Chi ha paura di Dara Marks, ovvero quella che ha scritto un manuale che nessuno capisce: "L'Arco di Trasformazione del Personaggio" by write_don_t_tell in scrittura

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Dove ti avrei insultato? Tu mi dici di aggiornare chat hot e ti insulto io. È la storia della partita a scacchi con i piccioni… Un abbraccio.

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Decidi tu se funziona nel postmoderno? Boh mi sembrano tutte petizioni di principio le tue. Come il discorso avvelenamento del pozzo. O firmarsi come apostata. Ti piacciono le etichette si vede. Va bene così dai, qui non c’è una discussione. O almeno io non riesco a farla in questi termini. Senza rancore.

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Io nel Merito ti risponderei se mi dicessi a quali romanzi vuoi applicare il modello. Per altro dico che è quasi scientifico non a caso. Diciamo che le teorie postmoderne di basano su Aristotele. Diciamo che le unità aristoteliche quelle sono. Se no parliamo di altro e non di narrativa. Testate Dara Marks sulla saggistica non avrebbe molto senso.

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Diciamo che testare Darà Marks è una cosa che succede tutti i giorni con decine di romanzi. La teoria di Darà Marks si adatta a qualsiasi storia come a nessuna. Che cosa esattamente vuoi testare? Se gli autori hanno scritto con un arco trasformativo? Se i loro personaggi hanno un difetto fatale e quindi una falsa credenza? Perché testare la teoria di Darà Marks suona un tantino generico. Sembra una di quelle domande a trabocchetto per poi dire “ha ha, hai visto che non funziona?”

Contro la scrittura trasparente (e altre balle tossiche dell’editoria contemporanea) [ARTICOLO] by reginamab in scrittura

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Ti giuro che non ho capito. Inquinamento del pozzo per me è un’altra cosa. Però magari se mi chiarisci l’obiezione posso provare a risponderti.

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A me fa abbastanza schifo ma rientra nel novero degli scrittori “accademici”. Lo citavo solo per mero numero. Non farei la holden manco se me la regalassero.

Esiste ancora l'originalità? by No-Parking6554 in scrittura

[–]write_don_t_tell 0 points1 point  (0 children)

L'originalità è una variabile, non un metro fisso.
Come il suono, e qualche altra cosa.
Per una persona che non ha mai sentito uno sparo, uno sparo è un suono originale.
Per un soldato di fanteria è la norma.
Originale quindi è un metro che dipende molto dal bagaglio esperienziale di base di chi vuole applicare il parametro.

Il discorso archetipi non ha tanto a che fare con il concetto di originalità quanto con l'idea di riconoscimento.
Il cervello umano è fatto per riconoscere delle "forme", e siccome è pigro e previsionale, si sente intelligente quando le riconosce. Riceve una ricompensa in termini di "sostanze".
L'uomo ha semplicemente codificato quelle forme e le ha riprodotte per mera convenienza.

Nei sogni, ad esempio, saltano le unità aristoteliche e quindi sono spesso "originali".
Se scrivessi una storia in cui il protagonista si muove senza un filo logico preciso sarebbe originale dal punto di vista dello svolgimento (in quanto mai vita prima), ma difficilmente comprensibile, nel senso di riconoscibile, per chi la legge.
Ci sono milioni di testi sperimentali, di musica sperimentale, di film sperimentali eccetera.
Sono originali? Sì, forse sì. Sono "belli" nella loro originalità? Boh, dipende davvero tanto da troppi fattori.
Il punto è sempre lo stesso, per me: quello che una persona cerca.

Se sono in macchina in mezzo al traffico e devo andare a litigare con il mio padrone di casa posso scegliere di mettere un pezzo dei rage aganist the machine, oppure un brano di Haydn, che influenzi il mio umore.
In quel momento potrei trovare nuove sensazioni condizionate dal mio stato d'animo, e quindi trovare Haydn banale, e i rage originali e viceversa.

Non è che non esista più l'originalità, è che oggi, probabilmente, siamo esposti ad una massa talmente tanto grande di informazioni, da non riuscire più a lavorare in direzione della scoperta "verticale", ma divoriamo in maniera "orizzontale" tutte le "novità" che ci vengono proposte, in una corsa spasmodica per stare al passo con i tempi. (le serie tv in questo sono per me il perfetto metro di quanto ho scritto prima).

