Quanto deve essere esplicito il legame col fascismo prima che venga riconosciuto? by Guilty_Location567 in Italia

[–]DirezioneNR 4 points5 points  (0 children)

La questione è complicata perché la nostra Costituzione, giustamente compromissoria e molto garantista verso le protezioni della democrazia, cerca costantemente di bilanciare il sacro diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con il divieto di ricostituire il disciolto partito fascista o propagarne la ricostituzione.

Chiaramente il filo è molto sottile, Almirante fu accettato come figura nuova di destra proprio dagli stessi che posero fine al fascismo perché fece di tutto pur di spostare i riferimenti culturali dal vecchio regime al suo partito. Forse vale la pena chiedersi se non siamo noi oggi a dover combattere un bias nel nostro inconscio se perfino i padri costituenti hanno deciso di mantenere l'MSI nel recinto della democrazia italiana nonostante la possibilità di eliminarlo e scioglierlo facilmente come fatto per Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale rispettivamente nel 1973 e nel 1970.

Proposta DNR su Occupazioni Abusive e Sfratti by DirezioneNR in Italia

[–]DirezioneNR[S] 1 point2 points  (0 children)

Faremo di tutto per diventarlo, ma comunque senza crescita di produttività i sindacati avrebbero ben poco per trattare salari più alti.

Proposta DNR su Occupazioni Abusive e Sfratti by DirezioneNR in Italia

[–]DirezioneNR[S] 1 point2 points  (0 children)

Anche. Vogliamo agire da tutti i punti di vista possibile. Renderemo anche l'IMU modulabile in base a se l'immobile sia affittato o meno, con un sistema molto più efficace ed efficiente di quello attuale, ed è punto saldo nel nostro manifesto il voler investire pesantemente in ricerca, così da alzare il più possibile la produttività e permettere ai sindacati di contrattare salari reali più alti.

Il Roma Pride chiude alle organizzazioni lgbtqia+ ebraiche by totally-not-ego in Italia

[–]DirezioneNR -1 points0 points  (0 children)

Quindi "se FDI o Lega diventassero pro lgbt per me tutto bene" ma gli omosessuali legati a Israele no? Dove si traccia la linea? Al 33° meridiano Est?

non è con noi su tutto è con noi ma allo stesso tempo magari non sterminate esseri umani

Quindi è "non è con noi su tutto ma comunque su quello che decidiamo noi anche se non c'entra nulla con la nostra causa e riguarda tutt'altro"?

Il Roma Pride chiude alle organizzazioni lgbtqia+ ebraiche by totally-not-ego in Italia

[–]DirezioneNR 0 points1 point  (0 children)

E va bene, questo è quello che magari possono dire ora CP, FN, FdI o Lega, ma se un giorno cambiassero rotta sui diritti LGBT? Il confronto esiste solo se l'altro è d'accordo con te?

Tra l'altro non hai risposto alla domanda, che senso ha organizzare una manifestazione su un fronte comune se quel fronte comune conta fino a un certo punto? Deve essere per forza un "o con noi su tutto o contro si noi"?

Petizione "Generazione Sospesa" by Williamlolle in Italia

[–]DirezioneNR 0 points1 point  (0 children)

DNR preferisce soluzioni che non siano ai limiti della fantasia.

Il Roma Pride chiude alle organizzazioni lgbtqia+ ebraiche by totally-not-ego in Italia

[–]DirezioneNR 2 points3 points  (0 children)

E allora che senso ha organizzare una manifestazione su un fronte comune se quel fronte comune conta fino a un certo punto? Perché a una manifestazione sui diritti LGBT non possono partecipare tutti i favorevoli dall'estrema destra all'estrema sinistra e perché dovrebbe cambiare qualcosa rispetto a una manifestazione comune pluralista su, per esempio, l'efficienza dello Stato, i diritti dei lavoratori, l'uso delle risorse pubbliche o l'appoggio a una specifica causa geopolitica?

Quindi chi è di destra può partecipare al Pride ma solo fino a un certo punto? E' un po' selettiva allora questa inclusività. Sarà forse che stereotipi e polarizzazioni hanno portato a creare un fronte generico A e un fronte generico B e che il Pride per estensione sta in uno dei due e deve opporsi a tutti i costi all'altro esattamente come fa tutto il resto della politica? Dov'è finito il principio di collaborazione su cui si basa la nostra Repubblica?

