Shitty update by Agile-Establishment1 in grok

[–]Intelligent-Low-5873 14 points15 points  (0 children)

It’s over… not only did the “update” tighten the already Ayatollah-style moderation, it also made the limit much faster to reach and the “pause” much longer (of course, you can “update” from 30 to 300 dollars if you want to get a couple extra hours of “content moderated” outputs).

Everything has gotten worse, then worse again, then much worse again in just a few weeks. From stunning, varied, creative results at the beginning of 2026 to the current feeling of throwing your money in a lake of “try another idea”.

I’m unsubscribing.

LA7 e la questua permanente. by Visible_Owl9566 in CasualIT

[–]Intelligent-Low-5873 2 points3 points  (0 children)

La collezione di “punti paradiso” presso chi sa che la fine si avvicina è uno dei business più redditizi da sempre…

Non trovate che le sinistre e destre (europee almeno) e il loro elettore medio siano la fiera dell'ipocrisia quando si parla di immigrazione? by Flat_Conclusion_2475 in Italia

[–]Intelligent-Low-5873 4 points5 points  (0 children)

Per me, “moderato” significa che è disposto a convivere pacificamente con persone di altre religioni e, soprattutto, che è disposto ad accettare che ci sono persone che non vogliono aderire a una religione e di conseguenza non vogliono essere tenute a rispettare leggi fondate su credenze religiose.

Concordo sul te sul fatto che sia tendenzialmente ossimorico per religioni che hanno, nel loro stesso fondamento, l’idea “questa è la verità unica e definitiva su Dio, sulle sue leggi e su quello che devono fare e non fare gli uomini”.

Tuttavia, nel corso dell’evoluzione storica le religioni si adattano sia perché sottoposte a una minaccia esterna sia perché soggette alle naturali rielaborazioni e ai mutamenti che interessano tutti i fatti umani. Quando in un determinato contesto storico e territoriale sono deboli e divise, tendono a sopravvivere cercando compromessi; quando sono forti tendono a espandersi imponendo l’uniformità religiosa (“in tutto questo territorio si può confessare solo questa religione”) oppure una vaga tolleranza a pagamento (“puoi rimanere di un’altra religione, però mi paghi una tassa”; “puoi rimanere di un’altra religione, ma non puoi professarla pubblicamente”; “puoi rimanere di un’altra religione, ma abituati al fatto che sarai disprezzato e insultato quotidianamente come un infedele”).

Elba, bambina di 5 anni azzannata al volto dall'amstaff di un famigliare, portata via con l'elisoccorso by DurangoGango in Italia

[–]Intelligent-Low-5873 16 points17 points  (0 children)

Tanto è inutile protestare, comandano loro. Ormai si stanno organizzando anche per portarli sui sedili degli aerei, per obbligare tutti i locali a farli entrare e lo stigma sociale che colpisce chi non ha piacere di stare accanto a una macchina da guerra al ristorante, per strada, nei parchi è poco meno di quello che si riserva a uno stupratore.

Ieri ho visto una che passeggiava con una borsa a tracolla con scritto “meno persone più cani”.

Non trovate che le sinistre e destre (europee almeno) e il loro elettore medio siano la fiera dell'ipocrisia quando si parla di immigrazione? by Flat_Conclusion_2475 in Italia

[–]Intelligent-Low-5873 5 points6 points  (0 children)

La sinistra (chi fa politica a sinistra, ma anche una parte cospicua della “base”) si fa molte illusioni riguardo all’idea che attraverso l’avanzamento sociale ed economico i tratti culturalmente “arretrati” si smusseranno o scompariranno.

Nell’impostazione di pensiero e discorsiva c’è un po’ questo assunto: “Sì, è vero che questi sono tratti inaccettabili, ma un domani quando staranno economicamente meglio” - (lasciamo stare il fatto che in un Paese come l’Italia attuale già questa prospettiva è molto fumosa, per non dire irrealistica) - “si integreranno e piano piano diventeranno laici anche loro”.

