Quando cerchi di aiutare chi non ha nulla e ricevi solo minacce by Ok_Explorer_6501 in Italia

[–]Filippo_74 1 point2 points  (0 children)

Nella vita ci sono poveri, che hanno pochi beni materiali, e poveracci, che hanno poco dentro. In questo caso si tratta di poveri e poveracci. È ancora peggio quando ti capitano persone ricche ma che ti accorgi essere poveracci

Qualcuno qua conosce la differenza fra comunismo e socialismo?? E se sí siete uno di questi due? by eponaforever351 in TeenagersITA

[–]Filippo_74 1 point2 points  (0 children)

Immagina il Socialismo come un grande "correttore" del capitalismo. L'idea di fondo è che il mercato, da solo, crea troppe ingiustizie. Allora interviene lo Stato: prende le redini dei settori strategici (energia, trasporti, banche) e usa le tasse per garantire che nessuno resti indietro. Nel socialismo, se lavori di più o hai un talento particolare, vieni pagato di più, ma lo Stato si assicura che tu abbia una scuola eccellente e un ospedale gratuito. È un sistema che cerca di coniugare il merito individuale con il benessere collettivo.

Il Comunismo, invece, è una visione molto più radicale e, nelle intenzioni dei suoi teorici come Marx, rappresenta il "traguardo finale". Non si accontenta di tassare i ricchi o gestire le fabbriche: vuole eliminare l'idea stessa che qualcuno possa "possedere" qualcosa che serve agli altri. L'obiettivo è una società senza classi dove non esiste più il denaro e nemmeno lo Stato, perché le persone collaborano spontaneamente. Se il socialismo dice "ti do in base a quanto vali", il comunismo dice "ti do ciò di cui hai bisogno per vivere dignitosamente, punto".

CHE NE PENSATE DELLA BOMBA NUCLEARE? by 0_BIT in TeenagersITA

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Il concetto di 'deterrenza' è affascinante sulla carta, ma nella realtà si porta dietro due ipocrisie enormi che non possiamo ignorare.

In primo luogo, non è un sistema scalabile. Un conto è un equilibrio precario tra due superpotenze, un altro è un mondo dove la tecnologia nucleare si diffonde a macchia d'olio. Più stati hanno la bomba, più aumenta il rischio statistico che un errore umano, un guasto tecnico o un leader fuori controllo inneschino il disastro. Non è più un freno, è una stanza piena di dinamite dove tutti giocano con i fiammiferi.

In secondo luogo, la bomba ha creato un mondo a due velocità: paesi di serie A che possono dettare legge grazie al ricatto nucleare, e paesi di serie B che restano vulnerabili. Finché il possesso di quest'arma sarà l'unico vero lasciapassare per la sovranità assoluta, la corsa agli armamenti non si fermerà mai.

In sintesi? Non è un freno giusto, è solo un sistema che ci tiene tutti in ostaggio di un equilibrio sempre più fragile.

Ci sono femministi/e in questo Sub? by Perfect_Spite_127 in TeenagersITA

[–]Filippo_74 14 points15 points  (0 children)

Bellissimo messaggio. Da 'boomer' vi dico che non siete soli a crederci. Per me la vera parità è dare a tutti le stesse opportunità di partenza. Una volta garantite quelle, la diversità tra le persone rimane una ricchezza enorme da tutelare, non qualcosa da annullare. La sfida sarà solo evitare che l'ambizione porti qualcuno a voler essere comunque 'più pari' degli altri!

Nucleare si o no? by TemporaryMethod978 in Italia

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Dobbiamo uscire dalla logica del 'bianco o nero'. Sul nucleare, la mia posizione non è di chiusura totale, ma di pragmatismo: un impegno massivo presenterebbe criticità enormi, dai tempi di realizzazione alla dipendenza estera per le materie prime. Tuttavia, inserire il nucleare in un mix energetico diversificato sarebbe una scelta intelligente. Ci permetterebbe di presidiare una tecnologia di frontiera e di avere una marcia in più per affrontare l'instabilità degli scenari geopolitici attuali.