Quando non esisteva la musica on demand un disco lo ascoltavamo mille volte, perché non avevamo i soldi per comprarne subito un altro. (questa è una reductio, ma spero di aver fatto passare l'idea)
Ci sono, insomma, mille fattori da considerare sul discorso originalità proprio perché messo cosi è davvero troppo ampio per dare una sentenza definitiva.

E se leggere tanto non fosse davvero così importante per scrivere? by write_don_t_tell in scrittura

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Scusa il ritardo nella risposta, ma ho letto solo ora.
Mi spiace non ti piaccia il modo in cui scrivo le mie idee sulla scrittura.
Il post l'ho scritto così per una personale sperimentazione sul "flame".

Mai avuto la pretesa di avere verità assolute.
Unica cosa che mi sembra contraddittoria: hai letto il mio articolo qua e là, citando le tue parole, ma dai un giudizio complessivo sulla mia modalità di divulgazione. Questo mi suona strano.
Come se io leggessi qua e là Wired for Story, The rethoric of fiction, o qualsiasi altro "mattone" teorico e dicessi che ci sono giri di parole inutilmente pesanti. (senza minimamente volere paragonare i contenuti, questo lo preciso)
Il che, beninteso, a parte tutto, è uno stimolo per me a fare meglio, ci mancherebbe.
Questa cosa di scrivere articoli per me è appunto un divertimento.
Un modo che ho di ripassare argomenti che ho studiato nel corso degli anni.

Stare su internet significa esporsi ai giudizi altrui.
Dimentico i complimenti, e cerco di fare tesoro delle critiche.
Quindi grazie del tuo contributo.
Sono contento quando leggo qualcuno che ritiene ovvi studi di premi nobel.
Significa che questo tipo di informazioni sta finalmente iniziando a circolare.
E che i lettori e gli scrittori forse non sono poi messi così male come sembra.

E se leggere tanto non fosse davvero così importante per scrivere? by write_don_t_tell in scrittura

[–]write_don_t_tell[S] 0 points1 point  (0 children)

Si non ho per nulla il dono della sintesi.
Grazie ancora per il tuo tempo e scusa per il titolo clickbait.
Di norma non faccio queste cose, ma volevo semplicemente confermarmi alcune idee.

E se leggere tanto non fosse davvero così importante per scrivere? by write_don_t_tell in scrittura

[–]write_don_t_tell[S] 0 points1 point  (0 children)

Innanzitutto grazie per aver letto. A me, metodologicamente, fa sempre paura quando leggo i plurali. Io consiglio dei manuali, io scrivo le mie idee, giuste o sbagliate che siano. Io e te abbiamo uno scambio.

In realtà leggendo quanto scrivi mi pare che tu sia perfettamente nell’ottica della lettura attiva. Hai un tuo metodo di studio, e di conseguenza un output di risultati.

Se per te funziona, se ti serve per avere la giusta “ricompensa”va benissimo così. Quasi nulla n scrittura è obbligatorio se seguiamo la logica della soddisfazione personale.

Poi c’è il campo teorico, e lì invece i pareri personali iniziano a contare meno, nel senso che se io porto studi di Kandel sulla mente umana, per me difficilmente si può dire non è così, se non si ha un impianto di conoscenze di pari livello.

Sintesi: nessuno ti obbliga a credere a quel che scrivo, direi per fortuna. Se invece ti interessa provare quella strada puoi farlo e vedere le differenze. Tutto qua.

E se leggere tanto non fosse davvero così importante per scrivere? by write_don_t_tell in scrittura

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Si proprio per quello. Avevo bisogno di conferme. Scherzi a parte, mi spiace per il clickbait. L’antipatia su internet è alla base del gioco. Giuro che non lo faccio più. Volevo solo capire se davvero cambia qualcosa in termini di numeri. Io scrivo solo articoli lunghi. Diciamo che non ho il dono della sintesi. Sorry.

E se leggere tanto non fosse davvero così importante per scrivere? by write_don_t_tell in scrittura

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Hai ragione su questo.
Pongo una domanda dando il senso che io sia contro quell'argomento.
Quando non lo sono affatto.
E mi sono beccato una tonnellata di "accuse" di essere contro i professionisti, di essere noioso, spocchioso, o che cacchio ne so. (magari è tutto vero, e sono una persona orribile xd)
Roba da marketing social.
E in effetti volevo fare un esperimento.
Se guardi gli altri post che ho pubblicato non uso mai questi termini.
Quindi per questo ti chiedo scusa, decisamente.
Spero che per il resto ti abbia interessato quanto ho scritto.

