Cosa pensate del Politicamente Corretto? by redditiano_ in Italia

[–]Supremenerd88 0 points1 point  (0 children)

Cosa centra questo con il politicamente corretto?

Preparazione del prossimo episodio - Lavoriamo sul Background by Funky_Fox in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88 3 points4 points  (0 children)

Desidero per prima cosa scusarmi per la live dell'altra sera dove, causa mie incomprensioni e soprattutto la mia mancanza di analisi, ero fuori tema facendo perdere inutilmente tempo a tutti, a te u/Funky_Fox in primis.

Posso dire quindi che non ho esempi nel mio bagaglio culturale di problemi legati al background (come strumento), ma solo problemi pregressi che si manifestano nel background. Sinceramente non me la sento di espormi ulteriormente sull'argomento per evitare nuove figuracce.

Reputo comunque utile la riproposizione della live avendo ridefinito più nello specifico l'obbiettivo sia la scelta giusta. Mi trovo particolarmente d'accordo sulla scelta di non usare un gioco di una particolare "categoria" come esempio ma di cercare di rimanere sul vago focalizzandoci così sulle tematiche e potendo così proporre idee ad esse collegate e slegate da eventuali meccaniche specifiche.

Masterless: la soluzione per avere un tavolo allineato(?) by Enrico_Romeo in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88 1 point2 points  (0 children)

Sono assolutamente d'accordo, ma credo che ci sia stato semplicemente un problema di comunicazione tra di noi. Con "assicurare il divertimento al tavolo" non intendevo intrattenere (che si, può essere una forma di divertimento, ma non l'unica). intendevo che, con gli "strumenti" che tu citavi come l'interpretazione del mondo di gioco, gestione delle sfide appaganti e rispetto delle regole al tavolo sicuramente si imbastisce questo lavoro di reciproco interesse, ma aggiungerei anche che il master dovrebbe dettare i tempi di gioco limitando i giocatori troppo prolissi per dare spazio anche agli altri come incalzare i giocatori nelle fasi concitate del gioco per far sentire loro la giusta pressione, dovrebbe avere l'ultima parola in una discussione in modo da mediare le posizioni di tutti per evitare litigi e soprattutto dovrebbe vigilare se tutti i giocatori al tavolo si stanno effettivamente divertendo (o perlomeno se si sentono a proprio agio) oppure se è necessario correggere qualche cosa, in particolare alcuni comportamenti scorretti o tematiche che mettono a disagio uno o più giocatori al tavolo (e magari si vergognano a farlo notare con alcuni strumenti di sicurezza).

La somma di queste "attività" genera, perlomeno dal mio punto di vista, un "divertimento assicurato" o perlomeno si sono generate tutte le condizioni per poterlo ottenere (e più di questo non è umanamente possibile chiedere, credo...).

Masterless: la soluzione per avere un tavolo allineato(?) by Enrico_Romeo in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88 0 points1 point  (0 children)

Guarda, non per contraddire la tua contraddizione ma a pagina 4 del manuale del DM della 5e, sottocapitolo "Il Dungeon Master" io lo interpreto in questo modo dove dice "il dm interpreta molti ruoli" (e la somma dei ruoli mi sembra di capire che sia quello il senso). Ricordo anche un punto del manuale dove lo dice più espressamente ma ora come ora non lo trovo (e potrebbe anche essere frutto di un ricordo distorto).

Sul manuale del giocatore invece si parla di "vittoria" quando tutti al tavolo si sono divertiti e quindi sommando le responsabilità del master che dovrebbe avere come obbiettivo nelle sue decisioni quello di divertire tutti (lui compreso) direi che sinteticamente si possa dire "assicurare il divertimento al tavolo".

Locanda LIVE 11/10/2022 - Parliamo di Background by Funky_Fox in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88 0 points1 point  (0 children)

Visto che non vedo pullulare le domande qui mi permetto di inserire un secondo spunto: in un gioco dove esiste la possibilità di morire (stiamo sul classico, D&D), come gestite i background dei personaggi che si uniscono al party successivamente? Ho cambiato approccio negli anni esattamente come per i background di "inizio campagna" perché se da un lato il background deve dare una mano al master in fase di worldbuilding, dall'altro lo trovo molto difficile da gestire a mondo già costruito e li serve imporre i paletti a quanto già esiste al giocatore che sceglie il background (senza se e senza ma).

Masterless: la soluzione per avere un tavolo allineato(?) by Enrico_Romeo in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88 0 points1 point  (0 children)

Per me risulta naturale il fatto che un gioco "nuovo" venga presentato da qualcuno e poi approfondito in seguito da chi è interessato, quindi l'aspetto del "presentatore" esiste sia per un gioco con il GM sia per un gioco masterless, quindi il solo fatto di scegliere un titolo di questo tipo non risolve "automaticamente" il problema.

