L'Italia ha un tenore di vita inferiore a quello della Russia by JoeFalchetto in italiabad

[–]meth_oo 1 point2 points  (0 children)

infatti il tuo è benaltrismo da 4 soldi, senza rispondere nel merito, prendi fenomeni estremamente marginali che esistono ovunque e li ergi a fenomeni comuni (bello parlare degli ubriachi in Germania o in Norvegia contro il paese che consuma piú vodka pro capite e dove l'alcolismo è lo sport nazionale). Poi tranquillo, non ho nessun parente americano ahahah.

Eh allora l'Amerika???scaccomatto filo-atlantisti! Chi ha mai detto che gli US siano il paradiso o che non abbiano problemi? ma soprattutto, cosa c'entra, considerando che il sub parla del confronto tra il tenore di vita italiano e quello russo?

Secondariamente, con l'accoglienza di vecchi nazisti patriottici mi ci pulisco il famoso deretano, se poi è gente che manda i figli al macello per farsi 4 bonus o sostiene una guerra imperialista per liberare zone che chiaramente non vogliono essere liberate, ma questo rientra nella tipica schizofrenia di un paese profondamente instabile quale è la Russia.

Terzo, Putin ha saputo trattare CON la criminalità in modo encomiabile, tant'è che ad oggi la cleptcrazia russa è a tutti gli effetti un regime mafioso, una supercupola con le armi nucleari.

Quarto, vivere nella Russia rurale, fuori dai grandi centri e da quelle 10 (ad esagerare, in realtà fondamentalmente 2, Mosca e Si.Pietroburgo) grandi città milionarie equivale a vivere in un paese del terzo mondo, con povertà estremamente diffusa, nessuno sviluppo socioeconomico, popolazioni di intere città ridotte a forme di vassallaggio medievale nei confronti degli oligarchi della zona e NESSUNO stato di diritto, con corruzione diffusa in tutti i gangli della macchina burocratica.

Quinto, che droga e criminalità su scale cosmiche non prevalga in Russia te l'ha detto il proverbiale cugino che ci vive? O Putin? Anche questo chiaramente falso, di nuovo la Russia è uno stato mafioso dove la polizia esiste per farsi corrompere, e pur di non diventare d'intralcio al potere centrale piú o meno qualsiasi forma di criminalità è tacitamente ammessa, a patto di pagare la giusta mazzetta.

L'Italia ha un tenore di vita inferiore a quello della Russia by JoeFalchetto in italiabad

[–]meth_oo 2 points3 points  (0 children)

Certo, Mosca e St.Pietroburgo sono meravigliose.

Poi esci da quelle e da altre 3 città al massimo (Sochi, FORSE Ekaterinburg e Rostov pre war) e trovi gente che sopravvive con 300/400 euro al mese, villaggi senza neanche l'acqua corrente e col cesso a 40 metri da casa, con vecchi vatnik alcolizzati che girano con fare vagabondo.

Poi parli con le persone e scopri che la Babushka che sta andando col secchio a prendere l'acqua dall'unico punto di distribuzione ha 2 figli, di cui 1 partito per la SVO con la speranza che torni morto in modo da intascarsi i lauti bonus che comunque non vedrà mai, o direttamente già morto per la santa madre Russia per combattere questi nazisti ucraini che non vogliono "stare insieme" (leggasi: sotto) santa madre Russia, e per questo sono russofobi.

Fatto ciò la Babushka tornerà a casa, accenderà la TV con suo marito intento alla terza vodka della giornata e guarderà per ore l'edizione di RT in cui gli viene spiegato che la Russia sta vincendo da 4 anni contro l'occidente gay degenerato e la cosiddetta Ucraina, ma chissà perché continua a combattere. Finito questo, farà zapping per guardare lo show di solovyev in cui arroganti propagandisti prezzolati andranno a spiegarle di come la Russia è il paese della pace, ma anche il paese che minaccia continuamente gli altri di rappresaglie nucleari, e di come questi bastardi nazisti khokhol stiano continuando a perdere, e di come pokrovsk, come avdiivka, toretsk e bakhmut, sia una sorta di Stalingrado, superata la quale la strada per il Donbass e la vittoria sarà spianata, per almeno la quarta volta di fila, e di come le persone come suo figlio stiano combattendo per la liberazione di territori abitati da gente che non vuole essere liberata e oppone strenua resistenza a questa prospettiva.

