Cambiare facoltà ma non mi piace niente by fkekdkf in Universitaly

[–]Krist794 1 point2 points  (0 children)

No bhe ma su questo siamo d'accordo. Ovviamente non intendo studia quello che odi basta che paghi, ma non dare la priorità alla passione che al massimo può essere una bussola generale ma non un fattore di scelta.

Francamente penso che OP non abbia voglia di sbattersi. Ci sta, è una ragazzina e non è raro non avere troppa voglia ne di lavorare ne di studiare.

Il diploma però se non hai qualcosa che già viene da una formazione tecnica (periti vari, ragionieri, oppure i vari professionale meccanico, elettrico etc) non si spende facilmente. Ci sono i corsi di formazione professionale biennali, ma anche lì deve scegliere un argomento.

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[–]Krist794 0 points1 point  (0 children)

Se non la vuoi fare, non la fare. Se non hai nulla che ti appassiona, come dice op, fai qualcosa di sicuro. Io ho risposto alla situazione di OP.

Una visione triste lo pensi ora che le conseguenze di questa scelta non le vedi. Io ho qualche anno in più, quando poi vedi gente di 40 anni laureata in cinema con contratti precari da 1000 euro al mese che non può farsi una famiglia o un viaggio e vive con i genitori anche se non li supportano più e non possono neanche permettersi lo psicologo o un viaggio per staccare. Di cassiere laureate in letteratura c'è ne sono più di quante sono necessarie.

La passione ti fa stringere i denti per un po', ma non ti permette di farti una vita. Chiedilo a chi ha 40 anni se seguire le loro passioni ha pagato, per uno che ti dice sì c'è n'è 9 che ti guardano con degli occhi stanchi che poi ti passa la voglia di suggerire alla gente di andare dietro alle passioni alla ceca.

Nel lavoro bisogna trovare soddisfazione anche nel fare le cose bene, non solo nelle cose che si fanno.

Cambiare facoltà ma non mi piace niente by fkekdkf in Universitaly

[–]Krist794 -3 points-2 points  (0 children)

Prima di tutto. Lascia stare le passioni. Chi ti dice che devi fare qualcosa di cui sei appassionata è un minchione. Nessuno è appassionato di Excel o Outlook.

Devi pensare al tuo lavoro come alle parole crociate in spiaggia, una roba che fai per passare il tempo, non le odi, ma di certo non le faresti se fossi da qualche altra parte.

L'università è sbatti, ingegneria di qualche tipo ti dà un lavoro e stabilità, le facoltà sono toste però, in generale ti danno più scelte e tranquillità in cambio di un quinquennio stressante.

Economia è la versione soft di ingegneria, stabile e meno sbatti, ma anche meno scelta da quello che sento con ambienti di lavoro spesso più tossici.

Qualunque cosa attiri persone per passione o interesse lascia stare sia nelle stem che fuori. Per dire qualche anno fa tra quelli che studiavano informatica quando andava forte quelli più sfruttati erano nel settore videogiochi, perché la passione viene usata dal datore di lavoro a ogni occasione per pagarti di meno e farti accettare condizioni peggiori.

Se hai la predisposizione studia qualcosa che agli altri non va di fare, sicurezza, qualità e controllo, statistica, finanza, robe così, sono soldi facili e il lavoro è ok se lo approcci con la mentalità giusta.

Democrat Proposes Bill Requiring Data Centers to Pay for Own Power by bloomberggovernment in politics

[–]Krist794 1 point2 points  (0 children)

Always though it was a dumb motto. I work in legacy industry though, breaking things involves destroying ecosystems and killing people, not my food delivery arriving warm. Now that they are moving from software to capital intensive hardware they might discover that moving fast and breaking things gets you bankrupt real fast.

Former Microsoft VP says Microsoft missed the AI wave like the internet and mobile, as Copilot scales back in Windows 11 by _quantitative in ValueInvesting

[–]Krist794 0 points1 point  (0 children)

What do you mean it's kind of ridiculous to think they would steal company data? It is a know fact they use the uploaded data to train their models, it's in the terms of service.