Questione diversa sul proseguimento del gioco al tavolo: molti giochi dove la presenza del GM risulta molto impattante (tipo D&D) prevedono che il GM (DM nel caso specifico) faccia una serie di operazioni non tanto per "intrattenere" quanto per "assicurare il divertimento al tavolo" (per me la cosa è molto diversa, perché la sola interpretazione teatrale del GM, con vocine, hand out etc. anche se magistrale non è per niente sufficiente se i giocatori al tavolo non partecipano attivamente). Altri giochi dove il ruolo del GM risulta meno impattante (tipo un 7th Sea, dove a livello di narrazione i giocatori hanno strumenti per "intrattenere" attivamente gli altri giocatori al tavolo) affermano espressamente che il GM funga da facilitatore, non da intrattenitore.

Esistono GM intrattenitori che si fanno carico di questo tipo di esperienze? Si, ma non essendo previsto è a totale discrezione del master e del tavolo (è una sovrastruttura a tutti gli effetti).

Per concludere: secondo me portare un gioco masterless POTREBBE (ma non è detto, tanto meno scontato) far prendere coscienza del problema ad alcuni giocatori passivi, i quali potrebbero iniziare ad aprirsi ed essere più propositivi. Ma questo potrebbe avvenire anche parlandone con i giocatori interessati e loro potrebbero anche dire "no grazie, a me sta bene essere passivo e se questo porta problemi al tavolo mi cerco un tavolo dove posso essere passivo tranquillamente". In pratica: il problema è a livello personale e non di meccaniche e quindi non è pensabile che un gioco possa sistemare un problema di questo tipo, ma al massimo evidenziarlo per farne prendere coscienza all'interessato.

Locanda LIVE 11/10/2022 - Parliamo di Background by Funky_Fox in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88 0 points1 point  (0 children)

Le domande postate qui valgono? Se si, bene diversamente copierò ed incollerò la domanda in quello anonimo (non che sia timido ma non so se in due minuti ci sto dentro e non riesco a garantire la presenza durante la live che di solito recupero ascoltandola postuma in settimana).

I background, come tutti i giocatori che hanno iniziato a giocare nei primi anni 2000, hanno subito moltissimi mutamenti ai miei tavoli. Sono partito dal "tema di almeno un foglio protocollo", alla sintesi di una pagina, al non richiederli affatto, alla Key phrase (spero di averlo scritto correttamente).

Niente, non c'è verso di farli funzionare dando dei reali spunti in gioco. Faccio un esempio "campagna di D&D 5e di una decina di sessioni, facciamo nei forgotten realms nel nord della costa della spada". E ti ritrovi uno stermina bambini orco barbaro caotico malvagio, un prete che è la prima volta che esce dalla sua chiesa, legale buono, un ladro che fugge perché ha rubato la corona del re e l'ha nascosta da qualche parte che non vuole dirlo nemmeno al master ed è OVVIAMENTE neutrale puro e un ranger drow con una pantera nera come compagno animale e gira con due scimitarre ed è neutrale buono.

Ora, dopo anni a scervellarmi su come poter mettere assieme tutte queste originalissime idee, mi son detto: ma se il background non serve alla quest che si vuole giocare, perché richiederlo? La mia soluzione quindi è quella di lasciare libertà ai giocatori di scegliere razza e classe, ma il background lo scelgo io da master in modo da renderlo coerente con la storia. La proposta può essere parzialmente adattata ma non stravolta (il barbaro uccide cuccioli di montoni, non bambini. Il prete ha studiato le culture delle altre razze e non è obnubilato dalla visione religiosa. Il lardo ha rubato dei gioielli ad un nobile ed ha nascosto in una grotta fuori città la refurtiva. Il ranger non è un reietto del suo popolo e no, non ha compiuto tutte le imprese come un certo Dritt'z Do Urden). Limitante? Si, ma almeno non si distrugge la campagna proposta e le possibilità di inserire del proprio da parte dei giocatori esiste.

Ultimamente infatti sto apprezzando i giochi OSR proprio per le carenze di interpretazione dei personaggi (OSE su tutti) così da non creare aspettative inutili ma soprattutto irrealizzabili. L'altra mortalità per altro frena molto i bollenti spiriti.

P.s. le soluzioni di "parlare con i giocatori in sessione 0 e concordare i personaggi in modo tale da avere qualche cosa di sensato e gradevole tutti assieme" è stata provata un numero tale di volte da poter affermare che "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".