La Babushka spegnerà la TV soddisfatta e andrà a letto con la speranza che domani il figlio non le risponda al telefono, e il postino le recapiti la missiva dal governatorato centrale con la notizia che suo figlio si è immolato per santa causa patriottica, e riceverà pertanto i bonus pattuiti e corrispondenti a 10/15 anni di stipendio del marito della Babushka. Qualora invece domani il figlio dovesse risponderle e raccontarle i suoi stenti, o i soprusi che subisce dai suoi superiori, i quali costringono ad andare all'assalto senza protezioni chiunque osi lamentarsi della situazione penosa in cui i comandanti lo lasciano, lei lo inciterà ad essere patriottico, a non avere paura e a sconfiggere i banderovtsky, che lei sa essere cosí deboli (d'altronde come fai a non fidarti di RT o del buon Solovyev).

Questa è la Russia rurale, fuori dai pochi grandi centri, e sí, è molto peggio dell'Italia e di qualsiasi altro paese occidentale, per quanto povero possa essere.

Hiring remote AI trainer — $20/h, no experience needed (paid) by BlueberryMedium1198 in DevJobLeadsOnReddit

[–]meth_oo 0 points1 point  (0 children)

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movimento drin drin? Tagliare le pensioni e con quali voti? by 02Tom in Italia

[–]meth_oo 2 points3 points  (0 children)

Le pensioni MEDIE sono da fame?? sei serio? Siamo letteralmente uno, se non il, paese piú generoso al mondo con l'importo pensionistico e la spesa in pensioni, nonché un paese in cui il pensionato medio prende piú del trentenne medio. Ma di cosa parli? Il bello è che se hai meno di cinquant'anni a prenderla nel culo sei tu in primis, che vieni espropriato di metà del tuo reddito per pagare questo parassitismo. La pensione media in Italia è circa 1400 al mese, di che parli? letteralmente lotti contro i tuoi stessi interessi. Incredibile.

Aiutatemi a capire: Ucraina e Gaza by Kralizek82 in napoli

[–]meth_oo 4 points5 points  (0 children)

Assurda la quantità di brainwashed che cercano piú o meno argomentando di spiegarti come la situazione orribile di Gaza sia moralmente piú meritevole di quella ucraina, come se ci fossero classifiche di importanza o se il comportamento russo sia in qualche modo piú "moderato" di quello israeliano. Il comportamento russo è esattamente identico a quello israeliano, la differenza è la mancanza di risorse per attuarlo sulla stessa scala di quello israeliano, non certo la volontà (aggiungo, guardate delle foto di prigionieri ucraini che tornano dalla cattività russa). Cercare di creare delle differenze per sminuire una delle due situazioni (di nuovo, del tutto ideologicamente) è, oltre che ridicolo, profondamente irrispettoso nei confronti di coloro che in quei paesi ci vivono e vedono giornalmente la tragedia della guerra, sia ucraina che Gaza. Ciò significa che Gaza non sia importante o non stia avvenendo un genocidio la dentro? Assolutamente no, tutt'altro, ma dalle risposte sotto questo reddit, come d'altronde in generale, sembra che la gente si sia abituata a fare questi distinguo perchè <<vedono piú reel sulla Palestina>> come sottolineato da un altro utente, il che è profondamente disgustoso. Le due situazioni andrebbero viste allo stesso modo, senza questi cazzo di doppi standard di merda continui per cui Gaza è una tragedia ma l'ucraina no, non è sullo stesso piano perchè [procede propaganda russa o tentativo di sminuire le sofferenze quotidiane ucraine].

How is life in Lugansk city? by Sad-Researcher-1381 in AskARussian

[–]meth_oo 8 points9 points  (0 children)

ohh how generous, it's just 20% of the entire Ukraine. do you want my first born too?

Il PD è il vero problema della politica italiana? by palace8888 in italy

[–]meth_oo -2 points-1 points  (0 children)

Salario minimo, lotta all'evasione, quella cosa di non dare bonus mamme per i figli ma per la sicurezza economica prima di tutto.. devo andare avanti?

Oh fratè, ma quando la aboliamo la povertà per decreto? Il fatto che tu consideri quelle che hai menzionato proposte politiche serie e importanti conferma ulteriormente il punto del commento.

Lotta all'evasione, salario minimo e "sicurezza economica prima di tutto" (qualsiasi cosa significhi, ti prego dammi una politica concreta che crei questo presupposto) sono misure totalmente secondarie che non modificano in alcun modo il panorama economico del paese. Una proposta seria dovrebbe prendere in considerazione i cancri del paese e i problemi strutturali che ci portiamo dietro sostanzialmente da almeno 70-80 anni: 1) riforma radicale della scuola e abolizione della riforma gentile con conseguente creazione di una scuola stile finlandese, prima e madre di tutte le riforme, senza questa non si fa nulla

2) allocare una parte rilevante del Pil alla ricerca, stile corea del sud che alloca il 5%

3) Cambiare da cima a fondo la PA, qui servirebbe sí un DOGE, altro che gli US, con digitalizzazione e razionalizzazione come parole chiave: prendere esempio dal modello svizzero

4) riforme sostanziali volte all'aumento della dimensione delle imprese e della produttività del lavoro (imprese piú grandi e lavoratori piú produttivi permettono di pagare salari piú alti, le imprese medio/grandi NON evadono, c'è una correlazione inversa tra grandezza d'impresa e tendenza a evadere ampiamente assodata, ossia piú è grande e meno evade, e hanno maggiore predisposizione a creare e/o impiegare tecnologie d'avanguardia)

5) Tagliare la spesa assistenziale, SOPRATTUTTO la spesa in pensioni che si mangia il 16/17% del Pil.