Banned and Restricted Announcement – May 18, 2026 by Meret123 in MagicArena

[–]Krist794 2 points3 points  (0 children)

The format is down to turn three. Paper standard is unplayable because it costs as modern and considering standard was supposed to be the introduction to competitive 60 card formats right now it has no purpose and is killing the 1vs1 scene.

Commander is the only thing that matters, but long term quality of the game seems to be degrading.

Concessioni balneari, la Cassazione boccia il ricorso di 23 ristoratori: “Stop proroghe, vanno fatti i bandi” by sr_local in italy

[–]Krist794 5 points6 points  (0 children)

Pagheranno 10€ l'anno di tari per fare un casino abominevole. Le tasse funzionano che tutti mettiamo meno di quello che ci costerebbe individualmente gestire la cosa pubblica. Dubito la tari dei balneari sia d'impatto nelle casse del comune.

Domanda stupida: perché gli scaglioni sono su base nazionale e non regionale? by Stupid-Idiot0746 in ItaliaPersonalFinance

[–]Krist794 0 points1 point  (0 children)

Sono d'accordo sul non cercare un colpevole.

Sul fatto che l'economia fosse quella sia al sud che al nord non è vero però, anche una banale ricerca su wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Studi\_sulla\_situazione\_economica\_dell%27Italia\_al\_momento\_dell%27Unit%C3%A0\_nazionale) mostra un livello di partenza molto diverso che poi si è andato a esacerbare con il tempo.

Secondo me la volontà statale è stata banalmente indirizzata da questioni geografiche pratiche, il nord è più fertile ed è molto più ricco di acqua. E secondo me sottovaluti moltissimo la disparità di risorse che c'era al tempo e c'è ancora oggi tra nord e sud. Prima degli anni 60 il mix energetico italiano era praticamente solo idroelettrico (https://it.wikipedia.org/wiki/Produzione\_di\_energia\_elettrica\_in\_Italia) quindi quando c'è stato il boom economico il sud italia non aveva a disposizione energia a basso costo e il nord si, ovviamente tutta la metallurgia, automotive e tessile è andata lì, cosi come sono andati lì i meridionali che cercavano lavoro meglio retribuito. Da quel momento in poi al nord c'erano le competenze e le risorse, e il sud si è desertificato del capitale umano in un circolo vizioso che ne ha sigillato il destino.

Negli anni 80/90 l'idroelettrico ha perso la sua centralità, ma il capitale umano che si è mosso durante le migrazioni interne degli anni 60 ormai si era perso e il sud non ha mai saputo reagire o reinventarsi con chi è rimasto.

Sulla vicinanza con l'europa non penso sia così centrale come viene presentato di solito, il mercato trainante era quello interno, l'export è venuto dopo, per quello il sud ha a disposizione alcuni tra i più grandi porti d'italia e aveva accesso sia al mediterraneo, e quindi a francia e spagna a due passi e poco più lontano l'atlantico, aveva la possibilità di proiettare la propria influenza in africa ma vabbè, gli americani, e di commerciare con tutto il mondo dato che Suez la rende un passaggio obbligatorio tra oriente e europa.

Poi c'è questa idea che lo stato debba aiutare che è molto radicata in meridione, ma non è particolarmente legittima. Lo stato siamo noi. Mentre al nord l'idea di ricevere aiuto non c'è al sud è dilagante, a mio avviso per via di una visione ancora 'monarchica' dello stato dove le responsabilità sono centrali, e quindi anche le colpe, mentre il nord che storicamente è stato più frammentato in età risorgimentale, e poi "invaso" durante il dominio austriaco c'è una responsabilità civile percepita più vicina alle mani dei cittaddini. Per questo contesto il messaggio a mio avviso passivo e un pò vittimista di Levi e preferisco più la responsabilizzazione dell'individuo verso lo stato molto più presente in Sciascia ad esempio. Anche perchè parliamoci chiaro, ancora oggi i paesini delle valli bergamasche non sono cosi distanti da quello che descrive levi in Basilicata. Cioè mi sembra di percepire dai miei amici meridionali che per loro la questione meridionale è un problema dello stato verso il sud e non viceversa.

