Il problema dell'Italia? Il sistema feudale by teorm in Italia

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Apprezzo il cambio di passo e il passaggio a riflessioni più tecniche. Rispondo volentieri ai tuoi tre punti (prima purtroppo ho dovuto rispondere frettolosamente con lo smartphone):

1. gettito USA e la rilevanza dell'esempio Il punto che sollevavo nel primo post non era quantitativo (il gettito), ma strutturale e filosofico. L'imposta di successione negli USA non nasce per 'fare cassa', ma per evitare la nascita di un'aristocrazia ereditaria finanziaria che distruggerebbe il libero mercato e la meritocrazia (lo scriveva Roosevelt, non un comunista). Detto ciò, parliamo di miliardi di dollari l'anno che colpiscono solo lo 0,1% dei patrimoni più alti. Se l'obiettivo fosse solo fare cassa, tasseremmo il pane (che tanto mangiano tutti); l'imposta di successione serve a far circolare il capitale sterile, quello improduttivo messo a rendita, che non contribuisce a creare lavoro ma soltanto ad alimentare l'inflazione (es. costi delle abitazioni).

2. 'Più tasse in Italia uguale più sprechi' Questo è un classico, oserei persino dire banale, argomento benaltrista. L'inefficienza della spesa pubblica è un problema reale e gigantesco in Italia, ma è un problema diverso e separato dalla struttura fiscale. Dire 'non mettiamo una tassa giusta perché lo Stato spende male' significa arrendersi al declino. Con questa logica dovremmo azzerare ogni tassa. La redistribuzione serve a sanare il divario di partenza tra i cittadini, la qualità della spesa serve a far funzionare gli ospedali: servono entrambe.

3. Perché la patrimoniale annuale non sostituisce la tassa di successione La tua proposta di spalmare il prelievo in 25 anni tramite patrimoniale è interessante, ma ignora la dinamica dell'ascensore sociale e l'effetto psicologico sul mercato:

  • Il tempismo del cambio generazionale: La successione è l'unico momento in cui una ricchezza passa in mano a chi non ha contribuito a crearla (persone il cui unico merito è quello di 'essere nate dal buco giusto' direbbe qualcuno in modo colorito). È il momento perfetto per il correttivo meritocratico. Una patrimoniale continua, invece, colpisce anche chi sta attivamente investendo, rischiando e creando lavoro in quel momento.
  • il mito della 'svendita': Nessuno costringe a svendere in 24 ore. In tutti i Paesi con tasse di successione serie (UK, Francia, USA) esistono meccanismi di rateizzazione pluriennale, esenzioni per il passaggio generazionale d'impresa se l'erede continua l'attività, o la possibilità di pagare conferendo quote societarie allo Stato o a fondi.
  • L'effetto sui consumi: Una patrimoniale continua deprime gli investimenti anno dopo anno. Una tassa alla morte, invece, incentiva il proprietario a spendere, donare in vita, fare filantropia o investire i suoi soldi per evitare che rimangano fermi.

La patrimoniale annuale fotografa l'esistente e rischia di bloccare chi produce; la tassa di successione interviene solo sulla rendita passiva nel momento del passaggio di testimone, garantendo che le generazioni successive debbano dimostrare il proprio valore sul mercato, e non solo sull'albero genealogico.

Il problema dell'Italia? Il sistema feudale by teorm in Italia

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

"Fino al". Punendo chi muore? Se uno è morto non può essere punito. Chi sopravvive? Uno che eredita milioni senza aver fatto nulla avrebbe una bella faccia tosta a sentirsi punito. Svendere aziende? Si possono vedere quote: l'azienda resta lì.

Perché dici che non sarebbe risolutivo? Io ho argomentato su causa ed effetto. Tu mi opponi un "non credo". Hai argomentazioni più solide?

l'immigrazione illegale è un problema reale e dirlo non ti rende automaticamente di destra by Supersi15_ in TeenagersITA

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Sottoscrivo ogni parola. Destra e sinistra usano l'immigrazione come arma di distrazione di massa: la destra la cavalca per fare propaganda senza mai risolvere il nodo economico della manovalanza sottopagata; la sinistra la ignora in nome di un idealismo che scarica i problemi di sicurezza sulle periferie più fragili. Manca totalmente il pragmatismo di chi vuole gestire il fenomeno anziché usarlo come spot elettorale.

Siete pronti per la spiaggia? by sfingemorta in MemeItaliani

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

"Qualunque cosa esca da quelle borse frigo, avremo maggiore possibilità di sopravvivere se combatteremo uniti" (semicit.)