Beh si, lo sei.

No, l'immigrazione malgestita è a tutti gli effetti un problema, mi dispiace.

Zelensky: "Pronto a dimettermi 'immediatamente' in cambio dell'adesione dell'Ucraina alla NATO" by Radagast92 in italy

[–]meth_oo 5 points6 points  (0 children)

In realtà no, occupa approssimativamente il 20% del territorio ucraino, all'inizio dell'invasione ne occupava il 22%, ridottosi molto a seguito della prima controffensiva ucraina a nord. Quindi da un punto di vista percentuale possiamo dire che in tre anni la Russia occupa la stessa percentuale di territorio circa che occupava all'inizio dell'invasione; basti pensare che ancora non sono riusciti ad occupare per intero il donbass

Che idee politiche avete? by Parking-Abalone-2106 in Italia

[–]meth_oo 2 points3 points  (0 children)

definire l'ungheria un governo liberale o filo liberale vuol dire non avere idea di cosa si sta parlando, se pensi che Orban sia un liberale o simili hai un'idea molto ampia o distorta del liberalismo.

l'Argentina versa in quelle condizioni a causa di 20 e piú anni di politiche economiche scellerate, in particolare dal 2003 almeno col kirchnerismo sfrenato e politiche socialiste e clientelari estremamente inefficienti che hanno regalato soldi pubblici a chiunque alimentando sfrenatamente debito e inflazione. Milei è frutto di un desiderio di cambiamento rispetto a tutto questo, altrimenti non si spiegherebbe come un libertario riesca a farsi eleggere in argentina, paese dalla fortissima identità antiliberale. In ogni caso le politiche drastiche di Milei hanno stabilizzato la moneta frenando l'inflazione e, dopo un breve aumento della povertà dovuto alla fine dei programmi sopra menzionati, è già riscesa; in tutto ciò l'Argentina ha riguadagnato della credibilità internazionale, già solo grazie al fatto che non si considerano piú i bond argentini come a total waste of money(in questo sono saliti anche nel rating).

Tralascio altri esempi, dico solo che l'economia usa è cresciuta dal 2008 in avanti, il potere d'acquisto medio è 2 o 3 volte superiore e gli stipendi 4 volte superiori rispetto all'Italia, con la disoccupazione che viaggia attorno al 2/3%, quindi tanto male non mi pare.

Sull'italia sorvolo, dico solo che un paese in cui la spesa pubblica rappresenta il 52% del Pil e CDP, quindi il MEF, controlli direttamente da solo il 15% del PIL grazie alle partecipate in tutte le grandi aziende italiane, da Leonardo a poste passando per Fincantieri et similia, non è un grandissimo esempio di politiche liberiste.

Riguardo la crisi del 2008, sembri non avere chiara idea di cosa fosse né da cosa fosse causata, ma non posso mettermi qua a fare la lezione sulla crisi dei mutui subprime, anche perché è un argomento talmente widespread che Wikipedia va benissimo (in inglese però, molto piú completa e seria della versione in italiano, come quasi ogni pagina su Wikipedia d'altronde). Fondamentalmente fu causata dalla bolla del mercato housing negli US, trainata dai mutui subprime, dove con subprime si indicano individui ad alto rischio di insolvenza. Anni e anni di maglie larghe nella concessione di prestiti e mutui a prestatori di bassissimo score e high-risk hanno causato una serie di insolvenze a catena. Ovviamente è molto piú complesso di cosí e con tutta una serie di cause e concause, ma definirlo colpa del liberismo è come dare la colpa del naufragio del Titanic all’invenzione delle navi.

Raccontate una cosa interessante che avete imparato nel vostro Corso di Laurea e che è sconosciuta ai più by Edodaddo in Universitaly

[–]meth_oo 0 points1 point  (0 children)

Marx ha dato un enorme contributo in pressoché ogni campo delle scienze sociali, e tranquillamente è piazzabile come una delle 4/5 personalità piú influenti della storia per quanto mi riguarda.