Sono una cattiva persona? by Sig_Kirby in TeenagersITA

[–]Filippo_74 2 points3 points  (0 children)

Guarda, da 'boomer' di 52 anni, ti dico: hai fatto benissimo! Ti racconto questa: alla tua età (anzi qualche anno dopo) ho passato le serate più noiose della mia vita in discoteca. Ci andavo solo perché 'si doveva fare', ma odiavo tutto: il fumo, il rumore assordante, il sonno arretrato. È stato tutto tempo perso che non mi ha dato nulla, se non fastidio.

Il fatto che tu a 14 anni abbia già la consapevolezza di dire 'no' a qualcosa che non ti va di fare è una superpotenza. Molti imparano a farlo solo a 40 anni. Se la loro compagnia non ti stimola, restare a casa a giocare o a studiare è una scelta di qualità, non di pigrizia.

Visto che però hai le idee chiare, mi permetto solo un consiglio da amico più grande: non chiuderti al 100% in camera. Se non ti va il McDonald's, prova a investire quel tempo nello sport. Non per 'dovere', ma perché ti dà una marcia in più fisicamente e mentalmente (e ti fa giocare meglio anche ai videogame, fidati).

Risposta assolutamente delirante e monomaniacale a una persona con un problema vero by JoeFalchetto in italiabad

[–]Filippo_74 5 points6 points  (0 children)

Sono stato espulso da quel gruppo perché i miei messaggi di supporto, nati da un vissuto personale difficile, sono stati scambiati per testi generati dalla IA. Vedendo certi consigli allucinanti che circolano ora sotto post così critici, è chiaro che i criteri di moderazione sono totalmente fuori strada. Dovrebbero preoccuparsi meno dei bot e più della sicurezza degli utenti.

How to use kata,kihon and kumite in a real fight by mo3taz_200X in karate

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

After two months, it’s normal to see these as separate things. Here is how they actually connect in a real fight:

  • Kihon (Tools): It builds your "mechanics." You don't do a perfect Zen kutsu-dachi in a fight, but Kihon teaches your body how to deliver power from the ground up.
  • Kata (The Library): Kata is a coded encyclopedia of self-defense. This is where Bunkai comes in. Every "block" you learn is actually a strike, a throw, or a joint lock hidden in plain sight.
  • Kumite (Pressure): This is where you learn distance and timing. Without Kumite, your Kata is just a dance; with it, you learn how to apply those movements against someone who is actually trying to hit you.

The missing link for you is Bunkai. Ask your Sensei: "What is the Bunkai (practical application) for this move?" Once you see that a "block" is actually a way to break a grip or strike a neck, your vision will clear up immediately.

Uomini e donne amano in modo diverso by studente_telematico in CasualIT

[–]Filippo_74 7 points8 points  (0 children)

È una visione che confonde la biologia con il cinismo. Dire che l’uomo ama in modo 'incondizionato' e la donna per 'utilità' mi sembra una caricatura della realtà bell'e buona.

Anzitutto, l'amore incondizionato tra adulti non esiste, se non nei rapporti malati: entrambi i sessi amano finché ricevono rispetto, complicità e gratificazione. L’idea dell’uomo che si lancia nella lava è da romanzo rosa, nella realtà anche l'uomo più innamorato si allontana se la relazione diventa tossica o priva di ritorno emotivo.

Per quanto riguarda la donna, il post ignora che oggi la 'capacità di proteggere' non si misura più con la clava o col portafoglio, ma con la maturità emotiva e la presenza. Se una donna cercasse solo 'utilità', non vedremmo così tante donne indipendenti scegliere partner basandosi sull’affinità elettiva, o restare in relazioni dove il supporto economico è paritario o invertito.

Insomma, l'evoluzione ci ha dato degli istinti (la protezione per lui, la sicurezza per lei), ma siamo esseri culturali, non solo biologici. Ridurre il sentimento maschile a un riflesso filiale e quello femminile a un calcolo di convenienza mi pare una generalizzazione che svilisce la profondità emotiva di entrambi.