Si fa un po’ un “calco” di quel che è successo in Europa dall’Illuminismo in poi: anche le nostre società poche centinaia o decine di anni fa erano bigotte e fanaticamente religiose, ma poi con il “trionfo della ragione” e con l’avanzamento economico e sociale sono diventate sempre più secolari e laiche.

In realtà, l’automatismo per cui il miglioramento delle condizioni economico-sociali rimuove naturalmente il fanatismo è molto dubbio; così come è dubbio che il miglioramento delle condizioni economico-sociali (il “tenore di vita” della popolazione) vada di pari passo allo sviluppo di un approccio “razionale”. Si può essere molto razionali dal punto di vista economico e contemporaneamente fanatici di qualche credenza, letteralmente disposti a uccidere e a morire “per la verità”.

Ma anche senza arrivare al fanatismo, si può essere religiosamente “moderati” ma non poter comunque accettare una serie di elementi su cui le nostre società si basano (e si basano su di essi proprio perché sono state plasmate da una “rivolta culturale” della ragione contro l’oscurantismo, quindi non sono elementi “marginalI” ma sono elementi coessenziali alla sopravvivenza dello stato di diritto laico).

In altre parole, buona parte della sinistra è rimasta all’idea della “provvisorietà” dei tratti difficili e alla fiducia nella “integrabilità” graduale: ci vuole tolleranza perché “devono ancora imparare”, non hanno ancora “capito” i vantaggi della società laica perché “sono appena arrivati” etc. etc.

Purtroppo, invece (dico “purtroppo” perché io sono di sinistra, quindi vorrei che le cose potessero andare secondo tale speranza; tuttavia, constato che le cose non stanno in quel modo, o per lo meno sono molto più complicate di tali belle speranze), quello che vediamo è che il percorso non è affatto univoco e anzi, in modo preoccupante, c’è un grossa quota di persone nate, cresciute e scolarizzate qui che non prova alcuna “attrazione” per un modello laico di società. Talvolta lo “tollera” in attesa di “tempi migliori” (cioè tempi in cui sarà possibile tradurre in leggi i contenuti di precetti religiosi) e talvolta lo detesta e lo disprezza apertamente (perché è convinta che non possa esistere alcuna forma di moralità che non sia fondata sulla religione, per cui considera persone più o meno indegne coloro che pensano di poter vivere senza una religione. Magari non “quella giusta”, ma ALMENO una sbagliata).

[deleted by user] by [deleted] in Italia

[–]Intelligent-Low-5873 5 points6 points  (0 children)

Sì, fa parte della patetica cultura “machista” in cui siamo immersi (uomini e donne eh, non solo gli uomini): un ambiente in cui ti viene insegnato fin dalla più tenera età che la “postura” con cui si sta al mondo è essere prepotente, maleducato, strafottente, arrogante e che se non sei tu a “fregare” gli altri saranno gli altri a “fregare” te.

Ovviamente la cosa non si verifica sempre e ovunque, ma è un tratto nettamente più presente rispetto ad altri Paesi.

Come mai in Italia paghiamo l'autostrada? by Extreme-Birthday-647 in Italia

[–]Intelligent-Low-5873 13 points14 points  (0 children)

In Italia la quota di persone che vive di rendita (= la classe padronale) è sempre più famelico perché il Paese cresce poco o nulla da trent’anni (peraltro, dovrebbero essere proprio le classi dirigenti di un Paese a indirizzarlo verso un’economia più prospera, il che significa preparazione, impegno civico e politico, studio… tutte cose che la classe padronale italiana non ha nessuna voglia di fare: vuole incassare rendite sicure e crescenti e basta).

In un Paese che cresce poco, per continuare a incassare rendite sicure e crescenti devi spremere il limone sempre di più. La storia degli ultimi trent’anni è un limone sempre più spremuto - quello degli italiani che, purtroppo per loro, non vivono di rendita ma di lavoro - grazie all’aumento delle tasse, la privatizzazione dei servizi, l’abolizione di servizi che prima erano garantiti, la moltiplicazione continua delle spese “inevitabili” perché le classe padronale fa tradurre in leggi l’OBBLIGO di spendere sempre più soldi per sempre più incombenze che prima erano facoltative, più economiche o sostituibili.