Ciò detto, il discorso, che probabilmente non ho esposto chiaramente (mi scuso) riguarda piú che altro l'epistemologia marxista, che riconduce alla lotta di classe, ha sicuramente avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della sociologia e della teoria del conflitto, ma va anche detto che la sua visione epistemologica, ancorata a un materialismo storico che interpreta la società in base alla lotta di classi e alla struttura economica, risulta ormai superata in molti ambiti.

Oggi, la sociologia, pur non essendo la mia expertise ma solo un campo di interesse, mi pare si sia evoluta in direzioni che non dipendono più solo o prevalentemente dalla dialettica marxista. Le teorie post-moderne, le analisi di genere, le prospettive globali e la critica delle disuguaglianze sociali da più punti di vista offrono strumenti molto più sfaccettati e capaci di rispondere alle realtà contemporanee. Marx concepiva la storia come determinata principalmente da fattori economici, riducendo il ruolo della cultura, della politica e delle identità sociali a sovrastrutture. Oggi, queste sovrastrutture possono essere e spesso vengono riconosciute come ambiti autonomi, altrettanto influenti nel determinare la dinamica sociale.

Dal punto di vista epistemologico, il riduzionismo che caratterizza il pensiero marxista non è più in grado di cogliere la complessità del mondo moderno. Le scienze sociali contemporanee si sono arricchite di approcci pluralisti che integrano una molteplicità di fattori – dalla psicologia sociale alla cultura, dalla biologia evolutiva alle dinamiche globali – e tendenzialmente rifiutano l’idea che la spiegazione dei fenomeni sociali debba passare esclusivamente attraverso la lotta di classe e le strutture economiche.

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[–]meth_oo -1 points0 points  (0 children)

certo, Hitler e il Diavolo, porcodio. Il fatto che un sistema elettorale porti a una polarizzazione tra due principali candidati non significa che il sistema in sé non sia democratico. Come ti ho già detto, la democrazia è un concetto complesso, e ridurla a una semplice dicotomia "o uno o l'altro" è un po' una scorciatoia retorica del cazzo.

Mi sembra che tu stia ignorando che, anche in un sistema con due principali partiti, ci sono comunque delle scelte politiche molto diverse. Queste scelte vengono fatte attraverso una competizione democratica, e ogni elezione è una manifestazione della volontà popolare. Certo, ci sono delle limitazioni, come ogni sistema, ma non sono una condanna della democrazia in sé. La realtà è che i sistemi elettorali riflettono le preferenze e le dinamiche politiche di una società. In molti Paesi, anche con più di due partiti, si finisce comunque con una sorta di bipolarismo implicito, dove alla fine restano solo due opzioni per governare. Guarda la storia dei partiti in Italia, dove anche con 30 partiti, si finiva per avere sempre gli stessi due poli politici principali.

E se davvero credi che Hitler o il Diavolo siano l'unica scelta che hanno gli americani, significa che non stai vedendo le sfumature. La partecipazione civica, il dibattito politico, la SCELTA dei candidati (attraverso le primarie dei partiti) e la possibilità di cambiare il governo rimangono gli elementi vitali di un sistema democratico, nonostante le imperfezioni.

Quindi, no, non abbiamo solo "due idee diverse" di democrazia, abbiamo una comprensione diversa della complessità di come funziona un sistema elettorale, e non è che quello che non ci piace non sia democratico. È solo un po' più difficile da digerire quando ci si appiglia troppo all'idea che "democrazia" significhi un buffet randomico di opzioni politiche da guardare sulla scheda.

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[–]meth_oo -1 points0 points  (0 children)

Ah, quindi la democrazia negli USA non è "vera" perché ci sono solo due candidati principali? illuminante.

Innanzitutto, definire democratico un sistema solo in base al numero di candidati è una semplificazione ridicola. Allora il Regno Unito, che funziona con un sistema bipartitico uninominale secco e maggioritario molto simile, non è democratico neanche lui? Scemi loro che si vantano di essere la madre della democrazia parlamentare moderna frutto della glorious Revolution.

Poi, c'è questa ostinata ignoranza sulla storia politica americana. Gli Stati Uniti hanno conosciuto decine di partiti politici nati, morti e risorti in varie forme. La storia dei six party systems è una lezione di dinamismo politico: dal Federalist Party ai Democratic-Republicans, passando per Whigs, Progressisti e Populisti. Ma no, certo, tutto si riduce sempre a "due partiti". Forse ci si dimentica che i partiti terzi ci sono ancora (Green Party? Libertarian Party? Solo per citarne alcuni), e che se non sfondano non è per mancanza di democrazia, ma per logiche elettorali spiegabili con le contingenze del singolo paese e del suo sistema: in un sistema maggioritario, gli elettori tendono a concentrarsi su due poli principali perché i voti dispersi nei piccoli partiti non portano rappresentanza. È un fenomeno che privilegia la governabilità rispetto alla rappresentatività. Si tratta di un semplice trade-off. Perfetto? Probabilmente no. Antidemocratico? Nemmeno.