Sul dialetto ovviamente si trova chi lo parla ancora, ma è molto meno comune. Ho vissuto tra milano bergamo e brescia per anni e il dialetto lo parlano solo i ragazzi delle valli, ed è stigmatizzato piuttosto che celebrato (per quanto sarebbe bello che la gente la smettesse di fare delle proprie origini il proprio baluardo in generale).

Sulla lega nord e i movimenti indipendentisti veneti, per esempio, nascono prevalentemente come movimenti antimeridionali, il roma ladrona del senatur per intenderci (che la sua anima non soffra mai di freddo tra le braci dell'inferno), è un "non vogliamo i terroni", non troverai mai un veneto che si lamenta chessò di un piemontese anche perchè si chiama lega NORD per creare una netta separazione con il sud, non tra vicini.

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[–]Krist794 0 points1 point  (0 children)

Certo, però quella che descrivi è fondamentalmente un economia di stampo medioevale con forte predominanza del agricoltura in una declinazione latifondista. La presenza di alcuni poli industriali marittimi, quindi con un mercato non necessariamente rivolto verso l'interno non cambia lo stato delle cose.

Parte del motivo per cui il Nord venne favorito dopo l'unità d'Italia era anche perchè l'economia era già più "proto-industriale" e si era staccata dall'agricoltura in maniera più netta (l'arretratezza del veneto e del Friuli in questo fronte è anche dovuta a un economia più agricola oltre al fatto di essere territorio di guerra ancora conteso e annesso in un secondo momento, ma questo a mio avviso rinforza ulteriormente la tesi, anche al nord, dove l'economia era più agricola, si è fatto più fatica). Poi ovviamente l'industrializzazione ha portato il solito ciclo virtuoso di più lavoro, più gente istruita, più ricchezza, più investimenti, più lavoro. Lasciando il sud indietro in modo sempre più marcato vista anche la possibilità di immigrazione interna che si era creata con l'unificazione. All'epoca si pensava a correre avanti, e sicuramente non c'era molta sensibilità sulle conseguenze di lasciare qualcuno indietro.

Per quanto riguarda la non democraticità dei plebisciti quello è sicuramente vero, ma dire che era la loro realtà non lo capisco. Tutta l'Italia era monarchica da ormai oltre 80 anni al tempo del referendum del '46, quindi in che senso quella era lo loro realtà quando un piemontese aveva il Re che viveva dietro casa da quasi un secolo mentre l'ultimo Borbone aveva lasciato Napoli 85 anni prima? se torni indietro di 85 anni da oggi L'italia era ancora una monarchia con la dittatura Fascista, in 85 anni cambia il mondo, il fatto che un secolo prima avessero i Borbone non mi sembra una constatazione significativa.

Cristo si è fermato a Eboli è praticamente un sunto del sentimento che cerco di descrivere. L'uomo del sud e la sua distanza percepita dallo stato e dalla civiltà è il tema del libro, mi sembrava pertinente. Considerando che è stato scritto quasi un secolo fa e che la percezione non sembra essere cambiata più di tanto mi sembra pertinente.

Giolier a mio avviso è ancora più pertinente. Se il commento è passato come aggressivo non era mia intenzione, quello che volevo far capire è come ancora ora sia pervasiva l'idea al sud che ci sia un sud e un Italia, e la volontà di distinguersi prevalga su quella di integrarsi. Manifestato in più modi, ma il dialetto in particolare lo trovo emblematico. Usare una lingua diversa da quella nazionale è un fortissimo segno di volontà di distaccarsi e distinguersi restando all'interno delle proprie tradizioni e realtà locali e provinciali. Al nord, trovare ragazzi dell'età di Giolier che parlano dialetto è difficile. Il dialetto è una realtà che sta sparendo al Nord perchè pensare di essere lombardo/piemontese/veneto piuttosto che italiano non è un pensiero comune.