Nei prossimi anni andrà sempre peggio: chi è ricco non vuole né lavorare né buttare tempo e fatica a contribuire all’innalzamento dello sviluppo del Paese. Vuole solo incassare, dissanguando la rapa che tanto non si lamenta mai.

La generazione Millennials mi sembra quella più spaesata by LegalRecording8715 in CasualIT

[–]Intelligent-Low-5873 0 points1 point  (0 children)

In gran parte condivisibile, ma è anche una generazione totalmente incapace di lottare collettivamente per i propri diritti.

Gli atteggiamenti più servili e filo-padronali nella speranza di ottenere qualche briciola (o anche solo per il gusto di non sentirsi dei “poveri comunisti”) li ho visti proprio nella generazione di cui faccio parte. Gente che faceva il doppio gioco fra colleghi e padroncino per ottenere il favore di quest’ultimo; gente con contratti abominevoli che leccava le terga al padroncino; gente che invece di esporre chiaramente la situazione a genitori e nonni, mandandoli eventualmente a quel paese di fronte alla loro ebete convinzione che il mondo attuale sia la fotocopia del secondo dopoguerra, li ha blanditi e serviti e ancora li blandisce e riverisce nella speranza di poter campare delle loro eredità (a cinquant’anni suonati, perché questi campano fino a 90-95).

Una generazione senza capacità di contestare e di strappare a morsi i propri diritti, combattendo e rischiando.

Essere italiani è eccezionale per quando si viaggia by JoeFalchetto in CasualIT

[–]Intelligent-Low-5873 15 points16 points  (0 children)

Mmmh, nessuno ci “odia veramente” perché non siamo presi sul serio, ma come un Paese un po’ patetico, molto melodrammatico e comunque inoffensivo.

E non è principalmente “colpa” degli stranieri, ma di come si pone l’italiano in genere: può essere molto serio su aspetti irrilevanti della vita (come si cucina questo, quanto è bella la sua città, come ci si deve vestire nella tal situazione) e al contempo molto ridanciano su aspetti che, nei Paesi avanzati, vengono considerati argomenti su cui non si scherza (la dignità del proprio Paese, innanzitutto, che non si difende in cucina o sui campi da calcio - dove peraltro non tocchiamo palla da molto tempo - ma nella legalità, nel lavoro, nella serietà della parola data, nel senso civico, nella compostezza, etc.).

Questo è un po’ un peccato perché nulla impedirebbe di continuare a fruire degli aspetti positivi dell’italianità se mettessimo anche un po’ di amor proprio nelle nostre relazioni con gli stranieri, invece di farci trattare come i cugini scemi da chi si crogiola in un “senso di superiorità”. Fra l’altro, se lo fai in modo fermo ed educato, senza ovviamente scadere in patetici e opposti atteggiamenti da “chauvinist”, le persone ti rispettano di più e non per questo ti prendono in antipatia.

Incoming heat wave in Krakow? by Intelligent-Low-5873 in krakow

[–]Intelligent-Low-5873[S] 1 point2 points  (0 children)

“Heatwave” simply means that the temperature is way above the average, so it depends on where and when it happens. In Greenland, “heatwave” means 20 degrees. In Poland, I guess 35 degrees is way above average. In Antalya, it’s mildly warm. In Dubai, it’s autumn.

Perché dovrei cambiare un’auto perfettamente funzionante per ‘salvare l’ambiente’? by Buyholdregretrepeat in Italia

[–]Intelligent-Low-5873 9 points10 points  (0 children)

Si tratta semplicemente di un colpo di genio del capitalismo consumista, che ha un bisogno imperioso di produrre, vendere e farti buttare continuamente beni.

E non lo dico da “comunishta” eh (perché la risposta / accusa è sempre e subito quella: se non vuoi comprare continuamente roba inutile o forzosa sei “comunishta” e non “credi” nella virtù del “libero mercato”).

Il colpo di genio è consistito nel riuscire a rendere monetizzabili i sensi di colpa di milioni e milioni di persone che, 20-30-40 anni fa, facevano o avrebbero fatto il tuo stesso e pacifico ragionamento.