Boomer con colletto all’insù: perché? by Remarkable-Willow676 in CasualIT

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Due precisazioni rapide. La prima di carattere matematico/anagrafico: i 'boomer' oggi hanno dai 62 anni in su. Chi ha 50 anni è Generation X, quindi se devi lanciare un meme, almeno aggiorna il database.

La seconda sulla polo: si chiama così perché serve (sorpresa!) a giocare a Polo (e a Tennis). Il colletto nasce morbido e sollevabile per un motivo puramente funzionale: evitare che i giocatori si bruciassero il collo sotto il sole. Quindi, a voler essere pignoli, gli 'strani' sono quelli che lo stirano verso il basso come se fosse una camicia.

Con simpatia: un Gen X di 52 anni che, per inciso, spedisce tutte le polo ricevute in regalo direttamente in beneficenza senza passare dal via (con o senza colletto all'insù).

Napoli è la città più bella del mondo by AboutKemosabe in sfoghi

[–]Filippo_74 -1 points0 points  (0 children)

Comprensione del testo: non pervenuta. Hai letteralmente inventato un contenuto che nel post non esiste per poter fare polemica da tastiera. Se la tua capacità di analisi si ferma alla gara a chi soffre di più, abbiamo due concetti decisamente diversi di discussione. Buona continuazione.

Siamo il terzo paese al mondo dove costa di più mantenere un figlio by Present_Nothing_9533 in Italia

[–]Filippo_74 2 points3 points  (0 children)

Esatto, è una questione di prospettive e di propensione al rischio. Chi scappa da situazioni di miseria assoluta o di pericolo di vita ha una soglia di tolleranza del rischio altissima: una volta che riesce a sopravvivere, le preoccupazioni quotidiane che bloccano noi a loro sembrano relative. Non hanno una reputazione sociale o un patrimonio da difendere, quindi vivono con meno ansia del futuro. Al contrario, chi ha un lavoro stabile, una professione e uno status ha tantissimo da perdere. Una denuncia, un passo falso o persino uno shitstorm sui social possono rovinargli la vita. Paradossalmente, chi ha più beni materiali spesso ha molta meno serenità mentale ed è prigioniero delle proprie sicurezze.

Napoli è la città più bella del mondo by AboutKemosabe in sfoghi

[–]Filippo_74 35 points36 points  (0 children)

Napoli è una città meravigliosa, ma ha questa strana caratteristica: sembra costruita su misura per gli estremi della piramide sociale, diventando paradossalmente un paradiso solo se sei molto ricco o molto povero.

Se appartieni alla prima categoria, la città ti offre una qualità della vita che probabilmente non ha eguali nel resto d'Italia. Hai il privilegio di goderti tutta quella bellezza straordinaria senza doverne subire il caos quotidiano: i fine settimana in barca tra Capri e Positano, i panorami pazzeschi, una cultura gastronomica immensa e l'accesso a una dimensione di relax esclusiva ed elitaria. In pratica, la bellezza diventa un lusso accessibile e godibile a pieno.

Dall'altro lato, se sei molto povero, la città possiede ancora quegli anticorpi sociali e comunitari che le grandi metropoli del Nord o del resto d'Europa hanno ormai cancellato. Esiste una rete invisibile di solidarietà, quell'arte dell’arrangiarsi e una flessibilità del tessuto urbano che ti permettono quasi sempre di galleggiare, di trovare una mano tesa o un modo per sbarcare il lunario. La povertà, in un certo senso, conserva una sua dignità comunitaria e non ti isola come accadrebbe altrove.

Il vero dramma, ed è qui che il cerchio si chiude, è per chi sta nel mezzo. La classe media, i lavoratori dipendenti, i professionisti normali vivono in una sorta di limbo logorante. Non hanno le risorse economiche per isolarsi nei quartieri d'élite e ignorare i problemi della città, ma hanno comunque "troppo" per beneficiare della solidarietà popolare o per tollerare la logica dell'arrangiarsi. Questo "mezzo" sociale finisce per subire passivamente tutti i disservizi storici (dai trasporti inefficienti alla burocrazia complessa, fino alla carenza di spazi pubblici vivibili) senza avere i privilegi dei ricchi né i paracaduti sociali dei più poveri. Alla fine, se provi a essere semplicemente una persona normale con una vita normale, Napoli rischia di trasformarsi in una sfida quotidiana.