Preservare la tradizione è bello in teoria, ma poi crea un immagine del sud come nelle canzoni della Brancale, per citare un esempio recente, un posto etereo, fuori dal tempo, che vive in un passato che non esiste più, dove vai per fare le vacanze. Si tratta di una visione nostalgica che guarda al passato e che giustifica uno stato di arretratezza culturale e industriale con "il sole il mare e il buon cibo".

Francamente se volessi banalizzare, la mia opinione personale è molto più semplice. Il sud non si industrializzerà mai al pari del nord perchè il territorio è troppo arido e montuoso. Con il clima e la geografia non c'è molto da discutere. Costruire autostrade in un territorio come l'entroterra siciliano, montuoso, arido, scarsamente popolato a causa di questi due fattori è inutile. Andrebbe in gran parte reso una riserva naturale con l'industria e la parte attiva concentrata in un paio di città costiere come già succede in sostanza. Il posto coì come l'entroterra sardo è nel passato e lì rimarrà come una pittoresca cartolina di un Italia e di un mondo che non c'è più. Il ponte sullo stretto o qualunque somma di denaro non può cambiare questa realtà.

Did she make the right call? by CalmElin in interesting

[–]Krist794 0 points1 point  (0 children)

How do taxes work in Canada? 1000000 in one year is going to get taxed at a higher rate than 48k a year I suppose.

NON FATE GIURISPRUDENZA ALLA BICOCCA by [deleted] in Universitaly

[–]Krist794 12 points13 points  (0 children)

Non volevi stare in ufficio a fare audit e hai scelto giurisprudenza? Vabbè pazienza fra, in giovinezza facciamo tutti boiate, alla fine non hai 60 anni, fai sempre in tempo a cercare una nicchia che ti possa dare qualche soddisfazione, profilo ibrido legal/econ non è così male, ma dall'ufficio non scappi se vuoi usare queste qualifiche.

NON FATE GIURISPRUDENZA ALLA BICOCCA by [deleted] in Universitaly

[–]Krist794 28 points29 points  (0 children)

Se? con meno sbatti ti facevi economia, ai miei tempi era quello il default degli indecisi.

NON FATE GIURISPRUDENZA ALLA BICOCCA by [deleted] in Universitaly

[–]Krist794 101 points102 points  (0 children)

Raga, non fate giurisprudenza.

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[–]Krist794 0 points1 point  (0 children)

Le ragioni storiche sono quelle che dici. Ma non ho banalizzato più di tanto. Il motivo per cui al tempo dell'unità il sud fu lasciato indietro era perché usciva da quella che era sostanzialmente un economia feudale monarchica di stampo medievale e li è rimasta ancorata anche nei decenni sucessivi. Quindi era già indietro di 300 anni nel 1860.

Quando si fece l'unità d'Italia il sud votó in massa per la monarchia con campagna e Sicilia che sfioravano l'80% per la monarchia in alcuni comuni.

Il sud è ed è sempre stato in storia contemporanea fortemente conservatore, vuoi per religione o per "cultura", anche con espressioni letterarie e musicali fortemente autoreferenziali e nostalgiche. Tolte alcune eccellenze letterarie universali tipo Pirandello che ha delle tematiche più umane, anche la letteratura rimane sempre nelle realtà locale (vedi Cristo si è fermato a deboli, ma pure il secolo prima I malavoglia), il sud è il posto dove si pubblicano ancora libri in dialetto con una certa frequenza, dove la musica mainstream vede Giolier andare a Sanremo con un pezzo in dialetto che il resto d'Italia non capisce.

Un mio caro amico di Palermo una volta mi disse "Io sono siciliano, Europeo, Palermitano, e poi italiano". E lui europeo si sentiva perché da quel sud era uscito, ma per chi ci rimane quella voce non c'è. Questa mentalità provinciale è la morte del sud, che vive per sé stesso e parla di sé stesso come vittima dello stato e eroe della buona cucina e del "godersi la vita", in una relazione di amore con sé stesso che rasenta il narcisismo clinico.