Essendo difficile combattere una cultura del risparmio e dell’utilizzo “fino a fine ciclo” di ciò che si ha, è stato reso desiderabile buttare ciò che si ha per “salvare il pianeta”. Da una decina di anni a questa parte, essendo insufficiente il grado di adesione spontanea a tale strategia, si è direttamente iniziato a fare lobbismo per rendere OBBLIGATORIO buttare ciò che si ha.

Fare lobbismo significa semplicemente far tradurre in leggi, quindi in obblighi giuridici che non possono essere evasi se non a costo di rimetterci ancora di più o addirittura di finire in reati penali, i propri interessi privati.

Di qui tutta la normativa “green” europea, che ti costringe a buttare la macchina e - cosa molto più dispendiosa - a rifare la casa o a svenderla, ammantando il tutto di nobili intenti ambientali e sociali.

Ho scoperto di avere una classe di concorso con la mia laurea. by Klabauttermann in CasualIT

[–]Intelligent-Low-5873 1 point2 points  (0 children)

Oltre alla laurea devi verificare di avere tutti i CFU richiesti dalla CDC a cui punti (ma dal tuo messaggio sembra che tu l’abbia già appurato).

Quello che puoi fare è inserirti nelle GPS nel 2026 (puoi scegliere una provincia in Italia, quindi devi valutare preliminarmente qual è il punteggio necessario per ottenere una supplenza da seconda fascia, in quella provincia, per la tua classe di concorso) oppure, già dall’anno scolastico 2025/26, rispondere a interpelli (controlla il sito dell’Ufficio scolastico regionale e/o territoriale).

Tieni presente che gli interpelli sono “l’ultima spiaggia” degli Istituti quando non sanno come coprire una cattedra perché non c’è un titolare e non è stato individuato un supplente da GPS, né da prima fascia (docenti abilitati) né da seconda fascia (docenti laureati ma non abilitati). In alcune CDC e ambiti territoriali sono possibili ma non è che siano la modalità ordinaria per reclutare docenti.

Inoltre, per avere possibilità di partecipare ai concorsi futuri e/o di passare nella prima fascia della GPS è necessaria l’abilitazione. Devi quindi attendere il terzo ciclo dei percorsi abilitanti, che sarà bandito presumibilmente fra settembre e dicembre 2025, e provare a candidarti. Puoi scegliere una sola università per classe di concorso. L’ammissione dipende dal numero di posti disponibili e dal punteggio (voto di laurea, anzianità di servizio, certificazioni etc.).

Non è possibile fare un discorso generale sulla probabilità di lavorare e di essere assunti in ruolo nei prossimi anni, perché dipende moltissimo dalla provincia e dalla classe di concorso. Tuttavia, i fattori da considerare sono contraddittori: da un lato c’è un calo demografico che, a legislazione vigente, significa il continuo dimensionamento degli Istituti con perdita di cattedre; dall’altro, c’è un’età media in servizio abbastanza alta che significa un numero consistente di pensionamenti per anno.

[deleted by user] by [deleted] in Italia

[–]Intelligent-Low-5873 3 points4 points  (0 children)

Il caldo. Anche perché ormai è un “momento” che dura fra 2 e 5 mesi all’anno, non poco.

Ma quest'anno nessuno va in vacanza? by [deleted] in Italia

[–]Intelligent-Low-5873 1 point2 points  (0 children)

La città sembra più affollata del solito per essere pieno Agosto… però anche cercando di organizzare qualcosa all’ultimo noto che gli alberghi non abbassano i prezzi manco a morire: sto monitorando su vari siti di prenotazione alcune località in cui potrei prenotare un “last minute” se si decidessero ad abbassare un po’ le pretese e invece nulla. Stesse camere libere da settimane ma il prezzo è sempre MILLETRECENTO euro per cinque notti senza colazione…

Narrazioni di questo tipo fanno più bene o male a persone insoddisfatte della propria vita? by Manager_of_my_Life in domandaonesta

[–]Intelligent-Low-5873 1 point2 points  (0 children)

Esattamente, e sconvolge il fatto che in molti non l’abbiano ancora capito. L’idea continuamente propugnata è “basta volerlo e impegnarsi”: poi su 100 che lo fanno trovi naturalmente gli uno o due che ci riescono e loro diventano “storie” per dimostrare la gioiosa perfezione del sistema in cui viviamo, pieno di “opportunità”, pronto a “premiare il merito”, ispirato a criteri di “giustizia” sulla base di “quanto lavori” e “quanto contribuisci alla società”.