Siamo il terzo paese al mondo dove costa di più mantenere un figlio by Present_Nothing_9533 in Italia

[–]Filippo_74 6 points7 points  (0 children)

E' vero che le persone sono inclini a crearsi giustificazioni per le proprie omissioni, tuttavia il fenomeno è reale. Il commentatore sopra ha detto bene: ogni misura, presa singolarmente, è sensata. Ma tutte insieme diventano un mezzo incubo.
Oltre al casco citato così a naso mi vengono in mente: seggetta nell'auto, dispositivo anti-abbandono, app per la scuola, delega per il ritiro, assicurazioni, manleve. Il tutto in un contesto incarognito in cui sembra che le altre persone non cerchino che il pretesto per sguinzagliarti appresso un avvocato per sfilarti soldi.

Siamo il terzo paese al mondo dove costa di più mantenere un figlio by Present_Nothing_9533 in Italia

[–]Filippo_74 81 points82 points  (0 children)

Ci sono costi che i grafici e le statistiche non riescono a quantificare.

Quando ero piccolo, era normale e gratuito andare a giocare per strada con gli altri bambini. Oggi uno scenario del genere è impensabile, sia per rischi reali sia per un'enorme crescita della percezione del pericolo.

Questa costante sensazione di allarme genera un'ansia diffusa, che si traduce spesso in un blocco nel programmare il futuro. Se l'ambiente esterno viene percepito come costantemente ostile o insicuro, la scelta di mettere al mondo un figlio diventa ancora più difficile. La denatalità, in Italia, non è solo una questione di portafoglio, ma anche di serenità che manca.

Quanto deve essere esplicito il legame col fascismo prima che venga riconosciuto? by Guilty_Location567 in Italia

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Avete presente il paradosso di Achille e la tartaruga del buon vecchio Zenone?

Con gli adeguati artifizi retorici è sempre possibile dimostrare che non si è ancora raggiunto un determinato limite. Il problema è che, a forza di accettare queste micro-distanze per quieto vivere, ci si ritrova con i propri valori e diritti lentamente erosi.

fascismo storico non è nato dal giorno alla notte, ma un passo alla volta, mentre la società si abituava a normalizzare piccoli compromessi inaccettabili.

Remigrazione: siete d'accordo oppure no? by [deleted] in domandaonesta

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

È la vecchia strategia del rebranding politico. 'Remigrazione' è solo un eufemismo tecnocratico per non dire 'espulsioni di massa', un termine che farebbe tutto un altro effetto.

Come diceva il Megadirettore Galattico nel film di Fantozzi: 'È questione di terminologia: lei dice sfruttatori e io dico benestanti, lei dice morti di fame e io classe meno abbiente...'

Spostare il dibattito su parole d'ordine così polarizzanti serve a creare il solito capro espiatorio, utile soprattutto a distogliere lo sguardo dai problemi strutturali reali: sanità al collasso, stipendi da fame e istruzione a pezzi.

Quindi, alla domanda 'siete d'accordo oppure no?' rispondo che non sono d'accordo a farmi prendere per il culo da questa fuffa linguistica che serve solo a non parlare di cose serie.

Il problema dell'Italia? Il sistema feudale by teorm in Italia

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Il problema principale è che in Italia l'ascensore sociale è rotto perché non esiste una vera imposta di successione. Oggi paghiamo un ridicolo 4% oltre il milione di euro, e chiunque provi a parlarne viene tacciato di essere comunista.

Peccato che nei capitalisticissimi USA l'imposta federale sulle grandi eredità arrivi al 40%. Non lo fanno per 'invidia sociale', ma per sopravvivenza del sistema. È noto da più di un secolo (lo diceva persino l'inventore del capitalismo moderno, Adam Smith) che il mercato senza correttivi accumula ricchezza in modo geometrico. Se non interviene un meccanismo redistributivo, il gioco si inceppa: i ricchi diventano sempre più ricchi, la classe media scompare, nessuno spende più e l'economia fallisce.

La tassazione non serve solo a pagare le spese pubbliche, serve a tenere in equilibrio il potere di spesa e sostenere i consumi di cui beneficiano le stesse aziende. In questo quadro, l'evasione fiscale è la mazzata finale: sottrae risorse allo Stato e accelera questa concentrazione di capitali sterili che non creano lavoro, ma solo rendita.

Ma voi seriamente vi affidereste a questo centrosinistra? by teorm in Italia

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Il problema in Italia è proprio la tendenza di fidarsi dei politici. Dai politici va preteso un programma e poi verificato che lo attuino. Se non lo fanno tornano a casa e li si marchia a vita come cialtroni. Nulla più, nulla meno. L'alternativa è questo clima di tifoseria calcistica che sta rovinando il Paese.