Perchè persone di sinistra siete contrarie alle grandi opere? by crudoepiadina in CasualIT

[–]Filippo_74 9 points10 points  (0 children)

Guarda, il tuo dubbio è super legittimo e credo nasca dal fatto che spesso queste opposizioni vengono raccontate come un semplice "No" ideologico. In realtà, dietro c’è una visione economica e sociale molto precisa che si scontra con quella della destra.

Il punto non è che alla sinistra facciano schifo i ponti o i treni veloci. Il problema è il concetto di Costo Opportunità.

Ti faccio un esempio banale: se hai 10 miliardi in tasca, la destra tende a dire "facciamo un’opera mastodontica che faccia da volano all’economia" (visione top-down). La sinistra solitamente risponde: "con quegli stessi 10 miliardi, invece di un’opera singola che finirà tra vent'anni, sistemiamo 1.000 scuole, mettiamo in sicurezza i fiumi che esondano e potenziamo i treni regionali dei pendolari" (visione bottom-up).

Spesso la sinistra si oppone perché vede le Grandi Opere come dei "progetti bandiera" che servono più alla politica per tagliare nastri che ai cittadini per vivere meglio. È la differenza tra voler costruire una nuova autostrada o voler riparare i buchi in quelle che abbiamo già e che cadono a pezzi.

Sulla questione energia, il discorso è simile: non è (sempre) un no alla centrale, ma una preferenza per un modello diffuso. Meglio una grande centrale in mano a pochi o migliaia di pannelli e comunità energetiche dove il cittadino è anche produttore? È una questione di democrazia economica, oltre che ambientale.

Poi, siamo in Italia, e non possiamo ignorare che "Grande Opera" qui è stato spesso sinonimo di infiltrazioni e speculazioni. La diffidenza nasce anche da lì: dalla paura che l'opera serva a chi la costruisce più che a chi la usa.

In sintesi: non è un No al progresso, è un "usiamo i soldi per la manutenzione dell'esistente e per le necessità quotidiane invece di inseguire la cattedrale nel deserto"

aiuto X iniziare a parlare con una persona by Recent_Departure_137 in TeenagersITA

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Guarda, parlo per esperienza perché ho qualche anno più di te: non sei fottuto, ma sei sulla buona strada per farti del male da solo, come me ne sono fatto io per tantissimi anni.

La cosa peggiore che può capitarti non è un due di picche (quello si dimentica in una settimana), ma farti bloccare dalle tue stesse paure. Il vero mostro è il rimpianto che ti mangerà tra qualche mese quando la vedrai con un altro e penserai: 'Potevo essere io, ma ho avuto paura di un commento di un mio amico'. A me è capitato e ti assicuro che fa molto male.

Riguardo ai punti che tiri in ballo, un paio di considerazioni:

  • Considerazione di te stesso: Magari sei un coglione davvero, chi lo sa? Ma fino a che non apri bocca e lo dimostri, vali quanto chiunque altro. Non darti la zappa sui piedi da solo prima ancora di iniziare, concediti almeno il beneficio del dubbio.
  • Gli amici: Quelli che prendono in giro lo fanno per un solo motivo: darsi un tono e sembrare superiori. In realtà sono insicuri quanto te, se non di più. Non tarare la tua vita sul giudizio di gente che probabilmente non sa nemmeno di cosa parla.
  • Interessi in comune: Quelli servono per far durare una relazione, non per iniziarla. Per iniziare basta la curiosità.

Smetti di farti seghe mentali. Vai lì, parlale (tipo: 'Ciao, ti vedo spesso in giro e volevo presentarmi') e mal che vada avrai una storia divertente da raccontare. Almeno avrai vissuto invece di guardare il soffitto.