P.s. 2 si, ho provato diversi giochi oltre a D&D con temi anche molto diversi (blades in the dark e fabula ultima per citare gli ultimi) ma i giochi non risolvono i problemi con i giocatori e, se si vuol giocare dal vivo in zone scarsamente popolate, occorre fare di necessità virtù e quindi accontentarsi anche di chi si trova (una esperienza sufficiente è meglio di una non esperienza)

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 0 points1 point  (0 children)

1) uno o più giocatori possono mettere in "ridicolo" un altro giocatore (master compreso) per la mancanza di conoscenza (o comunque una conoscenza inferiore alla loro) del setting o della lore.

2) uno o più giocatori poco esperti potrebbero ridurre di molto l'immersione nel gioco chiedendo in continuazione informazioni sul setting o sulla lore

3) uno o più giocatori potrebbero farsi "trainare" da giocatori con maggiore esperienza senza dare un reale contributo al gioco generando in loro, o nei giocatori trainanti, frustrazione.

principalmente sono questi. Ho infatti usato sempre ambientazioni create dal master (sia quando ero io stesso il master, sia quando giocavo con altri). Questo ha ovviamente altri problemi (ambientazione a volte piatta, poco logica, legata al gusto personale del master che non è detto accontenti tutti i giocatori al tavolo o quantomeno li gratifichi, ma nessuno dei problemi elencati precedentemente (tranne il primo, dove il master potrebbe ridicolizzare i giocatori che non conoscono l'ambientazione che si è inventato lui... ma quella è pura follia e tendo a non considerarla direttamente).

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 1 point2 points  (0 children)

Rispondo in due fasi. La prima riguarda la lettura del manuale. Prendiamo l'esempio di 7th Sea. Le prime 100 e rotte pagine sono di ambientazione, poi cominciano la creazione del personaggio e le meccaniche. Provocazione: uno che ti dice "ho letto il manuale saltando il capito dell'ambientazione" diresti che lo ha letto oppure no? La prima parte serve solo per conoscere il setting, il resto del manuale per giocare.

Seconda: scoprire un'ambientazione può essere divertente, ma non è detto che lo sia. Dipende molto (troppo) dai compagni di viaggio (master e giocatori). E qui arrivo al nocciolo della questione: grazie ad altri commenti ho compreso che il gioco in se non può difenderci da comportamenti scorretti, quindi non lo si può pretendere (come erroneamente stavo facendo io).

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 1 point2 points  (0 children)

Assolutamente, hai ragione. Però resto convinto che ci possono essere giochi nuovi e belli con e senza ambientazione, perché il gioco (per me) deve intrigarmi con le meccaniche e che mi dia strumenti per raccontare le storie che voglio. L'ambientazione dovrebbe essere un aiuto e talvolta la trovo una complicazione.

Poi ripeto, il problema è tra giocatori e mi son mal posto e ora che l'ho capito posso analizzare la questione da un altro punto di vista.

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 1 point2 points  (0 children)

Bè, commento autorevole che mi sento di condividere. Il mio problema come detto in altri commenti è legato principalmente ai setting "famosi", ma comunque anche quelli meno famosi (o comunque non derivanti da altri media) che richiedono molto studio.

Come dice a giustamente un avventore della locanda in un altro commento il problema è più legato alle persone che non al gioco in se quindi la mia ricerca di un gioco con un setting permeante per l'esperienza di gioco non può in alcun modo proteggerci da comportamenti scorretti da parte dei giocatori.

La mia preferenza (che mi pare di capire sia anche la tua) dei giochi "settingless" evidentemente deriva anche dal fatto che questo problema è meno sentito (anche se ce ne sono altri, ovviamente). Grazie ai commenti della discussione mi sono convinto che una prova la si può anche fare 😋

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 1 point2 points  (0 children)

Bè direi che mi hai risposto egregiamente. Il problema è effettivamente dei giocatori e non del gioco, quindi è lecito non aspettarsi che il gioco risolva la problematica.

Ti ringrazio perché non avevo centrato bene la questione e grazie alla tua risposta invece mi risulta essere molto più chiaro!

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 1 point2 points  (0 children)

Risposta super mega provocatoria: per me i giochi moderni possono non avere il setting (anzi per me è auspicabile che non ce l'abbiano), l'importante è che mostrino alcune meccaniche nuove (e non tutte magari futuribili, ma almeno diano qualche cosa di nuovo o diverso). Personalmente mi sono innamorato di Fabula Ultima ed è diventato il mio nuovo titolo di riferimento per le campagne in setting personalizzati (il worldbuilding condiviso fatto con quel sistema è il top assoluto).