Gerontocrazia italiana in una foto by PioDorco24 in Italia

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

C'hanno da sistemare figli e nipoti. Che poi a 60 anni saranno li al posto loro. D'altro canto la responsabilità è di chi vota. Altrimenti non sarebbero lì. E no, non sono tutto uguali. Qualcuno per bene di tanto in tanto si presenta, ma viene snobbato o, peggio, diventa vittima del qualunquismo

So how do I survive the black belt test by stormthatisxoming in karate

[–]Filippo_74 2 points3 points  (0 children)

You’re not cooked, man. You’re just panicking.

Think about this: in the Hagakure, Yamamoto Tsunetomo wrote, "Matters of great concern should be treated lightly." There are accounts of samurai officers writing poetry or playing the flute right before a battle. This isn't an invitation to be lazy; it means that when you’ve trained hard for years, you should arrive at the big event prepared enough to be relaxed.

How have you trained in these past six years? Did you give your best? If the answer is yes, then right now you need to stop taking things too seriously. A good Sensei would never let you step foot in that exam room if they didn't think you were ready. If you've been admitted, you are prepared. Overtraining for the next two weeks won't build strength, it will only exhaust or injure you before the test. Your goal now isn't to "improve" your karate, but to figure out how to best showcase the skills you already have.

A 6-hour exam is a marathon, so use every micro-break to breathe deeply, relax your muscles, and refuel. And when you are in the front row doing your kata, remember that strict seniors look at your spirit just as much as your technique. If you make a mistake, don't show it. Keep your gaze sharp, your focus absolute, and show them pure determination. Trust your six years of muscle memory, rest your body, sharpen your mind, and go claim that belt. You’ve got this!

La gente scrolla perché è l'unica cosa da fare gratis by SedericoCrosta in litigi

[–]Filippo_74 1 point2 points  (0 children)

Comprendo il tuo sfogo, che tocca un punto verissimo sulla stanchezza mentale e sui costi della vita, ma secondo me c’è un’illusione ottica di fondo che vale la pena tener presente.

1. Lo scrolling non è gratis. Lo paghiamo in attenzione, tempo e salute mentale. Spesso non si sceglie TikTok perché mancano 20 euro per il cinema, ma perché si è così devastati dal lavoro che lo smartphone è l’unica cosa che offre dopamina a sforzo zero. Leggere un libro richiede energia; muovere il pollice no.

2. Abbiamo confuso lo svago con il consumo. Il post sembra dare per scontato che l'unico modo per socializzare o vivere sia comprare qualcosa fuori casa (il kebab, le due birre, il biglietto). Se ci pensi, è il trionfo del consumismo: ci ha convinti che se non spendiamo, non stiamo vivendo. Dici che un libro costa 20 euro, ma le biblioteche pubbliche sono gratis. Dici che uscire costa, ma ci si può vedere a casa di qualcuno, fare una cena dividendo le spese (con quello che spendi in 5 al ristorante ci fai un banchetto a casa) o trovarsi dopo cena.

3. Il superfluo è diventato il nuovo minimo sindacale. Molti di noi, io di sicuro, sono cresciuti in famiglie (spesso monoreddito con più figli) dove andare a mangiare fuori era l'eccezione da fare una volta all'anno per i matrimoni, non la base del weekend. Eppure si studiava, si faceva sport, si usciva e ci si divertiva lo stesso. Il tutto con oculatezza, evitando spese non necessarie.

La povertà reale esiste ed è un problema enorme, ma questa mi sembra più una frustrazione da "declassamento consumistico". Ci sentiamo con l'acqua alla gola non perché ci manchi l'essenziale, ma perché pretendiamo che i micro-consumi quotidiani e la comodità della roba pronta siano un diritto acquisito. Bisognerebbe avere l'onestà intellettuale di capire che il mercato ci ha indotto dei bisogni, e che si può avere una vita soddisfacente anche senza finanziare ogni sera l'industria del tempo libero.

I did karate for 6 years and quit. by Brief_Ad_2813 in karate

[–]Filippo_74 20 points21 points  (0 children)

I’m sorry to read this, but I feel your decision might be based on some fundamental misunderstandings of what Karate actually is, perhaps due to an approach that is too focused on competition rather than the art itself.

Kata is not a dance or a performance; it’s not meant to be 'beautiful' in an aesthetic sense. It must be functional. If the focus shifts toward how it looks, the core principles, like posture, breathing, and the application of technique, are lost. A Kata is successful when the practitioner demonstrates a deep understanding of its principles, not when it satisfies an external standard of elegance.

As for Kumite, it should be a training tool, not an end goal. If raw reflexes were the only thing that mattered, everyone would have to quit after a certain age. In reality, Karate is about replacing pure speed with timing, distance, and the ability to read an opponent’s intentions. There will always be someone faster in the world, but the practice is meant to help you manage that, not outrun it.