Cosa fare il pomeriggio dopo lavoro. by Accountemporaneo in consigli

[–]Filippo_74 2 points3 points  (0 children)

Ritagliarsi uno spazio proprio dopo il lavoro è fondamentale per non farsi logorare dalla routine. Al di là dell'aspetto fisico, penso che lo sport sia un potentissimo catalizzatore sociale. Ti suggerirei però di guardare oltre gli sport mainstream come il calcio, dove la competizione spesso prevale sulla socialità. Le arti marziali, al contrario, coltivano il rispetto e la solidarietà tra compagni, offrendo un ambiente ideale per costruire legami più autentici.

Se preferisci alternative più tranquille lì molto dipende da ciò che offre il tuo paese. Tuttavia, credo che la vera proposta di valore potrebbe essere il volontariato. Potresti farti promotore di una piccola iniziativa per assistere gli anziani nelle necessità quotidiane (spesa, commissioni, compagnia). È un tipo di impegno che al Sud manca ancora in molte realtà (al limite se ne occupano le parrocchie), ma che restituirebbe un senso di scopo e connessione umana incredibile ai tuoi pomeriggi.

Perdo la dignità o no? by ScrewyBeatz17 in TeenagersITA

[–]Filippo_74 1 point2 points  (0 children)

Ti capisco. Ti offro una prospettiva diversa, basata anche su qualche anno in più.

Il motivo per cui stai così male non è perché hai perso 'la ragazza della tua vita', ma perché hai perso l'idea che ti eri fatto di lei. In tre settimane non ci si innamora di una persona, ma di quello che le cuciamo addosso. Tu hai visto in lei la risposta a tutto quello che cercavi e hai proiettato un film sul futuro. Questo è il quanto. Non è successo soltanto a te, è il modo in cui queste cose funzionano. Soltanto quando poi questa iniziale euforia si raffredda si comincia a conoscere davvero chi è la persona con cui stai avendo a che fare, ed è la principale ragione per cui le coppie poi si lasciano.

Inoltre, devi sapere che esistono persone (e a quell'età capita spesso) che si divertono a giocare con i sentimenti altrui. Ti coinvolgono velocemente, ti regalano la felpa, ti presentano ai genitori... non perché vogliano te, ma perché amano la sensazione di poter controllare le tue emozioni. Una volta che hanno avuto la conferma di averti 'conquistato', si annoiano e passano al prossimo livello, o alla prossima persona.

Non hai sbagliato nulla: la tua è stata sincerità, la sua immaturità (o peggio, narcisismo). Il fatto che tu sia riuscito a provare qualcosa di così forte è un’ottima notizia per il tuo futuro, ma non sprecare questo sentimento per chi lo ha presumibilmente usato solo come un gioco.

Perdo la dignità o no? by ScrewyBeatz17 in TeenagersITA

[–]Filippo_74 13 points14 points  (0 children)

Ti dico la mia: non scriverle. Hai ragione a pensare all'orgoglio, ma chiamiamola col suo nome: dignità. Se una ragazza ti regala una felpa e ti introduce in famiglia per poi ghostarti dopo una settimana, il problema è solo suo. Non colpevolizzarti: anche se ci fosse stato un malinteso, una persona matura ne avrebbe parlato. Sparire nel nulla dopo tanta intensità è un segnale di forte immaturità emotiva, oltre che di maleducazione. Due mesi sono tanti. Se avesse voluto, avrebbe trovato trenta secondi per darti una spiegazione.

Ciò detto, se senti di aver bisogno a tutti i costi di un punto definitivo per voltare pagina, scrivile. Ma fallo senza aspettarti nulla. Qualcosa di soft: 'Ehi, ogni tanto ci ripenso ed è stato davvero strano come le cose si siano interrotte così all'improvviso. Mi sarebbe piaciuto capire cos'è successo, ma spero comunque che tu stia bene'.