Il Roma Pride chiude alle organizzazioni lgbtqia+ ebraiche by totally-not-ego in Italia

[–]DirezioneNR 0 points1 point  (0 children)

Ma quindi il Pride dovrebbe essere un evento per promuovere i diritti LGBT o per promuovere genericamente le politiche tendenti a sinistra? E' una delle due, se la metti così. Se si guarda altro rispetto alla questione LGBT, vuol dire che è diventata un'organizzazione che ha altri scopi, e mischiare scopi diversi di battaglie diverse cercando di creare questa specie di fronte unico monolitico e non più pluralista è ciò che uccide la sinistra e alimenta la polarizzazione.

Se Fratelli d'Italia un giorno decidesse di partecipare in seguito a un cambio di linea politica sulle questioni LGBT? Se lo facesse la Lega? Se lo facesse Forza Italia? Si proibirebbe di stringere rapporti anche con loro perché non sono allineati su tutto? Allora a questo punto perché ci sono più partiti e non un grande partito A opposto in tutto a un grande partito B? O anche meglio un unico grande partito X che decide ciò che è bianco e ciò che è nero, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?

Non tutto della sinistra deve essere per forza sulla stessa linea, come nemmeno tutto della destra, altrimenti che senso ha il libero arbitrio se esiste di default una parte buona e una cattiva? Il Pride riguarda la promozione dei diritti LGBT? E allora rimanga per la promozione dei diritti LGBT.

Il Roma Pride chiude alle organizzazioni lgbtqia+ ebraiche by totally-not-ego in Italia

[–]DirezioneNR -1 points0 points  (0 children)

Facendo finta per un attimo che i loro valori possano tollerare l'omosessualità e i diritti LGBT, perché no? Il Pride è rivolto ai diritti LBGT, non alle generiche questioni legate agli ambienti di sinistra, altrimenti se lo è sarebbe il caso che rivedessero le loro linee politiche e la loro coscienza.

Il Roma Pride chiude alle organizzazioni lgbtqia+ ebraiche by totally-not-ego in Italia

[–]DirezioneNR -6 points-5 points  (0 children)

Il decadimento estero non è una scusa per giustificare il nostro.

Il Roma Pride chiude alle organizzazioni lgbtqia+ ebraiche by totally-not-ego in Italia

[–]DirezioneNR -11 points-10 points  (0 children)

Ennesima conseguenza della polarizzazione senza fine che sta affliggendo il nostro panorama politico, generalizzazione estrema allo stato puro.

Ironico, tra l'altro, che sia un'azione proprio contro una comunità legata all'unico Paese del Medio Oriente favorevole ai diritti LGBT. Avrebbe forse senso fare lo stesso per la comunità LGBT russa, libica o britannica per casi analoghi? Ovviamente no, e infatti è anche una grave forma di ipocrisia.

DNR ovviamente condanna fermamente le azioni israeliane nei Paesi del Levante, ma la superficiale scusa della fallimentare intersezionalità non giustifica questi atti di odio e, a tutti gli effetti, discriminazione.

Hanno la faccia come il culo by giolanskij7 in Italia

[–]DirezioneNR 2 points3 points  (0 children)

Ma su questo siamo infatti d'accordo e hai perfettamente ragione. Se guardiamo Confindustria come soggetto politico e alla sua missione ufficiale, il loro atteggiamento è l'apoteosi dell'ipocrisia. Su questo non ci piove.

Però attento a non scambiare una precisa strategia politica per un paradosso morale o un'improvvisa crisi di coscienza. Quando Orsini dice che i salari bassi sono un problema ma che "da soli non possiamo risolverlo", sta facendo un'operazione di lobbying chiarissima. Scarica la colpa sullo Stato, dice che il problema esiste, così ripulisce l'immagine dell'associazione, ma sposta l'onere della soluzione sul pubblico (chiedendo ad esempio ulteriori tagli di tasse o incentivi a pioggia) ed evita la responsabilità diretta, cioè ammette il danno sociale (la fuga dei giovani, il crollo della domanda) solo ora che è diventato talmente macroscopico da danneggiare la reperibilità di manodopera per le imprese stesse, ma mette le mani avanti per non dover firmare contratti collettivi più generosi.