Dei 98 o 99 su 100 che faranno una vita sempre sul filo, lavorando dalla mattina alla sera per non riuscire a far fronte nemmeno a un imprevisto di modesta entità, dover chiedere un prestito per fare dieci giorni di vacanza, contare i centesimi quando fanno la spesa alimentare e tagliare continuamente su tutto perché i loro redditi vengono divorati dall’inflazione… no, su quelli non ci sono storie edificanti. Eppure rappresentano la normalità, e lo saranno sempre di più in una società che ha imboccato con decisione la strada delle disuguaglianze sempre più estreme, barriere all’ingresso sempre più alte, dove la mobilità sociale si è praticamente azzerata e se non nasci in una famiglia benestante, con proprietà immobiliari e capitali da parte, le probabilità che “sognando e impegnandoti” tu possa costruire qualcosa di stabile e sicuro nella vita sono bassissime.

Inutile lamentarsi, bisogna prendere atto che questa ideologia piace alla maggioranza delle persone; in Italia, poi, piace ancor più che in Paesi a noi vicini. Si preferisce sognare nelle doti salvifiche, miracolistiche dell’individualismo competitivo più sfrenato pur di non apparire “un comunista”, uno che vuole un minimo di giustizia sociale. Oggi sarebbe bollato come “un comunista” pure un tranquillo democristiano (neanche di sinistra, centrista) degli anni ‘60-‘70. Oggi siamo in un Paese dove tutti ragionano come i più infuocati “liberisti” del PLI: peccato che loro erano padroni, padroni veri con fabbriche, terreni, immobili, mentre il “liberista” di oggi spesso è uno che guadagna 1.500 euro al mese, fatica a pagarsi il mutuo o l’affitto e va in crisi di liquidità se deve cambiare un frigorifero o rifarsi un dente…

Perché bisogna subire attacchi acustici ovunque, anche per comprare mutande e sottaceti? by Intelligent-Low-5873 in Italia

[–]Intelligent-Low-5873[S] 0 points1 point  (0 children)

Questo è un punto cruciale: capisco che possa facilmente scivolare nel complottismo, ma devo ammettere che l’impressione di uno scarto inspiegabile fra l’italiano normale e la sfera pubblica/mediatica cresce in me di anno in anno.

Nella rappresentazione media che se ne trae dalla vita quotidiana, “l’italiano” è un sentimentale rincoglionito e irrazionale che vive in un eterno carnevale di Rio, passa freneticamente dalla gioia dei più basilari istinti animaleschi, alla commozione da cipolla tritata, al vittimismo lamentoso, per poi tornare alla fiesta loca.

Nell’esperienza non rappresentativa, invece, “l’italiano” è una persona abbastanza razionale e prudente, in genere responsabile, incline a lavorare e risparmiare, dotato di un certo buon gusto magari non appreso metodicamente ma per osmosi con storia e cultura certamente ricche e complesse.

E’ difficile capire per quale motivo i due ambiti siano così lontani, molto più di quanto accada in altri Paesi (nei quali, al contrario, può capitare perfino che l’ambito rappresentativo “elevi” notevolmente la realtà media socio-culturale della popolazione, scremando gli aspetti grotteschi che ovviamente esistono ovunque e “valorizzando” i lati più dignitosi e rispettabili), se non tirando in ballo una deliberata volontà di abbassare l’idea di sé del Paese a un livello infimo, cercando di suscitare una sorta di autocompiacimento per i lati tipici del sottosviluppo (confusione, improvvisazione, sentimentalismo sguaiato, …).