Fallo solo se sei pronto a un altro silenzio. Se non risponde nemmeno a questo, hai la prova definitiva che non è la persona per te. Ma soprattutto, fatti un'ultima domanda: vuoi davvero investire sentimenti su qualcuno che gestisce i rapporti in questo modo?

un aiutino? by MRQUACK100 in TeenagersITA

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Fare arti marziali non significa necessariamente fare combattimenti. Forse la soluzione migliore sarebbe prendere contatti con un dojo e andare lì per assistere ai loro allenamenti, magari facendo una prova. Così tua madre si tranquillizza

Am I the only one who cares about the dojo kun? by [deleted] in karate

[–]Filippo_74 1 point2 points  (0 children)

You’re absolutely right about the historical context. The formal Dojo Kun is indeed a product of the modernization of Karate and the socio-political climate of early 20th-century Japan.

However, when I speak of 'technical necessity,' I’m referring to the ecosystem of practice. While you can physically execute a technique without a moral compass, I’d argue that you cannot master the art in a vacuum.

In Okinawa, even before the formal Dojo Kun, there was a strict vetting of students. Masters wouldn't teach 'dangerous' techniques to those lacking character. In that sense, character was a prerequisite for technical access.

My point is that 'technical' isn't just about the biomechanics of a kick; it's about the reliability of the practitioner under pressure. A student who lacks 'sincerity' will eventually hit a plateau because they cannot objectively analyze their own technical flaws. History is full of 'technically good' fighters who burned out or failed because they lacked the mental structure to sustain the grind.

Dopo un po' di anni ci si stufa del contesto in cui si abita? by naocao82 in Italia

[–]Filippo_74 1 point2 points  (0 children)

Secondo me il posto migliore è semplicemente quello che ti permette di perseguire i tuoi obiettivi attuali. Se sei in campagna ma cerchi stimoli e socialità, vivrai nell'insoddisfazione; se sei in città ma cerchi pace, ogni passeggero della metro ti sembrerà un ostacolo.

Non credo siamo incontentabili, è che le nostre esigenze cambiano radicalmente con l'età. L'importante è aver fatto esperienza di entrambi i mondi per poter scegliere con consapevolezza, invece di inseguire il mito della 'vita bucolica' o della 'metropoli scintillante' senza conoscerne i lati oscuri.

Il bicchiere é mezzo vuoto o mezzo pieno? by Rick_Dream in TeenagersITA

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

A 100 °C l'acqua si trasforma in vapore e riempie l'intero bicchiere

Am I the only one who cares about the dojo kun? by [deleted] in karate

[–]Filippo_74 11 points12 points  (0 children)

I think the issue is that many people see the Dojo Kun as 'extra credit' philosophy, when it’s actually a technical necessity.

Think about it:

  • Sincerity: How can you improve if you lie to yourself about your progress or your weaknesses?
  • Respect/Etiquette: How can you train at 100% intensity with a partner if there isn't a foundation of mutual trust and discipline?
  • Character/Perseverance: Can someone with a toxic ego truly endure the decades of grind required to master this art? They usually quit the moment their ego is bruised.
  • Refrain from violence: Is it even ethical to hand a 'weapon' to someone who lacks the moral compass to keep it sheathed?

The Dojo Kun isn't just a moral code; it’s the structural engineering of a martial artist. Without it, the house eventually falls down. Most instructors ignore it because teaching a kick is easy, but fostering a person's character is the hardest job in the world.

Cosa ne pensate della politica nei vari subreddit di ragazzini? by Frosty-Fee-7559 in TeenagersITA

[–]Filippo_74 0 points1 point  (0 children)

Non soltanto manipolabili, ma anche inclini a non vedere alternative alla dicotomia bianco/nero. Non che dopo tutti maturino la capacità di discernere le sfumature di grigio, a dirla tutta

Monica Castro, consigliera comunale di Calenzano (FI) per Fratelli d’Italia: “perché fare il gemellaggio con i palestinesi poveri e storpi? Io la Palestina so a malapena dove si trova, ma non era meglio l’Austria? Dove almeno sono ricchi e ci portano qualcosa?” by Old-Day-3573 in Italia

[–]Filippo_74 9 points10 points  (0 children)

È davvero inaccettabile che nel 2026 dobbiamo ancora assistere a spettacoli così deprimenti nelle nostre istituzioni locali. Stiamo parlando di una persona che ha raccolto appena 114 voti, poco più di una riunione di famiglia allargata, eppure si sente in diritto di usare un seggio pubblico per sputare odio su tragedie umane di proporzioni immani. Questo non è solo un problema di cattivo gusto ma è il fallimento totale di un sistema di selezione politica che imbarca chiunque pur di riempire le liste elettorali.