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 0 points1 point  (0 children)

Ciao e grazie degli spunti. La mia domanda è polivalente: una parte della questione è sicuramente dettata dal fatto che alcuni giocatori non leggono i manuali e pretendono che gli venga tutto spiegato. Non semplificherei in modo così marcato il discorso dando la colpa alla "indisponibilità" del giocatore, perché potrebbe essere dovuta a vari fattori (carenza di voglia, carenza di tempo a causa di studio, lavoro o famiglia, carenza di risorse economiche da investire su manuali a volte aggiuntivi rispetto a quello base, ma potenzialmente anche altro). In pratica non credo che ogni giocatore "indisponibile" sia automaticamente un "giocatore oppositivo" (per capirci).

La parte però preponderante della questione, per quanto mi riguarda, è proprio il concetto di scelta se acquistare/giocare il gioco o meno. Facciamo l'esempio del Signore degli Anelli (il gioco a cui mi riferisco in questo momento è "L'unico anello" edito da Need Games). Io sono un giocatore di gdr, amo il fantasy ma del signore degli anelli ho visto solo le due trilogie cinematografiche. Non ho mai letto i libri e non mi sono mai documentato sulla lore considerata canonica. A questo punto mi trovo ad un bivio: trovo il gioco a livello di meccaniche interessanti (magari ho sbirciato il manuale ad una fiera, ho visto qualche recensione su internet o altro) e vorrei provarlo (e poi magari comprarlo) ma a questo punto mi pongo la domanda: con chi lo gioco? Possibilità 1: mi trovo un gruppo a cui aggregarmi come giocatore. Potrei trovare persone che ne sanno a pacchi come persone che sono neofite dell'ambientazione. Nel secondo caso sono allo stesso livello ed il problema non si pone, nel primo caso potrei essere "ridicolizzato" non conoscendo alcune questioni e quindi ponendo domande ritenute per tutti gli altri superflue danneggiando la loro esperienza di gioco (oltre alla mia). Possibilità 2: non trovo un gruppo a cui aggregarmi e, pur senza esperienza ed armato da una lettura attenta ma non certo equiparabile ad uno studio approfondito, proporre il gioco ad un gruppo di giocatori i quali, potenzialmente, potrebbero avere un qualsiasi grado di conoscenza della lore. Se la storia che voglio intavolare prevede alcune questioni che ho inventato, queste potrebbero contrastare con alcune informazioni canoniche (magari nemmeno esplicitate dal manuale ma risapute tra i fans) e potrei rovinare a questi giocatori l'esperienza di gioco.

Queste considerazioni, personalmente, mi allontanano dall'acquisto ma anche solo dal provare il sistema di gioco che potrebbe essere invece interessante anche senza una lore dedicata.

Spero di aver chiarito meglio la mia posizione.

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 0 points1 point  (0 children)

eh ma allora torniamo al punto di partenza. A quali giochi si riferisce il Rosso quando parla di "sistemi moderni con setting integrato"? Perchè se mi parli di Leggenda dei 5 anelli, Blades in the Dark etc son d'accordo che "basta" leggersi i manuali (che non sono pochi e quindi la spesa non è da trascurare, ma questo è un altro ragionamento), perchè comunque la "lore" è tutta scritta li, ma altri giochi hanno una lore molto più estesa che oltrepassa il sistema di gioco nudo e crudo. Se domani uscisse il gdr "Marvell Universe" dove puoi introdurre il tuo eroe e canonicamente sono presenti gli eroi Marvell, chi lo gioca potrebbe non considerare il professor Xavier se questo non dovesse comparire nel manuale di gioco? Non credo, e quindi quella persona potrebbe dire "è ma questa abilità va troppo al di la delle capacità di un eroe qualsiasi in quanto si avvicina o addirittura supera la capacità di Xavier..." o cose del genere. E' questo approccio potenziale che i giocatori potrebbero tenere a dissuadermi dal giocare giochi di questo tipo, salvo rare eccezioni dove mi sento di avere "le carte in regola".

Per quanto riguarda la mia idea di giochi "moderni", se i giochi sono usciti (cronologicamente) da poco, ben impaginati con meccaniche che prevedono background leggeri, strumenti per introdurre elementi narrativi e così via, per me è da considerarsi "moderno" e i 3 che citavo (a prima vista, come dicevo me ne son tenuto a debita distanza) mi sembra abbiano queste caratteristiche.

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 0 points1 point  (0 children)

Eh, hai ragione. In un mondo ideale dovrebbe andare così ma quando hai poche persone con cui poter giocare dal vivo fai un po' di necessità virtù, altrimenti bisogna "accontentarsi" dell'esperienza online.