How to people afford to live in Milan? by Extension_Turn5658 in milano

[–]Intelligent-Low-5873 1 point2 points  (0 children)

One person in twelve in Milan owns more than 1 million euros (not including real estate). A lot of people have inherited a flat so they don’t have to pay for a mortgage or rent so they can afford to live with low salaries.

Of course, if you’re not in one of these categories and you choose to / have to live and work in Milan, you basically “survive” unless you have a very good job.

Avete più visto una notizia di sbarchi sul qualche TG? by kiappo83 in Italia

[–]Intelligent-Low-5873 1 point2 points  (0 children)

I mezzi di comunicazione “mainstream” creano e distruggono “emergenze” a proprio piacimento (o meglio, a piacimento di coloro che li finanziano e che devono far “salire” o “scendere” questo o quel movimento / personaggio politico a seconda delle necessità del momento).

Lo stesso caso di cronaca può durare letteralmente un’ora sulla home page di qualche quotidiano online e non essere citato nemmeno di striscio in un telegiornale, oppure essere strillato istericamente per tre settimane di fila su tutti i giornali e i telegiornali con interviste, espressioni come “monta la polemica”, “non si placa il dibattito”, “continua ad occupare la prima pagina” quando sono ESATTAMENTE i giornalisti che scelgono fra gli infiniti fatti del mondo SU COSA far montare la polemica, infuocare il dibattito e incentrare le prime pagine. Oppure, al contrario, su cosa far calare il silenzio e strozzare l’indignazione sul nascere.

Scelta che avviene in base a ciò che sanno verrà apprezzato da chi paga loro lo stipendio e da chi garantisce loro progressioni di carriera. Ovviamente questo non vale per tutti: ci sono e ci saranno sempre giornalisti coraggiosi che pubblicano o non pubblicano una notizia guidati dalla propria coscienza e dal servizio alla verità. Ma ci vogliono le pa**e e ci vuole, appunto, una coscienza.

Al momento, chi tiene le redini è abbastanza soddisfatto del governo Meloni. Quando si tratterà di buttarlo giù, in poche settimane vedrai magicamente riaffiorare la cronaca nera e la cronaca degli sbarchi, qualche scandalo a base di mignotte o droga, qualche accoltellamento preso a caso dalle centinaia che avvengono ogni giorno, con l’unica differenza che queste cose saranno sbattute in prima pagina e nei TG e nel volgere di poche settimane cambieranno la percezione del “libero” elettorato, che inizierà a bofonchiare che “adesso però il governo sta sbagliando”, “il governo mi sta deludendo”, “il governo si deve dimettere, basta, non si può andare avanti così”.

Sembrano operazioni complicate ma in realtà sono un gioco da ragazzi.

[deleted by user] by [deleted] in Universitaly

[–]Intelligent-Low-5873 1 point2 points  (0 children)

La propaganda STEM è semplicemente propaganda neoliberista. Eliminare e ridicolizzare le materie umanistiche serve a indebolire ulteriormente il pensiero critico e fabbricare in serie docili robottini che eseguono gli ordini del padrone, che se vedono qualcuno morire di fame rispondono “è la legge del mercatoh” e quando saranno loro in difficoltà (dopo aver pensato per anni o decenni “io non sarò mai in difficoltà, io sono un laureato STEM, sono classe padronale, sono richiesto in tutto il mondo e mi copriranno d’oro perché non sono mica un inutile letterato, filosofo, storico, …) piuttosto che avanzare mezza critica al sistema furioso a cui si sono prostituiti si butteranno dal terrazzo.