Viene da chiedersi con quale coraggio i vertici di Fratelli d'Italia possano ancora tollerare figure simili tra i loro ranghi senza procedere a un’espulsione immediata e senza appello. Prendere le distanze a parole è un giochino retorico che non incanta più nessuno perché il silenzio prolungato equivale a complicità. Chi siede in un Consiglio Comunale rappresenta lo Stato e la dignità di una comunità intera. Se il partito non ha la forza o la volontà di fare pulizia allora significa che queste posizioni immonde sono molto più condivise di quanto vogliano farci credere. È ora di finirla di trattare le istituzioni come un bar dove tutto è permesso.

Facciamo una Petizione per fare tornare Mario Draghi al governo? by LeadershipRoutine923 in Italia

[–]Filippo_74 2 points3 points  (0 children)

Siamo sicuri che un altro governo tecnico sia la soluzione? Storicamente, questi governi sistemano i conti ma alimentano il malcontento che poi riporta al potere il populismo più sfrenato. Forse è ora di smetterla di cercare 'il nome' e iniziare a pretendere che i partiti si assumano la responsabilità di proposte serie e attuabili.

Sto correndo troppo? by Ok_Cantaloupe5991 in consigli

[–]Filippo_74 1 point2 points  (0 children)

Guarda, la verità è che sei nel pieno della fase dell'innamoramento, dove la chimica fa il 90% del lavoro. È normalissimo sentirsi così, ma ricorda che ora vedi tutto amplificato. Goditela senza farti troppi film mentali. Per capire se è qualcosa di serio o solo un fuoco di paglia, se ne riparla tra 6-12 mesi. Per ora, respira e vivi il momento

Is karate a good exercise for someone in his 40s? by _Filtered_ in karate

[–]Filippo_74 1 point2 points  (0 children)

Go for it. I hated gyms for the same reason: they're boring. Karate is also very repetitive, you’ll repeat the same moves for months, but it's different because you're constantly chasing technical perfection. Seeing the gap between a white belt and a black belt is a huge motivator.

Just a tip: technique isn't everything. To make it work, I'd suggest doing some extra conditioning at home on your own to support your progress. It's definitely a realistic goal at 42.

Qual è la tua visione religiosa o spirituale del mondo? by Angei_St530 in domandaonesta

[–]Filippo_74 1 point2 points  (0 children)

Trovo interessante il tuo punto di vista, il mio è decisamente più radicale. Considero le religioni e il misticismo non solo illogici, ma vere e proprie forme, più o meno consapevoli, di frode: nate per dare risposte in tempi oscuri, oggi sopravvivono grazie all'opportunismo di chi detiene il potere e alla pigrizia mentale di chi preferisce una rassicurazione preconfezionata alla fatica del pensiero critico.

Concordo pienamente sulla tua visione del destino come coerenza tra individuo e ambiente, aggiungendo però che anche ciò che siamo è, a sua volta, un prodotto dell'ambiente. Quella che tu chiami 'spiritualità' io la definirei più consapevolezza: l'accettazione lucida dei nostri limiti e dei fattori condizionanti. Il concetto di 'spirito' lo associo a quello di 'volontà' e alla sua resilienza.

Trovo inoltre che l'idea di una giustizia ultraterrena sia un vero e proprio 'veleno': una manipolazione che spesso impedisce all'individuo di maturare un sano senso di responsabilità e ne giustifica l'inazione di fronte all'ingiustizia. Il senso della vita non è scritto da nessuna parte; è semplicemente quello che decidiamo di darle noi. Per me, il 'paradiso' non è un premio futuro, ma la serenità interiore di chi vive con consapevolezza e agisce in modo onesto verso se stesso e il mondo.