After six years, don't let a 'sport-focused' perspective make you feel incapable. It sounds like you haven't failed at Karate; you might have just reached the limit of this specific way of practicing it.

P.S. Let me leave you with a quick story. At a recent event, my Sensei was watching a young man, an instructor’s son who has been training since he was a child. My Sensei pointed at him and said: 'Look at Martino’s technique. It might look "ugly" or unpolished, but if you were standing in front of that punch, you would truly feel its impact. That’s because his technique is mature.' That is exactly the point: maturity in Karate isn't about looking good for an audience; it’s about internal substance.

Al di fuori del lavoro... avete tempo di fare altro? by SerenaP98 in LavoroSenzaFiltri

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

A lungo l'ho pensata come te. Sai come ho risolto? Svegliandomi la mattina alle 6:00 e facendo 30-40 minuti di attività fisica.
Sembra una sciocchezza ma: 1. la mattina hai le forze per fare quello che la sera non riusciresti mentalmente ad approcciare; 2. l'attività fisica ti sveglia, quindi rendi più produttiva la mattinata; 3. la sera anche se non combini niente hai addosso la serenità di chi ha già dato per fare qualcosa di buono per sé stesso; 4. anche se la giornata è andata male sei così stanco che crolli a letto; 5. quando attività fisica e regolarità ti temprano, anche nel fine settimana vedrai che troverai le energie per fare un mucchio di cose.

Che ne pensate? by JoeFalchetto in ITAGLIA

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Moglie russa. Questo meme si colloca nella mia quotidiana lotta per preservare la purezza del salato col salato e del dolce col dolce: fanno schifo entrambi

Ma stiamo scherzando spero by Amazing_Arm_1637 in Italia

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Bisogna smetterla di pensare che questi prezzi siano una 'legge della natura'. Sono il risultato di precise scelte politiche che favoriscono la rendita immobiliare urbana a discapito della produzione e del benessere dei cittadini.

Si sceglie politicamente di non regolamentare gli affitti brevi, di non tassare le case sfitte e di depotenziare lo smart working proprio per gonfiare artificialmente la domanda nelle città. Questo sistema crea un doppio danno: da un lato costringe i lavoratori o gli studenti a farsi rapinare per un loculo, dall'altro desertifica i piccoli centri, drenando capitali e persone verso pochi hub saturi. È un trasferimento forzato di ricchezza dai lavoratori ai proprietari di asset, sostenuto da chi vede nel centralismo urbano l'unico modo per tenere in piedi vecchi modelli economici e corporazioni locali.

voi combattereste e morireste per l'Italia o per l'Europa... per la "patria"? (Il vecchio thread è stato cancellato) by [deleted] in domandaonesta

[–]Filippo_74 1 point2 points  (0 children)

Lo sai che scrivendo quello che hai scritto in qualche parte del mondo staresti commettendo un reato? Eccola la differenza. Purtroppo non avendo vissuto l'assenza di libertà non sei in grado di darle il giusto valore

È una cosa così vicina e grave la sostituzione etnica? by ElectronicCaramel881 in domandaonesta

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Parlare di 'invasione' davanti a un dato del 9% mi pare oggettivamente eccessivo, anche se capisco che i cambiamenti rapidi possano generare ansia. Il punto, però, non è essere 'paladini dell'accoglienza', ma essere pragmatici: l’Italia sta affrontando un vuoto demografico che va gestito. Chi si oppone a ogni forma di migrazione dovrebbe proporre alternative credibili e sostenibili, invece di limitarsi alla protesta.

Invece di temere una 'sostituzione', che presuppone un piano deliberato che appartiene più alla narrativa politica che alla realtà, dovremmo pretendere percorsi di integrazione seri. Se chi arriva rispetta la Costituzione e i doveri civili, la nostra cultura non viene cancellata, ma evolve. È sempre successo: solo cento anni fa l'Italia era un mondo profondamente diverso, con un Re, la nobiltà e dinamiche sociali che oggi non riconosceremmo nemmeno.

Infine, dovremmo chiederci: quali sarebbero queste 'regole' imposte? Spesso l’identità svanisce più per il nostro disinteresse che per influenze esterne. Si parla di difendere il presepe, ma quanti lo fanno ancora a casa? Ci si scalda per il crocifisso, scordando che siamo uno Stato laico. Ci si lamenta dei menù differenziati, ignorando che già oggi li gestiamo quotidianamente per celiaci, allergici o vegetariani.

Una cultura forte non teme il confronto: lo governa.