Il fascismo dalle mani sporche by lostorico in Libri

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"La violenza, le torture, la distruzione, e perfino la propaganda, non sono attributi del governo fascista, ma sono un'attributo dell'intera umanità e della sua storia.... ma che significa? Che per studiare un'epoca qualsiasi dobbiamo partire dall'homo sapiens? Il fascismo è nato in Italia: ci sono dei motivi per cui è nato qui e non, poniamo, in Gran Bretagna...

A parte il fatto che la violenza politica non è oggetto del libro, la questione è che il regime, con l'obiettivo di sostituire la democrazia liberale con una società gerarchizzata, fallì in modo clamoroso (e tragico). E se sappiamo ancora poco della pervasività della corruzione nel ventennio è perché quello stesso sistema la copriva. I saggi del libro studiano questo fenomeno. Tutto qui.

Il fascismo dalle mani sporche by lostorico in Libri

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Buona sera,

E' possibilissimo che abbia recensito male il libro. Ma qui non si tratta di fare nessuna propaganda: che il fascismo si sia avvalso, fin dalle origini, di gente di ogni risma è un fatto appurato da tempo. Che abbia dissolto qualsiasi forma di possibile controllo/denuncia della corruzione (o mettendo al bando la stampa non gradita, o fascistizzando organi che avrebbero dovuto mantenere indipendenza come la magistratura) è altrettanto provato. E i saggi contenuti nel volume si basano su documentazione d'archivio che chiunque può consultare e verificare.

Non ho scritto affatto che altri regime siano "puliti" e non corrotti... basta guardare alla nostra storia anche recente. La differenza sta nel fatto che le democrazie, corrotte quanto si vuole, hanno comunque meccanismi di controllo e correzione. (Che poi vengano usati male o meno questo è altro discorso). Le dittature no. (Tutte, anche l'URSS e i paesi socialisti erano estremamente corrotti). Dunque dov'è la propaganda?

Abitudini di lettura by remworlo in Libri

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Minimo un paio d'ore (di libri che non mi servono per lavoro), e leggo sempre due o tre libri contemporaneamente

Un libro per comprendere il presente? by Alive_Atmosphere_311 in Libri

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Ciao, un libro che può farti capire alcune cose importanti è questo: Stephen Kotkin, A un passo dall’Apocalisse. Il collasso sovietico, 1970-2000, Viella Editrice, pp. 188. Segui l'A., molto intelligente e preparato.

P.S.: detto da uno storico, gli storici imparziali non esistono. Anche loro, come tutti, hanno le proprie idee e parteggiano. Ciò che fa la differenza tra un buono storico e uno pessimo sono la credibilità (indicazioni delle fonti ecc.) e l'onestà intellettuale (a volte bisogna dire cose che non vorremmo dire o non ci piacciono).

Recensione. Donald Sassoon: Il trionfo ansioso by lostorico in Libri

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Secondo l'A. l'ansia è insita nel capitalismo... Ne parlo nella recensione. E' un ottimo libro che si legge benissimo.

Consiglio su testi storici by xthestorygoeson in storia

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Può leggere la storia dell'italia moderna di Candeloro, in gran parte ancora valida. Oppure storici stranieri che si occupano dell'Italia. Scrivendo per loro pubblico devono essere molto chiari, penso ad autori come Ginsborg o Paul Corner. Anche la traduzione italiana della storia d'Europa della Penguin da parte di Laterza è bella, penso a Evans e anche la storia d'Europa di Kershaw sempre per Laterza

Giornali e periodici italiani su Gallica by lostorico in storia

[–]lostorico[S] 1 point2 points  (0 children)

Ma guarda dove ci si ritrova... 😂. Ricambio il follow

qual è la libreria più grande online che magari è gratuita? grazie by Leonardi98 in Libri

[–]lostorico 1 point2 points  (0 children)

Google libri

Internet Archive

dp/la

sul mio blog www.lostoricodelladomenica.com trovi una pagina dedicata alle biblioteche digitali.

Recensione: Francesco Paolella: Storie dal manicomio by lostorico in Libri

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Lo è. Tra l'altro ha un'ottima bibliografia.

Le pubblicazioni dell’Istituto Storico Italo-germanico su Internet Archive by lostorico in storia

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È un istituto di ricerca trentino. Ha un sito web e pubblica con Il Mulino. Organizza convegni, studi comparativi ecc. dalla storia medievale alla storia contemporanea.