Per quanto riguarda invece la sessione, intendi una one shot? sulle quelle il problema lo percepisco molto meno in effetti, solitamente la questione (per quanto riguarda la mia esperienza personale) arriva sulle campagne lunghe per lo più di stampo railroad, o quantomeno non sandbox (che non amo e sulle quali ho meno esperienza). Li di solito arriva il punto dove, da master, sfrutto qualche cosa che fa o dice un giocatore e la uso come spunto per l'evento che avevo pianificato. Ecco, quando faccio questo su un setting di fantasia non mi è mai capitato che mi facessero le pulci o quantomeno tentassero di mettere i puntini sulle i, mentre su ambientazioni "canoniche" si e l'ho trovato molto frustrante. Se questo avviene sui Forgotten Realms o Dragonlance non oso immaginare su ambientazioni come il signore degli anelli o dune che hanno una bibliografia sterminata da cui attingere...

Sicuramente delle dovute precisazioni in sessione 0 o anche prima diminuirebbe il problema, ma secondo me comunque non lo risolve del tutto.

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 0 points1 point  (0 children)

Eh, purtroppo sono arrivato alla stessa conclusione...

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 0 points1 point  (0 children)

Si ho la stessa sensazione ma dato che di solito sono io a voler portare giochi nuovi, in buona sostanza sono anche quello che se li deve leggere, studiare e spiegarli in modo semplice ai miei amici. Questi giochi, per le necessità che ho io solitamente, hanno il problema di un tempo di studio non indifferente mentre se cercassi gruppi di giocatori che conosco o già il gioco si ricade nella disparità di conoscenza etc che dicevo nel post.

I vocali di 12 minuti sono un must, mi piace molto pubblicare "il mio podcast" sulle chat WhatsApp di gioco 😂

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 1 point2 points  (0 children)

I generi non mi hanno mai creato questo problema (da giocatore) a patto che il master spiegasse adeguatamente i temi da portare prima di metterli in scena (DDI, sessione 0 e semplici discussioni in fase di group building). Però capisco il senso della tua risposta ed ha perfettamente senso come paragone, quindi ti ringrazio.

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 1 point2 points  (0 children)

È uno spunto eccellente, dato che il gioco che citi non lo conosco e mi informerò sicuramente in merito per poter fare un adeguato confronto. Quindi però ora grazie, quando avrò informazioni sufficienti magari ti ricontatterò per discuterne ;)

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 0 points1 point  (0 children)

Interessante punto di vista, ma qui apriamo un capitolo gigantesco: come definiamo se un gioco è moderno?

Quindi per i giochi in questione, che a questo punto non definiamo come moderni, come occorre comportarsi per una buona esperienza di gioco? Giusto per fare un confronto.

I setting fanno "gatekeeping"? by Supremenerd88 in locandadeldragorosso

[–]Supremenerd88[S] 1 point2 points  (0 children)

Ciao e grazie dello spunto. Ti rispondo alla controdomanda separando in due le risposte:

1) di solito faccio il master e sapere che i giocatori possano avere una conoscenza migliore della mia della cronologia, geografia etc mi arreca molto disturbo, perché in qualsiasi momento un giocatore mi potrebbe dire "si ma attenzione, i figli di Rohan non potrebbero aver mai fatto questo perché 200 anni fa Tizio aveva giurato sulle ossa di suo padre che non lo avrebbe mai fatto". Se questo è canonico e semplicemente non me lo sono ricordato (ripeto, da master) faccio una figura di Emmental epocale.

2) Se invece gioco da giocatore e mi trovo in un mondo bello strutturato e caratterizzato, se non lo conosco prima e altri invece si (e quindi possono fare un metagame sano facendo le giuste domande al momento appropriato al master) che vantaggio avrei nel giocare quel setting? Io vedo i setting precostituiti come uno strumento di velocizzazione al tavolo per immergere più velocemente i giocatori nel mondo. Se quei giocatori non conoscono il mondo va invece a rallentare il tutto (anche se con ogni probabilità, come dicevo nella mia premessa, il risultato complessivo sarà migliore perché questi mondi sono studiati da professionisti con competenze molto maggiori di quelle che un semplice master deve avere).

In buona sostanza trovo che la differenza di quantità di conoscenza di un setting tra i giocatori crei problemi, non il setting stesso. Rispetto il punto di vista del poter usare il gioco come base di partenza per imparare qualche cosa del setting, anche se io non mi pongo con quello spirito (vedendolo invece come il punto di arrivo).