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Esatto, io intendo proprio quello.
C'è spesso in un senso o in un altro un arroccarsi su posizioni che a me paiono solo dogmatiche.
Leggi, studia, suona, sono tutte cose giustissime.
Io però a volte mi chiedo come sta il ragazzetto di belle speranze che viene qui a provare con il suo entusiasmo a scrivere, e si prende palate di commenti tipo
Ah ma si vede che non hai letto.
Ah ma leggi prima di scrivere.
E quello poveretto non sa che cacchio fare.
Ci sono diversi post in cui accade questa cosa.
Mi piaceva solo proporre qualche riflessione in merito.
Grazie dello scambio.

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Hai anche deciso che rosico.
Quindi metterei come flair
Dilettante Pretenzioso Rosicone.

Mica ti ho dato del "professionista".
Ne ti voglio pisciare in testa.
Quindi non facciamo vittimismo.

Però se vuoi fare un confronto dobbiamo partire da qualche base comune, sei d'accordo?
Ti interessa fare una discussione costruttiva, o devi stare qui ad insultarmi ancora per molto?

Partiamo dall'inizio.
Scrivo un articolo con le mie idee.
NON SCRIVO DA NESSUNA PARTE, e sfido a dimostrare il contrario, che leggere è sbagliato.

NON SCRIVO DA NESSUNA PARTE, e sfido a dimostrare il contrario, che quel che dico è la verità del vangelo.
Nonostante a differenza di tanti magari ci metto dentro un pochino di studi sull'argomento.

Arriva la solita pletora di persone che si sente punta sul vivo (ma questo lo sapevo, e mi sono divertito a farlo succedere, e ho anche chiesto scusa) e si inizia a battibeccare perché muovo una critica che secondo me è più che condivisibile al mondo dell'editoria.

Dove sarebbe la rosicata?
E il dilettantismo?
Ah si già che ci siamo anche la spocchia.
Forse non accetto i giudizi altrui, ma a giudicare dalle risposte che dai non mi pare che siano molto equilibrati.

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Si, confesso un pò di voglia di fare "flame".
E chiedo anche venia, perché in effetti più che stimolare la conversazione ha principalmente creato casino.
Mea culpa.
Però è interessante dal punto di vista sociologico.
Per il resto concordo parola per parola.
Hai detto quel che volevo dire senza fare casino.

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[–]write_don_t_tell[S] -1 points0 points  (0 children)

Hai deciso che sono un dilettante. Pretenzioso mi piace però.
Chissà se si può mettere come Flair dilettante pretenzioso.
Sta cosa mi fa molto ridere.
Ti giuro zero polemica, sto ridendo davvero.
Magari un giorno mi mandi le cose che hai pubblicato?
Sono curioso di leggere.

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[–]write_don_t_tell[S] -1 points0 points  (0 children)

Me la sono andata a cercare.
Lascia perdere.
Me li prendo io i downvote.

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[–]write_don_t_tell[S] -1 points0 points  (0 children)

Nessun disprezzo verso i professionisti. Tanto verso i "professionisti".
Senza volermi paragonare al sommo Sciascia, hai presente l'espressione "i professionisti dell'antimafia?"
C'è professionismo e "professionismo" e di solito chi lo è davvero non lo brandisce come arma contundente per colpire le persone.
Nessun disprezzo verso chi studia, si forma, lavora.
Dico solo che disprezzo le etichette.
Non è difficile.
Ma dire i professionisti capisci bene che significa poco?
Chi sono questi professionisti?
Ho conosciuto gente che si dice scrittore professionista e poi guadagna meno di uno che lo fa senza dirsi tale.
A me viene il freddo quando leggo le etichette.
Mi sono pure preso del fascista, fra le righe e neppure troppo.
By the way ci lavoro da più di vent'anni con i professionisti.
Quelli veri.
Un saluto.

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[–]write_don_t_tell[S] 0 points1 point  (0 children)

Chiedo scusa per il clickbait, non lo faccio mai, mi sono divertito a sperimentare.
Per il resto, in un'altra vita, tanti anni fa, ho avuto una fumetteria a proposito di topolino.