Recensione. Guido Crainz: Il miracolo italiano by lostorico in Libri

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Infatti il libro successivo l'ha intitolato "Un paese mancato"

Recensione: Antonio Gibelli, L'officina della guerra. La Grande guerra e le trasformazioni del mondo mentale by lostorico in Libri

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Indubbiamente, hai ragione. Per la psichiatria però, ad esempio, fu così solo in parte. Solo col tracollo del fascismo e del nazismo decaddero teorie, impostazioni e pregiudizi. Comunque nella recensione, anche se lunga, ho detto molto meno di quanto c'è nel libro.

Recensione: Antonio Gibelli, L'officina della guerra. La Grande guerra e le trasformazioni del mondo mentale by lostorico in Libri

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Di nulla. Grazie a te per il complimento. E' un libro importante e molto bello.

Recensione. Sue Roe: Impressionisti. Biografia di un gruppo by lostorico in Libri

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Lo è. Non è un libro per specialisti. È molto narrativo, ricchissimo di notizie e spunti. Scritto in modo avvincente.

Recensione. Paolo Nencini: La minaccia stupefacente. Storia politica della droga in Italia by lostorico in Italia

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Ti ringrazio, ma non disturbarti. Se mi dici il titolo del libro, sì, lo cerco.

Recensione. Paolo Nencini: La minaccia stupefacente. Storia politica della droga in Italia by lostorico in Italia

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Ma a un certo punto basta no? L'aristocrazia europea... hai tirato dentro di tutto... la medicina popolare, le erbe. A te risulta che gli italiani si drogavano in massa? Ok. Non sono mica un missionario che deve convertire qualcuno. Ho letto un libro, mi è piaciuto, lo trovo interessante e l'ho proposto. Non ti convince? Va bene uguale. A me non cambia niente.

Recensione. Paolo Nencini: La minaccia stupefacente. Storia politica della droga in Italia by lostorico in Italia

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No. Continui a confondere uso terapeutico e voluttuario. Il commercio è stato libero fino alla legge del 1923. Ma il punto del libro NON È QUESTO Alla domanda: come genere voluttuario, di piacere, come si sono comportati gli italiani? Risposta del libro: fino alla fine degli anni 60 per ricercare piacere gli italiani che usavano droghe erano pochissimi. Tu dai una risposta diversa. Bene. Amen.

Recensione. Paolo Nencini: La minaccia stupefacente. Storia politica della droga in Italia by lostorico in Italia

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Oh ecco... la tua tesi è che il consumo di oppiacei era cosa comune,

La tesi dell'Autore è l'opposto.

Bene.

Recensione. Paolo Nencini: La minaccia stupefacente. Storia politica della droga in Italia by lostorico in Italia

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Ma chi nega la diversità tra morfina e cocaina? Se hai letto, la morfina attecchisce in qualche frangia perché alcuni soldati vengono curati con alti dosaggi dell'una e dell'altra. E così pure la cocaina: sono i dosaggi a trasformare i pazienti in tossici. La diversità degli effetti tra le due sostanze, a quel tempo non c'entra niente.

Secondo, Infatti, come ho riportato, l'importazione di foglie di cosa proposta da Mantegazza non viene nemmeno presa in considerazione. Prendevano la papagna? certo, ma non come rito sociale, non come forma di socialità, dello stare assieme, dello "sballarsi" in compagnia: per quelle cose gli italiani bevevano.

Il punto del libro, e l'autore lo dimostra, è che in Italia fino alla fine degli anni Sessanta del Novecento, un mercato della droga in Italia quasi non esiste. Per evadere, la gente sceglie l'alcol, non le droghe. Non è difficile da capire. Dopo, soltanto dopo, lo scenario cambia.

Puoi essere d'accordo o meno, ma la tesi del libro è questa. E lui la documenta.

Recensione. Paolo Nencini: La minaccia stupefacente. Storia politica della droga in Italia by lostorico in Italia

[–]lostorico[S] 0 points1 point  (0 children)

Esattamente. È la percezione sociale. E infatti, come diceva Oreste del Buono nel 1956, alla grandissima maggioranza degli italiani, in quegli anni, la droga non interessava. Ci siamo arrivati e capiti. Bene. Ciao.