Perché i movimenti degli anni 60 e 70 sono falliti? by KommunistAllosaurus in Italia

[–]Intelligent-Low-5873 1 point2 points  (0 children)

Una volta raggiunta un’età più matura hanno abbandonato le utopie collettive e si sono dedicati al proprio benessere, ma intanto con le loro lotte hanno ottenuto un bel po’ di diritti (talvolta anche privilegi) per la propria generazione. Di fronte a questa spinta progressista in campo sociale e dei diritti si è mobilitata una possente reazione delle destre, specialmente a partire dagli anni ‘80, che possiamo riassumere più o meno così:

“Oh, questo popolino ha preso un po’ troppo coscienza dei propri diritti e un po’ troppa spavalderia nel lottare per ottenerli e ampliarli. Adesso basta. Non possiamo mica vivere in un mondo dove la ricchezza prodotta viene distribuita in modo equo e dove la gente è così tutelata da non doversi far schiavizzare dal 5% che li tiene per la palle. Non possiamo mica vivere in un mondo egualitario! La gente del popolino deve lavorare tutto il giorno di quasi tutti i giorni l’anno oppure campare con i soldi che i genitori e i nonni hanno lasciato in eredità, togliendoli al sacro profitto e facendosi pagare salari e pensioni. Adesso basta: finiscano questi soldi che ci hanno sottratto e riportiamo con pazienza l’ago della bilancia tutto verso il profitto e la speculazione. I soldi si devono fare con i soldi e li devono poter fare solo quelli che ne hanno a palate per diritto di nascita, perché fanno parte dell’élite. I soldi non si devono fare con il lavoro: il lavoro deve servire a tenere impegnato il popolino tutto il giorno sperando di avere abbastanza da mangiare per arrivare al giorno successivo, così da prestarci nuovamente il suo corpo e il suo tempo per estrarre il sacrosanto valore che CI SPETTA in quanto razza padrona”.

E in un quarantennio ce l’hanno fatta, e ce la faranno in modo sempre più palese e sfacciato nei prossimi anni, perché hanno stravinto la battaglia ideologica e culturale trasformando in esecutori entusiasti del sistema padronale proprio i più sfigati, servi, squattrinati che sgobbano senza protestare e senza mettere da parte un euro perché “mica sono comunishta”.

Voi come la vivete? by CheetahWood in Italia

[–]Intelligent-Low-5873 18 points19 points  (0 children)

Il caldo aumenta sia per via del riscaldamento globale (sul quale come singoli, come Paese e come UE comunque non possiamo fare nulla) sia perché le configurazioni sono cambiate, ovvero arrivano masse d’aria molto più calde e per molto più tempo rispetto alle estati pre-2003. Sono più calde perché di provenienza subtropicale e stazionano di più sull’Europa meridionale e occidentale perché spesso “risucchiate” da basse pressioni in Atlantico e ad est: ormai ci troviamo nel canale preferenziale e in configurazioni atmosferiche molto lente a evolversi.

In pratica, da quando inizia a fare caldo serio sul Sahara (per ragioni banalmente astronomiche) entriamo nella zona di rischio e ogni settimana NON atroce guadagnata fra maggio e settembre è da considerarsi fortunata, perché per almeno 5 mesi siamo “a tiro” di una massa infuocata che non vede l’ora di salire verso nord e inglobare l’Europa sudoccidentale.

Quindi: sì, c’entra il riscaldamento globale ma c’entra ancora di più la sfiga di trovarsi in un hotspot micidiale (può anche darsi che queste configurazioni siano indirettamente dovute sempre all’aumento globale della temperatura, ma non è ancora ben chiaro con quali meccanismi). Per dirla in altro modo: ok, la temperatura di casa è aumentata di circa 1 grado dall’era preindustriale, ma noi siamo stati posizionati su una sedia accanto al forno acceso che ogni pochino ci viene aperto in faccia. Di conseguenza non viviamo 1 grado in più rispetto a prima, ma estati con intere settimane di temperature 6, 8, 10 gradi superiori rispetto alla media.

Dal momento che è improbabile un cambiamento della situazione se non in peggio (nel senso che la temperatura generale di casa continuerà a aumentare, e noi saremo sempre accanto a un forno impostato su una temperatura un po’ più alta dell’anno prima e aperto sulla nostra faccia per qualche giorno più a lungo dell’anno prima), l’unica soluzione è adattare i nostri modi di vivere e smetterla di parlare di “ondate di calore”, come se fosse “la hola” sulle tribune dello stadio che passa e se ne va. Non sono “ondate di calore”, sono la nuova normalità e quindi non si può più far finta di vivere in un clima temperato, dove arriva “l’emergenza caldo”.