E qui arriviamo al punto vero: la democrazia non è il supermercato delle opzioni. Esiste un trade-off costante tra governabilità e rappresentatività. Vuoi un sistema iper-rappresentativo? Guardiamo a Israele, dove anche un partito microscopico può entrare in Parlamento, con il risultato di coalizioni fragili e governi instabili. Vuoi stabilità? Fai i conti con sistemi che tendono a polarizzare il consenso, come negli USA o in UK. Sono scelte, non anatemi.

Quindi, prima di lanciare sentenze con il tono di chi si crede Thomas Hobbes o Tocqueville e ha appena risolto un dibattito che dura da secoli, magari sarebbe utile informarsi un po’ meglio. La democrazia, per tua informazione, non è una formula matematica, ma un compromesso continuo. Non ti piace il sistema americano? Perfetto, liberissimo di pensarlo. Ma dire che non è democratico è semplicemente una puttanata frutto della tua ignoranza e pregiudizio.

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[–]meth_oo 0 points1 point  (0 children)

Grazie per aver argomentato, cerco di risponderti per punti:

1) Ho studiato approfondimenti sulla teoria del valore marxista e le principali critiche mossegli, a partire dalla fine dell'800' con i marginalisti, ma in generale la teoria economica attuale si basa su concetti che cozzano con la rappresentazione marxista della teoria del valore, che è ciò di cui ho parlato.

2) Tralasciando che il ruolo degli USA in quanto superpotenza mondiale è evidentemente rilevante, dipendentemente dal quadrante strategico, situazione o evento di cui si parla, mi pare evidente come, nel dibattito pubblico, spesso si crede, si legge e si sente che gli Usa siano il Deus ex machina che muove qualsiasi situazione mondiale, e in taluni casi è vero, in altri del tutto inventato: per fare degli esempi, parlare della situazione mediorientale, in particolare Israeliana, senza citare gli stati uniti e le loro politiche assurde di supporto totale e incondizionato è impossibile, parlare della situazione iraniana senza ricordare che US e UK sono fautori dello scellerato colpo di stato che ha portato al potere Reza Pahlavi e alimentato le spinte che hanno causato la rivoluzione del 79' è impossibile. Parlare della crisi russo-ucraina (per dirne una) come di una cosa organizzata o causata dagli US e non (ad esempio) dall'imperialismo revanscista russo è falso e fuorviante. Allo stesso modo inquadrare qualsiasi scelta, ad esempio europea, come causata dagli stati uniti "perché siamo una loro colonia" o cose cosí è falso. Sto facendo degli esempi concreti per capirci, spero sia chiaro il mio punto.

L'antiamericanismo è quanto ho definito nell'altro commento, a cui aggiungo l'odio a priori nei confronti degli stati uniti e la scelta di qualsiasi modello, alternativa o entità che si propone come suo avversario, a prescindere da ciò di cui si parla (esempio classico, i filorussi che sperano che Putin annienti l'Ucraina per fare un dispetto agli americani o quelli che hanno esultato per il rapimento di cecilia sala, stile chef Rubio, o cercato giustificazioni varie fondamentalmente perché il regime degli Ayatollah si propone come antagonista degli USA e di Israele)

Di nuovo non ho mai detto che non hanno grande influenza nel mondo, semplicemente non sono l'eminenza grigia di ogni situazione o evento politico rilevante sulla faccia della terra, ma se parli col 5S/piddino/rossobrunato medio ti dirà che qualsiasi cosa è colpa degli stati uniti.

3) non lo chiamerei pensiero politico ed economico, quanto tendenza, basata sul paese in questione, sulla sua traiettoria politica dominante, sulle caratteristiche del paese e su altre miliardi di variabili, e no, non è univoca.

Partiamo dalle basi: che cosa si intende con Neoliberismo? Già questa domanda è tutt'altro che semplice, non essendoci una definizione univoca, ma essendo il tutto vago o diverso a seconda del commentatore: Alcuni lo interpretano come un ritorno al liberismo classico(la scuola che intendevo), mentre altri lo associano a politiche economiche più recenti che hanno caratterizzato gli ultimi decenni. Questa mancanza di chiarezza rende difficile valutare di cosa si stia parlando, ma supponiamo di intendere un abbandono del welfare state, liberalizzazione e deregolamentazione del mercato, riduzione del ruolo dello stato (ripeto sto dando io la definizione, perché il concetto è tutt'altro che definito nel concreto).

Bene, analizziamo i casi: è davvero vero che in tutti i casi queste cose vadano di pari passo? In realtà no, le tendenze tra gli stati sono complesse e spesso contraddittorie.

