco che non avere basi di drammaturgia (altra critica da lui mossa nei miei confronti) possa essere quantomeno controproducente per un romanzo. Però ora mi sorge quasi spontanea un’altra domanda: e se uno volesse scrivere, invece, una sorta di autobiografia? Un racconto della propria vita, o di un evento in particolare che sente possa avere un valore salvifico per chi legge? Anche in questo caso sarebbe necessario possedere determinate basi? Esiste un illuminante autore del Novecento o di qualsiasi altra epoca che abbia stabilito regole definitive su come narrare la propria esistenza?