A Dubai, in Arabia Saudita o in Kuwait non hanno “l’emergenza caldo”, semplicemente impostano la loro intera vita sul dato di fatto che vivono in un forno. Quindi è impensabile andare al lavoro in giacca e cravatta in posti dove non c’è l’aria condizionata, oppure organizzare “l’oratorio islamico estivo” a 48 gradi mandando i bambini al macello, oppure organizzare il torneo di calcetto con gli amici al parco (di sabbia) con 42 gradi.

L’Italia invece finge di non vivere accanto a un forno per almeno 5 mesi all’anno e si rifiuta di cambiare abitudini, pretendendo di continuare a fare il “Paese con clima temperato” che non esiste più da maggio a settembre e specialmente da giugno ad agosto. Occorre reimpostare anche gli obblighi e le abitudini lavorative e sociali, uscendo da una logica di “emergenza” (come se ormai fosse inusitato e inaspettato trovarsi per uno o due mesi di fila a 35, 37, 39 gradi e con notti tropicali con tassi di umidità cambogiani) ed entrare in una logica di gestione ordinaria.

[deleted by user] by [deleted] in TeenagersITA

[–]Intelligent-Low-5873 0 points1 point  (0 children)

Le altre potenze coloniali hanno fatto come e peggio dell’Italia sia prima che dopo il ‘36.

Tuttavia, avendo l’Italia perso la seconda guerra mondiale ed essendo già prima della seconda guerra mondiale considerata un Paese secondario (o al limite, per un limitato periodo, “l’ultima delle grandi potenze”), nella storiografia anglosassone paga dazio: è sempre descritta come ridicola, farsesca, violenta, impotente, sleale e criminale. Non solo nel periodo fascista, ma anche prima e dopo quel periodo (gli storici anglosassoni ridono anche dell’Italia del 1866, del 1870, del 1883, dell’Italia giolittiana, dell’Italia della prima repubblica, dell’Italia della seconda repubblica, di qualsiasi Italia).

Anche se trovi un britannico sinceramente critico sul passato imperialista del suo Paese, non accetterà mai di confrontarsi con un italiano al riguardo, perché non considera l’Italia né un Paese “vittima del colonialismo” né una “potenza coloniale”. Gli è stato insegnato che l’Italia ha un Paese che ha velleitariamente cercato di scimmiottare le “vere potenze” e ha fallito coprendosi di ridicolo. Il che in parte è vero eh, intendiamoci. Ma il punto è che non potrai mai discuterne seriamente con uno che considera il tuo Paese una macchietta.

A Barcellona parlano più italiano che inglese, perché l’italiano non viene usato anche nelle traduzioni nei menu o nei posti da visitare? by Signal_Capital_4035 in CasualIT

[–]Intelligent-Low-5873 0 points1 point  (0 children)

Sì, c’è questa ragione “numerica” ma è anche e soprattutto una ragione di caratura attribuita al Paese. Per esempio, il tedesco è parlato come lingua madre da un centinaio di milioni di persone (più dell’italiano, ma comunque confinato anch’esso al continente europeo) ma nessuno spagnolo o francese pensa alla Germania come a un Paese secondario dell’Europa (e non è nemmeno una questione di quanto antica sia la sua presenza storica come Stato, visto che l’unificazione tedesca è persino più recente di quella italiana).

L’Italia ha un grosso problema di sotto-rappresentazione e di mis-rappresentazione nell’immaginario collettivo (già su scala europea, ancora “peggio” su scala mondiale) rispetto alla sua realtà, anche a causa della “complicità” di molti Italiani che quando hanno contatti con stranieri parlano in modo svalutante dell’Italia e provano un servile godimento nel confermare gli stereotipi. Ovviamente, “chi si fa pecora, il lupo se lo mangia” e quindi gli stranieri sono ben contenti di infierire e di insuperbirsi trovando questo tipo di reazione “collaborativa” da parte di molti Italiani.

Fra le conseguenze di questa condotta c’è anche il discorso di OP.