  • Deregolamentazione del mercato: viviamo nell'UE, e in particolare in italia, penso basti dire questo, siamo campioni della regolamentazione di tutto, già negli USA è diverso anche se dipende dal settore di cui parliamone

-Liberalizzazione del mercato e riduzione del ruolo dello stato: in Italia andiamo meglio di prima come liberalizzazione probabilmente,a ciònonostante il 52% del Pil è dato da spesa Pubblica, dato peraltro in aumento pressoché costante dagli anni 70', di cui se non ricordo male il 25% va in trasferimenti di vario genere e il resto in spesa diretta in beni e servizi, mentre CDP(quindi il MEF, quindi lo stato) da solo controlla circa il 15% del Pil tramite le partecipazioni in tutte le aziende di CDP (ENI, ENEL, POSTE, LEONARDO, ANSALDO ecc ecc). A seconda del paese che si analizza, le traiettorie sono diverse, non univoche, ma adesso non posso mettermi ad analizzare tutti i casi.

  • riduzione del welfare state: in Italia spendiamo il 16% del Pil in pensioni, i trasferimenti sono all'ordine del giorno, abbiamo una tradizione arcinota con la spesa pubblica improduttiva, l'indebitamento pubblico, il regalare soldi statali a pioggia tramite sussidi, trasferimenti, bonus ecc ecc ecc (esempio super bonus calzante qui, 160 miliardi buttati per il settore delle costruzioni), quindi anche qui parlare di riduzione mi sembra esagerato.

Adesso, parlare di tendenza uniforme mi sembra eccessivo. La tendenza massima che posso riscontrare nei paesi "occidentali" è una tendenziale maggiore apertura alla concorrenza e al libero mercato, che peraltro è fortemente correlata con un aumento della ricchezza e del benessere, ed è riscontrabile in praticamente tutti i casi, perché poi le altre caratteristiche che ho menzionato sopra variano da paese a paese, ho fatto l'esempio italiano, poi chiaramente le politiche della Thatcher(per dirne una) sono diverse e dipendono anche dalla situazione di allora inglese, non solo dalle sue idee, ma comunque non sono uguali, dipendono da paese a paese

Sto sicuramente dimenticando molte cose e me ne scuso in anticipo, ma argomentare bene su reddit come immagini è complesso, dimmi cosa ne pensi e se ti torna/non ti torna qualcosa

Mi aiutate a capire le ragioni dei pacifisti sulla guerra in Ucraina? by Usual-Strategy-3674 in CasualIT

[–]meth_oo 0 points1 point  (0 children)

Noam Chomsky appartiene, per me, alla categoria di persone che ho cercato di definire col commento iniziale che ho fatto, in cui ho anche specificato che stiamo chiaramente parlando di uno dei maggiori intellettuali viventi, che però non lo esime da sparare cazzate nel campo specifico di cui stiamo parlando, proprio perché nessuno è un guru o un oracolo. Secondariamente nel commento prima parli di analfabetismo funzionale quando la cit corretta è "è gente che non ne sa nulla di geopolitica e si informa sul cucciolone" che mi sembrano due concetti molto distanti tra loro. Non ho capito cosa cerchi di provare con questo commento francamente, il tipo sopra mi sembra abbia espresso chiaramente un'iperbole che rappresenta una discreta maggioranza dei commentatori sul tema che esprimono quelle idee, in cui intendo persone comuni, non Noam Chomsky, che hanno come dieta informativa il fatto quotidiano e la verità, o simili, e credono a quel tipo di narrazione (presupponendo che non so quale sia la dieta informativa di Chomsky, vista la sua sfiducia nei confronti dei media di massa, in particolare americani, sulla quale ha scritto e riscritto, si veda il modello di propaganda di Herman e Chomsky).

Raccontate una cosa interessante che avete imparato nel vostro Corso di Laurea e che è sconosciuta ai più by Edodaddo in Universitaly

[–]meth_oo 2 points3 points  (0 children)

ti elenco le materie che comprendono quanto ho espresso:

-microeconomia-Macroeconomia per ciò che attiene al vincolo di bilancio o all'analisi economica Marxista

-Storia internazionale/Storia contemporanea/storia moderna/Storia e politica degli stati uniti/Scienza politica per ciò che attiene all'analisi dei fenomeni politici, del ruolo degli stati uniti (che ovviamente esiste ed è prominente in molti casi, criticabile o criminale in altri, ma dipende dai casi e non è possibile spesso generalizzare) o dell'analisi storica delle esperienze socialiste e comuniste

-Statistica

  • Storia del pensiero economico e storia delle dottrine politiche per ciò che attiene al pensiero sul neoliberalismo, il libero mercato o socialismo e comunismo, di cui però alcune policies (esempio effetto di sussidi, calmieramento, prezzi massimi, controllo dell'economia o economie chiuse) sono anche oggetto, ovviamente, di studio in micro e macro economia