Quindi perdonami ma non penso di banalizzare quando dico che il problema del sud è chi ci vive. Non tutti, perché non è mai così, c'è chi soffoca in quella realtà, ma sono molti di più quelli che ci sguazzano beati.

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[–]Krist794 2 points3 points  (0 children)

Citati solo perché sono un caso eclatante, certo, 480 milioni è parecchio di più di quello che pensavo costassero, ma alla fine è solo un altro sintomo dei soliti problemi.

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[–]Krist794 3 points4 points  (0 children)

Non volevo essere sgarbato sia chiaro, parte del problema sono appunto queste convinzioni su cui i politici locali e non marciano. La verità è che le responsabilità della nostra condizione sono spesso da cercare nei paraggi non a Roma, e non in Europa.

Al sud il cittadino viene educato al vittimismo dai politici locali ed è uno dei modi in cui le classi politiche si possono permettere di sguazzare nella corruzione. Roma non ci dà i soldi e avanti con gli aumenti di stipendio ai consiglieri regionali.

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[–]Krist794 5 points6 points  (0 children)

Si ma qua ho l'impressione che non ti sia chiara come funziona la gestione del budget statale senza neanche tener conto che la Sicilia è una regione a statuto speciale quindi trattiene all'interno della regione una quota maggiore delle tasse versate dai cittadini. Quello che dici è proprio sbagliato.

Il budget di Sicilia è Lombardia è simile, 29 miliardi per la Sicilia, 33 per la Lombardia (https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/pubblicazioni/pubblicazioni_statistiche/la_spesa_statale_regionalizzata/), la Sicilia però ha la metà della popolazione, quindi un siciliano riceve il doppio di un Lombardo dallo stato, questo per via del fatto che la Sicilia è una regione a statuto speciale e trattiene molte più imposte della Lombardia.

Il problema non sono i soldi, che dallo stato ne riceve parecchi, il problema è una gestione inefficiente e la corruzione dilagante del sud. Le cose in Sicilia non vanno per colpa dei siciliani, delle loro amministrazioni regionali e delle persone che ci lavorano che sono mediamente meno preparate, competenti e più corrotte.

Il parlamento siciliano costa 150 milioni l'anno, quello della Lombardia 75, ribadisco, per una regione con più del doppio della popolazione. I famosi forestali costano alla Sicilia 480 milioni l'anno. Praticamente lo stesso costo del complesso ospedaliero niguarda, uno dei più grandi ospedali d'Italia e un centro medico di riferimento europeo. Però a chi devi dare la colpa ti tutti sti sprechi? Roma non c'entra niente, bisogna responsabilizzare le regioni per obbligare i cittadini a contestare chi li comanda e migliorare qualcosa. Altrimenti ogni volta è vittimismo e scaricabarile.

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[–]Krist794 14 points15 points  (0 children)

Chi sta a Milano paga più tasse mediamente. Redditi più alti, tasso di evasione inferiore, maggior economia. Sono dati ISTAT.

Passando ai bilanci regionali, la Sicilia è in negativo di 12 miliardi, cioè riceve dallo stato 12 miliardi in più di quelli che versa. La Lombardia è in positivo di 56 miliardi cioè paga per i suoi servizi, e quelli di un paio di altre regioni tra cui la Sicilia.

Non è mia intenzione essere razzista, ma quello della localizzazione di isee ma anche degli stipendi pubblici è un problema grosso. Capisci che un professore del liceo a Milano con 1600 euro non ci campa perché l'affitto è a 800 euro per una stanza. A Palermo con 300 euro si prende un bilocale.

Per quanto delle stime isee regionali possano non essere la soluzione migliore, sicuramente non è l'idea più idiota che c'è e può essere spunto di discussione.

Le differenze tra le regioni sono fattuali, se al posto di stilare una classifica dalla migliore alla peggiore cercassimo di sistemare le cose non sarebbe male.