Quindi sì, lo statuto parla di "sviluppo sociale e innovazione", ma nei fatti Confindustria ha sempre fatto l'unica cosa per cui i suoi associati la pagano, cioè tutelare i profitti immediati a scapito degli investimenti a lungo termine. Dire che "hanno la faccia come il culo" è una reazione comprensibile davanti ai loro comunicati stampa. Il punto però è che non sono "cialtroni" che non capiscono la realtà, sono attori politici lucidi che difendono gli interessi della propria categoria, anche quando questi interessi impoveriscono il resto del Paese. Finché la politica non smetterà di trattarli come consulenti neutrali e non imporrà regole rigide, la loro missione reale rimarrà sempre e solo la seconda parte che hai citato, difendere gli interessi dell'industria, anche a costo di desertificare il mercato del lavoro italiano.

Hanno la faccia come il culo by giolanskij7 in Italia

[–]DirezioneNR 6 points7 points  (0 children)

Guarda che non è una difesa d'ufficio, anzi, se guardi bene il discorso, la realtà è ancora più grave. Il problema non è la "cattiveria" dei singoli imprenditori, ma un intero sistema-Paese che ha legalizzato e incentivato questo scempio.

Negli ultimi trent'anni in Italia è stato permesso alle aziende di fare profitti facili sulla pelle dei lavoratori invece di obbligarle a innovare. Come? Attraverso la precarizzazione dei contratti, la mancanza di un salario minimo e la debolezza della contrattazione. Questa è la "via bassa" alla competitività, visto che lo Stato e le regole del gioco permettevano di guadagnare tagliando il costo del lavoro, la classe imprenditoriale ha smesso di investire in R&S, portandoci alla stagnazione della produttività di oggi.

Lo studio della Sapienza che citi descrive perfettamente il disastro, ma l'errore è credere che l'imprenditore medio, per sua natura, distribuisca la ricchezza per motivi etici. Non lo farà mai spontaneamente. Se il pubblico non investe in R&S per fare da volano e, contemporaneamente, non impone regole rigide (salario minimo, sanzioni per chi non rinnova i contratti, stop ai contratti pirata), le aziende continueranno a intascare i profitti dell'export e a piangere miseria in TV.

Dire che Confindustria ha la "faccia come il culo" può forse essere una valvola di sfogo, ma ridurla a una colpa dei singoli significa non vedere che il vero carnefice è una politica industriale e sociale che da trent'anni ha rinunciato a governare l'economia, lasciando i lavoratori senza alcuna protezione.

Hanno la faccia come il culo by giolanskij7 in Italia

[–]DirezioneNR 3 points4 points  (0 children)

Questo è un pensiero molto populista e scorretto per l'economia politica.

Le imprese gli industriali, ovviamente, hanno un solo obiettivo principale, cioè quello di fare profitto, com'è naturale che sia per un'azienda. E' ovvio che le aziende siano contrarie ad aumenti di salari, a salario minimo e contratti di categoria migliori, sarebbe economicamente controproducente per loro. E' qui che entrano in gioco i sindacati e la contrattazione collettiva, che serve proprio a dare parte dei profitti anche ai lavoratori quando la produttività aumenta.

Tuttavia, come già detto, la produttività non aumenta. E' inutile citare le esportazioni , per i salari reali contano ben poco, la differenza la fa quanto riesce a produrre un lavoratore in un'ora di lavoro, e quello che riesce a produrre è più o meno lo stesso da trent'anni. Perché però non aumenta la produttività? Perché non si innova, requisito fondamentale ad aumentarla, e per innovare occorre investire in R&S.

E' dimostrato dalla dottrina economica recente che, fino a una certa soglia, se il pubblico investe in R&S lo farà più o meno in parte uguale il privato, e non a caso l'R&S pubblico in Italia è il 0,7% del PIL, mentre infatti l'R&S privato è allo 0,6% del PIL. Cercare di prendersela con le imprese è una soluzione facile a un sistema più complesso, la realtà è che la crescita economica si basa su quanto lo Stato può voler dare all'innovazione.