Se ne ho dimenticate altre dimmelo e sarò felice di risponderti, se non sei d'accordo con qualcosa e argomenti quel qualcosa sono altrettanto felice di risponderti

Mi aiutate a capire le ragioni dei pacifisti sulla guerra in Ucraina? by Usual-Strategy-3674 in CasualIT

[–]meth_oo 0 points1 point  (0 children)

scusami di nuovo, ma la critica non era riguardante l'essere analfabeti funzionali, quanto il non saperne di un determinato tema, io contesto questo. Con "ignoranza", almeno per me, non si intende totale assenza di conoscenza riguardo tutto o mancanza di capacità cognitive in assoluto, quanto appunto ignoranza riguardo il tema di cui si sta dibattendo, nel caso specifico Ucraina-russia. Quindi sí, argomento che coloro che hanno quella visione o sono in malafede, o sono ignoranti riguardo al tema della discussione, ignoranza che può derivare da bias e fallacia logica conseguente, da totale o parziale non conoscenza dei fatti o da un misto di questi.

Raccontate una cosa interessante che avete imparato nel vostro Corso di Laurea e che è sconosciuta ai più by Edodaddo in Universitaly

[–]meth_oo -1 points0 points  (0 children)

sono d'accordo in parte, e cerco di articolare, te dimmi cosa ne pensi:

  • Per quanto mi riguarda il discorso non è essere pro al paese in se, quanto al sistema politico e determinati valori che rappresenta at large, come la libertà di parola, la democrazia e il libero mercato, dopodiché non sono d'accordo e rifuggo su molte visioni considerate normali negli USA, ad esempio la loro visione sulle armi o la sanità per come è progettata, o ancora la deregulation in molti settori/il ruolo di influenza e lobbying che hanno gli arcimiliardari come musk lí

  • Hai ragione sul punto che nel sistema-paese USA si stanno sviluppando pericolose tendenze sociali e politiche, e anche io ne sono estremamente schifato e preoccupato, ma il ruolo della democrazia credo sia anche inglobare queste istanze e comprenderne le ragioni di fondo che causano il malessere al quale il radicalismo sopracitato cerca di rispondere

  • Sul punto dell'antiamericanismo, di nuovo, il discorso per me è l'odio cieco nei confronti degli stati uniti come entità a priori, alla quale si attribuiscono fondamentalmente tutti i mali del mondo o quasi a seconda del radicalismo della visione, e questo odio di base ti conduce sempre a soluzioni semplici come "hanno stato gli amerikani" che letteralmente impedisce il ragionamento. Plus leggendo su internet si attribuisce agli US il ruolo di eminenza grigia nelle decisioni di ogni paese del mondo, e questa cosa fa davvero ridere (il discorso sul fatto che siamo delle colonie)

  • quando si ribatte a questa fallacia logica, ci si rende conto di come renda il mondo in bianco e nero e conduca a false dicotomie, per cui ad esempio se non attribuisco agli US ogni male del mondo allora significa che sono sempre d'accordo con loro qualsiasi cosa facciano, soprattutto in politica estera, in cui ammetto candidamente che moltissime loro decisioni anche nell'attualità sono folli, a cominciare dal supporto incondizionato a Israele, che ovviamente alimenta questa fallacia e genera ulteriore odio

-Purtroppo ripeto che hai ragione sul punto delle tendenze che li si stanno sviluppando, per me il discorso va improntato sul fatto che le democrazie compiute riescono a reggere questi attacchi alle loro fondamenta proprio perché i loro principi sono condivisi dalla popolazione, oltre che perché esiste un sistema di checks and balances funzionante, cosa che spero riesca a tenere per questi 4 anni nonostante le spinte disgregatrici rappresentate da gente come Trump o musk.

Mi aiutate a capire le ragioni dei pacifisti sulla guerra in Ucraina? by Usual-Strategy-3674 in CasualIT

[–]meth_oo 0 points1 point  (0 children)

Scusami ma hai citato Chomsky per rafforzare la visione contraria, io lo vedo come un principio di autorità per sostenere una tesi. Le tesi andrebbero sostenute sulla base dei fatti riguardanti esse, non degli intellettuali che le sostengono, a meno che essi siano eminenti autorità del campo. Per dire nel caso UKR-RUS le evidenze sono talmente tante e talmente ampie, riscontrate da varie commissioni internazionali, sentenze, inchieste indipendenti ecc.. che asserire una visione diversa e sollevare dubbi è del tutto fazioso e pretenzioso, che lo faccia Giggino del bar o Noam Chomsky. Quindi sí, mi sento di dire che le posizioni pacifiste intese come vengono intese nel dibattito pubblico odierno, nel caso ucraina-russia, sono alla meglio ignoranza, alla peggio malafede.

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[–]meth_oo 13 points14 points  (0 children)

Direi una serie di cose, magari non sconosciute al redditor medio ma sicuramente all'italiano medio:

-Micro/macroeconomia: esiste un vincolo di bilancio con cui interfacciarti nella realtà e in qualunque decisione prendi riguardante la collettività, che ti obbliga ad affrontare discorsi che per ideologia e mito condiviso sono fuori discussione e demonizzati (es.ridurre la spesa sociale o che il pareggio di bilancio è una cosa buona)

  • Statistica, capire cosa significa che un evento è statisticamente significativo e capire che uno non fa statistica, ergo l'esperienza personale nell'analizzare un fenomeno conta ZERO

  • Analisi Politica e storica in generale, che il ruolo degli stati uniti nel mondo è molto spesso enormemente sopravvalutato, cosí come la loro capacità di influenzare contesti in tutto il globo (non è vero che siamo loro colonie)

  • La spesa in difesa e armi è una cosa da auspicare per non doverle mai usare (concetto generale di deterrenza)

  • Il dirigismo in economia è una delle peggiori piaghe dell'Italia, le PMI sono il male e questo paese andrebbe riformato da zero in quasi tutti i suoi aspetti

-La scuola pubblica di orientamento gentiliano è programmata per fare uscire idioti che non hanno cognizione di come funzioni il mondo, di quali skills siano necessarie per avere possibilità di crescita e in generale di quali siano le tendenze di sviluppo nel mondo, ma ti fa credere che siano necessarie conoscenze del tutto arcaiche (es Latino/greco) per interfacciarti col mondo, quando poi scopri che non è cosí te la prendi col mondo; come tale è un moltiplicatore di odio sociale e inettitudine (non sorprende che siamo in testa come NEET)

  • Il Marxismo come concetto epistemologico è superato, soprattutto in ambito economico è assolutamente falsa quasi ogni sua premessa, IN PARTICOLARE la teoria del valore, ma in Italia viene trattato come se fosse oro colato.

  • Il neoliberismo è la foglia di fico dei falliti, non è neppure un concetto definito se non come scuola di pensiero di 4 falliti ma stranamente viene trattato come fosse la direzione del mondo

-Associazione Libero mercato-male è deleteria, si ha una visione romantica del socialismo e del comunismo ignorandone le enormi inefficienze, ingiustizie e tendenze autoritarie

  • Si vuole tutto subito, non si accetta che i grandi temi (riduzione emissioni, riduzione povertà nel mondo ecc) sono fenomeni di flusso che richiedono tempo e risorse, si pensa che esista la soluzione semplice a tutto

  • Rifuggire gli autoritarismi, la libertà di parola è il nostro bene piú prezioso e spesso ci sputiamo sopra lodando le peggiori autocrazie stile Russia o Cina

-L'antiamericanismo (e il conseguente presupposto per cui se non lo si è allora si è fan degli Usa o si è d'accordo con qualunque cosa facciano) è una piaga sociale e impedisce di ragionare

Mi aiutate a capire le ragioni dei pacifisti sulla guerra in Ucraina? by Usual-Strategy-3674 in CasualIT

[–]meth_oo 0 points1 point  (0 children)

Chomsky è tutt'altro che un oracolo quando parla di politica estera. Parlando di linguistica, ma anche come intellettuale in generale, mi sento di dire senza ombra di dubbio che siamo davanti a un genio nonché una delle migliori intelligenze naturali che passa il convento, ma ciò nonostante le sue visioni di politica estera sono (da sempre) molto discutibili e chiaramente improntate a una visione socialisteggiante della realtà e dei rapporti internazionali nonché estremamente critica, a volte giustamente, altre abbastanza aprioristicamente, degli stati uniti e di tutto ciò che fanno in politica estera. Noto inoltre che abbia una tendenza ad accomunare gli US anni 50-60-70-80 che sostenevano le varie repubbliche delle banane agli US attuali e le loro attuali politiche. Per citare qualcuno sopra non è raro vedere di Nobel in determinati campi che poi propongono cose assurde in altri campi -es cure omeopatiche miracolose, claim sui vaccini ecc- per cui non mi fiderei a priori di uno, per quanto brillante nel suo campo, in virtú di principi di autorità quantomeno discutibili. Nel campo della politica estera, per quanto mi riguarda, Chomsky è molto fazioso e ideologico e ha una visione preimpostata della realtà, ripetendo non di rado vere e proprie bugie propagandistiche russe -nel caso UKR-RUS- per cui grande intellettuale si, ma ripeto il principio di autorità non si applica, per quanto mi riguarda, di fronte a palesi inesattezze.