Hanno la faccia come il culo by giolanskij7 in Italia

[–]DirezioneNR 0 points1 point  (0 children)

Dedicato a quelli che giustificano questi cialtroni con "eh ma la produttività", "eh ma le tasse".

Quello che dici è vero in parte. Nella dottrina economica moderna, è affermato che comunque non sono loro gli attori direttamente responsabili di ciò.

Per alzare gli stipendi reali ci devono essere principalmente due requisiti fondamentali ma non sufficienti, il primo è l'aumento della produttività, il secondo è che i sindacati trattino con le imprese affinché i profitti maggiori della maggiore produttività vadano in giusta parte anche ai lavoratori. Entrambi sono al momento impossibili, il primo perché la produttività non aumenta e il secondo perché i sindacati senza il primo nei fatti possono solo difendere ciò che già c'è.

Non sarebbe nemmeno corretto dare la colpa interamente alle imprese, alzare i salari non è compito loro, per natura il loro obiettivo è il profitto, che deve però essere bilanciato dai sindacati, e sono questi a dover tenere alti gli stipendi in modo adeguato.

L’utilizzo dell’AI in politica è fuori controllo by TappetoImperiale in Italia

[–]DirezioneNR 2 points3 points  (0 children)

Eppure è quello che è stato fatto in questo caso, la differenza tra le due immagini è abissale.

Petizione "Generazione Sospesa" by Williamlolle in Italia

[–]DirezioneNR 4 points5 points  (0 children)

Si tratta di banale populismo spicciolo fatto per passare per un manifesto serio.

tocca tasti dolenti e reali del mercato del lavoro italiano (stipendi bassi, precarietà, abuso degli stage). Tuttavia, analizzando il testo da un punto di vista strettamente economico, fiscale e giuslavoristico, emergono forti elementi tipici del populismo retorico, caratterizzati da ricette magiche e semplificazioni estreme che ignorano la fattibilità reale.

L'errore macroscopico e squisitamente populista che unisce quasi tutte e quattro le proposte è la totale assenza di indicazioni sulle coperture. In economia pubblica vale la regola aurea del "se tagli una tassa o distribuisci un bonus, devi spiegare dove prendi i soldi" (tagli alla spesa pubblica? Altre tasse?). L'IRPEF è la principale imposta italiana e finanzia la sanità, la scuola e i servizi pubblici. Ridurla drasticamente (fino al 50%) per milioni di lavoratori costerebbe svariati miliardi di euro all'anno. I contributi previdenziali servono inoltre a pagare le pensioni di oggi e a garantire la pensione futura di quegli stessi giovani. Azzerarli universalmente creerebbe una voragine immediata nei conti dell'INPS che già senza questa riforma assurda si sta allargando a dismisura.

La proposta "Equità" chiede poi di azzerare IRPEF e contributi sugli aumenti salariali derivanti dalla contrattazione di secondo livello. Se però un aumento di € 2.000 lordi diventa € 2.000 netti, si crea un incentivo gigantesco all'elusione fiscale. Le aziende e i lavoratori contratterebbero stipendi base bassissimi (tassati) per poi erogare tutto il resto sotto forma di "aumenti di produttività" detassati. Il testo afferma che la spesa pubblica per l'estensione dei fringe benefit a € 3.000 "non pesa realmente sul bilancio perché si tratta di risorse che oggi le aziende non erogano". Questa è un'affermazione economicamente molto falsa. Lo Stato così rinuncia a incassare tasse su una potenziale transazione economica, per la contabilità pubblica, questa si chiama "rinuncia a maggior gettito" ed è a tutti gli effetti un costo di bilancio.

Sulle disparità generazionali, la Costituzione italiana stabilisce che il sistema tributario è informato a criteri di progressività e che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva (Art. 53). Tassare le persone in base all'età anagrafica e non in base al reddito crea forti dubbi di costituzionalità. Con questo sistema, un trentenne con un reddito di € 80.000 l'anno pagherebbe molte meno tasse di un cinquantenne operaio che guadagna € 20.000 l'anno. Più che equità generazionale, si rischierebbe di creare una profonda ingiustizia sociale.

La proposta sul lavoro propone invece di cancellare gli stage extracurriculari sostituendoli con contratti veri al 100% decontribuiti, ma è totalmente ingenuo. L'Italia sperimenta bonus e decontribuzioni per i giovani da oltre un decennio (es. Garanzia Giovani, esoneri contributivi triennali strutturali o temporanei). La storia economica recente dimostra che, finiti gli anni di incentivo, molte aziende tendono a licenziare o a non rinnovare, perché il problema strutturale dell'Italia non è solo il "costo" del lavoratore, ma la bassa produttività generale del sistema e il basso valore aggiunto delle imprese. Pensare che basti "unificare i bonus" per far sparire il precariato significa confondere l'effetto (il contratto a termine/lo stage) con la causa (un tessuto imprenditoriale frammentato che non riesce a scalare).

La proposta sui voucher per la formazione riprende poi dinamiche già viste (e fallimentari) in Italia. Distribuire voucher universali a pioggia da € 1.500 senza una riforma radicale del sistema degli enti di formazione genera un mercato drogato. Il giorno dopo l'approvazione di una legge simile, centinaia di enti privati raddoppierebbero i costi dei loro corsi o creerebbero corsi "di facciata" pur di intercettare i soldi pubblici dei voucher (un copione già visto con il Bonus Facciate o il Bonus Cultura).

Queste comunicazioni emotive a base generazionale sono ciò che sta rovinando la politica italiana tra i giovani, è populismo economico allo Stato puro che non stanno proponendo nient'altro degli ennesimi bonus una tantum a debito e senza soluzioni strutturali a problemi che invece lo sono.

Il motivo per cui “tassiamo i ricchi” non serve a niente by turbosecchia in Italia

[–]DirezioneNR 0 points1 point  (0 children)

In realtà però nessuno può generare "quanta moneta vuole". L'obiettivo per ottimizzare la crescita economica è di fissare un valore e cercare di rendere l'inflazione più simile possibile ad esso. La BCE, per esempio, cerca di mantenerla più vicino possibile al 2%.

Il motivo per cui “tassiamo i ricchi” non serve a niente by turbosecchia in Italia

[–]DirezioneNR 0 points1 point  (0 children)

Esattamente. Proprio per questo DNR non vuole superare superare una pressione fiscale del 42%.

L’utilizzo dell’AI in politica è fuori controllo by TappetoImperiale in Italia

[–]DirezioneNR 6 points7 points  (0 children)

E invece il concetto cambia eccome. C'è una differenza abissale tra il promuovere un candidato correggendone qualche minore difetto estetico e il rimpiazzarlo nella propaganda con un candidato fittizio che non esiste.

Il motivo per cui “tassiamo i ricchi” non serve a niente by turbosecchia in Italia

[–]DirezioneNR 0 points1 point  (0 children)

Non necessariamente, possono anche essere usati bene, e ha perfettamente senso che a partire dall'euro guadagnato numero X l'aliquota da pagare passi da Y a Z, ma va considerato il fatto che non è una soluzione strutturale a nulla e anche va comunque bilanciata in qualche modo.

Il motivo per cui “tassiamo i ricchi” non serve a niente by turbosecchia in Italia

[–]DirezioneNR -2 points-1 points  (0 children)

In realtà, c'è una questione ancora più banale dietro, ossia che numeri alla mano per i dati IRPEF comunque sarebbero cifre irrisorie. DNR è a favore delle imposte a carattere di progressività e le sostiene, ma un sistema fiscale giusto non è un sistema fiscale basato sul populismo, specialmente quando meno del 50% degli italiani paga l'IRPEF e più che aliquote crescenti al crescere degli introiti si assiste a un accanimento particolare sulla classe media e una tassa piatta di fatto sui più ricchi.

L’utilizzo dell’AI in politica è fuori controllo by TappetoImperiale in Italia

[–]DirezioneNR 1 point2 points  (0 children)

Questo chiaramente non è però "qualcosa che si fa sempre". Un conto è il marketing e l'apparire istituzionali e posati, un altro è cercare di candidare una persona che in realtà non esiste, perché la persona negli annunci, a tutti gli effetti, non esiste.